Schermo nero.

 

Dissolvenza in apertura. Appare una scritta

 

Arcadia Productions presenta

 

Un film di

David Fincher

 

Devil: Rinascita

 

Lo schermo ritorna nero per qualche secondo.

 

Dissolvenza in apertura.

 

La mdp inquadra in totale una squallida camera d’albergo. In sovrimpressione, la scritta: Tijuana.

Seduti a due sedie, un uomo e una donna. L’uomo è vestito con maglietta e pantaloni, ha i capelli rasati e il viso butterato. E’ uno spacciatore e sta bevendo del whiskey (Frank Miller); la donna è bionda, sarebbe una bella ragazza se non fosse così magra quasi scheletrica (Scarlett Johansson): indossa una lunga vestaglia e sta fumando. Tra i due, un tavolino su cui è appoggiato un ventilatore.

L’uomo è appoggiato alle tapparelle, che sono abbassate; la donna è appoggiata al muro: non sta guardando lo spacciatore. 

A parlare per primo, è lo spacciatore.

 

SPACCIATORE:

Sì, sono sicuro che ho visto un tuo film. Vai forte nelle ammucchiate. (Guardandola meglio) Com’è che ti chiami?

 

Primo piano della donna. Gli occhi sono coperti dalla frangetta dei capelli.

 

DONNA:

 Karen Page. (Tira fuori dalla vestaglia una busta. Guarda lo spacciatore) Senti, quello che c'è scritto qui vale moltissimo. Portala negli Stati Uniti e ti daranno più soldi di quanto immagini…

 

La mdp ritorna sullo spacciatore.

 

SPACCIATORE:

Cosa non s’inventa in caso di bisogno, eh…? (Porgendo la bottiglia di whiskey) Vuoi un goccio? (Allusivo) No, non è l’alcol che vuoi….

 

Primissimo piano di Karen. 

 

KAREN:

Si tratta di Devil, sai? L’ho detto. Ho detto il nome. E lui ne ha un altro. E’ scritto qui dentro. Lo vuoi o no?

 

Lo spacciatore, come se assecondasse la ragazza, prende il foglio. Quindi tira fuori da un cassetto del tavolino che stava tra i due una piccola dose di eroina e la dà a Karen, che la prende.

 

Stacco.

 

La mdp inquadra in campo lungo un enorme grattacielo, dalla struttura avveniristica. In sovrimpressione, la scritta: New York, qualche giorno dopo

Ascoltiamo due voci fuori campo. Una è quella dello spacciatore che abbiamo visto prima.

 

SPACCIATORE:

Gli affari con l’East Coast ti vanno bene, Tonio. Guarda qui…. Non è più come una volta.

 

Risponde un’altra voce, quella di un uomo, quella di Tonio.

 

ALTRO UOMO:

Una volta avevo molto tempo a disposizione. Ora ho solo cinque minuti…

 

Con un leggero stacco, ci troviamo all’interno di un ufficio, molto elegante e spazioso: al centro c’è una scrivania, alle pareti quadri. Seduti alla scrivania, lo spacciatore e un altro uomo, Tonio. Entrambi stanno fumando: lo spacciatore una sigaretta, Tonio un sigaro.

 

SPACCIATORE:

Il tuo tempo vale molto, Tonio… Ma quello che ho qui vale moltissimo…. (Accenna alla busta che è sulla scrivania) Lì dentro c’è scritta l’identità segreta di Devil…

TONIO:

Questo varrebbe la tua vita.

 

Primissimo piano dello spacciatore, che dà la busta a Tonio.

 

SPACCIATORE:

Davvero…. E’ una notizia sicura…

 

Tonio prende la busta.

 

Stacco.

 

La mdp inquadra ora in campo lungo un enorme yacht: sembra quasi una nave da crociera più che un semplice yacht. Il sole sta tramontando. Ascoltiamo una voce profonda, una voce che al solo sentirla incute timore e rispetto. E’ la voce di Wilson Fisk, detto Kingpin, il re del crimine di New York.

 

KINGPIN:

Bene, signori, ma non abbastanza. Dobbiamo espandere più in fretta le imprese legali. Devono diventare la spina dorsale dell’organizzazione. Ho finito.

 

Con un leggero stacco, ci troviamo sul ponte della nave. Kingpin è seduto su una poltrona in pelle e sta fumando un sigaro. E’ molto alto e grosso ed è senza capelli (Vincent D’Onofrio): ha davanti a sé cinque persone, tutti maschi, tra cui spicca un uomo di circa cinquant’anni, biondo (Mark Hamill.) E’ lui a parlare non appena Kingpin finisce il suo discorso. Il suo nome è Wesley.

 

WESLEY:

Scusi, signore… Viene dal Messico… Forse non è nulla…

 

Primo piano di Kingpin: ascolta con attenzione.

 

WESLEY

(prendendo da una tasca interna della sua giacca la lettera):

Tonio, il nostro nuovo impiegato, non voleva portargliela… ma lei mi ha detto di riferirle tutto in proposito. Uno spacciatore di Tijuana dice di conoscere la vecchia amante di Devil… Per una dose di eroina gli ha venduto il nome.

 

Dettaglio dell’occhio sinistro di Kingpin. Fuori campo, Wesley continua a parlare.

 

WESLEY:

…. Il suo vero nome intendo….

KINGPIN:

Capisco benissimo. Dammela.

 

Wesley si alza dalla sua sedia e dà la busta a Kingpin: contemporaneamente, tutti gli altri uomini di Kingpin se ne vanno, tranne Wesley. Kingpin apre la busta e legge cosa c’è scritto. Quindi si rivolge a Wesley.

 

KINGPIN:

Riporta lo yacht a New York. Trova chiunque abbia toccato questa busta, o abbia parlato con chi l’ha fatto. E aspetta gli ordini. Nel frattempo, controllerò l’informazione.

 

Primo piano di Kingpin: sul suo viso si dipinge un sorriso inquietante.

 

Stacco.

 

Sul nero dello schermo, compare la scritta: Sei mesi dopo.

La mdp inquadra dall’alto un uomo biondo, di circa trenta anni che sta dormendo: è a torso nudo, e il letto è sfatto. La stanza è molto elegante. L’uomo è Matt Murdock (Jérémie Renier), avvocato di Manhattan. Ne ascoltiamo la voce fuori campo.

 

MATT:

L’inverno invade Manhattan come un ospite indesiderato. Senza avvisare. E pare che debba restare per sempre. Sparge un manto bianco che fa sembrare la città pulita per qualche ora, finché la neve non viene calpestata e diventa granulosa e grigia. Ma io, Matt Murdock, sono cieco e quindi mi perdo lo spettacolo. Sento solo le cornamuse e il freddo dell’East Coast che entra nelle ossa.

 

Primo piano di Matt, che si sveglia e si stropiccia gli occhi. Sono le otto e mezza del mattino. Matt si alza dal letto e si dirige al bagno: si muove come se non fosse affatto cieco. Nel bagno, Matt si toglie i pantaloni del pigiama e si infila sotto la doccia.

 

Stacco.

 

Matt è ora nel soggiorno di casa sua: la grande finestra dà su Manhattan, innevata. Al muro una libreria ricca di volumi. Nel complesso, è una ricca casa borghese. Matt indossa una vestaglia di seta. Si dirige alla porta di casa: c’è la posta. Matt si abbassa e prende le buste.

Dettaglio della mano di Matt che tasta le lettere con le dita, come farebbe chiunque nella sua condizione di cieco. Di alcune buste leggiamo le intestazioni: una (che pare contenere un nastro registrato) è di Glorianna O’Breen, la ragazza di Matt.

Primo piano del suo volto: sembra preoccupato; evidentemente, non si aspettava una lettera da lei. Mette da parte la lettera con il nastro registrato e passa a tastare le altre: una proviene dalla banca di Matt, mentre un’altra proviene dal fisco. Matt le apre: si capisce che non danno buone notizie, perché Matt assume un'espressione preoccupata e incredula nel leggere le due lettere.

Matt si alza.

 

Stacco.

 

La mdp inquadra una caffetteria che è sul fuoco. Ascoltiamo una voce fuori campo. E’ quella di una donna,  Glorianna O’Breen. Noi la chiameremo Glori. 

 

GLORI

(con tono distaccato):

Matt, sono Glori.

 

A questo punto, la mdp inquadra ora un registratore che sta riproducendo la cassetta con la voce di Glori. Contemporaneamente, ascoltiamo la voce di Matt che parla al telefono.

 

GLORI

(come sopra):

Sono giorni che cerco di parlare con te….

 

MATT

(fuori campo, al telefono):

Ciao, Syd, sono Matt. Ho ricevuto una cosa dal fisco.

 

La mdp inquadra ora in totale Matt, seduto su uno sgabello al centro della sua cucina: ha in mano la notifica del fisco. La cucina è molto pulita e spaziosa.

 

GLORI:

Sembra che tu non stia molto in casa… per me non ci sei mai, comunque.

 

Matt continua a parlare al telefono, senza curarsi di quello che sta dicendo Glori nel nastro registrato.

 

MATT:

E’ che… (Alterandosi un po’) C-cosa vorresti dire, Syd? Sei il mio commercialista da… Non puoi… Credi davvero, Syd… Mentire a te? I miei registri sono in regola…

 

Primo piano di Matt. La voce di Glori continua al registratore.

 

MATT:

Pronto?

 

GLORI:

Forse non è questo il modo migliore per dirtelo, Matt. So che stai passando un brutto periodo…

 

Mezza figura di Matt, che guarda il telefono senza capire. La voce di Glori continua al registratore.

 

GLORI:

Ma non ne posso più, Matt… per come mi tratti… ho chiuso con te. Forse se mi avessi reso partecipe di cosa ti affligge… Ma…

 

Primo piano di Matt: bussano alla porta. Matt attacca alla cornetta il telefono; la voce di Glori continua al registratore.

 

GLORI:

Vorrei che non rendessi le cose più difficili. Cioè… ti chiedo di non chiamarmi.

 

Matt è ora nell’ingresso di casa sua. Apre la porta. Mezza figura di Matt: la mano di un uomo compare nello schermo. Tiene in mano una busta. Ascoltiamo la voce di Matt.

 

MATT

(prendendo la busta):

E’ un mandato di comparizione in tribunale. Non come testimone.

 

Matt chiude la porta. La mdp resta per qualche secondo su di essa.

 

Stacco.

 

La mdp inquadra in totale lo studio molto elegante di un avvocato: Matt gli è seduto di fronte, e stringe il suo bastone, teso. A parlare è l’avvocato, un uomo di quarant’anni.

 

AVVOCATO:

Tu scotti, Matt. Se l’accusa fosse stata fatta da un altro poliziotto, ma Nicholas Manolis, vent’anni di onorato servizio.

 

Primo piano di Matt.

 

MATT

(tagliando corto):

Conosco il suo curriculum.

 

L’avvocato guarda prima Matt, poi dà un’occhiata a un fascicolo che ha sulla scrivania.

 

AVVOCATO:

Io non voglio giudicarti. Ma questa è una dichiarazione giurata del tenente Manolis. Dice che ti ha visto pagare un testimone per giurare il falso nel caso Hendricks.

 

Matt è indignato e rabbioso.

 

MATT:

Non posso credere che Manolis abbia detto questo…

 

Detto questo, Matt si avvicina alla porta e la apre, uscendo dall’ufficio. Sentiamo, mentre vediamo fargli questo, la voce fuori campo dell’avvocato.

 

AVVOCATO:

Non ci siamo visti oggi, Matt. E non dare fastidio a Manolis. Non sarebbe etico.

 

Matt richiude la porta senza dire nulla.

 

Stacco.

 

E’ notte a New York. Sta nevicando.

Con uno stacco, ci troviamo davanti alla porta di un appartamento, leggermente socchiusa. Ascoltiamo a questo punto la voce di un UOMO: la voce è gioviale e simpatica, anche se un po’ stanca.

 

UOMO:

La neve ha bloccato il traffico. Ho fatto più in fretta che ho potuto. Non dovresti lasciare la porta aperta, Glori.

 

La porta viene aperta e nell’appartamento entra Franklyn ‘Foggy’ Nelson (Joshua Jackson), un uomo di circa trent’anni, ben vestito e con una folta capigliatura. Indossa un giaccone. 

 

FOGGY

(continuando il suo discorso)

Non è… (Si ferma, costernato) Glori!

 

La mdp inquadra ora in totale l’intero appartamento: tutto è capovolto e in gran disordine. I cassetti dei mobili sono stati gettati a terra, così come i libri e i tavolini del soggiorno. Accovacciata al centro della stanza, Glorianna O’Breen (Eva Green), una bella ragazza di venticinque anni circa coi capelli castani. Ha in mano un paio di libri.

 

GLORI

(alzando lo sguardo su Foggy):

Hanno preso tutto, Foggy… sono tornata a casa e avevano preso tutto.. Che razza di gente può far questo?

 

Foggy si avvicina alla ragazza e la stringe in un abbraccio, premuroso.

 

GLORI

(rabbiosa):

Maledetta città! Ho più paura qui che a Belfast con le bombe. Hanno rovinato le mie foto, Foggy. Che gente.

FOGGY

(cercando di calmarla):

Tu stai bene, Glori. E’ questo che conta. Ti preparo un caffè…

GLORI:

No, non qui… con le mie cose rotte, la confusione… non posso restare qui.

 

Primo piano della ragazza: ha cominciato a lacrimare. Foggy la guarda, preoccupato.

 

Stacco.

 

Siamo all’interno della redazione di un grande giornale cittadino: non c’è nessuno, tranne un UOMO, di circa quarant’anni, in camicia e seduto dietro la sua scrivania. Il suo nome è Ben Urich (Peter Krause) ed è un giornalista: porta gli occhiali. Sta bevendo del caffè. Il computer sulla sua scrivania è acceso.

A un certo punto, gli si avvicina un altro uomo: è di colore e ha sessant’anni. E’ Lee, il vicedirettore del giornale per cui Urich lavora (John Amos.) Ha in mano quello che sembra essere un comunicato stampa.

 

LEE

(porgendo il foglio a Urich):

Controllami questo, Ben.

 

Ben prende il foglio e gli dà un’occhiata. Dettaglio dell’occhio sinistro di Ben che legge il comunicato.

Primo piano di Ben: è sorpreso da ciò che legge. Posa il foglio sulla sua scrivania e prende la cornetta del telefono.

 

BEN:

Matt… Ben. Ho saputo…

 

All’altro lato del telefono, ascoltiamo la voce di Matt. Ha una voce molto lontana.

 

MATT:

Non ho dichiarazioni per la stampa.

BEN

(sempre inquadrato in primo piano):

Matt, se non è ufficiale… sai che puoi fidarti…

 

All’altro lato del telefono, ascoltiamo la risata sarcastica di Matt.

 

BEN

(senza curarsi della risata di Matt):

Matt… io sono tuo amico.

 

Di nuovo ascoltiamo la risata di Matt, quindi il click che indica che la comunicazione è chiusa. Ben resta un momento con la cornetta del telefono in mano, quindi la posa e si mette a guardare il vuoto, assorto.

 

Stacco.

 

Siamo nello studio di Matt, immerso nel buio. L’unica luce è quella lunare che proviene dalla finestra. Matt è seduto alla sua scrivania: ha davanti a sé il suo libretto degli assegni e l’estratto conto della banca. Le matrici sul libretto degli assegni indicano senza ombra di dubbio che Matt ha pagato puntualmente, ma di questo non c’è traccia sull’estratto conto.

Primo piano di Matt, pensieroso. Dopo un po’ di tempo, si alza dalla scrivania ed esce dallo schermo.

 

Stacco.

 

Siamo in casa di Foggy. La casa è un appartamento borghese molto pulito e ordinato. Foggy è con Glori, e sono entrambi seduti davanti al camino. Stanno mangiando dei toast.

 

FOGGY

(un po’ imbarazzato):

Che giornataccia fuori, eh? E dire che ieri sembrava autunno.

GLORI

(sorridendo):

Ieri era autunno, Foggy.

 

Foggy dà l’ultimo sorso al suo toast e non dice nulla.

 

GLORI

(grata):

Foggy, come sei stato gentile. Quando sono rientrata… e ho visto quel… è stato come se non avessi nessun amico.

FOGGY

(come sopra):

Non devi mai pensare una cosa del genere.

GLORI:

Il tuo è stato il primo nome che mi è venuto in mente. E ora sono qui da te al caldo. Non tremo nemmeno… credevo non avrei più smesso.

 

Dettaglio delle mani di Foggy e Glori che si stringono. Foggy è ancora un po’ in imbarazzo.

 

FOGGY

(guardando l’orologio):

Guarda che ora si è fatta… meglio andare a letto…

 

Primo piano di Glori, che sorride maliziosa.

