La Snake’s Production

presenta

un film di

Quentin Tarantino

scritto da

Claudio Cordova

 

The Vega Brothers

Schermo nero

Si sentono dei passi.

John Travolta

Michael Madsen

Joe Pesci

Ving Rhames

Woody Harrelson

Demi Moore

Mario Van Peebles

David Arquette

Chris Tucker

Angela Jones

Barry Pepper

Lawrence Makaore

Musica di When the music is over dei Doors

Int. Palazzo di Vic Vega – Giorno

La musica continua.

Appaiono le prime immagini.

Un uomo vestito completamente di nero cammina lungo il corridoio molto stretto di un palazzo dall’aspetto fatiscente. E’ inquadrato di spalle ha i capelli lunghi neri legati con una coda di cavallo da un nastrino nero ed è abbastanza grassoccio, è Vincent Vega ( John Travolta ).

Cammina molto lentamente, la sua andatura sembra seguire il ritmo della musica che si sente mentre scorrono le immagini.

Vincent ora è inquadrato in volto, ha gli occhi semichiusi che accentuano ancor di più un’espressione inebetita. Tiene in bocca uno spinello acceso di marijuana. Vincent fa ancora qualche passo, dopodiché si ferma davanti ad una porta in condizioni pessime. Vi bussa energicamente. Dopo qualche secondo si sente una voce da dietro la porta.

In corrispondenza di questo evento vengono pronunciate le prime parole della canzone, subito la musica passa in sottofondo, diventando appena percettibile.

Vic Vega ( da dietro la porta )

Chi è?

Vincent Vega ( con lo spinello ancora tra le labbra )

Apri stronzo.

La porta si apre, Vincent si ritrova davanti un uomo della sua stessa corporatura ma più alto. L’uomo è suo fratello Vic Vega ( Michael Madsen ).

Vic indossa una camicia bianca ed una giacca ed una cravatta di colore nero e delle calze dello stesso colore. Non indossa né i pantaloni né le scarpe. Vincent lo osserva dall’alto verso il basso e la telecamera si muove in corrispondenza del suo sguardo, Vincent anche quando vede le gambe nude, fatto abbastanza insolito, rimane impassibile.

Vic Vega

Sei in ritardo.

Vincent Vega ( con lo spinello ancora tra le labbra )

E tu non sei pronto.

Vic Vega

Aspetta qui.

E così dicendo, prende lo spinello dalla bocca di Vincent, se lo mette in bocca, fa un sorriso e richiude la porta lasciando Vincent con la sua solita espressione inebetita, nel corridoio.

Est. Strada – Giorno

Vincent e Vic Vega camminano lungo un marciapiede uno a fianco all’altro. Sono vestiti in modo identico, l’unico accessorio che li distingue sono gli occhiali da sole che Vic indossa.

Vic Vega

Ancora non capisco perché cazzo ci dobbiamo vestire così.

Vincent Vega

Perché così non diamo nell’occhio.

Vic inizia a ridere fragorosamente.

Vic Vega ( ridendo )

Non diamo nell’occhio?Sai cosa sembriamo?Due cazzo di gangster!

Vincent sorride e, estraendo un peperoncino dalla tasca lo morde masticandolo tranquillamente.

Vic fa una smorfia di disappunto.

Vincent continua a masticare con nochalance.

Vic Vega

Posso sapere perché cazzo ti ostini a portare i peperoncini in tasca e a mangiarne uno di tanto in tanto?Hai l’alito che sa di fogna, Cristo Santo!

Vincent Vega ( con naturalezza )

Dicono che faccia bene al cuore e poi te lo fanno venire più duro.

Vic Vega

Stronzate, io non mangio peperoncino e ce l’ho durissimo.

Vincent Vega

No, tu non ce l’hai duro perché sei stressato.

Vic Vega

Eh si, questo lavoro è davvero stressante.

Vincent Vega

Come?Hai sempre detto che ti piace il tuo lavoro.

Vic Vega

E’ così infatti, amo quello che faccio. Secondo te un impiegato è felice?

Vincent Vega

E adesso che c’entra?

Vic Vega

Secondo me non lo è.

Vincent guarda Vic non capendo cosa voglia dire.

Vic Vega

Un impiegato lavora tutto il giorno, poi torna a casa e trova la moglie che invece di attenderlo in perizoma e reggicalze gli ricorda le tasse da pagare, i figli che portano a casa pagelle piene zeppe di zeri, la madre che lo chiama dicendogli di comprarle le medicine per l’ulcera, cazzo questa non è vita!

Vincent Vega ( ridendo )

Sono tutte stronzate. Quando torna a casa un impiegato non ha solo cattive notizie, sarà felice di rivedere la moglie, con o senza perizoma, i bambini non per forza vanno male a scuola e poi accudire la madre non credo sia un peso, cazzo è uscito da un suo buco, sarà anche arrivato il momento di manifestarle la sua gratitudine, in qualche modo…

Vic Vega

Non capisci. L’impiegato si trova costretto a combattere contro un nemico invisibile.

Vincent Vega ( ridendo )

Un nemico invisibile?Che stai farneticando?

Vic Vega

La quotidianità.

Vincent Vega ( non capendo )

La quotidianità?

Vic Vega

Esattamente. Pensa, un uomo, stanco dopo dieci ore di lavoro, torna a casa e, ogni giorno, si ritrova sempre la stessa scena. Finirà per vivere sempre lo stesso giorno. Fidati di quello che ti dico, la stessa vita ogni giorno lo sfianca, lo debilita e infine lo uccide. La quotidianità uccide!

Vincent Vega

Non è giusto che tu dica così. Cristo, stai dicendo che tutti gli impiegati del mondo sono dei falliti.

Vic Vega ( arrabbiato )

Non dire puttanate!Io non ho detto niente del genere!

Vincent Vega ( con tono di accusa )

E’ vero non l’hai detto, ma implicitamente, con il tuo ragionamento hai condannato il tipo di vita di tutte questa persone.

Vic Vega ( gridando )

Ma quali cazzo di persone?

Vincent fa una smorfia per lasciar perdere.

Qualche secondo di silenzio.

Vic Vega ( seccato )

Dov’è la macchina?

Vincent Vega ( seccato )

Qui.

I due fanno ancora qualche passo, raggiungono la macchina e vi salgono a bordo.

Taglio

Int. Automobile – Giorno

Vincent è alla guida, mentre Vic è seduto accanto a lui. Entrambi stanno in silenzio. Dopo qualche secondo, Vic lo rompe.

Vic Vega

Beh?Che ti prende?E’ da quando siamo saliti in macchina che non dici una parola.

Vincent Vega ( titubante )

No, non ho niente, è solo che…

Vic Vega ( per spronarlo a parlare )

E solo che?Che cazzo siamo a fare fratelli se poi tu non mi racconti le tue puttanate e io non ti racconto le mie?

Vincent Vega

Sei il partner più logorroico con cui abbia lavorato.

Vic scoppia a ridere.

Vic Vega ( ridendo )

Io il partner più logorroico?Fratello mio non hai mai lavorato con un negro!

Vincent Vega ( non capendo )

Perché che hanno i negri?

Vic Vega

A parte il fatto che sono negri, che per ora lasceremo in secondo piano, ascoltami bene, non ho mai visto nessun figlio di puttana parlare quanto quei fottutissimi negri. Sempre ad agitare quelle grosse labbrone da cavallo e a far vedere il contrasto tra la pelle e quei denti bianchi come l’avorio. Non so come fanno ad averceli così bianchi. Cazzo, io li ho sempre lavati ogni mattina ed ogni sera e non ce l’ho bianchi in quel modo. Dammi retta amico, lavorare con un negro ti snerva. Dopo un po’ il cervello ti frigge, e magari và a finire che ammazzi qualcuno che non sarebbe dovuto essere ammazzato, o metti nei guai qualche amico. Quei negri sono il diavolo mandato sulla Terra a rompere i coglioni a noi brava gente.

Vincent Vega

Beh, quando lavorerò con un negro ti farò sapere, comunque io non sono razzista.

Vic Vega

Ah, nemmeno io…

Qualche secondo di silenzio.

Vic Vega

Allora qual è il problema?

Vincent Vega

Quale problema?

Vic Vega

Quello per cui non facevi uscire nemmeno una parola del cazzo dalla tua bocca di merda.

Vincent Vega

Ma ora sto parlando…

Vic Vega

Si, ma prima no!

Vincent Vega

No, era solo perché non amo tanto guidare.

Vic Vega

Davvero?Io non amo essere un passeggero.

L’auto frena bruscamente, Vic viene leggermente sbattuto in avanti.

Vic Vega ( arrabbiato )

Che cazzo fai?

Vincent Vega

Scambiamoci i posti…

Taglio.

Est. Strada – Giorno

Vincent e Vic sono scesi dalla macchina e si dirigono verso il bagagliaio, lo aprono.

Soggettiva del bagagliaio con Vincent e Vic inquadrati.

Vic Vega

E queste?Che cazzo dobbiamo farci con queste?

Vic prende in mano due pistole di piccolo calibro.

Vincent Vega

Beh, sono solo in due…

Vic Vega

Si, ma queste non riuscirebbero ad ammazzare nemmeno un topo. Dove le hai prese?Ti sono uscite dall’uovo di Pasqua?

Vincent Vega

Stai sempre a lamentarti, andranno benissimo.

Vic Vega

Marcellus non ti paga abbastanza per permetterti di comprare due pistole con le palle?

Vincent Vega

Se non mi pagasse abbastanza credi che lavorerei ancora per lui?Con che cazzo credi che mi paghi da mangiare?Con i soldi che ricavo vendendo il culo per le strade?

E così dicendo richiude il cofano sbattendolo con forza.

Schermo nero

Int. Hotel, Hall – Giorno

Vincent e Vic si avvicinano alla reception, dove un uomo sta sfogliando un giornale pornografico. L’uomo è Regis ( David Arquette ).

Vic Vega

Salve.

L’uomo non si era accorto della presenza dei due, allora ripone frettolosamente il giornale.

Regis ( imbarazzato )

Salve.

Vic Vega

Stavamo cercando Gerard e Patty Franklyn, sappiamo che alloggiano qui. Puoi dirci gentilmente il numero della loro camera?