 

FOGGY

(ancora molto imbrazzato):

Io dormo sul divano.

 

Stacco.

 

Vediamo Matt nei panni di Devil volteggiare sulla città. Alla fine si ferma vicino alla finestra di un appartamento. Prende una ventosa e un temperino: apre un buco nella finestra, e ci infila dentro una mano. Apre la finestra ed entra nell’appartamento. E’ entrato in una cucina. In un’altra stanza, ascoltiamo la sigla di "Will & Grace".

Viene ora inquadrata la porta della cucina: vi entra un UOMO di cinquant’anni, con baffi e leggermente stempiato. E’ Nick Manolis (Jon Polito.) Devil è al centro della cucina, accanto alla tavola.

 

DEVIL:

Vent’anni, Nick… perché mentire proprio adesso?

 

Manolis apre il frigorifero e ne prende una bottiglia di birra. Quindi guarda di nuovo il supereroe.

 

 MANOLIS

(senza scomporsi):

 Fuori da casa mia.

DEVIL:

Stai sbagliando, Nick. Io ti conosco. Voglio sapere perché stai cercando di rovinare Murdock...

 

A questo accenno di Devil, Manolis indietreggia. Spacca la bottiglia contro il frigorifero: la bottiglia si rompe. Con la metà appuntita, Manolis si avventa contro Devil, che para l’attacco del poliziotto bloccandogli la mano con la bottiglia, quindi lo colpisce con un pugno molto forte al volto: Manolis cade a terra.

 

MANOLIS

(alzandosi):

Ho detto: fuori da casa mia.

 

Manolis si alza e si guarda in giro: nessuna traccia di Devil. Si massaggia il mento, quindi si avvicina al telefono e compone un numero.

 

MANOLIS

(concitato, al telefono):

E’ venuto. Sì, Devil. Ho fatto come mi avete detto. Riguardo a mio figlio.. ha bisogno di quella cura…

 

La mdp lascia il poliziotto e va a inquadrare Devil, seduto a gambe incrociate sul tetto del condominio dove abita Manolis. Ascolta con attenzione quello che dice Manolis, quindi va via.

 

Stacco.

 

Matt è ora a casa e indossa il suo pigiama. E’ in cucina, vicino al forno a microonde: cerca di accenderlo per prepararsi la cena, ma non c’è corrente. Prende il telefono per chiamare il pronto intervento, ma si accorge che il telefono è staccato.

Primo piano di Matt: sorride amaro.

 

Stacco.

 

La mdp inquadra la baia dell'Hudson: sta spuntando l'alba a New York.

 

Stacco

 

Ci troviamo nella casa di Foggy che sta dormendo sul divano, un po’ a disagio. Foggy si sveglia e si mette a sedere sul divano. Vede che Glori si è già svegliata e gli sta preparando la colazione. Vedendolo sveglio, Glori gli sorride.

A questo punto, squilla il telefono. A rispondere è la ragazza.

 

GLORI:

Casa Nelson. Ciao, Matt… no, non hai sbagliato… Te lo passo…

 

Foggy si alza dal divano e prende la cornetta che Glori gli porge.

 

FOGGY:

Matt! Ciao! Ieri notte è successa una cosa pazzesca… Cosa? Ti sento male, Matt… dove… in una cabina? A quest’ora?

 

Primo piano di Glori: ascolta con attenzione la telefonata tra i due uomini.

 

FOGGY

(allarmato):

Hai detto il Grand Jury?

No… non lo sapevo. Oh, santo Iddio.

 

Foggy posa la cornetta del telefono e guarda Glori, sconvolto. 

 

Stacco.

 

Vediamo Foggy e Matt seduti al tavolo di una biblioteca. Hanno davanti massicci volumi di legge che stanno consultando alacremente e con cura: molto probabilmente i due avvocati stanno preparando la difesa per il processo a Matt, che appare molto stanco e deperito.

 

Stacco.  

 

La mdp inquadra Kingpin, seduto dietro la sua scrivania. Sta ascoltando quello che gli sta dicendo il suo fidato servitore, Wesley.

 

WESLEY:

Il giudice ha dato il suo verdetto, signor Fisk.

KINGPIN:

Allora?

WESLEY:

Murdock non è stato condannato al carcere, ma soltanto privato del diritto di esercitare la legge.

 

Kingpin ha un sorriso compiaciuto.

 

WESLEY:

Signore?

KINGPIN:

 Per Murdock si prospettano la povertà e il pubblico disprezzo. E’ stato un valente avversario: non sono ancora soddisfatto, ma non devo insistere. Ho vinto. Devo lasciarlo al suo futuro di infelicità che lo aspetta.

 

Wesley va via. Kingpin si accende un sigaro.

 

Stacco.

 

Matt e Foggy sono davanti all’aula del tribunale dove si è tenuta l’udienza del processo di Matt. Foggy appare sinceramente dispiaciuto per la sorte dell’amico, mentre Matt non dice nulla, abbattuto e annichilito.

 

FOGGY:

Mi dispiace, Matt… davvero…

MATT:

Sei stato grande, Foggy. Mi hai evitato il carcere. Non ho fatto molto per meritarmi una simile amicizia.

 

Matt si volta e abbraccia l’amico con trasporto, quindi si allontana dall’aula. Foggy lo guarda.

 

Stacco.

 

La mdp inquadra in campo lungo Karen, che sale con fatica degli scalini. Si avvicina a una porta e la apre: quello che le appare è una scena sconvolgente. Lo spacciatore cui lei ha venduto l’identità segreta di Devil giace a terra, morto, la testa immersa in una pozza di sangue. Un uomo dall’aspetto truce ha una pistola in mano e si alza quando vede aprire la porta: Karen riesce a scappare prima che il colpo esploso dalla pistola del killer la colpisca.

Karen, a fatica, esce dal palazzo e corre a perdifiato per le strade di Tijuana. Il killer la segue. 

 

Stacco.

 

La mdp inquadra in figura intera Matt che cammina lungo la strada che porta a casa sua. E’ pensieroso.

 

MATT

(voce pensiero):

Non sono più un avvocato. Ma non mi hanno ancora sconfitto. Forse.. forse sto sbagliando a pensare di avere un solo nemico a cui attribuire tutto. Forse sono in tanti. Dal fisco alla luce ai telefoni a… Glori. Chiamo Foggy alle 7 del mattino e risponde Glori. Anche Foggy è coinvolto. No. Foggy mi ha difeso. Ha lottato per me. Però questo può fare parte del piano… Ma che sto pensando?

 

Matt si sta avvicinando al portone della sua casa. Fa per prendere le chiavi di casa sua dal suo giaccone e continua a camminare. E' davanti al portone.

La mdp inquadra ora in totale la seguente scena: la casa di Matt esplode facendolo sobbalzare e cadere a qualche metro da casa sua. Matt è incolume, comunque.

Primo piano di Matt: è sconvolto. Cominciamo a sentire le sirene dei pompieri, che una volta arrivati, spengono il fuoco.

Matt a questo punto si avvicina a quello che resta di casa sua: nascosto tra le macerie, il costume di Devil.

Matt si siede a terra e prende il costume di Devil.

Primissimo piano di Matt: stringe al suo volto il costume e comincia a piangere.

 

MATT
(sussurrando):

Hai fatto un bel lavoro, Kingpin. Non dovevi firmarlo.

 

Stacco.

 

Siamo nella casa di Glorianna O’Breen, quella che abbiamo visto in precedenza. Rispetto a prima, però, tutto è in ordine e sistemato. Foggy sta sistemando un lampadario, ed è in piedi su uno sgabello che barcolla leggermente.

 

GLORI:

Stai attento, Foggy…

 

Foggy però cade a terra.

 

GLORI

(preoccupata):

Foggy! Va tutto bene?

 

Glori si abbassa e aiuta Foggy a rialzarsi.

 

FOGGY

(dolorante):

Niente paura, Glori. Sono caduto sul morbido.

 

Il telefono dell’appartamento di Glori comincia a squillare. La donna va a rispondere.

 

GLORI:

Pronto?

 

Primo piano di Glori: resta in ascolto. Cambia letteralmente espressione: ora è sconvolta e non riesce a dire nulla. Posa meccanicamente la cornetta al suo posto. Foggy vede che la ragazza è preoccupata e le si avvicina.

 

FOGGY:

Glori… cosa…

GLORI

(interrompendolo e cominciando a lacrimare):

Foggy… era Matt… diceva cose… senza senso…

 

Foggy la guarda, incapace di dire alcunché.

 

Stacco.

 

La mdp inquadra Matt: è sdraiato su un letto in una squallida e angusta camera d’albergo. L’arredamento è composto unicamente dal letto e da un comodino su cui Matt ha poggiato il suo giaccone, i suoi guanti e il suo bastone: vicino al letto, un telefono. Le mura della stanza sono tutte consunte. L’espressione di Matt tradisce il momento difficile che sta vivendo.

 

MATT

(voce pensiero):

Puzza di pelo di topo qui. Preferirei stare da un amico. Indicatemene uno e ci andrò! Indicatemi una sola persona al mondo che non mi abbia tradito… Fino a pochi giorni fa ero un pilastro della comunità… un rispettato professionista. Ora non sono che un cieco.

 

Matt si muove sul letto, inquieto.

 

MATT

(continuando):

Un cieco che ha perso il suo lavoro, la sua casa, la sua donna… che ha il potere di ascoltare, fiutare, toccare più intensamente di chiunque altro, che può quindi sentire fino in fondo lo squallore dell’esistenza.

 

Matt si mette a sedere sul letto.

 

MATT

(come sopra):

Maledetto Kingpin! E’stata tutta colpa sua. E’ lui l’unico vero nemico che ho. Deve aver scoperto che io sono Devil. Ha corrotto e minacciato tutti quelli che gli servivano per distruggermi. Ma ora mi vendicherò: andrò da Kingpin e lo ucciderò.

 

La mdp inquadra la porta della camera.

 

MATT

(come sopra):

No, non lo ucciderò. Non lo farò. Lo picchierò finché non prometterà di restituirmi la mia vita. Adesso mi alzo, raggiungo la porta, lascio questa stanza e…

 

Dettaglio del pomello della porta. Ritorniamo quindi su Matt, che si sdraia di nuovo sul letto.

 

MATT

(come sopra):

Sono stanco…

 

Stacco.

 

Matt è ancora sul letto. Guarda la porta.

 

MATT

(voce pensiero):

Apri la porta. Due dollari in tasca: bastano per la colazione. Un po’ di cibo e starò meglio. Poi picchierò Kingpin. Sarà un buon sacco da boxe. Così grasso.

 

Matt fa per girare il pomello della porta. In un flash, vediamo la seguente scena: Kingpin a terra svenuto e in un lago di sangue, e Matt che lo guarda soddisfatto con le mani sporche di sangue. Ritorniamo nella camera di Matt, che torna a sdraiarsi sul letto. Quindi prende il telefono e compone un numero.

 

Stacco.

 

Siamo nel salotto di Glori: la ragazza è ancora leggermente sconvolta. Quando squilla il telefono, lei va a rispondere.

 

GLORI
(con la voce rotta dall’emozione):

No… Matt… ti prego, non dire così…

FOGGY:

Passamelo, Glori.

 

La ragazza dà la cornetta del telefono a Foggy.

 

FOGGY:

Matt, sono Foggy.

 

Foggy resta con la cornetta del telefono in mano incredulo.

 

FOGGY:

Ha riattaccato… che diavolo gli ha preso?

 

La ragazza abbraccia Foggy, preoccupata. Il telefono squilla di nuovo.

 

Stacco.

 

Viene inquadrata in dettaglio la bocca di Matt.

 

MATT:

Nelson, so tutto.

 

Dett questo, Matt sbatte la cornetta del telefono con un gesto secco e repentino, chiudendo così la comunicazione.

Primo piano di Matt: la sua espressione è indecifrabile.

Cominciamo a sentire dei passi: si avvicinano sempre più alla porta della camera di Matt.

Matt comincia a provare paura: la sua fronte è imperlata di sudore e gli occhi sono sbarrati per la paura. Sentiamo bussare alla porta. Matt si pone spalle al muro vicino alla porta. La porta si apre e contemporaneamente sentiamo la voce di un uomo, probabilmente il padrone dell’albergo.

 

PADRONE DELL’ALBERGO:

Dovevi sgombrare a mezzogiorno. Quindi fuori otto dollari o…

 

Matt lo prende per il collo e glielo stringe con forza. L’uomo sviene e Matt lascia la presa: il padrone cade a terra. Quindi Matt esce dall'albergo.

 

Stacco.

 

La mdp inquadra in campo lungo Karen: è in una taverna di Tijuana, la cui clientela è composta per lo più da ubriaconi e gente poco raccomandabile. Karen è al telefono e appare molto stanca.

 

CENTRALINISTA

(in tono formale):

Mi spiace, signora, ma il numero che mi ha dato è stato staccato. Non risulta più.

 

Karen non crede alle parole del centralinista. Quindi si volta e vede il killer che ha ucciso lo spacciatore. Karen, impaurita, posa la cornetta del telefono ed esce dalla taverna. Il killer la vede e comincia a seguirla.

 

Stacco.

 

Ben è nell’ufficio del suo Direttore, un uomo di sessant’anni con i capelli grigi e in giacca e cravatta (R. Lee Ermey). Il direttore sta ascoltando cosa gli dice il suo reporter. L'espressione del direttore è dubbiosa, tuttavia.

 

BEN:

Sì, è per un amico! E’ per questo che sento che c’è del marcio, Walter!

WALTER:

A me sembra tutto regolare, Urich. Il tuo Murdock è stato preso con le mani nel sacco.

 

Primo piano di Ben: si accende una sigaretta.

 

BEN

(con vigore):

Matt è pulito, Walter… non immagini quanto. E’ una montatura di Kingpin.

WALTER

(non capendo):

Kingpin? Che diavolo c’entra un avvocato cieco con Kingpin?

BEN:

Questo non lo so, Walter. Ma voglio fare questo articolo e lo scriverò. Per il tuo giornale o per un altro.

WALTER

(riflettendoci su):
Non è da te scaldarti così, Ben. Scrivi l’articolo.

 

Ben esce dall’ufficio soddisfatto.

 

Stacco.

 

La mdp inquadra in totale Wesley e Kingpin, il quale sta facendo ginnastica con i pesi. Wesley ha in mano un blocco per appunti e una matita. Legge cosa vi ha scritto, mentre Kingpin ascolta quello che dice.

 

WESLEY:

E’ davvero un comportamento poco normale quello che ho osservato analizzando Matt Murdock per conto suo, signor Fisk. Butta a terra il portiere come se fosse spazzatura. Quindi lascia l’hotel per introdursi come posseduto all’ingresso del metro sulla 14esima strada. Prendo lo stesso treno di Murdock e qui lo colgo in uno stato di estremo raccoglimento. Procediamo senza problemi fino alla Pennsylvania Station, dove succede quello che sto per raccontarle.

 

Vediamo la seguente scena: tre giovani dall’aria truce e armati di pistole entrano nel vagone della metropolitana. Matt è seduto accanto a una signora ingioiellata. Uno di loro, il capo della gang, si mette al centro del vagone.

 

CAPO DELLA GANG:

Dateci tutto quello che avete.

 

Un uomo anziano tenta di fuggire uscendo dalle porte, ma il capo della gang lo colpisce con il calcio della sua pistola. L'uomo cade a terra. Matt, le gambe accavvalate, resta immobile.

 Ritorniamo su Kingpin e Wesley.

 

KINGPIN:

E Murdock non fa niente?

WESLEY:

Nulla, capo, fino al momento che sto per descrivere. I giovani inducono i passeggeri a svuotare i loro portafogli. Anche quando alla donna seduta accanto a lui viene strappata la collana, Murdock appare indifferente.

 

Vediamo la canna della pistola di uno dei tre puntata contro Matt, inquadrato in primo piano.

 

WESLEY
(fuori campo):
E’ solo quando lui stesso si trova di fronte la canna di una delle armi che Murdock manifesta un’indole combattiva di sorprendente livello. Si può definire la sua reazione estrema.

KINGPIN

(come sopra):

I dettagli.  

 

Vediamo Wesley seduto nel vagone ferroviario. La pistola di uno dei tre finisce contro il vetro sulla sua testa. Wesley si protegge la testa con le mani.

 

WESLEY

(come sopra):

Purtroppo non sono in grado di cogliere la prima mossa perché in quel momento vengo distratto. Basti dire che il giovane subisce danni di natura fisica al polso…

 

Vediamo quindi Matt colpire uno dei tre giovani, in guanti e giubbotto di pelle, alle costole e poi alla mandibola con un calcio: il ragazzo cade a terra sanguinando dal naso. Un altro dei giovani, biondo, cerca di contenere l’assalto di Matt, ma lui lo colpisce al collo.