Regis

Certamente, avviso subito del vostro arrivo.

Vic Vega ( sorridendo )

No, no, no. Non dire niente, è una sorpresa…

Regis ( sorridendo di rimando )

Oh, capisco…

Vic Vega

Il numero della loro stanza?

Regis ( con riverenza )

Avrei bisogno dei vostri documenti.

Vic si volta guardando Vincent e si mette a ridere.

Vic Vega ( ridendo )

Noi non abbiamo documenti…

Regis ( timoroso )

Oh, in questo caso, signori, mi dispiace ma non posso farvi salire.

Vic Vega ( ridendo )

Non puoi?

Regis ( timoroso )

Beh, no…Ordini superiori…

Vic Vega ( con tono sarcastico )

Ordini superiori…

Regis ( sorridendo preoccupato )

Già…

Vic Vega

Come ti chiami?

Regis inizia a spaventarsi sul serio.

Regis

Regis…

Vic Vega ( ridendo )

Regis…Complimenti hai davvero un gran bel nome di merda!

Regis sorride spaventato.

Vic Vega

Dì un po’, Regis, quante pallottole servirebbero per farti ignorare i tuoi ordini superiori e dirci ( gridando ) il numero della stanza in cui scopano Gerard e Patty Franklyn?

Regis ( balbettando )

Prego?

Vic estrae la pistola e la appoggia sul bancone.

L’inquadratura che vediamo ci mostra una prospettiva singolare: è come se una telecamera fosse impiantata nella canna della pistola.

Vic Vega

Hai capito benissimo.

Regis ( balbettando per la paura )

336.

Vic Vega ( sorridendo )

Merci.

Int. Hotel, corridoio – Giorno

Vincent e Vic camminano lungo il corridoio del fatiscente hotel.

Vic Vega

Certo che questo posto è davvero un letamaio…

Vincent Vega

Già…

Vic Vega

Tu porteresti mai una donna in questo cesso?Io no, questo tizio meriterebbe di essere ammazzato già per il fatto stesso di aver portato una fica qua dentro.

Vincent Vega

A proposito perché dobbiamo farli fuori?

Vic Vega ( stizzito )

Che cazzo vuoi che ne sappia?

Vincent Vega

Non te l’ha detto Marcellus?

Vic Vega

No, credevo l’avesse detto a te.

Vincent Vega

A me non ha detto un bel niente di niente, di solito lo dice a te il perché dobbiamo fare fuori qualcuno.

Vic Vega

Stavolta non l’ha fatto, che cazzo vuoi che faccia?Vuoi che mi infili un manico di scopa in culo o ti basta che beva piscio per tre settimane come penitenza?Anzi, no, no, adesso mi spoglio e mi e mi metto a ballare nudo la danza del babbuino pedofilo!

Vincent Vega ( ridendo )

Che stronzo!

Vic ride.

I due continuano a camminare ridendo, quando ad un tratto Vincent si ferma, Vic si volta e lo guarda, i due stanno ancora ridendo, Vincent tra una risata e l’altra indica il numero 336 sulla porta. Vic si avvicina. I due cercano di smettere di ridere, ma non ci riescono.

Vic Vega ( ridendo )

Cazzo, fai il serio una volta tanto nella tua vita!

Vincent cerca di controllarsi.

Vincent Vega ( controllandosi )

OK, serio e tu?

Vic Vega

Serio.

Vincent bussa, la porta viene aperta senza che si senta alcuna voce, i due entrano e richiudono la porta. Inquadratura della porta, zoom sul numero della stanza. Qualche secondo di silenzio, dopodiché si sentono alcuni spari. Qualche altro secondo di silenzio e Vic e Vincent escono dalla stanza richiudendo la porta. Si guardano e scoppiano nuovamente a ridere, se ne vanno ridendo fragorosamente, mentre continua ad essere inquadrato il numero della stanza.

Int. Bar – Notte

Vincent, Vic, Dave Marchette ( Woody Harrelson ) e Francis Valgo ( Joe Pesci ) sono seduti ad un tavolo con quattro birre davanti e ridono di gusto. Marchette indossa un cappellino blu di una squadra di baseball. Vincent ha i capelli slegati.

Vincent Vega ( ridendo a crepapelle )

E così questo coglione stava facendo andare tutto a puttane perché non la smetteva di ridere.

Vic Vega ( ridendo )

Perché tu eri serio?

Vincent Vega ( ridendo )

C’è mancato poco che sbagliassi a sparare per quanto mi veniva da ridere. Poi chi l’avrebbe sentito Marcellus…

Dave e Francis ridono.

Vincent Vega

E’ sempre stato un rompicoglioni, fin da piccolo.

Vic Vega

Ah, rompicoglioni è una parola grossa, diciamo che ero un po’ birichino…

Vincent Vega ( ridendo )

Birichino?Fare schiantare tuo padre e tua madre contro un albero tu lo chiami essere birichino?Guarda che ci sono rimasti secchi!

Vic fa una smorfia.

Francis Valgo ( incuriosito )

Cos’è questa storia dei genitori schiantati contro un albero?

Vic Vega ( volendo cambiare discorso )

Ah, una vecchia storia, te la raccontiamo un’altra volta ora dobbiamo andare da Marcellus.

Vic fa come per andarsene.

Dave Marchette ( triste )

Ma no, Vic, state un altro po’, Marcellus a quest’ora starà scopando, non vi darà retta…

Vincent Vega

Hanno ragione, aspetta, gliela racconto io.

Vic Vega ( sbuffando )

Ma è una lunga storia…

Vincent Vega

Ah, la semplificherò!

Int. Automobile – Notte

Sull’automobile che viaggia a velocità abbastanza elevata ci sono un uomo, alla guida, una donna lato passeggero e un bambino sui sette anni seduto sul sedile posteriore. Il bambino sembra molto vivace, continua a muoversi sul sedile, osservando prima fuori dal finestrino, poi frugando nelle buste del supermarket, infine svuotandole del loro contenuto. I genitori sembrano vivere in un altro mondo, in quanto parlano freneticamente, i loro discorsi non si distinguono nemmeno, parlano in continuazione senza mai un attimo di pausa. Il bambino ha esaurito tutto il suo divertimento, sbuffa per la noia.

Bambino ( con tono seccato )

Mamma?

Nessuna risposta.

I genitori continuano a parlare freneticamente.

Bambino ( ancora più seccato )

Mamma?

Ancora nessuna risposta, i genitori sono troppo intenti a parlare.

Il bambino sbuffa ancora.

Bambino

Papà?

Ancora nessuna risposta.

Bambino

Mamma?

Mamma ( senza dare molta attenzione )

Non ora Vic.

Il bambino sbuffa ancora e guardandosi intorno come per cercare un passatempo vede una delle buste del supermarket che ha svuotato e sorride pregustando qualcosa. La prende, la apre al massimo della sua estensione soffiandoci dentro con tutto il fiato che possiede, e la infila sulla testa del padre alla guida. Subito la madre inizia ad urlare, mentre il padre, respira affannosamente, l’auto inizia a sbandare notevolmente.

Mamma ( gridando disperata )

Virgil, Virgil!

La madre prova a togliere la busta dalla testa del marito, ma dopo qualche secondo la macchina và a schiantarsi contro un albero posto ad un lato della carreggiata.

Dissolvenza in nero

Est. Strada – Notte

Il luogo in cui è avvenuto l’incidente è completamente circondato sia da auto della polizia, sia da ambulanze. Un corpo è già chiuso dentro un sacco di plastica, mentre un altro, quello di una donna, sta per essere chiuso. Si riconosce il volto, seppur tumefatto, della madre del bambino. I due corpi ormai chiusi ermeticamente dentro i sacchi, vengono caricati su un’ambulanza. Il bambino osserva la scena e, saluta con la mano l’ambulanza che si allontana.

Int. Bar – Notte

Vincent, Vic, Marchette e Francis sono ancora seduti al tavolo con le loro birre davanti. Dave e Francis sono rimasti sconvolti dal racconto.

Vic Vega ( ridendo come se fosse una cosa di poco conto )

Ho combinato un bel casino quel giorno…

Dave Marchette ( sconvolto )

Puoi dirlo forte amico…

Vic cambia subito espressione.

Vic Vega ( arrabbiato )

Ehi, come cazzo ti permetti?

Marchette scuote il capo non capendo.

Vic Vega ( arrabbiato )

Come cazzo ti permetti di dare giudizi?

Marchette rimane in silenzio, spaventato dalla reazione di Vic.

Francis Valgo( per stemperare i toni )

Ehi, calmati Vic, stiamo solo bevendo una birra e parlando. Tutto da buoni amici.

Vic Vega ( non molto convinto )

Da buoni amici?

Francis Valgo ( con tono sicuro )

Certamente.

Vic Vega

Beh, è tardi, mi sono rotto le palle di parlare con dei buoni amici. Marcellus ci sta aspettando.

E così dicendo si alza e si allontana.

Vincent si alza, estrae un peperoncino dalla tasca e gli dà un energico morso, poi prende la bottiglia di birra in mano e la fa urtare delicatamente prima contro quella di Francis e poi contro quella di Marchette, in segno di brindisi. Poi sorride, dà un sorso alla birra e posa la bottiglia sul tavolo.

Vincent Vega ( frugando nelle tasche )

Quanto?

Francis Valgo

Niente, offro io stasera.

Vincent si volta per andarsene, ma viene bloccato dalla voce di Francis.

Francis Valgo

Vincent.

Vincent si volta.

Francis Valgo ( continua )

Vedo che ti piace mordicchiare di tanto in tanto un peperoncino.

Vincent Vega ( non capendo )

Infatti. E allora?

Francis Valgo ( con tono malizioso )

Che ne dici di una scommessa?

Vincent guarda Francis non capendo cosa voglia dire.

Francis Valgo( continua )

A casa mia ho dei peperoncini infuocati, vorrei scommettere con te. Secondo me non riesci a sopportarli.

Vincent si mette a ridere, Francis sorride di rimando.

Vincent Vega ( ridendo, quasi indispettito )

Ehi amico, siamo amici, tutto quello che cazzo vuoi, ma non venire a dirmi come si scopa o come si sopportano i peperoncini…Io posso sopportare qualsiasi tipo di peperoncino.