 

WESLEY

(continuando il suo racconto)

Il terzo, il capo, riesce a esplodere un colpo…

 

Vediamo il capo della gang sparare contro Matt, che riesce però a schivare il colpo abbassandosi a terra. Matt si rialza e gli si avvicina: comincia a colpirlo con una gragnola di colpi di incredibile violenza. Il ragazzo sanguina dal naso e dalla bocca, sbattendo infine la testa contro il vetro, che va in frantumi.

 

WESLEY

(fuori campo, continuando il suo discorso):

… Però Murdock, come ho detto, è come posseduto…

 

Ritorniamo su Wesley e Kingpin, che ha un sorriso soddisfatto e compiaciuto.

 

KINGPIN:

Splendido…

WESLEY
(continuando):
Giunti alla fermata della 42esima strada, le porte si aprono. Un ordine gridato impartito da un agente fa voltare Murdock.

 

Vediamo la seguente scena, che altro non è che la visualizzazione del racconto di Wesley. Matt si avvicina al poliziotto e lo colpisce al polso, facendogli cadere a terra la pistola, quindi prende il suo manganello e lo colpisce al volto: il poliziotto cade a terra, sanguinando dal naso. Matt scappa col manganello in mano.

Kinpin poggia a terra i suoi pesi e resta un attimo in silenzio.

 

KINGPIN

(soddisfatto):

Feroce, insensato, tutti sono suoi nemici.

(guarda Wesley)

Ti invidio, piccolo verme. Hai assistito alla morte di un uomo nobile. Il piacere del suo imminente assalto non sarà nulla al confronto.

WESLEY:

Pensa che stia venendo qui?

 

Primissimo piano di Kingpin.

 

KINGPIN
(con un sorriso sadico e inquietante):

Lo so.

 

Stacco.

 

Matt è fuori al grattacielo di Kingpin.

Primissimo piano di Matt: la sua espressione è dura e impenetrabile. In mano, Matt ha il manganello che ha sottratto al poliziotto da lui aggredito in metropolitana.

Senza esitazione, Matt entra nel grattacielo.

 

Stacco.

 

Matt sta ora seguendo una segretaria, giovane e carina: stanno camminando per un lungo corridoio bianco e spoglio. Matt è concentrato, e non ascolta quello che sta dicendo la segretaria. La ragazza si ferma davanti a una grossa porta: la apre e fa entrare Matt.

 

Stacco.

 

Siamo nella palestra di Kingpin. Il boss è al centro della sala, e dà le spalle alla porta. Quindi si volta e guarda Matt: sorride in modo truce. Cominciamo a sentire le prime note di Paranoid Android dei Radiohead.

Per un lungo istante, Kingpin e Matt restano in silenzio e si studiano.

 

Stacco.

 

La mdp inquadra Karen che arranca per una sudicia strada di Tijuana: trema e sta sudando molto. E’ evidentemente in crisi di astinenza. Cammina con molta fatica e ogni tanto si ferma per riprendere fiato.

 

Stacco.

 

Matt si avventa contro Kingpin e lo colpisce allo stomaco col manganello: Kingpin tuttavia non sembra accusare il colpo. Kingpin cerca di colpire Matt con un colpo di karaté: Matt però riesce a schivare il colpo abbassandosi, quindi si rialza e colpisce col manganello il volto del boss: il naso di Kingpin si spacca e ne fuoriesce copiosamente del sangue. Il manganello si piega per la violenza del colpo.

Primo piano di Kingpin: è rabbioso.

 

Stacco.

 

Primo piano di Karen, ancora per strada: sta respirando con molta fatica. Si ferma un’altra volta.

 

Stacco.

 

Matt colpisce di nuovo al volto Kingpin: si tratta di un volto molto violento e potente, che fa leggermente barcollare il boss del crimine, che però si riprende subito e cerca di colpire Matt, il quale riesce però a schivare il colpo.

Matt si rialza e fa per colpire di nuovo il suo avversario, ma Kingpin gli blocca la mano destra, quella con cui lui stringe il manganello: gliela stringe con molta forza, tanto che Matt è costretto a far cadere a terra il manganello. Kingpin lo colpisce allo stomaco, quindi alla mandibola con due pugni molto potenti: Matt cade a terra, sanguinando dalla bocca.

Vediamo ora Karen cadere a terra, ancora cosciente, per le strade di Tijuana. Ritorniamo nella palestra di Kingpin: il re del crimine colpisce con un pugno Matt, che sviene.

 

Stacco.

 

Wesley è nell'ufficio di Kingpin: ha in mano delle fotografie, che mostrano un taxi ammaccato e con i vetri rotti. Il segretario di Kingpon appare nervoso e preoccupato.

 

WESLEY:

Signor Fisk, il taxi in cui è stato rinchiuso Murdock è stato ritrovato. Ci sono effrazioni e un vetro è rotto, ma non c’è il suo cadavere. Molto probabilmente è riuscito a scappare mentre veniva trasportato al porto.

 

Kingpin prende le foto e dà loro un fugace sguardo, quindi guarda Wesley con rabbia e disprezzo. Wesley, imbarazzato, va via.

 

Stacco.

 

Vediamo Matt cadere accanto a un barbone, in una via molto sporca e scarsamente illuminata di New York. Appare molto stanco e provato. Matt si addormenta.

 

Stacco.

 

La mdp inquadra in primo piano Matt: sta dormendo. Ascoltiamo la sua voce fuori campo e le prime note di Karma Police dei Radiohead.

 

MATT

(voce pensiero):

Non ci ho mai creduto a quella storia che la vita ti scorre davanti quando stai morendo. C’è davvero così poco che conta…

 

Stacco.

 

In flashback, vediamo Matt bambino: ha circa dieci anni e sta andando a scuola. Si ferma perché il semaforo per i pedoni è rosso: gli si avvicina un anziano signore, che non si accorge del segnale perché cieco. Ascoltiamo la voce di Matt.

 

MATT

(come sopra):

Una giornata di sole bellissima. L’ultimo giorno che avrei visto coi miei occhi…

 

Il cieco continua a camminare e non si accorge che sta sopraggiungendo un camion che trasporta materiali radioattivi. Matt, con slancio, si lancia affinché l’uomo non venga investito dal camion. L’autista del camion vede tutto e frena: le gomme stridono e il camion si ferma prima che Matt e l'uomo vengano investiti; tuttavia, uno dei contenitori trasportati cade quando il camion frena e va a finire sulla faccia di Matt e si rompe. Il ragazzo comincia a urlare. 

 

Stacco.

 

La mdp inquadra in primo piano due infermieri, un uomo e una donna con i capelli rossi. L’uomo e la donna portano gli occhiali; inoltre l'uomo ha i baffi. Entrambi hanno un’espressione dispiaciuta e pietosa.

 

INFERMIERE:

E’ stato proprio coraggioso. Ma a che prezzo: guardagli la faccia.

INFERMIERA:

Quella cosa che l’ha colpito era radioattiva?

INFERMIERE:

Sì…

 

Stacco.

 

Dissolvenza in nero.

Sul nero dello schermo, cominciamo a sentire un respiro affannoso: è quello del giovane Matt, che si è risvegliato in ospedale. Tutti rumori intorno a noi sono impazziti e indistinguibili: a poco a poco, però, essi si fanno più chiari e distinti. Cominciamo a sentire dei passi e la porta della camera di Matt aprirsi. Quindi una voce femminile, molto dolce.

 

VOCE DI DONNA:

Questa è una cosa buona. Potrà servirti…

MATT

(non capendo):

Servirmi?

VOCE DI DONNA:

Pensaci. E’ una benedizione, Matt. Sarà il nostro segreto. Non dirlo a nessuno. Promettimelo.

MATT:

Chi sei?

 

Dissolvenza in apertura: vediamo le labbra della donna baciare la fronte di Matt, i cui occhi sono ovviamente fasciati. La donna porta al collo una croce d’oro: Matt la sfiora.

 

Stacco.

 

Dissolvenza in apertura: nella stanza di Matt c’è ora suo padre. E' un uomo circa quaranta anni, biondo e per la sua età è in una buona condizione fisica. Porta tuttavia dei vestiti consunti e una barba lunga di tre giorni: appare stanchissimo.

 

PADRE DI MATT:

Dobbiamo parlare, Matt. Riguarda l’incidente. Sei stato colpito da qualcosa che ha ridotto molto male i tuoi occhi. Non…

MATT
(interrompendolo, brusco):

So di essere cieco, papà. E’ inutile che tu me lo dica.

PADRE DI MATT

(imbarazzato):

La… la stai prendendo bene…

 

Primissimo piano di Matt.

 

MATT:

Sì. L’ho promesso….

 

Dissolvenza incrociata sul volto di Matt: è di nuovo inquadrato Matt adulto. Ha cominciato a piangere. Ascoltiamo ancora la sua voce fuori campo. La canzone continua.

 

MATT:

Nascondo i miei ipersensi, anche a mio padre. Trovo un maestro che mi insegna ad amministrarli

(vediamo il giovane Matt allenarsi con un uomo anziano vestito completamente di bianco, Stick, il suo maestro)

Papà viene ucciso e io divento Devil. Combatto il crimine…

(vediamo Matt nei panni di Devil impegnato in una lotta con una gang di strada)

… e succedono tante altre cose: una casa, una carriera, degli amici…

(Vediamo Matt, felice dopo aver vinto una causa, festeggiare in casa sua con i suoi amici)

… ma le altre cose non ci sono più, quindi non contano.

(Rivediamo la scena dell’esplosione della casa di Matt)

Kingpin me le ha sottratte. Ha scoperto la mia identità segreta e mi ha portato via tutto.

(Vediamo Kingpin dare il pugno a Matt)

Io l’ho attaccato e lui mi ha ucciso.

 

La mdp inquadra la seguente scena in totale dall’alto: Matt sta dormendo in posizione fetale accanto agli altri barboni che cercano come possono di difendersi dal freddo e dal gelo. Bottiglie di whiskey vuote e spazzatura circondano i loro corpi.

 

Stacco.

 

Siamo in centro, ora. Un grosso albero di Natale sfavillante di luci e decorazioni è posto al centro della piazza. Gente indaffarata gira con le mani colme di regali natalizi bell’impacchettati. Un gruppo di ragazzini canta Jingle Bells, e c’è anche un volontario dell’Esercito della Salvezza a fare la questua. Tra la gente che fa le compere, anche Foggy e Glori. Foggy indossa un lungo cappotto, lei una giacca. Foggy ha una bella pila di regali natalizi.

 

FOGGY

(cercando di non urtare i passanti):

Ero certo che sarei riuscito a comprare i regali prima quest’anno.

GLORI:

Sei stato occupato, Foggy. Hai tutte quelle offerte di lavoro da vagliare…

FOGGY:

Già.

(Guarda i pacchi)

Allora, ho comprato i regali per mamma e papà…

 

Ma Glori non sta a sentire Foggy, perché la sua attenzione viene distolta da un ladruncolo che le si avvicina e con forza le strappa la borsa che porta.

 

GLORI

(agguantando il ladruncolo per la giacca):

No….

 

Foggy si accorge di tutto e lascia cadere i pacchi. Glori sbatte a terra e con forza il ladruncolo, che per tutta risposta tira fuori un coltello a serramanico. Fa per colpire alla gola la povera ragazza, ma Foggy è più svelto e dà un calcio al ladruncolo: il coltello cade a terra e lui scappa via. Foggy aiuta la ragazza a rialzarsi: Glori è sconvolta e guarda la gente attorno a lei, che passa indifferente.

 

GLORI:

Che città terribile… Guarda la gente. Non gliene importa nulla. Ve ne importa? Rispondete!

FOGGY:

Calmati, Glori. Andiamo…

 

Foggy e Glori spariscono nella folla.

 

Stacco.

 

La mdp inquadra in campo medio un’imponente costruzione in stile vittoriano: è un ospedale.

 

Stacco.

 

Ben sta camminando per uno dei corridoi dell’ospedale. Si ferma davanti a una porta e la apre. Nella stanza, ci sono Manolis e un infermiere senza capelli (Michael Chicklis): è seduto accanto al letto, in cui c’è un bambino di dodici anni circa cui stanno facendo una flebo. Manolis, quando vede Ben entrare, assume un’espressione infastidita: molto probabilmente non è la prima volta che si incontrano.

 

BEN

(con un sorriso):

Come sta?

MANOLIS:

Ancora lei… le ho detto di lasciarmi in pace.

 

Ben, imperterrito, entra nella stanza. Prende il pacchetto di sigarette dal cappotto.

 

BEN

(si accende la sigaretta):

Vent’anni di polizia. Una carriera modello. Mai preso una vacanza…

MANOLIS:

Esca di qui, Urich. Non ho niente da dirle.

BEN:

Nessuno sa niente di Murdock da giorni. Potrebbe essere morto. L’hanno incastrato per bene.

 

Primo piano dell’infermiere. Lo chiameremo Clyde

 

CLYDE
(ostile, a Ben):

Non si fuma qui.

 

Ben spegne la sigaretta contro la suola delle scarpe, quindi si rivolge di nuovo a Manolis.

 

BEN:

Ha mentito su Murdock. Ha testimoniato contro di lui facendolo perseguire dalla legge. Lo ha fatto per Kingpin, il peggior criminale della città. Non è il primo sbirro corrotto, Manolis. E aveva delle buone ragioni. Le cure per i problemi cardiaci costano parecchio, più di quanto si possa permettere un poliziotto. Come sta suo figlio?

 

Manolis si avvicina al letto del figlio e lo guarda, afflitto.

 

MANOLIS:

Va sotto i ferri fra un’ora. Potrebbe morire.

 

Ben a questo punto esce dalla stanza. L’infermiere, che ha seguito tutta la conversazione, guarda Manolis con una strana espressione.

 

Stacco.

 

Siamo a Tijuana. Karen gira per le strade della città: sta fuggendo dal killer che la insegue ed è ovviamente in crisi d’astinenza. Si avvicina a un mendicante, un cieco dalla pelle scura e grinzosa senza una gamba seduto sui gradini di una piccola chiesa. Karen si abbassa e mette le mani nel vaso che il cieco usa per metterci i soldi. Karen fa tutto con estrema cautela. Ma è chiaramente disgustata da quello che sta facendo: non deve essere la prima volta.

Karen prende alcuni spiccioli. Il cieco, tuttavia, si accorge di lei e le afferra la mano con forza. Comincia a gridare: Karen prende il vaso e lo usa contro il cieco. Il vaso si rompe e il cieco cade a terra. Karen si abbassa e prende altri soldi. Quando ritiene di aver in mano una somma sufficiente, riprende la sua fuga.

 

Stacco.

 

Torniamo a New York. Matt cammina in mezzo al traffico: le macchine che passano fanno il possibile per non investirlo. Gli automobilisti suonano il clacson per richiamare la sua attenzione e lo riempiono di insulti. Una macchina che corre all’impazzata lo travolge: Matt fa un salto e si ritrova sul marciapiede, sanguinante. La macchina che lo ha investito non si ferma.

Primo piano di Matt: è ancora cosciente. Si alza e zoppicando continua a camminare.

 

Stacco.

 

La mdp inquadra due uomini, uno bianco e uno di colore, che stanno prendendo gli abiti di Babbo Natale di due uomini stesi a terra svenuti. I due uomini sono due balordi e si chiamano rispettivamente Turk, che indossa un costume da Babbo Natale, e Grotto.

 

GROTTO:

Cristo, Turk, potevamo comprarli i costumi.

TURK:

E con cosa? Siamo a secco da quando Kingpin ci ha licenziati.

 

Ascoltiamo una voce fuori campo, quella di Matt.

 

MATT:

Toglieteveli...

 

Turk e Grotto si voltano e vedono Matt. Turk sorride e tira fuori un piccolo coltello.

 

TURK:

Togliti tu di qui, amico.

GROTTO:

E' solo un vagabondo, Turk. Lascialo andare.

 

Turk prende una banconota e la muove sotto il naso di Matt.

 

TURK:

Tieni... comprati una bottiglia.

MATT:

Toglieteveli...  

 

A questo punto, Turk colpisce con forza Matt alla milza. Matt si accascia a terra.

 

TURK:

Cristo, sangue sul costume.

GROTTO:

Andiamocene di qui, Turk.

 

I due balordi vanno via.

 

Stacco.

 

Ben è fuori dalla sala operatoria. Dall’espressione contrita che ha, capiamo che l’operazione del figlio di Manolis non è andata bene. Il poliziotto gli si avvicina ed entrambi escono dall’ospedale. La mdp inquadra l’infermiere che stava nella stanza del figlio: ha un’espressione molto minacciosa.

 

Stacco.

 

Manolis è appoggiato al cofano posteriore della sua auto. Ben gli è di fronte e sta fumando. Manolis è a pezzi.

 

MANOLIS
(a bassa voce):

Penso sia stato Kingpin a organizzare tutto. Non conoscevo il tizio con cui ho parlato.

(una lacrima gli scene lungo la guancia)

Vent’anni senza togliere una multa, poi mi vendo e mio figlio muore lo stesso.

 

Ben nota che Clyde si sta avvicinando a loro.

 

BEN:

Ehi… si potrà fumare almeno qui…

 

L’infermiere non bada a Ben: si avvicina a Manolis e gli dà un pugno molto forte. Il poliziotto cade. Ben resta impietrito.

 

BEN:

Ma che diavolo. E’ impa…

 

L’infermiere stringe il polso del giornalista, che urla per il dolore. Clyde getta a terra Ben e gli torce il braccio. Ben urla ancora più forte.

 

CLYDE:

Signor Urich, lei sta provocando noie al mio padrone. E lui mi ha chiesto di chiarirle la sua posizione, che è la seguente. Se lei fosse un editore, lui le distruggerebbe i macchinari. Poiché è soltanto uno scribacchino e distruggerle il computer non sarebbe persuasivo, il mio padrone ha chiesto di spiegarle che ogni volta che farà il nome di Matt Murdock…

 

Primo piano di Ben, con gli occhi sbarrati e la fronte imperlata di sudore. Ascoltiamo un "crack" duro e sordo. Clyde continua il suo discorso.

 

CLYDE:

… lei perderà l’uso delle dita.

 

Clyde lascia cadere Ben.

Primo piano di Ben: è sconvolto. Ma il giornalista sbianca ancor di più quando vede quello che l'"infermiere" fa a Manolis, che non deve essere piacevole.

 

Stacco.

 

La mdp inqauadra in totale Karen: è seduta a un tavolo di un ristorante molto elegante, frequentato da gente importante della città. Con lei c’è un Uomo di circa trentacinque anni, con pizzetto e capelli corti scuri. Il suo nome è Paulo (Ricardo Chavira) e indossa giacca e cravatta. Non ha un’aria molto raccomandabile.

 

PAULO:

Karen Page… sono un grande fan dei tuoi film, come saprai.

 

Paulo offre una sigaretta alla ragazza: lei la prende e lui gliela accende.

 

KAREN:

Voglio…

PAULO

(con un sorriso osceno):

Ho capito quello che vuoi.

KAREN:

Non solo la droga, mi serve anche un passaggio in America. Ho i soldi.

 

Lui la guarda in modo lascivo, quindi sorride.

 

PAULO:

Per la droga prenderò i soldi. Ma il passaggio, beh, diciamo che mi basterà la tua compagnia.

Te l’ho detto: sono un tuo fan.

 

Lui le accarezza il viso. Al tavolo si avvicinano il killer che è sulle tracce di Karen.

 

KILLER:

Mi scusi, la ragazza viene con me.

 

Il killer tira fuori una pistola di piccolo calibro e la punta contro Paulo, il quale però è più veloce e tira fuori la sua pistola, sparandogli al petto: l'uomo muore sul colpo. I clienti del ristorante escono di corsa dal locale. Paulo, pistola in pugno, stringe con la forza la mano di Karen e la fa alzare.

 

PAULO:

Meglio che tu valga tutto questo.

 

Paulo e Karen escono dal ristorante.

 

Stacco.

 

La mdp inquadra in primo piano Matt: è accasciato a terra e sta sanguinando dalla bocca. Dev'essere stata la pugnalata infertagli da quel balordo, Turk. Con fatica, Matt si alza e riprende la sua camminata: le gambe gli tremano e il suo incedere è incerto. Matt è a Hell’s Kitchen, il quartiere dove è nato: non c’è nessuno per strada. Il quartiere è molto degradato.

 

Stacco.

 

La mdp inquadra in primo piano di profilo Foggy e Glori: sono davanti all’albero di Natale. Si stanno scambiando i regali. Foggy dà il suo pacchetto a Glori, che lo apre. Il volto di Glori si illumina di felicità: il regalo è infatti una collana d’oro.

 

GLORI:

E’ bellissima, Foggy. Ti sarà costata molto.

 

Foggy e Glori si guardano, quindi si baciano appassionatamente.

 

Stacco.

 

Matt è in una chiesa, vuota. E’ inginocchiato su una delle panche iniziali: sta pregando con molta concentrazione. Quindi si fa il segno della croce e si avvicina alla croce in legno di Cristo.

Particolare del volto pietoso di Gesù. Matt fa per accendere un cero, ma perde i sensi e cade.

A questo punto, nella chiesa entra una suora, che non viene ancora inquadrata in viso.

Primo piano di Matt, svenuto.

Dettaglio delle dita della mano della suora che sfiorano la croce che pende dal collo.

Primo piano della suora: ha circa cinquant’anni e ha un’espressione molto dolce (Barbara Hershey.)

 

SUORA

(sussurra, guardando Matt):

Matt….

 

La mdp inquadra in campo medio la seguente scena: la suora che prende in braccio il corpo svenuto di Matt, soreggendolo sulle proprie braccia e gambe.

 

Stacco.

 

Kingpin si sta allenando nella sua palestra con un gruppo di karateki, alcuni dei quali si trovano già a terra, il corpo immerso nel sangue. Il boss indossa semplicemente dei pantaloncini e nonostante la sua stazza si muove con  velocità. I suoi colpi sono molto precisi e potenti: un karateka che stava per colpirlo viene sbalzato da terra. L'ultimo karateka del gruppo si avventa contro Kingpin brandendo un paio di nunchaku: Kingpin lo colpisce al mento. Il karateka cade a terra. Kingpin smette di allenarsi.

Kingpin appare furioso. Molto probabilmente sta pensando ancora a Matt, e l'allenamento non lo ha aiutato a dimenticarlo. Wesley si avvicina al suo capo con un asciugamano: il boss lo prende e si asciuga il sudore.

 

KINGPIN:

Trovami Nuke, Wesley.

 

Primo piano di Wesley, sorpreso.

 

WESLEY:

Nuke? Vuole scherzare? Nessuno l’ha mai usato per un lavoro interno…

 

Primissimo piano di Kingpin: guarda Wesley molto duramente.

 

KINGPIN:

Non ho chiesto un parere.

 

Wesley esce dalla palestra.

 

Stacco.

 

Siamo ora nella sala di ingresso di un grosso studio legale della città. Tutto l’ambiente è molto elegante e ben curato. Seduta a un divano, Glori: sta leggendo una rivista. Dalla porta dell'ufficio, esce Foggy in un elegante completo scuro.

 

FOGGY

(a Glori, con un sorriso):

Ho accettato.

GLORI

(alzandosi):

Lo sapevo.

 

Glori indossa il suo giaccone: lei e Foggy escono dalla sala d’aspetto.

 

FOGGY

(pensieroso):

Lo stipendio è molto alto. E’ il doppio di quel che con Matt guadagnavamo insieme… Da quanto è scomparso ormai?

GLORI

(stringendosi a lui):

Undici giorni e sei ore.

 

Foggy non dice nulla.

 

Stacco.

 

Karen è fuori alla stazione di New York. E’ con Paulo: stanno aspettando un taxi.

 

Stacco.

 

Siamo ora all’interno dell’ufficio del direttore del giornale per cui lavora Ben, che è seduto di fronte al suo direttore. Entrambi indossano giacca e cravatta. Il direttore sta bevendo del caffé e guarda con tono di disapprovazione Ben, la cui mano sinistra, quella rottagli da Clyde, è ingessata.

 

WALTER:

Ho visto cose del genere parecchie volte, Ben. Non cessa mai di farmi star male. Un reporter dà l’anima per un servizio. Minaccia di andarsene se non gli do l’okay e d’un tratto perde l’interesse. Come va la mano?

 

Ben non dice nulla: si limita ad abbassare il capo.

 

WALTER:

Senti, Urich. Ci sono cose che non puoi fare in questo mestiere. Primo: non devi farti spaventare. Non quando hai l’arma più potente del mondo dalla tua. Cioè cinque milioni di lettori. Puoi far dimettere sindaci, distruggere presidenti e sono anni che bisognerebbe puntarla su Kingpin. Ma devi farlo tu.

 

Come prima, Ben non dice nulla.

 

WALTER:

Ringrazia che non ti licenzio. Fuori dal mio ufficio.

 

Ben esce dall’ufficio.

 

Stacco.

 

Ora Ben è fuori alla porta del suo direttore. La chiude: gli si avvicina questo punto un Inserviente, di circa cinquant’anni, con gli occhiali e i capelli lunghi (David Mazzucchelli); l’uomo si ferma e guarda Ben.

 

INSERVIENTE:

Sei stato bravo, Urich. Continua così. Ricorda che Kingpin ti osserva. Ricorda che hai altre cinque dita.

 

Detto questo, l’inserviente va via: Ben lo guarda, sconvolto e impaurito.

 

Stacco.

 

Primo piano di Matt. Sta sudando molto e si dibatte nel sonno: deve essergli salita la febbre. La suora che abbiamo visto prima gli sta premendo un panno soffice e bagnato sulla fronte. Al suo collo pende una croce d’oro.

 

Stacco.

 

Karen è seduta sul letto di una camera d’albergo piuttosto anonima. Paulo sta dormendo: sul comodino accanto al letto, una pistola e una bottiglia di bourbon. Karen è in sottoveste e parla a bassa voce.

 

KAREN:

Pronto, cercavo Fog… Franklin Nelson… Signora Nelson… oh, scusi. Non.. sapevo si fosse sposato. Io ero la sua segretaria, signora. Sua e di Matt Murdock… Potrei parlare con Foggy? Oh… non vive lì… ma diceva… Separati. Oh, scusi… io vorrei… ha un numero dove posso chiamarlo? Sì…
(comincia a piangere)

Oh, grazie, signora, grazie…

 

Stacco.

 

La mdp inquadra in campo medio Foggy: è seduto al divano nel salotto di casa sua. E’ al telefono.

 

FOGGY

(sinceramente contento):

Karen Page? Dio, sei l’ultima persona che mi aspettavo di sentire. Come va? Matt? Sono brutti tempi per lui, Karen. Una lunga storia. Non so dove sia… Mi piacerebbe vederti… quanto rimani in città? Subito? Beh, sono un po’ occupato.. Beh, certo, se è urgente. Dove? Ah, è una brutta zona. Sicura…? Certo, in nome dei vecchi tempi.

 

Foggy posa il telefono.

 

FOGGY:

I vecchi tempi, ma non sono passati poi tanti anni…

 

Stacco.

 

Siamo nella redazione del giornale per cui lavora Ben: è la chiusura dell’edizione del mattino. Ben, in cravatta e in camicia, è seduto alla sua scrivania: accanto a lui, ci sono il vicedirettore e il caporedattore, un uomo di circa quarant’anni e con un golfino. Davanti alla mdp passa un giovane giornalista, correndo.

 

GIORNALISTA:

L’intervista a Keira Knightley è pronta. Dov’è il fattorino?

 

La mdp si avvicina alla scrivania di Ben. Il caporedattore gli sta urlando contro.

 

CAPOREDATTORE:

Uno stupido redazionale… e tu hai impiegato mezza giornata per il primo paragrafo…

 

Ben non dice nulla. Interviene il vicedirettore, Lee.

 

LEE:

Qual è il problema?

 

A questo punto, squilla il telefono sulla scrivania di Ben, che risponde.

 

BEN:

Un attimo…

 

Il caporedattore guarda Lee.

 

CAPOREDATTORE

(alzando la voce):

Ti spiego io qual è il problema. Un ex presidente lavora come carpentiere per beneficenza e dice le solite cose. Niente di difficile, ma Urich non riesce a scriverlo!

LEE

(guardando Ben):

Chi dà roba così al miglior reporter di nera?

BEN
(al telefono, senza badare ai due):

Può ripetere, non sento.

 

Stacco sul tenente Manolis: il poliziotto è in una stanza d’ospedale immersa nell’oscurità. L’uomo, nel letto, ha le gambe ingessate che sono sostenute da degli attrezzi ortopedici. E’ da solo. L’uomo appare molto stanco e provato.

 

MANOLIS:

Sono Manolis, signor Urich. Posso parlare da due giorni, ma lei non ha chiamato. Sono pronto a dirle tutto.

 

Ritorniamo nella redazione del giornale: il caporedattore e il vicedirettore continuano a parlare di Ben, il quale continua a parlare al telefono senza badare loro.

 

CAPOREDATTORE:

Urich si è stancato della nera. Urich è stato così gentile da dircelo e ha chiesto un redazionale. Io gli ho dato un redazionale. Urich ha impiegato mezza giornata per il primo…

LEE

(guarda Ben):

E’ meglio che tu smetta di parlare al telefono, Ben.

BEN

(al telefono, sembra non aver sentito Lee):

Mi spiace, tenente. Ho da fare.

 

Ritorniamo su Manolis: davanti alla sua porta vediamo profilarsi un’ombra minacciosa.

 

MANOLIS:

Forse non ha capito, signor Urich. Voglio dirle come ho aiutato Kingpin a incastrare Murdock.

 

Ritorniamo sui giornalisti.

 

CAPOREDATTORE:

Ora è anche sordo. Fra poco manderemo in stampa una pagina con un buco vuoto e Urich è diventato sordo. Walter mi ucciderà.

LEE:

Calmati, Dave. E’ meglio che tu metta giù il telefono, Ben.

BEN

(come sopra):

Non conosco nessun con quel nome, tenente.

 

Ritorniamo nella stanza d’ospedale. Nella stanza entra Clyde, l'uomo che ha spezzato le gambe di Manolis e il braccio di Ben.

 

MANOLIS:

Oh, capisco.

(vede che nella stanza è entrato l’uomo)

Oh, no.

 

Ritorniamo nella redazione del giornale.

 

CAPOREDATTORE

(urlando contro Ben):

Urich è incapace ultimamente. Il suo ultimo pezzo l’avrebbe rifiutato l’Enquirer! Hanno dovuto riscriverlo da capo! Ma almeno c’erano parole sul foglio!

LEE:

Posa il telefono, Ben.

BEN

(incerto):

Tenente…?

 

Siamo di nuovo nella stanza d’ospedale. Clyde strappa con la sinistra la cornetta da Manolis e la destra, quella libera, la stringe attorno al collo del poliziotto.

 

CLYDE:

Il mio principale vuole che senta questo, signor Urich.

 

Siamo ancora nella redazione. Ben, ancora al telefono, resta impietrito. Sbarra gli occhi e apre la bocca. I suoni intorno a lui si fanno ovattati e la mdp zooma sul suo volto.

Primo piano di Manolis: Clyde stringe con forza il collo del pover’uomo, e usa anche l’altra mano. Il poliziotto tira un sospiro strozzato, quindi muore.

Dettaglio degli occhi di Ben: sbarrati. La sua espressione non lascia dubbi: è sconvolto.

Clyde riprende il telefono.

 

CLYDE:

Ha ascoltato tutto, signor Urich? Grazie.

 

Clyde chiude la comunicazione. Anche Ben lascia cadere la cornetta del telefono, ancora sconvolto.

 

Stacco.

 

Wesley è nell’ufficio di Kingpin.

 

WESLEY:

Abbiamo trovato Nuke, signor Fisk. E’ in Iraq.

KINGPIN:

Bene. Convocami il dottor Miles.

 

Wesley va via.

 

Stacco.

 

Siamo nella stanza d’albergo di Paulo e Karen. Paulo dà uno schiaffo alla ragazza.

 

PAULO:

Stai scappando, puttana…

KAREN:

Devo vedere un amico…

 

Paulo avvicina il suo volto a quello di Karen, molto minaccioso. Tira fuori un piccolo coltello e con esso sfiora la guancia della ragazza.

 

PAULO:

Vai dal tuo amico, ma se non torni ti troverò, Karen Page. Sappilo.

 

Stacco.

 

La mdp inquadra in primo piano Matt: è ancora nel letto. Non sembra migliorato da quando l’abbiamo visto la prima volta. Il suo volto è sudato e il ragazzo si dibatte nel sonno. Al collo, pende una croce d’oro. Le dita di Matt la sfiorano.

Rivediamo la seguente scena: le labbra della donna che ha visitato Matt nell’ospedale baciargli la fronte. La donna porta al collo una croce d’oro: le mani di Matt bambino la sfiorano.

 

Stacco.

 

La mdp inquadra in campo medio Karen e Foggy. Sono in un caffé di una zona malfamata di New York. La ragazza sta bevendo un caffé, mentre Foggy sta bevendo una birra. Il locale è molto affollato. Foggy nota lo stato pietoso in cui si trova Karen.

 

FOGGY

(molto imbarazzato)

Hai un bell’aspetto, Karen. Davvero.