Francis Valgo ( sorridendo maliziosamente )

Allora non avrai nessun problema a scommettere…

Vincent Vega ( deciso )

Infatti.

Francis Valgo ( con un sorriso di sfida )

Molto bene…

Vincent ringrazia con un gesto del capo e si allontana, lasciando Francis a sorseggiare la sua birra con uno sguardo che lascia presumere come egli già pregusti la sfida, e Marchette ancora con un’espressione sconvolta dipinta sul viso.

Int. Bar di Marcellus Wallace – Notte

Il bar è lo stesso visto in Pulp Fiction.

E’ notte fonda ed il bar è vuoto Vincent, che ha i capelli slegati, e Vic si avvicinano al bancone dove Stich ( Mario Van Peebles ), un barista di colore è intento a lavare dei bicchieri. Senza che i due possano dire una parola il barista parla.

Stich ( con noncuranza )

Il signor Wallace vi sta aspettando.

Vincent e Vic si guardano non riuscendo a capire.

Vic Vega ( insospettito )

E tu che cazzo ne sai?

Il barista alza lo sguardo, sorride e indica col dito un orologio a parete che segna le 3.26.

Stich ( con un tono un po’ arrogante )

Vedi clienti?Perché cazzo credi sia ancora aperto a quest’ora?

Vincent e Vic guardano non proprio affabilmente il barista dopodiché si allontanano dirigendosi sul retrobottega, nella stanza di Marcellus Wallace.

Int. Ufficio di Marcellus Wallace – Notte

Marcellus Wallace ( Ving Rhames ) è seduto ad una scrivania e cerca di far scendere delle gocce, da una boccetta che regge in mano, fino a dentro l’occhio destro. Vincent e Vic entrano, Marcellus, senza distogliere l’attenzione da quello che stava facendo, nota che i due sono entrati.

Marcellus Wallace

Sedetevi.

Vincent e Vic si siedono.

Marcellus Wallace ( stizzito )

Perché cazzo si chiamano contagocce se poi le gocce le devi contare tu?

Vincent e Vic si scambiano uno sguardo. Qualche secondo di silenzio, dopodiché Marcellus finisce di mettersi le gocce negli occhi, posa la boccetta sulla scrivania e sbattendo velocemente le palpebre fissa i due.

Marcellus Wallace ( ridendo compiaciuto )

I fratelli Vega!

Vincent e Vic sorridono di rimando.

Marcellus Wallace

Come è andato il lavoro di oggi pomeriggio?

Vincent Vega

Bene, Marcellus. Nessun intoppo.

Marcellus si alza in piedi ed inizia a passeggiare per la stanza.

Marcellus Wallace ( riflettendo )

Nessun intoppo. Proprio per questo siete qui ora.

Vincent e Vic si guardano nuovamente.

Marcellus Wallace

Conoscete Dave Marchette?

Vincent Vega

Poco fa stavamo bevendo una birra con lui.

Vic Vega ( ripensando a prima )

Quel Marchette è proprio uno stronzo.

Marcellus Wallace ( annuendo )

Già…

Qualche secondo di silenzio.

Marcellus Wallace

Voi avete una casa?

Vincent e Vic non rispondono, ma anzi guardano Marcellus non capendo.

Marcellus Wallace ( alzando il tono di voce )

Con guardatemi con quelle facce e rispondete. Vi ho chiesto se avete una cazzo di casa!

Vincent Vega ( un po’ seccato )

Si, Marcellus.

Vic Vega ( ugualmente seccato )

Certo.

Marcellus Wallace

Beh, anche io ne ho una. Ma non ci sto quasi mai lì. L’altra sera Marchette è venuto qui da me e mi ha chiesto le chiavi, solo per una sera.

Vincent e Vic sono sempre più spaesati.

Marcellus Wallace ( conosce evidentemente la risposta )

Voi sapete come si guadagna da vivere Marchette?

Vincent Vega ( titubante )

Non lo so Marcellus…

Vic Vega

Io sapevo che girasse film, roba di poco conto.

Marcellus Wallace

Film porno per la precisione.

Vincent si mette a ridere.

Marcellus Wallace ( accennando un sorriso )

Si piacciono anche a me…

Vic accenna un sorriso.

Marcellus Wallace ( con tono seccato )

…Ma non quando li girano in casa mia.

Vincent e Vic non capiscono.

Marcellus Wallace ( continua )

Quando quello stronzo mi ha chiesto la casa per una sera, l’ha fatto solo per girare un merdosissimo film porno.

Vincent e Vic ridono.

Marcellus Wallace ( seccato )

Che cazzo ridete?Tornando a casa sapete che cazzo di visione mi si è presentata davanti?

Est. Strada – Notte

Marcellus Wallace cammina lungo un marciapiede, controlla l’orario nel suo vistoso orologio d’oro, dopodiché entra in un giardinetto che precede la porta di una villetta.

Il giardinetto è lo stesso che si vede in Pulp Fiction quando Mia e Vincent si congedano.

Marcellus estrae le chiavi da una tasca ed apre la porta. Non appena la porta è completamente spalancata Marcellus vede una decina di uomini e donne completamente nudi, alcuni dei quali impegnati in atti sessuali e Marchette che riprende il tutto con una telecamera di scarsa qualità.

Int. Ufficio di Marcellus Wallace – Notte

Vincent e Vic ridono.

Marcellus Wallace ( seccato )

Smettetela di ridere, idioti. Non ho più rimesso piede in quella casa.

Vincent Vega ( ridendo )

Ma Marcellus, non credi di stare esagerando?

Marcellus Wallace ( seccato )

Esagerare?Non credo. Forse tu si, ma io non sono disposto a rischiare di mettere le mani nello stesso punto in cui uno di quei pervertiti ha appoggiato le sue. E non sono nemmeno disposto a rischiare di appoggiare la guancia su un punto potenzialmente sporco di sperma altrui!

Vincent e Vic smettono di ridere.

Vic Vega

Cosa vuoi che facciamo?

Marcellus Wallace

Tu niente. Se ne occuperà tuo fratello.

Vincent Vega

Devo farlo fuori?

Marcellus Wallace

Naturalmente.

Taglio.

Int. Bar di Marcellus – Notte

Vincent e Vic sono appena usciti dall’ufficio di Marcellus, camminano per il locale, passano davanti al bancone. Stich lo sta lucidando, l’uomo alza lo sguardo e vede i due fratelli che camminano voltati verso di lui, guardandolo in cagnesco, l’uomo risponde con un’occhiataccia.

Est. Strada – Notte

Vincent e Vic sono fuori dal locale, iniziano a camminare lentamente lungo un marciapiede.

Vincent è stranamente silenzioso, mente Vic si guarda intorno, come per godersi la bella serata.

Vic estrae un pacchetto di Lucky Strike dalla tasca, prende una sigaretta e la mette in bocca. La accende con un accendisigari, poi riposa il tutto in tasca.

Vic Vega

Beh?Perché sei silenzioso?

Nessuna risposta da parte di Vincent.

Vic Vega

Ehi?

Vincent si scuote, come se si svegliasse dal sonno.

Vincent Vega ( cadendo dalle nuvole )

Che c’è?

Vic Vega ( col tono di chi ripete una domanda già fatta )

Ti ho chiesto perché cazzo cammini come uno zombie tenendo chiusa quella tua bocca di merda.

Vincent Vega

Oh, niente. Stavo pensando.

Vic Vega

A cosa?

Vincent Vega ( guardando il cielo )

Beh, non sarà facile dire a Celestine che devo fare fuori Marchette.

Vic Vega

Non credo che sia fondamentale che tu glielo dica.

Vincent Vega

Devo. Non posso tenerglielo nascosto.

Vic scoppia a ridere fragorosamente.

Vic Vega ( ridendo )

Devi?Il mio cervello non è molto allenato a ragionare, dato che lo uso poco, mi spieghi perché dovresti dirle per forza: "ehi tesoro, devo fare fuori quel testa di cazzo di Marchette". Non credo che se tu decidessi di non dirle nulla domani Dio alzandosi la mattina, deciderebbe di pisciare fuori dalla tazza del cesso scatenando il diluvio universale. E non credo nemmeno che sospenderebbero il campionato di football né tanto meno quello di NBA perché tu hai deciso di omettere una piccola verità. Dami retta, lascia perdere.

Vincent rimane in silenzio riflettendo.

Vic dà un tiro alla sigaretta.

Vic Vega ( getta fuori il fumo dalla bocca )

E poi dai retta a me, è questo il modo giusto di morire, ammazzato da qualcuno, la morte naturale è una stronzata, non dovrebbe esistere, mi chiedo come Dio non abbia ancora deciso di abolirla.

Vincent Vega ( incredulo )

Abolire la morte?

Vic Vega ( dà un tiro alla sigaretta )

A che cazzo pensi quando ti parlo?( getta fuori il fumo dalla bocca )Ho detto che dovrebbe abolire la morte naturale, non la morte in generale. Se vieni ucciso da qualche figlio di puttana come te allora OK, ma morire così, senza motivo, è una grandissima stronzata.

Vincent sorride scuotendo il capo.

Vic dà un tiro alla sigaretta. I due fanno ancora qualche passo. Vic getta fuori il fumo dalla bocca.

Vic Vega

E poi diciamola tutta: Marchette è un essere inutile, merita di essere fatto fuori.

Vincent Vega ( guardando il cielo )

Ah, non dire stronzate tu adesso. Niente e nessuno è inutile.

Vic si mette a ridere, dà un ultimo tiro alla sigaretta, poi getta il mozzicone per terra, e, dopo qualche secondo, getta il fumo fuori dalla bocca.

Vincent Vega ( stizzito )

Invece di ridere come un demente, fammi un esempio.

Vic Vega ( in tono provocatorio )

Vuoi un esempio?

Vincent Vega ( stizzito )

Si,voglio un cazzo di esempio.

Vic Vega

Eccoti l’esempio. Il prepuzio.

Vincent Vega ( non capendo )

Il prepuzio?

Vic Vega

Certo!Dimmi che utilità ha quel piccolo pezzo di pelle chiamato prepuzio.

Vincent Vega ( volendo sviare il discorso )

Ma che cazzo vuoi che ne sappia?