 

La ragazza non dice nulla.

Primissimo piano di Foggy: capisce che la ragazza deve aver passato un momento difficile.

 

FOGGY:

Karen, cosa è successo?

KAREN:

Pensavo non volessi chiedermelo, Foggy.
(guarda Foggy)

Suppongo tu lo sappia… no, tu non avrai visto i miei film. Diciamo che ho sciupato la mia vita come peggio non potevo.. Sono una tossica, Foggy. E se non trovo Matt, mi ammazzeranno.

 

Foggy non dice nulla per un lungo istante: è scioccato dalla dichiarazione di Karen, che viene ora inquadrata in primo piano.

 

FOGGY

(fuori campo):

Cosa hai fatto alla bocca?

 

Karen si passa le dita sul labbro superiore, tumefatto.

 

KAREN:

E’ stato Paulo, l’uomo con cui sto. E’ terribile.

FOGGY
(stringendo i pugni, scandalizzato):

Gliela farò vedere io a quel bastardo…

KAREN:

No, Foggy, no. Voglio solo sapere dov’è Matt. Lui è l’unico che può salvarmi.

 

Primo piano di Foggy.

 

FOGGY:

Matt è scomparso. Sono successe tante cose. La nostra ditta è fallita. Matt si comportava in modo strano da un po’, poi l’hanno accusato di aver commesso dei reati…

KAREN:

Non Matt. No.

FOGGY:

E’ stata una montatura della mala, Karen. Abbiamo cercato di lottare, ma abbiamo perso. Matt è stato radiato dall’albo. La sua casa è saltata in aria e lui è scomparso.

 

Karen comincia a piangere. Si prende il volto tra le mani.

 

KAREN:

Oh, no… Foggy… è… tutta colpa mia…

FOGGY
(non capendo):

Cosa vuoi dire, Karen?

KAREN
(scuotendo la testa):

Niente. Parlo da tossica. Deliravo.

(dà l’ultimo sorso al caffé e si alza)

Senti, è meglio che vada.

 

Anche Foggy si alza e le prende la mano.

 

FOGGY:

Ritorni dal tizio che ti picchia? No. Verrai a casa con me, Karen.

KAREN:

No, Foggy. Apprezzo il gesto, ma Paulo ti ucciderà.

 

Foggy le stringe le spalle e la guarda intensamente negli occhi. Primo piano di Foggy.

 

FOGGY:

Non accetterò un no. Io e te siamo una famiglia, la famiglia di Matt.

 

Karen, riprendendo a piangere, abbraccia Foggy.

 

Stacco.

 

La suora è inginocchiata accanto al letto di Matt, ancora febbricitante. La suora (che d'ora in poi chiameremo Maggie) ha le mani giunte e stringe un rosario: sta pregando.

 

MAGGIE:

La febbre cresce. Nessun potere sulla terra può fermarla. Ha perso troppo sangue. Il suo corpo non può lottare. Morirà. Ma lui deve fare tante cose, Signore. La sua anima è tormentata, ma è l’anima di un uomo buono, Signore. Ha solo bisogno che gli si indichi la strada. Risorgerà, come te, e porterà la luce in questa città marcia. Sarà come una lancia luminosa nella tua mano, Signore. Se devo essere punita per i miei peccati, così sia. Se devo andare all’inferno, così sia. Ma risparmia lui. Tanti ne hanno bisogno. Ascolta la mia preghiera.

 

La suora smette di pregare.

 

Stacco.

 

Siamo in un negozio di costumi. Nella stanza ci sono Wesley e due altri uomini ben piazzati e dall’aspetto truce, e un altro Uomo di colore, senza capelli e con i baffi. E’ anche lui ben piazzato: il suo nome è Melvin Potter (Mathew St. Patrick.) Squadra i tre uomini prima di parlare.

 

MELVIN:

Non mi piace. So per chi lavori, Wesley. E Kingpin non fa mai niente di buono.

WESLEY:

Cos’è che non ti piace, Potter? Tu confezioni costumi e io sono qui per commissionarti un costume.

 

Dalla giacca interna del suo giaccone tira fuori un coltello e si avvicina a un manichino con sopra un costume da poliziotto.

 

WESLEY:

E questo costume ti è infinitamente familiare ora, così come prima che tu abbandonassi la comunità criminale per aprire il negozio in cui stiamo conversando.

 

Wesley trafigge il manichino con il coltello.

 

WESLEY
(con un sorriso inquietante):

A proposito del negozio: lo demoliremo e ti uccideremo se per caso tu non riuscissi a produrci la copia perfetta del costume di un certo uomo senza paura…

 

Detto questo, Wesley va via, seguito dai due uomini. Melvin resta in silenzio.

 

Siamo di nuovo nella stanza in cui è ricoverato Matt, che sembra essersi ristabilito. La suora che gli è stato vicino e una sua sorella con gli occhiali stanno distribuendo i pasti ai vari barboni lì ricoverati.

 

SUORA #1

(riferendosi a Matt)

Dio ha avuto pietà di quel ragazzo, suor Maggie.

MAGGIE:

Dio è giusto, sorella.

 

Maggie si avvicina a Matt.

 

MAGGIE:

Hai fame?

MATT:

No, suor…

MAGGIE:

Il mio nome è Maggie.

MATT:

Sei mia madre?

 

Maggie, spiazzata dalla domanda, ha un attimo di esitazione.

 

MAGGIE
(sorridendo)

Certo che no, caro.

 

Detto questo, Maggie va via.

Primo piano di Matt: sorride. Molto probabilmente Maggie ha mentito.

 

 

Stacco.

 

Matt si sta allenando in una palestra: in canottiera e jeans, si sta allenando al sacco da boxe. Si muove con fretta e potenza. Nella palestra non c'è nessuno.

 

Stacco.

 

Kingpin sta presiedendo una riunione con i suoi luogotenenti nelle varie zone della città. La mdp inquadra il tutto in totale. Accanto al signore del crimine, Wesley.

 

KINGPIN:

E’ semplice, signori. Il crimine è in crescita e così i nostri profitti. Potete andare.

 

Si alza però uno dei luogotenenti di Kingpin. E' un bell'uomo di poco più di trent'anni.

 

LUOGOTENENTE:

Un momento, signor Fisk.

 

Kingpin guarda il suo luogotenente, che riprende a parlare.

 

LUOGOTENENTE:

 Nessuno qui mette in dubbio la sua autorità o i suoi giudizi, signore. Nondimeno, la nostra attenzione è stata attirata da certe attribuzioni di fondi e personale, e, signore, abbiamo parlato molto di Matt Murdock.

 

Stacco.

 

Matt continua ad allenarsi: la mdp inquadra in dettaglio i suoi piedi, che si muovono con velocità.

 

Stacco.

 

Il luogotenente di Kingpin continua a parlare: Wesley, riverente, accende un sigaro al suo capo.

 

LUOGOTENENTE:

Certo, saltuarie vendette apportano un tocco personale ai nostri affari e aiutano ad alimentare l’entusiasmo. Ma come dicevo, abbiamo discusso molto e lei sa quanto è importante la fiducia sul lavoro e le chiediamo quindi di spiegarci…

 

Kingpin guarda il suo luogotenente. Wesley, senza aspettare un cenno dal suo capo, tira fuori dalla sua giacca un assegno.

 

KINGPIN

(freddo):

Signor Switzer, eccole un assegno equivalente alla sua quota di azioni nella società. Lo prenda o la sua famiglia muore. E’ licenziato.

 

Stacco.

 

Matt sta allenandosi: i suoi pugni sono molto forti. Infatti la corda di ferro che sostiene il sacco al soffitto comincia a traballare e a rompersi.

 

Stacco.

 

La mdp inquadra Switzer, il luogotenente di Kingpin, uscire dalla stanza in cui si stava tenendo la riunione. Quindi, ritorna su Kingpin e Wesley.

 

WESLEY:

Il signor Switzer sabato va in Colorado. Scia.

KINGPIN

(senza scomporsi):

Frattura multipla. Alle gambe.

 

Stacco.

 

Matt dà gli ultimi due colpi al sacco da boxe: la corda che pende dal soffitto si spezza completamente. Matt si ferma, fiero.

 

Stacco.

 

La mdp inquadra in totale Ben: è seduto nell’ufficio di un ispettore di polizia. Ha in mano una tazza di caffè; con l’altra, tiene la sigaretta. Nell’ufficio, ci sono poliziotti e ispettori che stanno bevendo anch’essi caffè. Ben, che ha la cravatta slacciata, appare molto stanco.

 

BEN:

Manolis stava per confessare di aver aiutato Kingpin a incastrare Matt Murdock. Kingpin ha fatto uccidere Manolis per zittirlo. Non posso dire perché Kingpin ce l’abbia con Murdock.

 

I poliziotti si guardano l’un l’altro.

 

Stacco.

 

Matt è in giro per la città. Si avvicina a un cassonetto della spazzatura, e ne tira fuori la copia di un quotidiano. Scorre le sue dita sulla prima pagina. Il titolo principale è "Kingpin, signore del crimine": a firmarlo, Ben.

 

Clyde, lo scagnozzo di Kingpin, è nell’ufficio di un uomo: Clyde è furioso e rosso in viso per la rabbia. L’uomo con cui Clyde sta parlando trema per la paura e parla in modo incerto.

 

UOMO:

Cerca di capire, Clyde. Tutti sono entusiasti della professionalità del tuo lavoro nell’affare Manolis: io stesso ho parlato di te a Kingpin. Ma ciononostante, hai ucciso un poliziotto….

 

Clyde lo interrompe sbattendo un pugno sul tavolo.

 

CLYDE:

E ho fatto un bel lavoro! E per questo mi trasferite a Los Angeles? Vuoi dirmi cosa cazzo vado a fare io a Los Angeles?

 

L’uomo, sudando, deglutisce a vuoto.

 

UOMO:

Ti assicuro che il tuo trasferimento è solo temporaneo. L’improvviso coraggio di Ben Urich sta preoccupando l’organizzazione…

CLYDE:

Se il problema è Ben Urich, posso "trasferire" io lui…

 

Detto questo, Clyde va via. L’uomo si alza.

 

UOMO:

Neanche per idea, Clyde. Per ordine esplicito di…

 

Ma Clyde non sta a sentire e va via.

 

Stacco.

 

Ben esce dalla stazione di polizia dove è stato interrogato. Ha accanto una guardia del corpo, un poliziotto biondo molto alto e muscoloso. La mdp segue Ben e il poliziotto scendere i gradini della scala. Notiamo che nascosto dietro l'ingresso di un palazzo accanto alla centrale di polizia c’è Matt, che si mette a seguire i due.

 

Stacco.

 

La mdp inquadra una bella donna bionda di circa quarant’anni che sta cucinando. A un tratto, suonano alla porta. La donna va ad aprire.

 

DONNA

(guardando nello spioncino):

Chi è?

 

Ascoltiamo la voce della persona al di là della porta: è quella di Clyde.

 

CLYDE:

Signora Urich, è per suo marito.

 

La donna apre la porta.

 

Stacco.

 

Ora Ben e il poliziotto sono davanti a una porta sul pianerottolo di un condominio. Ben tira fuori una chiave e apre la porta. Non appena entra viene colpito con un calcio allo stomaco da Clyde. Ben cade a terra: gli occhiali cadono a terra e si rompono. L’agente estrae la sua pistola d’ordinanza e fa per sparare, ma Clyde gli blocca la mano e gli sbatte la testa contro il muro. Ben, a fatica, si alza e si avvia al bagno.

 

BEN

(boccheggiando e respirando a fatica):

Doris… Doris…

 

Ben entra nel bagno e vede qualcosa che lo fa sbiancare letteralmente: la moglie ha una cravatta stretta intorno al collo che pende dal tubo dalla doccia. Ben, con gli occhi sbarrati, le si avvicina.

Ritorniamo nell’ingresso: Clyde colpisce con un pugno lo stomaco del poliziotto e fa per dargli un calcio al volto, ma viene fermato da una mano.

 

CLYDE

(voltandosi):

Chi ca…

 

La mdp inquadra Matt, che è entrato nell’appartamento di Ben. Colpisce Clyde con un pugno. L’uomo prende la pistola del poliziotto (che giace a terra stordito), ma Matt con un calcio colpisce la mano di Clyde: la pistola cade a terra. Quindi Matt colpisce la mandibola di Clyde con un calcio: lo scagnozzo cade a terra.

 

Stacco.

 

Ben è ancora nel bagno: prende il rasoio che si trova sul lavandino e lo avvicina al collo della moglie.

 

BEN

(concitato)

Non muoverti, Doris. Non muoverti…

 

Con molta cura, Ben taglia il nodo, la moglie cade nel vano della doccia. Ben si accorge del frastuono prodotto dalla lotta tra Clyde e Matt nell’ingresso di casa sua. Esce dal bagno: si ferma sulla soglia del bagno.

Clyde è ammanettato e stordito. Il telefono di Ben comincia a squillare.

 

BEN

(sussurrando):

Matt….

 

Quindi va a rispondere al telefono.

 

BEN:

Pronto?

 

All’altro capo del telefono, Melvin Potter.

 

MELVIN:

Pronto, è il signor Urich? Forse non si ricorda di me. Sono Melvin Potter.

 

La mdp inquadra Melvin: è seduto dietro a un banco da lavoro su cui è adagiata del lattice di colore rosso. Melvin sta parlando al telefono.

 

MELVIN:

Sì, esatto, Signor Urich. Ho letto il suo articolo su Kingpin. Dobbiamo parlare. Voglio dire, dobbiamo parlare stasera.

 

La mdp inquadra Urich al telefono: Matt sta seguendo tutta la conversazione appoggiato al muro, vicino alla porta dell’appartamento di Ben.

 

MELVIN

(al telefono):

Si tratta di Devil, signor Urich. E’ urgente.

BEN:

Stasera? Non posso stasera. Domani.

 

Matt va via. Ben nello stesso momento posa il telefono.

 

Stacco.

 

La mdp inquadra in primissimo piano un Uomo, di circa trentacinque anni coi capelli corti: l'espressione del suo viso è chiaramente quella di un folle. (Paul Michael Lavesque.) Si trova nella stanza imbottita di un manicomio. A guardarlo, Kingpin e un dottore dall’aria molto formale e con gli occhiali, il dottor Miles.

 

DOTTORE:

Questo è specializzato in famiglie. Non posso dirle quanti delitti abbia commesso, ma sono molti. Lavora con i coltelli, ma non sarà difficile convincerlo a usare una mazza. Ma devo avvertirla, è imprevedibile.

 

Kingpin guarda un attimo l’uomo, quindi risponde al dottore.

 

KINGPIN:

Andrà bene. Occupati del suo rilascio.

 

Il dottore va via. Kingpin guarda l'uomo.

 

Stacco.

 

La mdp inquadra di nuovo Melvin, che sta ancora parlando al telefono. L'intero negozio è immerso nell'oscurità: l'unica luce proviene da una lampada accesa posta sul tavolo da lavoro di Melvin.

 

MELVIN:

Hanno detto che faranno saltare in aria il negozio e mi uccideranno, Betsy, se non faccio questo maledetto costume di Devil. So che hanno in mente qualcosa di losco, lo vogliono fare stasera. Non so cosa fare.

 

La mdp stringe su Melvin.

 

MELVIN

(arrabbiandosi):

Betsy… smettila di chiedermi come mi sento. Non mi servi come terapista. Mi serve sapere quel che devo fare…

(ascolta quello che dice la sua interlocutrice; si arrabbia ancora di più)

No, no… lascia stare… Non sai quel che devo fare. Non so perché parlo ancora con te.

Addio, Betsy.

 

Melvin posa la cornetta del telefono. Ascoltiamo la voce di Matt, indistinguibile nell’ombra del negozio.

 

MATT:

Melvin. Fai il costume: non andrà sprecato.

 

Primo piano di Melvin: sorride.

 

MELVIN:

E’ un piacere sentire la tua voce, Devil.

 

Stacco.

 

La mdp inquadra in piano medio Foggy. Sembra molto imbarazzato.

 

FOGGY:

Karen… uhm… va tutto bene? Posso aiutarti?

 

La mdp allarga, inquadrando così anche Karen che è inginocchiata di fronte al gabinetto: molto probabilmente ha vomitato.

 

KAREN:

No, Foggy… va tutto bene.

 

La ragazza si alza ed esce dal bagno. Foggy la guarda senza dire nulla. Karen va alla finestra, le braccia conserte in petto e pensierosa. Karen guarda fuori dalla finestra: all’ingresso del palazzo di fronte, in un competo scuro, Paulo. Karen lo vede. Paulo (inquadrato in primo piano) sorride in modo truce.

La ragazza si ritrae dalla finestra, spaventata.

 

KAREN:

E’ Paulo, laggiù che aspetta. Deve avermi seguita, quando sono uscita dall’albergo…

 

Foggy, preoccupato, le si avvicina.

 

FOGGY:

E’ il tizio che ti ha picchiata? Dove?

KAREN

(stringendosi a Foggy):
Ha detto che mi avrebbe uccisa se fossi scappata… è pazzo, Foggy… ci ucciderà entrambi…

FOGGY:

Col cavolo… chiamerò la polizia…

 

Foggy si avvicina al telefono e compone un numero.

 

Stacco.

 

La mdp inquadra in primo piano di profilo l’uomo che si trovava prima in manicomio e uno dei luogotenenti di Kingpin: sta guidando l’auto su cui viaggiano e sta parlando all’uomo, che stringe in mano il costume di Devil.

 

LUOGOTENENTE:

Potter ha confezionato un costume perfetto. Se tu sapessi esprimerti verbalmente, sono certo che concorderesti. Indossalo e ascolta bene le mie istruzioni…

 

Con uno stacco, ci troviamo al di fuori dell’auto. Sul tettuccio, Matt. Ascoltiamo la voce del luogotenente.

 

LUOGOTENENTE:

… Entrerai nell'appartamento 5B. Devi procurare un danno fisico di natura permanente a Franklin Nelson e a chiunque sia dentro all'appartamento. 

 

Matt scende dall’auto.

 

Stacco.

 

Paulo è ancora all’ingresso del palazzo di fronte a quello di Foggy. Si ferma una pattuglia della polizia e ne scende un poliziotto, con la pistola in pugno.

 

POLIZIOTTO

(puntando la pistola contro Paulo):

Tu… fermo dove sei. Mani in alto.

PAULO:

Certo, agente. Nessun problema.

 

Paulo con rapidità tira fuori la sua pistola e spara al poliziotto che gli puntava contro la pistola, uccidendolo, quindi spara al suo collega uccidendo anche lui. Quindi, Paulo spara contro la finestra dell’appartamento di Foggy, che va in mille frantumi.

 

La mdp inquadra quindi due uomini di Kingpin in un’auto: hanno visto tutto. Uno di essi sta parlando in un walkie-talkie.

 

UOMO #1:

C’è stato del movimento, capo. Un tizio ha fatto secchi due sbirri. La Page e Nelson sono ancora in casa. Entriamo?

 

La mdp inquadra quindi Kingpin, che sta fumando un sigaro e ascolta quello che gli sta dicendo il suo uomo attraverso un interfono.

 

KINGPIN:

Rimanete dove siete. Se la Page o Nelson tentano di lasciare il palazzo, uccideteli. Fate in fretta. Arriveranno altri poliziotti.

 

Stacco.

 

Il luogotenente e l’uomo, che indossa ora il costume di Devil e stringe in mano una mazza: sono in un vicolo vicino a un palazzo. Accanto a loro, una scala antincendio.

 

LUOGOTENENTE:

… Agisci con rapidità. Una volta finito, scappa subito e non farti scoprire.

Appartamento 5B. Ripeti, così sarò sicuro che non sei sordo.

 

Il falso Devil colpisce l’uomo al volto con la mazza.

 

FALSO DEVIL:

5B.

 

Il falso Devil colpisce ripetutamente l’uomo, continuando a ripetere il numero dell’appartamento. Un sorriso sadico gli si dipinge sul volto: gocce di sangue gli finiscono sul viso. Quindi, dopo aver finito con l’uomo, il falso Devil sale la scala antincendio.

 

Stacco.

 

La mdp inquadra Karen che ha in mano un vaso di gerani. Fuori campo, ascoltiamo la voce di Foggy: sta parlando al telefono.

 

FOGGY:

Ha sparato a due poliziotti… sì, fra la settantesima e la Columbus.

 

Karen alza il vaso al di sopra della sua testa e lo rompe su quella di Foggy, che cade a terra ancora cosciente comunque. Ascoltiamo la voce di Karen.

 

KAREN

(voce pensiero):

Non ho speranza comunque… sono morta. Ma Foggy... posso andare da Paulo e lui non ucciderà Foggy… questo lo posso fare…

 

Karen esce dall’appartamento di Foggy.

 

Stacco.

 

Il falso Devil è davanti a una porta sul tetto del palazzo di Foggy. La apre e viene contemporaneamente colpito da un pugno di Matt che si trovava dietro di essa. Matt colpisce poi il falso Devil con un calcio al volto.

 

Stacco.

 

Karen sta correndo per la tromba delle scale.

 

KAREN

(voce pensiero):

Forse se sono carina con Paulo mi picchierà soltanto… Forse… mi troverà anche una dose… ne ha sempre… No, stupida drogata, ti ucciderà… Pensa a Foggy…

 

Stacco.

 

La mdp inquadra ora Kingpin: segue l’evolversi della situazione con attenzione e preoccupazione. Il suo uomo gli parla attraverso l’interfono.

 

UOMO:

La Page è uscita in strada, capo. Entriamo in azione.

 

Stacco.

 

Karen è fuori al palazzo di Foggy: Paulo la prende per un braccio.

 

PAULO:

Karen, baby…

KAREN:

Paulo… devo parlarti…

 

Paulo le sbatte la testa contro il muro.

 

PAULO:

Certo, baby… parliamo.

 

I due uomini di Kingpin scendono dall’auto, pistole in pugno.

 

UOMO #1:

Entrambi?

UOMO #2

(quello che ha parlato con Kingpin):

Certo.

 

L’uomo spara a Paulo, ferendolo a un braccio.

 

PAULO

(urlando):

Cosa…

 

Risponde al fuoco, quindi prende per mano Karen.

 

PAULO:

Vieni…

 

Stacco.

 

Sul tetto del palazzo di Foggy, continua lo scontro tra Matt e il falso Devil. Matt colpisce il finto supereroe alla mandibola, ma l’uomo si rimette subito e colpisce Matt a una costola, quindi al volto. Matt accusa il colpo ma si riprende subito, colpendo il falso Devil al polso con un colpo di karaté. La mazza che l’uomo aveva in mano cade. Quindi Matt colpisce con un altro colpo l’uomo alla gola: il falso Devil cade a terra, sanguinando dalla bocca. Cerca di prendere la mazza, ma Matt gli dà il colpo finale colpendolo con un calcio alla faccia.

 

Stacco.

 

Continua intanto la sparatoria tra Paulo e i due uomini di Kingpin. Paulo uccide uno dei due: l’altro risponde al fuoco centrandolo nel petto. Paulo cade: Karen gli si avvicina.

 

PAULO:

Sono ferito, baby… prendi la pistola.

 

Karen prende però una dose d’eroina: è da un grammo.

 

PAULO:

No, tossica schifosa, mi stai fregando…

 

Karen guarda la bustina. Ascoltiamo la sua voce.

 

KAREN

(voce pensiero):

E’ finita… finita comunque… L’ultima dose per l’ultima volta.

 

Dalla tasca interna del giaccone di Paulo la ragazza prende anche una siringa. L’uomo di Kingpin sopravvissuto spara, ferendo di nuovo Paulo.

La mdp inquadra Matt che sta correndo a tutta velocità. Quindi, torna a inquadrare Paulo che punta la pistola contro l’uomo di Kingpin, rispondendo al suo fuoco e  uccidendolo. Quindi la punta contro Karen.

 

PAULO

(con un filo di voce):

Verrai con me, Karen Page…

 

Primissimo piano di Karen, madida di sudore.

 

KAREN

(voce pensiero):

L’ultima dose… non sentirò nemmeno il proiettile… l’ultima dose… Ti amo, Matt…

 

La mdp inquadra i piedi di Matt che si fermano. Quindi inquadra la sua mano che stringe una mazza: la lancia contro Paulo, colpendolo al volto.

Dettaglio dell’occhio destro di Karen spalancato per la sorpresa.

Dettaglio della siringa e della dose di eroina gettate a terra.

La mdp inquadra ora in totale la seguente scena: Matt e Karen che si abbracciano. Karen comincia a piangere, ma è un pianto per la prima volta di gioia.

 

Stacco.

 

In sovrimpressione compare la scritta: Da qualche parte in Iraq.

La mdp inquadra in primo piano un Uomo coi capelli ricci e gli occhi verdi: ha un’espressione dura e truce. Quello che ci colpisce, però, è il fatto che ha la bandiera degli Stati Uniti tatuata sul volto: la bandiera parte dalla fronte e finisce al labbro superiore. (Clive Owen.)

L’uomo, il cui nome è Nuke, si trova nell’abitacolo di un elicottero militare: a pilotarlo, un uomo di colore con occhiali da sole e cappellino. Nuke ha in mano un M60 modificato con lanciafiamme e un lanciamissili. Il soldato è a torso nudo ed è molto muscoloso.

Nuke guarda il pilota.

 

NUKE:

Dammene una rossa.

 

Il pilota prende dalla tasca interna del suo giubbotto una pillola di adrenalina e la dà a Nuke, il quale la ingoia.

 

NUKE:

I nostri ragazzi…

PILOTA:

Nuke… credo che tu ti stia confondendo: non stiamo cercando dei dispersi…

 

Nuke non dice nulla: guarda fuori dall’elicottero.

 

NUKE:

Non ho programmato Betsy…

 

Dettaglio del contatore del fucile: si trova poco sopra il grilletto. Il display segna il numero con caratteri rossi: 45. Nuke lo azzera.

 

NUKE:

Un buon numero, ma ora lo sorpasserò…

PILOTA:

La possibilità ce l’hai, Nuke. Ma sono in tanti laggiù…

NUKE:

E tengono prigionieri i nostri ragazzi…

 

Nuke indossa una maschera antigas e si getta fuori dall’elicottero.

La mdp lo inquadra dall’esterno in totale: ai piedi di Nuke, si estende un campo di addestramento di soldati iraqeni, abbastanza vasto e composto da un paio di abitazioni. Nuke atterra e comincia a sparare all’impazzata nei confronti dei soldati: lancia anche delle bombe contro delle camionette e la torre di guardia che esplodono con grande fragore, quindi comincia a sparare contro i soldati che gli si fanno contro.

Primissimo piano di Nuke: sembra godere nell’uccidere tutte quelle persone. Sul suo volto, infatti, si è stampato un ghigno folle.

 

Stacco.

 

Nuke è di nuovo sull’elicottero. Guarda il pilota.

 

NUKE:

Dammene una bianca.

 

Il pilota prende, sempre dal suo giubbotto, una pillola bianca e la dà a Nuke, che la ingoia.

 

NUKE:

Dove adesso?

PILOTA:

Non mi crederai, ragazzo. Salirai su un aereo civile e te ne tornerai a New York. E’ stato il generale in persona a dare l’ordine.

NUKE

(sembra felice)

New York. America….

 

La mdp inquadra l’elicottero che riprende la strada per ritornare alla base.

 

Stacco.

 

Siamo nell’ufficio di Kingpin, che sta ascoltando un generale dell’esercito degli Stati Uniti: l'ufficiale gli parla attraverso un videotelefono.

 

GENERALE:

Mi fa piacere averla trovata, signor Fisk. Pensavo sarebbe stato felice di sapere che Nuke… l’Agente Simpson, voglio dire… è in arrivo, signor Fisk. Sta arrivando da lei, proprio come lei desiderava. Ho recapitato la merce e, be’, aspetterò la merce che lei ha promesso a me.

KINGPIN

(tagliando corto):

La ringrazio, generale.

 

Kingpin spegne il videotelefono con un gesto secco. Quindi resta in silenzio, assorto.

 

Stacco.

 

La mdp inquadra in campo medio e di profilo Matt e Karen. Si trovano nella stanza da letto di una camera d’albergo. La ragazza è sul letto, mentre Matt le è di fronte. La ragazza sta parlando.

 

KAREN:

Quando sono andata a Hollywood, ho fatto qualche provino per dei film, ma sono andati uno peggio dell’altro. Una sera, a una festa, ho conosciuto un uomo che mi ha proposto di girare qualche film a luci rosse… non volevo accettare, ma avevo bisogno di soldi e poi…

(comincia a piangere)

... poi è venuta la droga… l’eroina… è andata sempre peggio… fino a quando non mi sono venduta l’anima per quella dose. Ho detto allo spacciatore che tu eri Devil. E’ stata tutta colpa mia, Matt: hai perso la casa, il tuo lavoro, gli amici, hai perso tutto ed è stata tutta colpa mia.

 

La ragazza comincia a piangere. Matt la guarda.

 

MATT

(ridendo):

Io non ho perso nulla, Karen…

 

Karen lo guarda e sembra non capire.

 

KAREN:

Come…?

MATT:

Davvero… non ho perso nulla, Karen: non devi prenderti colpe che non hai. L’importante è che tu ora stia bene. Tutto il resto, quello che hai fatto a Hollywood in passato, non conta.

 

Karen non dice nulla: si limita a guardare Matt e gli sorride. Matt fa altrettanto.

 

MATT:

Ascolta, hai avuto una vita difficile a Hollywood. Non importa: è capitato a tutti. L’importante è trovare la forza di reagire alle difficoltà e di buttarsele alle spalle. Mio padre mi disse una cosa, qualche giorno dopo che persi la vista: un uomo non si misura da come va al tappeto, ma da come si rialza. Questo valeva per me, e vale ancora di più per te.

 

Matt siede sul letto, di fronte a Karen. La ragazza sembra essersi calmata e gli sorride.

La mdp li inquadra in primo piano di profilo: i due ragazzi si baciano.

 

Stacco.

 

La mdp inquadra in campo medio Ben e Foggy. Il giornalista è scortato da due agenti della polizia: uno dei due è lo stesso che è stato picchiato da Clyde a casa di Ben. L’altro sta bevendo del caffè da un bicchiere di plastica. Ben indossa un impermeabile giallo. Foggy è seduto su una panchina e tiene in grembo la sua valigetta.

Davanti alla mdp, passa gente che porta a spasso il cane, passeggia o fa footing. Il parco è leggermente innevato.

 

BEN:

Lei è stato vicino a Murdock fin dai tempi del college, vero, signor Nelson?

FOGGY:

Come nessun altro, credo. Senta, signor Urich, parlerò solo se questo può aiutare Matt.

 

Ben si siede sulla panchina accanto. I due poliziotti restano alzati.

 

BEN:

Pensa che sia una buona cosa per un cieco vagare per la città da solo?

FOGGY:

No…

 

Ben si accende una sigaretta. Foggy lo guarda.

 

FOGGY:

Okay, signor Urich, mi fido di lei. Matt parlava sempre bene di lei e questo mi basta. Tutte le accuse contro di lui sono false, e ho già preparato il ricorso in appello, quando tutto si risolverà, ma.. be’.. da quando la nostra società legale ha chiuso, e anche prima, Matt è… be’, gli ho parlato… mi ha telefonato, dopo che casa sua è saltata in aria e sembrava molto confuso…

 

Primo piano di Ben.

 

BEN:

Sembrava pazzo, Mr. Nelson. Anche io gli ho parlato…

FOGGY:

Non mi spingerei a dire questo. Matt è sempre stato un tipo teso. Lasci che le faccia vedere cosa ho ideato per l’appello.

 

Foggy apre la sua ventiquattrore: i fogli e tutti i documenti che essa conteneva, però, cadono a terra. Foggy, rosso in viso per l’imbarazzo, si china a raccoglierli. Anche Ben si china, per aiutarlo.

 

FOGGY

(imbarazzato):

Dannazione, sono così sbadato…

 

Ben prende da terra alcune fotografie e le guarda a lungo, incuriosito.

 

BEN:

Dove ha preso queste fotografie?

 

La mdp inquadra in dettaglio le foto: ritraggono, rispettivamente, una prostituta che abborda un cliente, una signora anziana che sta lucidando la tomba del marito e un operaio che lavora col suo martello pneumatico. 

 

FOGGY:

Le ha scattate Glorianna O’ Breen. E’…

BEN:

La ragazza di Matt? Non sapevo fosse una fotografa… Lei la vedrà presto, signor Nelson?

FOGGY:

Sì, la vedrò stasera.

 

Ben prende il portafogli e ne caccia il suo biglietto da visita. Lo dà a Foggy.

 

BEN:

Le dica di chiamarmi.

 

Detto questo, Ben va via. Foggy lo guarda.

 

Stacco.

 

Kingpin è nel suo ufficio e sta sorseggiando del caffè. Inoltre, sta parlando attraverso il videotelefono con un uomo, che altri non è che un commissario di polizia. E’ l’uomo a parlare.

 

COMMISSARIO:

Il problema, signor Fisk, è Clyde. E’stato arrestato mentre cercava di uccidere la moglie di Urich e ora sta parlando di lei. Il procuratore gli ha accordato una riduzione della pena se testimonierà.