Vic smette di camminare, Vincent se ne accorge e si ferma anch’egli.

Vic Vega ( sbattendo le mani una volta )

Perfetto!Vedi, non serve a un cazzo. Non ha alcuna utilità, serve solo a cadere facendosi le seghe o a essere tagliato chirurgicamente. Trovi altre utilità?

Vincent fa un gesto di insofferenza con la mano come per lasciar perdere Vic.

Vic Vega

E’ così, tutti prima o poi mandano a puttane il prepuzio, è solo questione di tempo!

Vic ha un’espressione di insofferenza.

Vincent Vega ( seccato )

Senti io me ne vado.

E così dicendo si allontana lasciando Vic immobile.

Vic osserva Vincent mentre questi si allontana, quando sta quasi per scomparire dalla sua visuale…

Vic Vega ( gridando nel silenzio della notte )

Non lo sapevi che in America circa due terzi dei neonati maschi sono circoncisi?

Nessuna risposta da parte di Vincent che scompare dalla visuale di Vic.

L’uomo aspetta qualche secondo, dopodiché si incammina verso la parte opposta.

Int. Studio cinematografico – Giorno

Quello in cui lavora Dave Marchette non è certamente uno studio cinematografico di prima categoria, anzi, la fatiscenza dell’edificio è seconda solo alla qualità dei film prodotti. Marchette è in piedi, sta smanettando con una vecchia telecamera, indossa il suo solito cappellino blu di una squadra di baseball, di fronte a sé ha due uomini e una donna completamente nudi. La donna è Celestine ( Demi Moore ).

Dave Marchette ( centrando l’obiettivo della telecamera )

Celestine mi raccomando, ti voglio appassionata.

Celestine annuisce. Ha lo sguardo di chi ha intenzione di impegnarsi al massimo.

Dave Marchette

Anche voi, ragazzi eh, vi voglio vedere godere.

Marchette sistema ancora qualche attrezzatura.

Dave Marchette

La scena del pompino è una delle più importanti del film, voglio che venga bene. Non deludetemi.

I due attori si avvicinano a Celestine pronti a partire.

Dave Marchette ( con solennità )

Azione!

I tre attori entrano in azione. PP sul volto di Marchette che osserva compiaciuto.

Int. Casa di Celestine – Notte

Celestine apre la porta, la richiude dietro di sé ed appoggia una busta con della frutta e le chiavi su un mobile nell’ingresso. Vede le luci accese.

Celestine ( gridando per farsi sentire )

Vincent sei tu?

Nessuna risposta. Si sente in sottofondo il commento ad una partita di football. Celestine entra nella stanza dove c’è la luce e vede Vincent sdraiato su un divano con le scarpe appoggiate su un tavolino, che guarda una partita e sorseggia una birra.

Vincent Vega ( sorridendo )

Ehi, Celestine, come stai?

Celestine rimane impassibile.

Celestine ( glaciale )

Che ci fai qui?

Vincent Vega ( continuando a guardare la partita )

Beh, niente, passavo da queste parti, ho frugato nelle tasche e mi sono accorto di avere ancora le chiavi, ed eccomi qui. Oh, non ti dispiace che ho preso una birra dal frigorifero, vero?

Celestine non risponde nemmeno, si allontana e si dirige in cucina, dove vede il tavolo tutto ancora apparecchiato con i resti del cibo che ha mangiato Vincent. La cucina è in grande disordine. Celestine ritorna nella stanza dove c’è Vincent.

Celestine

Forse a casa tua sei abituato a vivere ricoperto dalla merda, ma io, qui in casa mia non lo sono…

Vincent Vega ( continuando a guardare la partita )

A cosa ti riferisci?

Celestine

A me non interessa un cazzo se hai mangiato come un maiale qui a casa mia. Ma il porcile che hai lasciato, quello si che mi fa incazzare.

Vincent Vega ( con tono riverente )

Oh, scusa, avrei riordinato, ma stava iniziando la partita…

Celestine ( glaciale )

Che cosa vuoi, Vincent?

Vincent Vega ( come per giustificarsi )

Niente…Solo fare quattro chiacchiere…

Celestine

Hai bisogno di svuotarti le palle?

Vincent si mette a ridere.

Vincent Vega ( ridendo )

Beh, anche…

Celestine ( seccata )

Oddio Vincent, è tutto il giorno che scopo, vorrei anche riposarmi…

Vincent Vega ( sorridendo maliziosamente )

Non riesci a fare un piccolo sforzo?

Celestine sbuffa, si toglie la maglietta e cambia stanza dirigendosi verso la stanza da letto. Vincent fa un gesto di esultanza, spegne la tv, dà un lungo sorso alla birra, appoggia la bottiglia per terra e si alza seguendo la donna nell’altra stanza.

Taglio

Int. Casa di Celestine, camera da letto – Notte

Vincent e Celestine stanno facendo sesso selvaggio, la donna urla come una forsennata, mentre Vincent si sforza per prolungare sempre di più l’amplesso. Sono sdraiati sul letto matrimoniale.

Celestine ( gridando )

Non smettere mai di scoparmi!

Vincent Vega ( affaticato )

Ci sto provando!

Celestine ( gridando )

Continua, continua, ancora!

L’amplesso dura ancora qualche secondo, dopodiché le urla cessano e i due si appiattiscono al materasso, sfiancati dalla fatica.

Celestine tira un sospiro.

I due sono visibilmente sudati.

Qualche secondo di silenzio.

La telecamera inquadra dall’alto i due, sdraiati sul letto.

Vincent Vega

Quindi stai girando ancora quei film con Marchette?

Celestine

Pagano bene, e poi…

Vincent Vega

E poi?

Celestine

Molte attrici famose hanno iniziato così. Questi film sono il trampolino per la celebrità.

Vincent scoppia a ridere.

Celestine è seccata.

Celestine ( seccata )

Perché ridi?

Vincent Vega ( ridendo a crepapelle )

Succhiare cazzi tu me lo chiami trampolino per la celebrità?

Celestine ( seccata )

Vaffanculo Vincent!

Celestine si alza in piedi, è completamente nuda.

Vincent Vega

Dove vai?

Celestine ( seccata )

A farmi una doccia.

Vincent Vega

Io dovrei andare al cesso…

Celestine ( seccata )

Puoi fare benissimo mentre io sono sotto la doccia, non mi vergogno…

E così dicendo si allontana.

Vincent rimane ancora qualche secondo sdraiato, dopodiché scoppia nuovamente a ridere e si alza.

Taglio

Int. Casa di Celestine, bagno – Notte

La doccia di Celestine è circondata da un box con vetri offuscati. Celestine si sta ancora lavando, mentre Vincent è seduto sul gabinetto con uno spinello di marijuana acceso in bocca e un giornale tra le mani.

Celestine esce dalla doccia completamente nuda ed afferra un telo avvolgendosi al suo interno. Vincent rimane impassibile nella posizione in cui era.

Celestine ( sorridendo sarcasticamente )

A quanto pare nemmeno tu ti vergogni…

Celestine prende un’asciugamani più piccolo e, avvolgendosi i capelli con esso, inizia a strofinare energicamente per asciugarli.

Vincent Vega ( leggendo il giornale )

Vediamo che danno al cinema. Ti và di andare al cinema?

Celestine ( seccata )

Non voglio andare al cinema.

Vincent Vega ( buttando la cenere nel water )

No?Dai che magari mandano qualcosa di bello…

Celestine ( alzando il tono di voce )

Vincent, cazzo!Ti sto dicendo che sono stanca, voglio solo andare a dormire, tutto qui.

Vincent rimane impassibile a leggere il giornale.

Celestine viene innervosita dall’atteggiamento di Vincent.

Celestine ( seccata )

Tu rimani pure qui a fare quello che stai facendo, io vado a dormire.

E così dicendo si dirige verso la porta.

Vincent Vega ( leggendo il giornale )

Aspetta.

Celestine si volta. Dal suo volto traspare un’espressione di esasperazione.

Vincent chiude il giornale piegandolo e lo posa su un mobile vicino a sé.

Vincent Vega

Devo dirti una cosa.

Vincent dà un lungo tiro allo spinello.

Celestine lo guarda fisso attendendo le sue parole.

Vincent Vega ( con tono molto serio )

Tu hai intenzione di lavorare ancora per Marchette?

Celestine

Certo. Te l’ho detto, mi pagano bene e avrò delle opportunità.

Vincent scuote il capo e dà un tiro allo spinello.

Celestine ( sospettosa )

Perché me lo chiedi?

Vincent Vega ( dispiaciuto )

Non importa…

Celestine si irrigidisce.

Celestine ( alzando il tono di voce )

Importa eccome invece. Cazzo Vincent, hai detto che dovevi dirmi qualcosa ora, maledizione, dimmela!

Vincent è in difficoltà.

Vincent Vega ( parlando molto lentamente )

Tu sai che lavoro per Marcellus Wallace, vero?

Celestine annuisce.

Vincent Vega

Ecco, quel tuo regista, Dave, si è comportato male con Marcellus.

Celestine si avvicina a Vincent e gli fa segno di porgerle lo spinello, Vincent glielo passa e così Celestine, una volta afferratolo, inizia a fumarlo.

Celestine

Che intendi per "si è comportato male con Marcellus"?

Vincent Vega

Che importanza ha?

Celestine ( gridando )

Porca puttana ne ha!

Vincent Vega ( gridando )

Ha girato un film nella casa di Marcellus, okay?

Celestine

Un film porno?

Vincent annuisce. Celestine fa qualche passo indietro e si appoggia sconsolata ad una parete.

Vincent Vega ( dispiaciuto )

Marcellus vuole che mi occupi di lui.

Celestine dà un lungo tiro allo spinello che è oramai consumato, dopodiché lo getta per terra e lo spegne schiacciandolo con la pianta del piede scalzo. PP sul piede di Celestine che schiaccia lo spinello.

Celestine

Cosa devi fare?

Vincent Vega ( scuotendo il capo )

Devo farlo fuori.

Celestine scoppia in lacrime.

Celestine ( piangendo )

No, Vincent, non puoi farlo!

Vincent rimane in silenzio.