 

Kingpin non dice nulla. Il commissario continua il suo discorso.

 

COMMISSARIO:

Temo che non sia tutto. Da quando si occupa del suo caso, Urich è diventato intimo del procuratore che ora gli ha concesso un’intervista con Clyde.

 

Kingpin posa la tazzina e per la prima volta parla.

 

KINGPIN:

Commissario… lei farà in modo che sia di servizio l’agente Coogan al momento dell’intervista.

COMMISSARIO:

Signor Fisk… per quelle fotografie....

 

Primissimo piano di Kingpin: sorride, beffardo.

 

KINGPIN:

Imbarazzanti, vero, commissario? Una cameriera così ordinaria. Per sua moglie sarebbe un insulto. Ma non si preoccupi. Terrò le sue fotografie al sicuro.

 

Kingpin spegne il videotelefono.

 

Stacco.

 

Matt è nel bagno della stanza e si sta facendo la barba. Quindi, la mdp passa a inquadrare Karen che sta dormendo: accanto a lei, il costume di Devil.

 

Stacco.

 

La mdp inquadra in campo lungo Ben e Glori che stanno camminando per il corridoio della prigione di New York. Glori sta scattando delle foto ai prigionieri, i quali sono colpiti dalla sua bellezza: alcuni le lanciano anche sguardi un po' lascivi. Con loro, i due poliziotti che scortano Ben.

 

BEN

(a Glori):

Risparmia la pellicola, Glori.

GLORI

(un po’ stizzita):

Va bene, signor Urich.

 

Interviene uno dei due poliziotti, quello che stava bevendo il caffè quando Ben ha parlato con Foggy.

 

POLIZIOTTO:

Non essere suscettibile con Urich, Glori. E’ un solitario…

BEN
(infastidito):

Taci, Blanders.

 

Blanders mette una mano sulla spalla di Glori.

 

BLANDERS

(con un sorriso malizioso):

Io non sono un solitario…

GLORI

(con uno sguardo feroce):

Rischi di perderla.

 

Blanders toglie subito la mano dalla spalla di Glori. Nel frattempo i quattro sono arrivati davanti a una cella: fuori, c’è un poliziotto con i baffi. Ben prende il suo tesserino da giornalista e lo mostra al poliziotto.

 

BEN:

Ben Urich, New York Times.

 

Il poliziotto annuisce quindi si rivolge al poliziotto biondo.

 

POLIZIOTTO:

Hegerfors.

HEGERFORS:

Coogan.

 

Coogan apre la porta della cella e Ben, Glori, Blanders ed Hegerfors entrano nella cella di Clyde, che è seduto sulla sua branda. La cella è piccola. Ben si siede accanto a Clyde e prende il suo registratore, mentre gli altri rimangono alzati. Glori scatta qualche fotografia a Clyde. Coogan fa per chiudere la porta.

 

HEGERFORS:

Non chiudere, Coogan. Siamo in tanti qui…

 

Coogan, però, chiude la porta e prende la sua pistola.

 

HEGERFORS

(allarmato):

Coogan… cosa stai…

 

Ben si volta e vede che anche Blanders ha cacciato la sua pistola. Blanders spara a Clyde centrandolo in mezzo agli occhi. Glori fotografa tutta la scena, imperturbabile.

Coogan spara a Hegerfors centrandolo alla milza; Hegerfors però risponde al fuoco del poliziotto e lo colpisce al petto: Coogan si accascia a terra. Glori continua a fotografare tutto. Blanders fa per sparare a Hegerfors, ma Ben interviene con slancio placcando Blanders e facendolo cadere a terra: Blanders lascia cadere la pistola. Ben la prende e tenendola per la canna colpisce ripetutamente la fronte di Blanders. Quindi il giornalista si ferma, ansimante. I corpi di Clyde, Hegerfors, Coogan e Blanders giacciono nel sangue.

 

Stacco.

 

Nuke è sull’attenti nell’ufficio di Kingpin. Accanto al boss, un’asta con la bandiera americana. Kingpin sta parlando e Nuke lo ascolta con rispetto.

 

KINGPIN:

Prima erano tempi più facili, Nuke. Ma è cambiato tutto, purtroppo. Noi che amiamo l’America siamo ora circondati da killer bugiardi e da idioti dal cuore tenero. Noi patrioti… ridono di noi, figliolo. Mi dispiace. Tu mi ricordi il mio ragazzo, un bravo ragazzo, un veterano… Sarò onesto con te. Io ho molti nemici. La polizia mi controlla in continuazione: sono, secondo la definizione della legge, un criminale. Questo ti sorprenderà. Ma come ho detto, tutto è cambiato. I nemici dell’America sono così forti che i nostri ragazzi muoiono nel deserto dell’Iraq e dell’Afghanistan e la gente non rende loro onore…

 

Primissimo piano di Nuke: a quest’accenno di Kingpin, assume un’espressione folle.

 

NUKE:

I nostri ragazzi…

KINGPIN

(stringendo in mano la bandiera):

E mi fa male vedere che il nobile concetto di libera impresa… il grande trionfo dei nostri antenati, è stato tradito da una legislazione corrosiva. Per mantenere in piedi lo spirito di quel sogno, io devo infrangere la legge…

(Kingpin comincia a piangere e assume un’espressione afflitta)

Scusami… io…

 

Kingpin si alza e si avvicina a Nuke, continuando a parlare.

 

KINGPIN:

Ma non siamo soli, Nuke. Ci sono altri che credono abbastanza per poter sperare. Noi che sosteniamo la gloriosa trinità di nazione, esercito e liberismo, dobbiamo essere uniti contro la follia che ci circonda, contro la malattia dello spirito americano. C’è chi dice che questa unità è cospirazione, che l’America è il male.

NUKE

(come impazzito):

So quello che dicono. So quello che dicono.

 

Kingpin gli si avvicina e gli mette una mano sulla spalla. Le vene del collo di Nuke guizzano per la rabbia, il volto è sempre una maschera di follia.

 

KINGPIN:

E ora un uomo solo minaccia di distruggere ciò che abbiamo costruito. Sta agendo contro di me, mi addita come criminale. Non lo sono, figliolo. Sono un’impresa, in questo conglomerato che è l’America. Ma lui si alleato con la stampa.

NUKE

(come sopra):

La stampa…

 

Dettaglio dell’occhio destro di Nuke e delle labbra di Kingpin che si avvicinano al suo orecchio.

 

NUKE:

Dov’è?

KINGPIN:

Hell’s Kitchen.

 

Stacco.

 

Viene inquadrata una strada di Hell’s Kitchen: auto in strada sfrecciano a velocità sostenuta e la gente passeggia tranquilla. I cassonetti dell’immondizia sono stracolmi di rifiuti. A parte questo, tutto il quartiere è immerso nella tranquillità.

 

Stacco.

 

Matt è dietro il bancone di una tavola calda e sta cocendo degli hamburger. Quando ritiene che siano pronti, li toglie dalla padella e li mette su un piatto, che viene preso da un cameriere. Quindi, Matt si leva il grembiule e lo appende al muro. Ascolta a questo punto le voci di Glori e Ben, il quale (lo capiamo benissimo) è ancora sconvolto per quanto accaduto in prigione. Con loro c’è un altro uomo, di circa quarant’anni.

La mdp li inquadra: sono seduti a un tavolo, in mezzo alla folla. L’uomo sta mangiando degli hamburger. 

 

GLORI:

Un quartiere tremendo…

BEN:

Hell’s Kitchen, già. Un postaccio. Ma Matt è nato qui e io…

Io ho davvero ucciso quell’uomo.

GLORI

(con un sorriso):

Ci hai salvato la vita, Ben.

 

La mdp ritorna a inquadrare Matt, che esce dalla tavola calda. Si incammina lungo la strada, tranquillo, quando la sua attenzione viene attratta da un rumore: un rumore prodotto dall’elica di un elicottero.

La mdp inquadra allora l’elicottero, che sta volteggiando sul quartiere: nell’abitacolo, Nuke col suo fucile e il pilota.

 

PILOTA:

Niente napalm, ragazzo. Sono americani quelli. Solo un po’ di confusione. Qualche danno agli immobili basterà. Ora ti porto giù.

 

L’elicottero arriva a pochi centimetri da terra e Nuke esce dall’abitacolo. La polvere e l’immondizia volano, la gente per strada non appena vede quell'uomo grosso con il fucile comincia a scappare, impaurita. Nuke comincia a sparare all’impazzata, colpendo automobili, vetrine di negozi, persone. Le auto esplodono, i vetri vanno in frantumi e le persone vengono ferite o muoiono sul colpo. 

Matt sta correndo da Karen, nella stanza d'albergo. Nuke continua a sparare: colpisce anche la vetrina della tavola calda in cui Ben, Glori e l’uomo che è con loro stavano mangiando. I clienti del ristorante riescono a scappare e a trovare un riparo, ma alcuni di essi rimangono gravemente feriti. Ben e Glori stanno bene. Intorno a loro, la distruzione.

 

GLORI:

La macchina fotografica.

 

Nuke sta continuando a sparare. Gli si avvicina l’elicottero.

 

PILOTA:

Su, ragazzo, abbiamo compagnia.

NUKE
(gridando):

Un altro….

 

Stacco.

 

Matt è arrivato da Karen, nella camera d'albergo. La ragazza stringe ancora il costume di Devil. Karen guarda negli occhi Matt.

 

KAREN

(riferendosi al costume):

L’ho tenuto al sicuro per te, Matt.

 

I due si baciano, quindi Matt inizia a spogliarsi e a indossare il costume. In dettaglio, lo vediamo indossare i guanti e subito dopo la maschera.

 

Stacco.

 

Nuke è sul pattino di atterraggio dell’elicottero. Qualcuno gli sta sparando contro: a sparare sono dei poliziotti su un elicottero. Nuke in risposta al fuoco dei poliziotti lancia un missile contro di loro: l'elicottero della polizia esplode.

La mdp inquadra in dettaglio la mano sinistra di Devil che lancia la sua mazza contro Nuke: la mazza lo colpisce alla tempia, quindi colpisce il cornicione di un palazzo e ritorna nelle mani di Devil. Nuke si volta e guarda il pilota del suo elicottero, furioso.

 

NUKE:

Dammene una rossa…

 

Il pilota dà una pillola rossa a Nuke.

La mdp inquadra in figura intera Devil, che emerge dalle fiamme pronto a combattere.

Primo piano di Nuke: le pupille degli occhi sono dilatate e i muscoli del collo guizzano per l’eccitazione della lotta. Nuke spara contro Devil, il quale, però, con velocità scansa i proiettili esplosi dal fucile di Nuke.

Devil salta sul tetto di un altro palazzo: l’elicottero che accompagna Nuke, che si trova sempre sul pattino d’atterraggio, non lo perde di vista, seguendolo. Nuke spara ancora, ma Devil riesce ancora a evitare tutti i proiettili.

Primissimo piano di Nuke: la follia e l’eccitazione hanno lasciato posto alla frustrazione. Devil si sta rivelando un avversario più difficile del previsto.

La mdp segue Devil che entra in un palazzo in fiamme.

 

Stacco.

 

La mdp inquadra in primo piano il pilota dell’elicottero. Parla attraverso il microfono delle cuffie.

 

PILOTA:

Ce ne andiamo, ragazzo…

 

Primo piano di Nuke: il volto è rosso per l’eccitazione e gli occhi fuori dalle orbite.

 

NUKE:

Lo troverò, lo troverò…

 

La mdp ritorna sul pilota.

 

PILOTA:

No, Nuke, la missione è sospesa…

NUKE:

Lo troverò, lo troverò…

 

Nuke si lancia dall’elicottero e atterra in piedi.

 

Stacco.

 

Kingpin e Wesley stanno guardando tutto quello che sta accadendo a Hell’s Kitchen alla televisione. Non c’è audio.

 

WESLEY

(preoccupato):

Capo, ci sta sfuggendo. Deve fermare tutto.

 

La mdp inquadra la grossa vetrata che dà sul balcone: tintinna per un lunghissimo istante.

 

KINGPIN:

Ecco. Hai sentito: anche qui la terra trema.

 

Stacco.

 

La mdp con la steadycam segue Nuke: sta camminando per le strade di Hell’s Kitchen e spara all’impazzata contro le automobili parcheggiate e le persone che gli si trovano sotto tiro. Uccide un uomo che viene letteralmente falciato dai proiettili del fucile di Nuke. Sembra l’inferno. Nuke, preso dall’eccitazione, lancia una bomba contro un palazzo, il cui ingresso esplode.

Sentiamo i battiti accelerati del cuore del supersoldato. Deve essere l'adrenalina. 

Nuke si guarda attorno: nessuna traccia di Devil.

La mdp inquadra in campo medio la seguente scena: Nuke passa davanti alla finestra di un edificio in fiamme e proprio mentre passa lui Devil esce allo scoperto. Si getta fuori dalla finestra, frantumandola, e colpisce Nuke con un pugno al mento. Nuke sembra non accusare il colpo, quindi risponde all’attacco del supereroe sparandogli. Devil si getta di lato ed evita i colpi, che frantumano i vetri delle finestre dei palazzi che lui ha di fronte. Devil si abbassa e si avvicina a Nuke, colpendolo alle gambe. Nuke barcolla leggermente, ma si riprende subito. Fa per sparare al suo nemico, ma si accorge che il suo fucile è scarico. Colpisce allora Devil col suo fucile, tenendolo per la canna. Devil cade a terra, Nuke fa per colpirlo ancora col mitra, ma Devil si scansa e si rialza: colpisce Nuke con un calcio allo stomaco.

L’elicottero di Nuke segue tutto da lontano: ha due mitragliatrici accanto all’abitacolo. Il pilota comincia a usarle contro Devil, che scansa tutti i colpi con un po’ di difficoltà: uno lo ferisce di striscio alla guancia sinistra. Devil si getta nel fuoco di un palazzo. L’elicottero smette di sparare: Nuke segue Devil, sparendo anche lui nel fuoco.

La mdp inquadra in totale Hell's Kitchen: sono molte le zone in fiamme. 

Siamo ora sul tetto di un palazzo. La mdp inquadra tutta la scena dall’alto: dalle finestre escono delle fiamme e in strada ci sono auto esplose e distruzione.

Devil e Nuke continuano la loro lotta: Devil colpisce Nuke al petto, accanto al cuore. Niente: Nuke sembra invincibile. Colpisce Devil con un pugno allo stomaco: Devil si accascia a terra. Nuke ne approfitta e colpisce il supereroe alla nuca col suo mitra.

 

Stacco.

 

Kingpin e Wesley continuano a seguire lo svolgersi della vicenda alla televisione. Sullo schermo passano immagini di persone ferite e ammazzate, auto della polizia e ambulanze che corrono all’impazzata.

 

WESLEY:

E’ un massacro, capo, un omicidio di massa. Guardi quanti morti…

KINGPIN:

E’ guerra, Wesley. Non ho fatto altro che trasferirla da un deserto asiatico a New York, a Hell’s Kitchen.

WESLEY:

Capo, se collegano questo a noi…

KINGPIN:

Dimentichi che Nuke è un agente del governo, Wesley. Pensi che l’esercito voglia far sapere che lo ha affittato al signore del crimine di New York? I nostri governanti debitamente eletti ci proteggeranno. Puoi contarci.

 

Stacco.

 

Nuke sta picchiando Devil selvaggiamente: gli è sul torace e lo sta colpendo violentemente in volto. Devil, con uno sforzo sovrumano, risponde al soldato mettendogli le dita negli occhi: Nuke lo lascia andare. Devil si rialza e lo colpisce allo stomaco; Nuke cade a terra supino: Devil fa per colpirlo al volto, ma Nuke para il colpo incrociando le braccia e si rialza. Colpisce ancora una volta Devil col calcio del suo mitra: Devil stavolta accusa il colpo e barcolla leggermente. Ma si riprende subito e colpisce Nuke al tricipite quindi alla milza. Nuke cade a terra, per la prima volta davvero sofferente.

Arriva di nuovo l’elicottero: il pilota riprende a usare le mitragliatrici dell'elicottero nei confronti di Devil, il quale comunque riesce a evitare tutti i colpi, buttandosi di lato di qua e di là. Nuke ne approfitta per ricaricare il suo fucile, quindi fa cenno al pilota dell’elicottero di lasciare Devil a lui.

Nuke guarda Devil e prende la mira: Devil, però, è più veloce di lui, gli si avvicina e poggiando le mani a terra lo colpisce in pieno petto con entrambi i piedi. Nuke cade dal palazzo.

La mdp lo segue nella sua caduta: notiamo, fra le varie persone che si trovano per strada, anche Ben e Glori, che sta scattando delle fotografie. Nuke cade sul tettuccio dell’auto della polizia: i vetri della sirena vanno in frantumi. Nuke prende la mira e spara un missile contro Devil: il missile esplode e provoca un grande fuoco. Devil si è lanciato proprio nel momento in cui Nuke gli ha lanciato il missile contro e plana a piedi giunti sul corpo di Nuke, che sfonda il tettuccio dell’auto e vi cade dentro.

La mdp inquadra in primo piano Ben.

 

BEN
(a Glori):

Non perderlo di vista, Glori, non perderlo…

 

Glori scatta la foto.

Ritorniamo su Devil: prende il fucile di Nuke e con una capriola scende dall’auto. Arriva l’elicottero che accompagnava Nuke: spara ancora. Devil scansa i proiettili, che però feriscono alla gamba Glori. 

 

 

GLORI

(urlando e accasciandosi a terra):

Ahhhhhhh.....

 

Primo piano di Devil.

 

DEVIL:

Basta.

 

Devil svuota tutto il caricatore del fucile di Nuke contro il pilota dell'elicottero, che muore sul colpo, il corpo crivellato di proiettili. L'elicottero senza una guida finisce contro una palazzina in costruzione ed esplode.

 

DEVIL

(voce pensiero):

Perdonami.

 

Nuke, non senza difficoltà, esce dall’auto. Ha in mano un coltello. Devil gli si avvicina brandendo il fucile di Nuke per la canna.

Primo piano di Devil: è rabbioso. Con tutta la forza che gli è rimasta, Devil scaglia contro Nuke il fucile, che si spezza letteralmente in due. Nuke cade a terra, sconfitto. E’ tuttavia ancora cosciente.  

Comincia a piovere.

La mdp inquadra Devil che si avvicina a Nuke e gli stringe la mano sinistra attorno al collo: lo fa alzare in questo modo da terra. I due sono vicino a un lampione della luce. 

 

DEVIL

(con rabbia):

Ti ha mandato Kingpin. Dillo…

NUKE
(come in stato catatonico):

Dammene una bianca… una bianca…

 

Ascoltiamo una voce. E’ quella di un uomo.

 

VOCE:

Devil…

 

Devil si gira: a parlare è stato un maggiore dell’esercito degli Stati Uniti. Comanda un gruppo di uomini ben armati. Nuke, nel frattempo, cade a terra.

 

MAGGIORE:

Quell’uomo è nostro. Per ordine federale. Stai indietro.

 

Devil si allontana e sparisce nella pioggia. Il maggiore dell’esercito guarda Nuke.

 

NUKE
(come sopra):

Dammene una bianca… una bianca…

 

Il maggiore non dice nulla.

 

Stacco.

 

La mdp inquadra in campo medio Kingpin e altri boss della mala, suoi sottoposti: stanno facendo la sauna. Un uomo di circa sessant’anni e con i capelli bianchi sta parlando con Kingpin. O meglio, lo sta rimproverando: la sua espressione infatti è molto indignata.

 

UOMO
(puntando l’indice):

Pura follia, signor Fisk, pura follia. Decine di morti e feriti… se viene incolpato il racket, saremo trascinati in tribunali per mesi.

KINGPIN
(senza tradire alcuna emozione):

La prego, signor Glazer, non si riferisca alla nostra organizzazione come al racket. E’ un termine sorpassato.

GLAZER

(come sopra):

Sorpassato, certo. Ai vecchi tempi, ci chiamavamo la famiglia, ma non abbiamo mai raso al suolo un intero quartiere. Ha idea di quanto ci farà perdere la sua vendetta nel traffico di droga?

KINGPIN

(come sopra):

Molto poco, in confronto alle perdite in immobili, ma la prego, continui, signor Glazer.

GLAZER

(come sopra):

Certo che continuo, grassone. E dirò quello che qui pensano tutti. Lei sta sbagliando. Ci ha messo tutti in pericolo, spendendo una fortuna, solo per silurare quell’avvocato cieco…

 

A questo punto, interviene un uomo che siede accanto a Glazer. E’ grassoccio e ha i capelli radi.

 

UOMO

(sussurrando):

Glazer… datti una calmata…

 

Primo piano di Kingpin: ha ascoltato quello che l’uomo ha detto a Glazer. Sorride.

 

KINGPIN:

Il signor Glazer ha il diritto di esprimersi, signor Ornstein.

(a Glazer)

Signor Glazer, le ricordo che Murdock non è più un avvocato.

 

Primo piano di Glazer.

 

GLAZER:

Pazzo, Kingpin, lei è pazzo. Da quando ha perso sua moglie…

 

Glazer si ferma e sbianca in volto: capisce di aver detto la cosa sbagliata.

 

GLAZER
(cercando di scusarsi):

Senta, signor Fisk, io… credo di aver esagerato… non volevo dire che… insomma, io volevo dire che Hell’s Kitchen…sa, ho impiegato un sacco di anni, a…

 

La mdp inquadra in campo medio la seguente scena: Kingpin mette la sua mano sinistra intorno al collo di Glazer. Comincia a stringerla con forza.

 

KINGPIN:

Sì, signor Glazer, capisco.

 

La mdp inquadra gli altri uomini che stavano facendo la nausea con Kingpin e Glazer: hanno tutti un’espressione attonita e sconvolta. Ascoltiamo un rantolo strozzato, quello di Glazer.

 

KINGPIN
(lasciando la mano dal collo di Glazer):

Ci capiamo tutti l’un l’altro ora, vero, signori?

 

Nessuno dice nulla.

 

Stacco.

 

Un taxi si ferma davanti alla chiesa di Hell’s Kitchen, quella dove è stato curato Matt.

Dal taxi scende Foggy, paga il taxista e correndo entra nella chiesa. Lo segue poco dietro Matt. Nella chiesa, tutti i feriti del quartiere: sono adagiati sulle panche e vengono curati dalle suore, tra cui Maggie, e da alcuni medici e paramedici. Tra i feriti, anche Glori. Foggy le si avvicina.

 

FOGGY

(sconvolto):

Oh, Glori…

GLORI

(sembrando felice):

Foggy! Sei venuto!

 

Matt si avvicina a Maggie, che sta curando un uomo. La suora lo guarda: Matt porta i segni della battaglia con Nuke. Zigomi rotti, occhi tumefatti, labbra spaccate.

 

MAGGIE
(con dolcezza):

Devi dormire.

MATT:

Sto bene, Maggie, davvero.

 

Ascoltiamo, fuori campo, il dialogo tra Foggy e Glori.

 

FOGGY:

Certo che sono venuto, Glori. Stai bene?

GLORI:

Il proiettile è uscito, Foggy, anche se si è portato via un pezzo di me.

 

Matt passa loro davanti. Ascoltiamo la voce di Maggie fuori campo.

 

MAGGIE:

Dormi un po’, Matt, appena puoi.

 

A questa frase di Maggie, Foggy si gira di scatto. Matt sta continuando a camminare e risponde distrattamente a Maggie.

 

MATT:

Lo farò…

 

La nostra attenzione, però, è catturata da Foggy che si alza e segue Matt.

 

FOGGY

(incredulo):

Matt…

 

Matt però non si volta e continua a dirigersi verso l’ingresso della chiesa.

 

FOGGY

(come sopra):

Matt…

 

Matt a questo punto si volta e si ferma. Sorride all’amico, che sorride a sua volta. I due si abbracciano.

 

FOGGY

(sinceramente contento):

Finalmente….

MATT:

Foggy, devo andare…

 

Matt lascia la stretta dell’amico.

 

MATT:

Ci rivedremo presto, Foggy..

 

Matt esce fuori dalla chiesa. Foggy lo guarda andare via, ancora un po’ scosso per aver ritrovato l'amico.

 

Stacco.

 

La mdp inquadra in primo piano il titolo di un giornale, che dice: "Assassino misterioso attacca Hell’s Kitchen", e più giù leggiamo la firma: "di Ben Urich". Una grossa foto a colori di Nuke che combatte contro Devil occupa quasi tutta la prima pagina.

Piano medio di Ben: ha una sigaretta in bocca e sta leggendo il giornale. Ha un sorriso soddisfatto e compiaciuto. 

 

Stacco.

 

Siamo nella tavola calda dove lavorava Matt quando Nuke ha attaccato Hell’s Kitchen: tutto è distrutto. L’unica cosa che è rimasta in piedi è il bancone, impolverato. Ci sono Matt e Karen e due signori anziani, i proprietari della tavola calda. A parlare è l’uomo. Il suo nome è Otto.

 

OTTO:

L’assicurazione ha trovato una scusa che non ho nemmeno capito per non pagare la polizza.

MATT:

Puoi farle causa.

OTTO:

Matt, sai meglio di me quanto vadano per le lunghe le cause. E io e mia moglie non siamo più giovani, e aver ragione non conta molto quando ci sono di mezzo gli avvocati.

MATT

(amaro):

Già, lo credo anche io…

 

Matt saluta i due anziani proprietari della tavola calda ed esce, seguito da Karen.

 

KAREN:

Sei senza lavoro ora, Matt. Hai in mente qualcosa, lo so. Cos’è?

MATT:

Un brutto tiro.

 

Stacco.

 

La mdp inquadra in primo piano Nuke. E’ rosso per la rabbia. Ha in mano una pillola bianca.

 

NUKE:

No. Dammene una rossa. Rossa.

 

Nuke si trova in una stanza bianca e spoglia: ha le mani e le gambe ammanettate ed è seduto. Con lui ci sono il generale, quello che è stato corrotto da Kingpin, e due soldati, oltre a un medico. Il generale ha in mano il giornale con l’articolo di Ben.

 

GENERALE

(con fare paternalista)

Non fraintendere, figliolo, non ti stiamo punendo. Non hai fatto niente di sbagliato. Ma quelle rosse ti caricano troppo. E il ministero è nel centro del mirino, come puoi vedere.. così fino alla tua nuova destinazione.

NUKE:

Questo è il mio paese. Voglio stare qui.

GENERALE:

Lo servirai meglio all’estero. E’ là che si trova il nemico.

NUKE

(serrando la mascella):

No. Il nemico è qui. QUI!

 

All’improvviso, Nuke si alza e strappa il giornale dalle mani del generale.

 

NUKE

(urlando per la follia):

E’ questo il nemico… questo… Mentono su di noi.. ci fanno vergognare.

GENERALE

(impaurito):

Calmati, figliolo…

 

Intervengono i due militari, mentre il medico comincia a preparare un’iniezione di tranquillante. Uno dei due soldati cerca di sparargli, ma Nuke lo colpisce alla mascella con entrambi i pugni e prende la sua pistola. Con essa, spara all’altro soldato e al medico che stava per saltargli addosso e praticargli l’iniezione di tranquillante. I due muoiono all'istante. 

Il generale cade a terra. Nuke spezza la catena delle manette che ha alle mani, e con la pistola spezza quella delle manette che ha ai piedi. Guarda il generale.

 

NUKE:

Non la deluderò, signore.

 

Nuke apre la borsa del medico e ne prende un flaconcino, lo apre e ingoia tutte le pillole rosse che ci sono.

Primissimo piano di Nuke: è completamente impazzito. Calpesta la prima pagina del giornale che stava leggendo il generale.

 

NUKE:

Cercano di far vergognare i nostri ragazzi.

 

Nuke esce dalla stanza.  

 

Stacco.

 

La mdp inquadra Kingpin: è vestito con un elegante smoking e un uomo dall’aria distinta e impettita gli sta consigliando un premio, una statua d’oro che rappresenta il simbolo universalmente conosciuto del dollaro. Assieme a Kingpin e all’uomo, sul palco ci sono anche altre persone che applaudono con foga e ammirati il re del crimine. Kingpin ritira il premio e si siede, con un sorriso trionfale sul volto. A questo punto, gli si avvicina Wesley e gli sussurra qualcosa all’orecchio.

Kingpin cambia espressione: da felice diventa rabbiosa. Kingpin si alza a questo punto ed esce dalla sala conferenze.

 

Stacco.

 

La mdp inquadra in totale Devil: si trova in una stanza. A terra, quattro uomini. Devil prende dei soldi da una valigetta che si trova su una scrivania e li mette in una borsa. Ascoltiamo la sua voce fuori campo.

 

DEVIL
(voce pensiero):

Trentamila dollari versati da giocatori d’azzardo ad abili truffatori che ora stanno per essere convertiti nelle attività tecnicamente legali dell’impero finanziario di Kingpin. Trentamila dollari per una nuova tavola calda…

 

A questo punto, squilla il telefono sulla scrivania. Devil risponde, ma non dice nulla.

 

VOCE AL TELEFONO

(concitata):

Il nostro contatto nell’esercito dice che Nuke è scappato. E’ diretto al New York Times. Trova Roark e riforniscilo. Posizionalo e aspetta l’ordine di far fuoco.

 

Devil posa la cornetta del telefono ed esce dalla stanza.

 

Stacco.

 

Nuke si trova ancora nella sede del ministero della Difesa dove era tenuto prigioniero. Sta lottando contro un gruppo di militari: dà pugni e calci che fanno letteralmente sobbalzare da terra i soldati. Strappa con la forza da uno di essi prende il fucile che aveva e spara all’impazzata verso tutti i soldati che gli si parano davanti, uccidendoli.

Ascoltiamo i battiti accelerati del suo cuore, ancora più accelerati di quando li abbiamo sentiti la prima volta.

 

Stacco.

 

Nuke è fuori dal palazzo. La gente, vedendolo armato, comincia a correre via, impaurita. Arriva a questo punto Devil: lo colpisce con un calcio al mento. Nuke cade a terra e lascia cadere la mitragliatrice che aveva in mano. Si alza e si avventa contro Devil colpendolo allo stomaco. Devil cade a terra, Nuke gli si siede addosso e lo colpisce con pugni e calci: il naso di Devil si spacca e ne fuoriesce copiosamente del sangue. Devil risponde ai colpi di Nuke, ma essi non sembrano provocare il minimo dolore nel supersoldato.

Continuiamo a sentire il battito persistente e non regolare, molto accelerato, del cuore di Nuke. E' l'unico rumore che ascoltiamo, perché infatti tutti i rumori della scena si attutiscono e spariscono.

Nuke si ferma e non picchia più Devil. Fa per prendere la sua mitragliatrice, prende la mira e fa per fare fuoco.

Primo piano di Nuke: in sottofondo, sempre il battito persistente e non regolare del suo cuore. Poi, all'improvviso, il rumore cessa.

Nuke si ferma, cade a terra, gli occhi sbarrati.

Devil si alza e gli controlla il battito del polso. Non c’è: Nuke è morto.

 

Stacco.

 

Un taxi giallo sfreccia passando col rosso: le altre auto evitano di un soffio l'impatto con l'auto. A guidare il taxi, Devil: accanto, il corpo senza vita di Nuke.

 

Stacco.

 

La mdp inquadra in totale la seguente scena: Devil è davanti alla scrivania di Ben, nella redazione del giornale. Ben ha la bocca spalancata e non riesce a dire nulla, come anche i suoi colleghi, tutti stupiti nel vedere Devil, le nocche delle mani sulla scrivania, sulla quale è adagiato il cadavere di Nuke.

 

Stacco.

 

La mdp inquadra Kingpin, che sta leggendo il giornale. Il titolo dice: "Kingpin implicato nel massacro di Hell’s Kitchen"; a firmarlo, ovviamente, Ben. Preso dalla rabbia, Kingpin appallottola il giornale e lo getta per aria. Quindi si alza, e urlando getta la sedia su cui sedeva contro la grande vetrata che va in mille pezzi. Prende un fermacarte che era sulla scrivania e lo getta contro uno dei videotelefoni, quindi va al mobile bar e prende le bottiglie a una a una fracassandole a terra. Distrugge tutto quello che c'è nel suo ufficio, quindi si ferma, ansimando, con la fronte imperlata di sudore.

Dettaglio degli occhi di Kingpin: in essi, c'è un barlume di fierezza e intuiamo che Kingpin sta tramando qualcosa contro l'uomo che l'ha sconfitto.

 

Stacco.

 

In figura intera, la mdp inquadra Matt e Karen che camminano mano nella mano per le strade di Hell’s Kitchen, finalmente felici: infatti si sorridono l'un l'altro, innamorati. Ascoltiamo la voce di Matt fuori campo.

 

MATT:

Mi chiamo Matt Murdock. Sono stato accecato dalle radiazioni quando ero bambino. Gli altri miei sensi posseggono un’intensità sovrumana. Vivo a Hell’s Kitchen e cerco di tenerla pulita. E’ tutto quel che dovete sapere.

 

La mdp sorpassa Matt e Karen, che escono dall’inquadratura, e inquadra il cielo: è terso, senza una nuvola e il sole splende luminoso.

 

Stacco.

 

Dissolvenza in chiusura. Partono i titoli di coda.

 

THE END