Celestine ( piangendo )

Vincent non devi farlo, Dave mi darà un futuro, cazzo!Se tu lo uccidi finirò a fare la puttana sui marciapiedi.

Vincent Vega ( dispiaciuto )

Devo farlo…

Celestine ( piangendo )

Vincent dimmi che non lo farai!

Vincent scuote il capo.

Celestine ( gridando in lacrime )

Figlio di puttana!

Celestine corre verso Vincent, alzandolo di peso dal gabinetto, Vincent fa appena in tempo ad alzarsi i boxer, dopodiché viene trascinato via da Celestine.

Celestine ( gridando istericamente )

Figlio di puttana, sono anni che scopi gratis con me e questo è il modo di ricompensarmi?

Vincent continua ad essere trascinato fuori.

Vincent Vega ( cercando di farla ragionare )

Aspetta un momento, Celestine.

Celestine ( gridando istericamente )

Aspettare?Sono anni che aspetto che tu riesca a scoparmi per più di tre minuti, sono anni che aspetto!

Vincent viene letteralmente gettato fuori di casa.

Int. Pianerottolo del palazzo di Celestine – Notte

Vincent è in boxer fuori dall’appartamento di Celestine. La donna continua a gridare.

Celestine ( gridando da dietro la porta )

Dave mi avrebbe dato un futuro e invece arrivi tu e quel negro schifoso a mettermi i bastoni tra le ruote!

Vincent si guarda intorno, cercando di coprirsi il più possibile avvolgendosi con le braccia. Passano ancora alcuni secondi e la porta si riapre e volano fuori i vestiti e le scarpe di Vincent. La porta si richiude violentemente.

Celestine ( gridando da dietro la porta )

Frocio, figlio di puttana!

La donna continua ancora a gridare, ma ora gli insulti non sono più distinguibili, Vincent indossa le scarpe e portando i vestiti sull’avambraccio del braccio destro si allontana.

Dissolvenza in nero

Int. Casa di Francis – Notte

Vincent e Francis sono seduti agli opposti di un piccolo tavolo rettangolare. L’ambiente è molto buio, illuminato solo da una candela accesa posta al centro del tavolo, non si può capire bene la fattura della casa, proprio per la scarsa illuminazione. I volti di Francis e di Vincent sono illuminati parzialmente dalla fiamma della candela. Vincent ha i capelli sciolti.

Vincent Vega ( sorridendo )

La grande sfida…

Francis Valgo ( sorridendo )

Non è che ci ripensi…

Vincent Vega

Beh, non credo proprio, ma prima dovresti dirmi le regole.

Francis Valgo

E’ presto detto.

Francis si alza dal tavolo e si volta, a causa della scarsa illuminazione vediamo solo un’ombra aggirarsi con andatura calma, seguito da qualche rumore di sportelli che si aprono e si chiudono o di vetri che si toccano leggermente.

Vincent è rimasto seduto, il suo volto è sempre illuminato dalla fiamma della candela, Vincent estrae una sigaretta dal suo pacchetto di Lucky Strike e, mettendola in bocca, la accende usufruendo della fiamma della candela.

Vincent dà un primo tiro alla sigaretta e, dopo qualche secondo, getta fuori il fumo dalla bocca.

Ancora pochi istanti ed ecco ritornare Francis che appoggia sul tavolo, vicino a Vincent, un peperoncino lungo circa sei centimetri e una bottiglia di whisky con un bicchiere rovesciato appoggiato sul collo di essa, dopodiché si risiede. Il suo volto è nuovamente illuminato parzialmente.

Francis Valgo

Ecco i termini della sfida. Scommetto che non riuscirai a mangiare tutto questo peperoncino ( Francis prende in mano il peperoncino ) e, dopo averlo masticato, a tracannare un bicchiere di questo whisky. Ah, dimenticavo, non potrai bere per dieci minuti. Dieci lunghissimi minuti in cui ti sentirai bruciare la lingua come se l’avessero spedito all’inferno su un montacarichi.

Vincent scoppia a ridere.

Vincent Vega ( ridendo )

Credi che sia una cosa difficile?

Francis Valgo ( serio )

E tu credi sia una cosa facile?

Vincent torna serio, dopodiché tira un lungo sospiro e prende il bicchiere rovesciato e lo appoggia sul tavolo, poi svita il tappo della bottiglia e la inclina per versare il whisky nel bicchiere.

Vincent Vega ( versandosi il whisky )

Eh va bene, Francis, cosa vuoi scommettere?

Non appena Vincent termina la frase Francis appoggia su un tavolo un mazzetto abbastanza consistente di dollari. Vincent smette di versarsi da bere, guarda bene i dollari, poi alza lo sguardo verso Francis, che lo osserva con un sorriso malizioso. Vincent afferra il mazzetto di dollari ed inizia lentamente a contarli, sfogliandoli con molta cura.

Francis osserva l’azione di Vincent con il suo solito sorriso.

Vincent finisce di contare i soldi e li riappoggia con cura nello stesso punto in cui erano stati posati da Francis.

Vincent Vega

Settecentonove dollari?

Francis annuisce facendo un mugolio a labbra serrate. Vincent ci pensa su qualche secondo…

Vincent Vega

Ci sto!

Francis ( impassibile )

I soldi sul tavolo.

Vincent fa un espressione scettica, poi inizia a frugare nelle tasche.

Vincent Vega ( frugando nelle tasche )

Che c’è Francis?Non ti fidi più degli amici?

Francis ( incrociando le braccia dietro la testa )

Beh, sai com’è…Non si è mai abbastanza attenti nella scelta dei propri nemici…

Vincent finisce di frugare nelle tasche e poggia sul tavolo un mazzetto di dollari molto simile a quello di Francis.

PP sul mazzetto di dollari.

L’uomo prende in mano il mazzetto ed inizia a contare i soldi. Vincent nel frattempo spegne la sigaretta schiacciandola dentro un posacenere.

Francis finisce di contare i soldi.

Francis

Sono settecentotto.

E così dicendo passa i soldi a Vincent che inizia a contarli.

Francis allunga il braccio verso il pacchetto di Lucky Strike di Vincent, che è appoggiato sul tavolo, Vincent, che sta contando i soldi, si ferma un istante e osserva, con la coda dell’occhio, la mano di Francis che è molto vicina al pacchetto di sigarette, poi, sempre con la coda dell’occhio osserva Francis che ha un espressione imbarazzata.

Francis ( imbarazzato )

Posso?

Vincent annuisce muovendo leggermente la testa e ricomincia a contare i soldi, Francis allora estrae una sigaretta dal pacchetto di Vincent e mettendola in bocca la accende avvicinandola alla fiamma della candela. Poi dà un tiro alla sigaretta.

Nel frattempo Vincent finisce di contare i soldi.

Vincent Vega

Mi spiace Francis, sono settecentonove dollari, avrai contato male.

Francis butta fuori il fumo della sigaretta.

Francis ( stizzito )

Contato male?No Vincent, avrai contato male tu, non c’è nemmeno una possibilità in questo mondo che io abbia contato male.

Vincent Vega ( ironico )

Ah, non c’è nemmeno una possibilità?

Francis ( sorridendo sarcasticamente )

No, non c’è.

Vincent sbuffa.

Vincent Vega ( esasperato )

E va bene, ricontali se vuoi.

Francis, stizzito, riprende il mazzetto di dollari e ricomincia a contarli.

Vincent prende il bicchiere ed alzandolo lo porta lentamente alla bocca, ma viene bloccato da Francis.

Francis ( mentre conta i soldi )

Non ti conviene…

Vincent fa una smorfia e desiste dal bere, riappoggiando il bicchiere sul tavolo.

Francis finisce di contare i soldi.

Francis ( posando i soldi sul tavolo )

Infatti avevo ragione, settecentotto dollari.

Vincent Vega ( esasperato )

Andiamo Francis, lo sai meglio di me che sono settecentonove quei fottuti dollari!Credi che faccia tutto questo casino per un dollaro?

Francis ( stizzito )

E tu credi che lo faccia io?Ti sembro così pezzente da fare un casino per un fottuto dollaro del cazzo?

Vincent fa una smorfia.

Francis ( stizzito )

Dì un po’, cos’è che ti fa pensare che io sia un pezzente?

Vincent Vega ( cercando di stemperare i toni )

Non lo penso…

Vincent viene interrotto da Francis.

Francis ( stizzito )

Il modo in cui mi vesto?O forse è il mio odore?Puzzo Vincent?

Vincent non ne può più e decide, con un movimento repentino di infilare una mano in tasca ed estrae una banconota da un dollaro gettandola sul tavolo.

Est. Spiaggia – Giorno

Vic Vega è sdraiato sulla spiaggia. Nonostante sia ancora aprile e la spiaggia deserta lui è vestito solo con un costume da bagno a pantaloncino, i vestiti sono appallottolati accanto a lui. Vic è sdraiato supino, indossa degli occhiali da sole scuri e prende beatamente il sole. Dopo alcuni secondi accanto al volto di Vic compaiono due stivali marroni consumati dall’usura, ricoperti da un jeans scuro, anch’esso abbastanza malandato. Vic ruota le pupille e vede le scarpe.

Vic Vega ( con un sorriso di circostanza )

Francis, che ci fai qui?

Francis Valgo viene inquadrato completamente.

Francis Valgo ( sorridendo )

Mah, niente di speciale, passavo con la macchina vicino alla spiaggia e ho visto un unico stronzo che prende la tintarella ad aprile…

Vic Vega ( interrompendolo )

…E in quel momento hai capito che ero io.

Francis Valgo ( sorridendo )

Già.

Francis si abbassa sedendosi accanto a Vic, il quale si solleva leggermente mettendosi anch’egli seduto.

Francis Valgo ( sorridendo amaro )

La vita è una merda.

Vic Vega ( facendo finta di essere seccato )

Ecco qui. Io mi stavo abbronzando tranquillamente e sei dovuto arrivare tu, coglione, a rompere il cazzo con le tue merdose paranoie.

Francis Valgo

No, Vic, parlo sul serio. Sono a spasso da troppo tempo ormai. Non ho più uno scopo nella vita. Una volta ero un ottimo cacciatore, ora…

Francis mostra la mano destra priva dell’indice.

Vic Vega

Ah, Francis, sempre a buttarti giù. Non puoi lavorare?Beh, meglio così, cazzo!Divertiti, ubriacati, vai a puttane, scopa come una scimmia, ma non stare qui a frantumarti le palle. E soprattutto a frantumarle a me…

Vic si mette a ridere e Francis sorride di rimando.

Vic Vega ( ironicamente )

E poi, al massimo, potresti mettere un annuncio: dolce orsacchiotto cerca dolce orsacchiotta per dolci massaggini anali.

Francis ha l’aria sconsolata.

Vic Vega

Guarda cosa ti do…

Vic fruga nelle tasche dei suoi vestiti ed estrae uno spinello di grandezza molto superiore rispetto a quelli tradizionali e lo dà a Francis, che lo prende in mano e lo guarda sbalordito.

Vic Vega ( orgoglioso )

Questa è roba buona…Non è la solita merda, quella che spacciano i negri. Questa è di alta qualità.

Francis annuisce in segno di ringraziamento.

Vic Vega

Conservala per i momenti che contano…

Francis si mette lo spinello in tasca e si alza in piedi, guarda il mare agitato per qualche secondo.

Francis Valgo

Avrei bisogno di un favore.

Vic si toglie gli occhiali da sole.

Francis Valgo ( continua )

Ho bisogno di soldi e vorrei lavorare per Marcellus. Insomma, tu lo conosci, potresti mettere una buona parola, dire che sono OK, che non sono uno stronzo, mi capisci?

Vic Vega ( con tono provocatorio )

Vuoi lavorare per Marcellus?

Francis Valgo

Ho bisogno di soldi.

Vic rimane qualche secondo in silenzio a riflettere, dopodiché si alza in piedi.

Vic Vega

OK. Non preoccuparti, me ne occupo io.

Francis guarda Vic con sguardo di riconoscenza e di smisurata ammirazione.

Francis Valgo ( felice )

Davvero?

Vic annuisce sorridendo. Francis gli si getta addosso abbracciandolo.

Francis Valgo ( quasi commosso )

Grazie Vic, Dio ti benedica!

Vic Vega

OK, OK, OK. Scrollati Francis, lo sai che i finocchi mi fanno schifo, se continuiamo così ci prendono per una coppia di schifosi froci.

Francis si scrolla.

Francis Valgo ( porgendo la mano )

Grazie.

Vic sorride stringendo la mano a Francis, che si allontana.

Francis Valgo ( da lontano )

Allora ci conto?

Vic annuisce sorridendo. Finalmente Francis se ne è andato. Vic alza lo sguardo al cielo e vede che si è oscurato, il sole è completamente coperto dalle nuvole. Non può più prendere il sole, allora raccoglie la sua roba e si allontana.

Vic Vega ( tra sé e sé )

Merda…

Int. Casa di Francis – Notte

La scena è la stessa della sfida che abbiamo visto prima.

Francis e Vincent sono sempre seduti alle solite posizioni, Francis osserva fisso Vincent, che tiene nella mano sinistra il peperoncino, mentre con la destra accarezza leggermente il bicchiere, che però, ancora rimane appoggiato sul tavolo.

Francis Valgo ( sorridendo )

Sei ancora in tempo per tirarti indietro.

Vincent Vega ( sorridendo ironicamente )

Non c’è nemmeno una possibilità in questo mondo che io mi tiri indietro.

Francis fa spallucce.

Francis Valgo

Come vuoi…Mi dispiace portare via i soldi così ad un amico. Poi non dire che non ti ho avvertito!

Vincent non controbatte e subito morde il peperoncino mettendolo in bocca tutto in una volta, rimane qualche secondo immobile, poi stringe gli occhi come per farsi coraggio e comincia a masticare, lentamente.

Francis Valgo ( seguendo trepidante )

Mastica, mastica, mastica.

Vincent continua a masticare, inizia a sentire i primi disagi dovuti al bruciore.

Francis Valgo ( ridendo )

Mastica Vincent, mastica. Te l’avevo detto che non ti sarebbe convenuto…

Vincent mastica ancora per qualche secondo, dopodiché manda giù il boccone.

Francis Valgo ( trepidante )

Perfetto Vincent, ora tracanna il whisky, tutto d’un fiato.

Vincent solleva il bicchiere dal tavolo e, portandolo alla bocca, beve al vetro il whisky contenuto nel bicchiere, poi appoggia energicamente il bicchiere sul tavolo.

Vincent è vistosamente provato, Francis lo osserva.

Francis Valgo ( ironicamente )

Vincent, mi sembri strano, come ti senti?

Vincent è paonazzo in volto, soffre visibilmente, Francis sembra goderne, perché ha sempre il suo classico sorriso stampato in volto.

Dopo qualche secondo però Francis comincia a ridere crasso.

Vincent ha un sussulto e si appiattisce sul tavolo, muovendo le braccia inconsultamente e gettando per terra, con questo movimento, ciò che vi si trovava sopra.

A causa di questo movimento, i capelli gli finiscono sul volto, coprendolo quasi completamente.

Vincent Vega ( boccheggiando )

La bocca!La sento come scoppiare, è una sensazione terribile!

Francis ride.

Vincent Vega ( boccheggiando )

Acqua!

Francis continua a ridere.

Francis Valgo ( ridendo )

Eh no Vincent. Non ricordi le regole?Dieci minuti prima di poter toccare una gocciolina d’acqua. E, purtroppo per te, ne è passato appena uno…

Francis ride, il suono della sua risata viene lentamente allungato, in modo da riprodurre un suono quasi demoniaco, l’immagine sfuma sul PP di Francis.

Int. Bar – Giorno

Vincent è seduto al tavolo di un bar, mangia degli stuzzichini e beve una birra. Entra Vic, con andatura nervosa, ancora senza i vestiti e solo con il costume. Vincent alza lo sguardo e lo vede.

Vincent ha i capelli legati dietro la nuca con una coda di cavallo.

Vincent Vega ( come se niente fosse )

Oh, ciao. Non è un po’ presto per fare il cambio di stagione?

Vic Vega ( con tono irrequieto )

Vuoi sapere perché sono di cattivo umore?

Vincent annuisce bevendo un sorso di birra.

Vic Vega ( con tono irrequieto )

Perché stavo prendendo il sole in spiaggia in uno dei pochi momenti in cui posso fare la corte a quei cazzo di momenti che vengono chiamati comunemente: attimi di riposo, e sai chi arriva?

Vincent fruga in tasca ed estrae un pacchetto di Lucky Strike, lo agita leggermente e fa fuoriuscire una sigaretta, Vincent avvicina il pacchetto al volto di Vic.

Vincent Vega ( con tono pacato )

Sigaretta?

Vic la prende e se la mette in bocca, Vincent ne prende un’altra e fa lo stesso, dopodiché fruga ancora nelle tasche ed estrae un grosso accendino, accende la fiamma e la avvicina alla sigaretta di Vic accendendola. Poi fa lo stesso con la sua. Non appena ha finito ripone tutto in tasca. Vic dà una grossa boccata alla sigaretta e ricomincia a parlare.

Vic Vega

Ti stavo dicendo, a proposito, a che punto ero arrivato?

Vincent Vega ( con tono pacato )

Parlavi di quei cazzo di momenti che vengono chiamati comunemente…

Vic si ricorda.

Vic Vega ( riprendendo il tono irrequieto )

Oh, si, attimi di riposo, quando, ad un tratto mi ritrovo sopra la testa a farmi ombra la persona più rompicoglioni sulla faccia della Terra.

Vincent Vega

Francis?

Vic Vega ( con tono di liberazione )

Esattamente!

Vincent beve un sorso di birra e dà una boccata alla sigaretta.

Vincent Vega

Che voleva?

Vic Vega ( dando una boccata alla sigaretta )

Che io lo raccomandassi a Marcellus per fargli dare un lavoro.

Vincent Vega

E allora?Non è la prima volta che raccomandi qualcuno, qual è il problema?

Vic Vega ( alzando il tono di voce )

Il problema è che questo me l’ha detto solo alla fine della nostra chiacchierata del cazzo. Prima l’amico ha pensato bene di triturarmi quelle due grosse e sante palle che mi ritrovo con seghe mentali del tipo ( facendo il verso ) "sono un fallito", "prima ero qualcosa, ora non mi riconosco" e cazzate del genere.

Vincent sorride e beve un sorso di birra, mentre Vic dà una boccata alla sigaretta.

Vic Vega ( continua )

E mentre il nostro caro amico Francis mi intratteneva con le sue psicocazzate da stronzo che non riesce più a farselo venire duro, il mio amato sole, con il quale mi stavo beatamente abbronzando ha ben deciso di andare a farsi una vacanza e farsi sostituire sul lavoro da grossi nuvolosi grigi, che, saranno anche meritevoli di rispetto, ma non aiutano chi, come me, tiene alla tintarella!

Vincent ride.

Vic Vega ( tranquillizzandosi leggermente )

Mi ha rotto tanto il cazzo che gli ho dovuto dare la Navarone…

Vincent Vega ( incredulo )

Gli hai dato la Navarone?

Vic Vega ( come per giustificarsi )

Ho dovuto…Sembrava volesse uccidermi di cazzate!

Vincent Vega ( arrabbiato )

Ma Cristo Santo!Hai dato la Navarone a quel pezzo di stronzo!Cazzo, meglio morire che regalare la Navarone al primo figlio di puttana che passa.

Vic Vega

Dov’è il cesso?

Vincent è disperato.

Vic Vega

Dov’è il cesso?

Vincent indica col braccio una porta.

Vic Vega

Vado a pisciare e a rivestirmi.

Vic si incammina verso il bagno.

Vincent Vega

Ho detto a Celestine di Marchette.

Vic ritorna immediatamente indietro.

Vic Vega ( incredulo )

Che hai fatto?

Vincent spegne energicamente la sigaretta nel posacenere, Vic ce l’ha ancora in bocca, quasi del tutto consumata.

Vic Vega

Posso sapere perché cazzo l’hai fatto?

Vincent Vega ( dispiaciuto )

Ho dovuto. Cazzo, non potevo tenerglielo nascosto.

Vic Vega

Perché?Perché non potevi?C’è gente che vive felice senza sapere che i figli spacciano e si fanno di cocaina. Celestine avrebbe continuato a vivere felice vedendo Marchette cadavere, ma non sapendo che sei stato tu a farlo fuori!

Vincent scuote il capo.

Vic Vega

Senti. Ne riparliamo quando esco dal cesso. OK?

Nessuna risposta. Vic si dirige verso il bagno e vi entra.

Int. Bagno del bar – Giorno

Il bagno è molto grande, abbastanza ben curato. Sulla sinistra ci sono i bagni chiusi con la porta, mentre sulla destra quelli attaccati alla parete. Vic si dirige ed entra in uno di quelli con la porta, richiudendola dietro di sé. Appoggia i vestiti vicino a sé, getta il mozzicone di sigaretta dentro il water e si mette in posizione di fronte ad esso in modo tale da poter urinare. Dopo qualche secondo si sente il rumore dell’urina che cade nel water. L’atto dura una dozzina di secondi, dopodiché il rumore cessa. Vic dà una scrollata e si risistema il costume, dopodiché ricomincia a vestirsi. Indossa le calze, poi i pantaloni, poi le scarpe, poi la camicia. Abbottona la camicia e la inserisce dentro i pantaloni, dopodiché riabbottona anche i pantaloni e allaccia la cintura, si mette la giacca, la sistema, lega le scarpe e, inserendo la cravatta sotto il colletto della camicia, la sistema con cura. Infine controlla che la pistola sia ben salda attaccata alla cintura, dopodiché esce dal bagno in cui si era chiuso, ma appena esce vede davanti a sé due ragazzi, sui 25 anni, di bell’aspetto, che di tendenze evidentemente omosessuali amoreggiano baciandosi in bocca con molta passione, Vic si richiude immediatamente dentro il suo bagno. Ha un espressione disgustata.

Vic Vega ( tra sé e sé, con odio )

Froci!

Vic controlla che la pistola sia ben carica ed esce dal bagno in cui era chiuso con la pistola puntata.

Int. Bar – Giorno

Vincent sta masticando l’ultimo degli stuzzichini che aveva ordinato, quando ad un tratto sente due forti esplosioni, molto simili a spari. Ha un sussulto, ma si vede che è abituato a certe cose. Tutti intorno a lui scappano in preda al panico. In quel momento esce dal bagno Vic, vestito, così come Vincent, con il suo completo nero e rimette la pistola agganciata alla cintura, Vic affianca Vincent, i due se ne vanno come se niente fosse, uscendo dall’inquadratura.

Vincent Vega ( voce fuori campo )

Che cazzo è successo?

Vic Vega ( voce fuori campo )

Niente…Froci…Ah, senti, non preoccuparti, parlo io con Celestine.

Vincent Vega ( voce fuori campo )

Non se ne parla minimamente!

Vic Vega ( voce fuori campo )

Tranquillo ci parlo soltanto…

Taglio.

Int. Casa di Celestine, camera da letto – Notte

Vic e Celestine stanno facendo sesso selvaggio, la donna urla come una forsennata, mentre Vic si sforza per prolungare sempre di più l’amplesso. Sono sdraiati sul letto matrimoniale.

Celestine ( gridando )

Non smettere mai di scoparmi!

Alcuni secondi di urla forsennate.

Celestine ( gridando )

Continua, continua, ancora!

L’amplesso dura ancora qualche secondo, dopodiché le urla cessano e i due si appiattiscono al materasso, sfiancati dalla fatica.

Celestine tira un sospiro.

I due sono visibilmente sudati.

Celestine ( con il fiatone )

Vic.

Vic Vega ( con il fiatone )

Che c’è?

Celestine ( con il fiatone )

Non ti avevo detto di non usare più questi profilattici?

Vic Vega

Che cazzo te ne frega dei profilattici?Sei allergica?

Celestine

Te l’ho detto mille volte che questi aromatizzati mi irritano la patata.

Vic si mette a ridere.

Vic Vega ( ridendo a crepapelle )

Ti irritano la patata?Che cazzo ha la tua fica di superiore alle altre?

Celestine ( innervosita )

Alle altre?

Vic Vega

Si, alle altre. Tutte quelle che mi sono scopato, che mi scopo e che mi scoperò fino al giudizio universale. Nessuna si è mai lamentata dei miei profilattici aromatizzati.

Celestine si alza in piedi.

Celestine ( gridando )

Se a loro non dà fastidio perché non vai a scopartele anziché far perdere tempo a me che devo lavorare.

Vic Vega ( gridando )

Farti scopare da bianchi e negri indifferentemente tu lo chiami lavoro?

Celestine rimane di ghiaccio per qualche secondo, dopodiché ritrova la forza di parlare.

Celestine

Hai parlato con tuo fratello?

Vic Vega

Celestine, deve farlo fuori.

Celestine ( gridando )

Che significa "deve"?

Vic Vega

Che se non lo fa, faranno fuori lui.

Celestine

Dave è la mia ultima chance.

Vic si mette a ridere.

Vic Vega ( ridendo )

Ultima chance per cosa?Ti rendi conto che quello che Marchette ti fa fare per pochi dollari non è che prostituzione a domicilio?

Celestine ( quasi in lacrime )

Voi non volete capire!

Vic Vega ( sorridendo amaro )

Capire…Beh, d’altronde non è colpa tua.

Celestine

Hai ragione, non è colpa mia.

Vic Vega ( con naturalezza )

Sei puttana.

Celestine cambia immediatamente espressione, ora i suoi occhi sono carichi di odio.

Vic Vega ( continua )

Non ti offendere se ti dico che sei puttana, non è colpa tua, è Madre Natura che ti ha fatto così…

Celestine ( gridando )

Sei un figlio di puttana, come tuo fratello!

Vic Vega ( sorridendo )

Beh, è naturale…

Vic non fa in tempo a terminare la frase che subito Celestine lo tira per un braccio facendolo cadere dal letto e trascinandolo per tutto il corridoio, Vic si dimena, ma non riesce a far mollare la presa alla donna.

Vic Vega ( gridando )

Mollami stronza!

Celestine lo conduce fino alla porta, abbandonandolo lì nel pianerottolo.

Int. Pianerottolo del palazzo di Celestine – Notte

Vic si rialza in piedi, è completamente nudo, viene inquadrato solo a mezzo busto.

Vic Vega ( gridando )

Almeno ridammi i vestiti stronza!

Nessuna risposta. Vic rimane immobile davanti alla porta, quando ad un tratto la porta si riapre ed i vestiti vengono lanciati addosso a Vic.

Celestine ( gridando )

Eccoti i tuoi vestiti di merda, figlio di puttana!

Vic rimane impassibile per qualche istante, dopodiché raccoglie con nochalance i suoi vestiti e fa qualche passo per allontanarsi, ma subito ritorna indietro e si avvicina lentamente alla porta.

Vic Vega ( gridando a squarciagola )

Puttana!

Detto questo si riallontana definitivamente.

Int. Ufficio di Marcellus – Notte

Marcellus è inquadrato di spalle. Di fronte a lui, seduto, c’è Francis che ha un’espressione ed una postura intimorita.

Marcellus Wallace ( con tono pacato )

La nostra è una società. Si, credo che possa essere definita così. Una società un po’ atipica, ma pur sempre una società, del resto se fosse una società come tutte le altre gli appuntamenti non sarebbero fissati a quest’ora della notte. Siamo una società con i suoi principi e le sue regole, i nostri sono affari, ma c’è dell’altro. Siamo delle persone perbene. L’affare migliore per un uomo è mantenere la propria parola.

Francis è in religioso silenzio.

Marcellus Wallace ( continua )

E così vorresti entrare nella nostra società…

Francis Valgo ( con tono riverente )

Ne sarei onorato signor Wallace.

Marcellus Wallace

Se vuoi un lavoro nella nostra società inizia a smettere di chiamarmi signor Wallace. I miei nemici mi chiamano così. I miei amici mi chiamano Marcellus.

Francis Valgo ( con tono riverente )

Si, Marcellus.

Marcellus Wallace

E’ stato Vic Vega a dirmi di te. Ha detto che garantiva lui e che avrebbe risposto lui delle tue azioni. Non dimenticarlo questo. Da quello che fai dipendono due vite, la tua e la sua, sbaglia e ci saranno due abitanti in meno su questo pianeta.

Francis annuisce più volte con tono riverente.

Int. Bar di Marcellus – Notte

Stich il barista sta pulendo il bancone, nonostante siano le due di notte.

Stich ( tra sé e sé )

Lo diceva sempre il mio vecchio la vita per i negri è una merda.

Si sente una voce.

Dave Marchette

Lo è anche quella dei bianchi…

Stich alza lo sguardo e vede Marchette di fronte a lui, che indossa sempre lo stesso cappellino blu di una squadra di baseball.

Dave Marchette

Vorrei parlare con il signor Wallace…

Stich

In questo momento ha un’altra visita. Se vuole aspettare…

Marchette guarda l’orologio a parete e fa una smorfia.

Dave Marchette

Si, aspetterò un pochino…

Stich

Vuole qualcosa nel frattempo?

Dave Marchette

Vermouth bianco, liscio.

Stich prende una bottiglia, ne versa il contenuto in un bicchiere e lo posa sul bancone.

Dave Marchette

Fuori c’è una bellissima serata…

Stich

Ah, non lo dica a me, io sono qui dalla otto di stamattina…

Dave Marchette ( sorpreso )

Cazzo!Dalle otto di stamattina?Orari da…

Stich ( servendo il drink )

…Da negro…

Marchette sorride e prende in mano il bicchiere.

Dave Marchette ( sorridendo )

Esattamente quello che stavo per dire…

Int. Ufficio di Marcellus – Notte

Francis è sempre seduto di fronte a Marcellus, ora è questi ad essere visto in volto, mentre Francis è inquadrato di spalle.

Francis Valgo ( titubante )

Beh, io ero un cacciatore, sai, come De Niro ( Francis ride, ma vedendo che Marcellus rimane impassibile ritorna subito serio ), poi ho perso il dito durante una battuta…

Francis mostra la mano con il dito mozzato.

Francis Valgo

Ma ho imparato a sparare con la mano sinistra!

Marcellus Wallace

Buon per te, perché ti servirà. Vedi, nelle società di Wall Street gli affari si combinano con un colpo di telefono, qui anche con un colpo di pistola…

Int. Bar di Marcellus – Notte

Marchette ha già bevuto tutto il suo drink, e continua a conversare con Stich.

Dave Marchette

Da quant’è che fai questa merda per vivere?

Stich

Qualche anno. Da giovane suonavo in locali di merda, poi mi sono arruolato nell’esercito, ma quando ho capito che anche lì la merda mi avrebbe ricoperto fin sopra l’ultimo capello, eccomi qui, sempre nella merda. Ho passato il novanta per cento della mia vita nella merda.

Dave Marchette

Eppure stavo pensando: tu sei negro, dicono che avete un bel palo tra le gambe, è vero?

Stich ( sospettoso )

Sei frocio?

Marchette sorride.

Dave Marchette

No, sono un regista. Un regista di film porno, se sei dotato e ci sai fare potrei offrirti un lavoro, ( sorridendo ) un lavoro più divertente di questa merda…

Stich ( sorride vantandosi )

Beh, si che ci so fare…E sono anche dotato…

Marchette estrae un biglietto dalla tasca.

Dave Marchette ( porgendolo a Stich )

Allora presentati domani a questo indirizzo.

Stich prende il biglietto e legge.

Stich ( ridendo )

Sai per un attimo ho creduto che fossi un finocchio del cazzo!

Marchette ride.

Dave Marchette ( ridendo )

Finocchio?No, sei fuori strada…Tutt’altro. Non potrei mai essere una donna, altrimenti passerei tutto il giorno a toccarmi le tette.

Stich scoppia a ridere. Marchette invece sorride soltanto.

Dave Marchette ( porgendo la mano a Stich )

Dave.

Stich stringe la mano a Marchette.

Stich

Stich.

Marchette guarda l’orologio che segna le due e trenta.

Dave Marchette ( sbadigliando )

Beh, io vado, si è fatto tardi…

Stich

Non dovevi parlare con il signor Wallace?

Dave Marchette

Un'altra volta, avrà sonno anche lui adesso…

Marchette lascia una banconota pagando così il drink che ha appena consumato.

Dave Marchette

Allora ti aspetto domani!

Stich ( sorridendo )

Non mancherò!

Marchette si allontana.

Stich rimane impalato a contemplare il biglietto che gli ha dato Marchette.

Si vede Francis che passa davanti al bancone.

Francis Valgo

Buonanotte.

Stich non risponde, essendo troppo preso dalla felicità.

Int. Automobile – Giorno

Vincent e Vic sono in auto, alla guida c’è Vic, mentre Vincent è seduto accanto a lui sul sedile passeggero.

Vincent Vega

Celestine si è comportata proprio da puttana!

Vincent prende una sigaretta dal pacchetto di Lucky Strike appoggiato sul cruscotto e la accende con un fiammifero che poi getta dal finestrino.

Vic Vega

Ha avuto il coraggio di buttarmi fuori di casa, quella troia.

Vincent Vega ( con tono di sfida )

Che hai detto?

Vic Vega

Che mi ha buttato fuori di casa.

Vincent Vega

No, no, dopo. L’hai chiamata troia.

Vic Vega

Beh?E allora?Anche tu l’hai chiamata puttana…

Vincent Vega

Non è la stessa cosa.

Vic Vega

Che vuoi dire?

Vincent Vega

Non rompere i coglioni chiedendomi che voglio dire perché lo sai benissimo. Ti sei incazzato come un toro con Marchette per lo stesso motivo.

Vic Vega ( cercando di minimizzare )

Ma lascia stare Marchette, quello è un coglione. La sua testa è buona solo per portare quel merdoso cappellino che indossa giorno e notte, Cristo, io sono tuo fratello!

Vincent Vega

Si, e ti scopi la stessa donna che mi scopo io.

Vic Vega

Beh, potrei dire la stessa cosa di te…

Vincent Vega ( alzando la voce )

No non potresti e sai perché?Perché me la sono scopata io per primo, non tu!

Vic Vega ( ridendo maliziosamente )

Beh, questo non puoi saperlo…

Vincent Vega

Vaffanculo!

E così dicendo getta fuori dal finestrino la sigaretta ancora quasi completamente intera. L’auto passa sopra una buca abbastanza profonda che fa sobbalzare per un attimo sia Vic che Vincent.

Int. Automobile – Giorno

Dietro la macchina nera su cui viaggiano Vincent e Vic c’è una macchina amaranto, ridotta piuttosto male, sulla quale viaggia un uomo di colore, Linford Balesain ( Chris Tucker ). Linford sta guidando piuttosto svogliatamente, e tiene tra le labbra un grosso spinello di marijuana, ad un tratto l’auto di Linford colpisce la stessa buca che avevano colpito in precedenza Vincent e Vic con la loro auto, a causa del sobbalzo, lo spinello gli cade dalle labbra.

Linford Balesain

Merda!

Linford si abbassa per cercare di riprendere lo spinello e distoglie lo sguardo dalla strada.

Linford Balesain ( cercando per terra )

Ma dove ti sei cacciata?

Nel frattempo l’auto di Vincent e Vic si ferma ad un semaforo rosso.

Linford nella sua auto continua a cercare.

Linford Balesain ( cercando per terra )

Dai bella, ritorna da me…

L’auto di Linford continua a muoversi, mentre Linford cerca, ad un tratto rialza la testa con lo spinello in mano.

Linford Balesain ( felice )

Ti ho ritrovata!

Subito dopo si accorge che la sua auto sta continuando a camminare, quando dovrebbe frenare per non colpire le macchine incolonnate al semaforo. L’auto di Linford sta andando contro la parte posteriore di quella di Vincent e Vic, Linford frena bruscamente, i freni emettono un fischio assordante, l’auto di Linford dopo qualche metro riesce finalmente a fermarsi toccando in maniera impercettibile quella di Vincent e Vic.

Int Automobile – Giorno

Vincent e Vic vedono tutta la scena, attirati dal fischio dei freni. Nonostante l’urto sia impercettibile e il danno praticamente nullo, Vic si imbestialisce.

Vic Vega ( gridando )

Figlio di puttana!

Vic scende dall’auto velocemente e con aria furibonda.

Est. Strada – Giorno

Vic è appena sceso dall’auto è infuriato, và subito a controllare il punto dell’urto. Non c’è alcun danno, nonostante ciò Vic è infuriato. Vincent scende lentamente dall’auto.

Vic Vega ( gridando verso Linford )

Scendi dalla macchina figlio di puttana!

Linford è ancora seduto in macchina con lo spinello tra le mani.

Vic Vega ( gridando verso Linford )

Stronzo, figlio di puttana!

Vincent si avvicina a Vic per controllare il danno.

Vic Vega ( infuriato )

Guarda, guarda che cazzo ha combinato questo fottuto negro!

Vincent controlla.

Vincent Vega ( pacatamente )

Beh, io non vedo niente.

Vic Vega ( gridando )

Cosa?

Vincent Vega ( alzando la voce )

Ho detto che non vedo un cazzo di niente!

Linford scende lentamente dall’auto, è timoroso.

Linford Balesain ( con timore )

Scusatemi, non volevo, stavo guidando tranquillamente, quando mi è caduta ( Linford mostra lo spinello ) e per cercarla mi sono distratto…

Vic Vega ( gridando )

Mi hai demolito la macchina per una fottuta canna del cazzo?

Linford si avvicina leggermente all’auto e non vede nulla di strano, nonostante ciò continua ad essere accondiscendente.

Linford Balesain ( con timore )

Mi dispiace…

Vic Vega ( ridendo sarcasticamente )

Ti dispiace?Hai sentito?Il negro stronzo è dispiaciuto…

Vincent Vega ( pacatamente )

Beh, forse è il caso di lasciar perdere…

Vic non lo ascolta nemmeno.

Linford Balesain ( con timore )

Se posso fare qualcosa…

Vic Vega

Se puoi fare qualcosa?Certo che puoi, mi comprerai una macchina nuova!

Vincent Vega ( riflettendo )

Ma dov’è che ti ho visto?

Linford rimane in silenzio timoroso.

Vincent Vega ( riflettendo )

Mi sembra di conoscerti. Come ti chiami?

Linford Balesain

Balesain. Linford Balesain.

Vincent riflette.

Vic Vega ( gridando )

Tu conosci questo merdoso?

Vincent Vega ( perplesso )

Mi sembra di averlo già visto…

Vic Vega ( con rabbia )

Beh, non mi frega un cazzo se vi siete scopati in un vicolo buio e non vi ricordate. Tu, negro del cazzo, ora mi pagherai una macchina nuova!

Linford Balesain ( con timore )

Ma io i soldi non ce l’ho…

Vic Vega ( gridando )

Non ce li hai?Io ti ammazzo figlio di puttana!

E così dicendo estrae la pistola e sparando colpisce in piena fronte Linford che stramazza a terra.

Vincent Vega ( gridando )

Che cazzo hai fatto?

Vic Vega ( gridando )

Questo stronzo mi ha rovinato la macchina!

Vincent Vega ( gridando )

E per questo lo ammazzi?

Vic apre il portabagagli.

Vic Vega

Non rompere i coglioni e aiutami a metterlo qui dentro.

I due caricano il corpo nel portabagagli e lo chiudono.

I clacson delle auto dietro di loro suonano continuamente e i proprietari inveiscono.

Vic Vega ( gridando )

Non rompete le palle!

E così dicendo spara due colpi che colpiscono un autista di taxi.

Vic Vega

Ci vediamo stasera per sbarazzarci di questo stronzo.

Vic si allontana.

Vincent Vega ( agitato )

Vaffanculo!E io dovrei girare per la città per tutto il giorno con un morto nel portabagagli?Ma dove cazzo stai andando?

Vic Vega ( gridando )

Ci vediamo stasera!

Vic si allontana definitivamente, mentre Vincent rimane un attimo a rimuginare.

Vincent Vega ( tra sé e sé )

Merda!

Vincent si decide, sale in auto, mette in moto e si allontana.

Inquadratura dall’alto da dove si può notare la macchina di Linford abbandonata con lo sportello aperto, il taxi fermo con il parabrezza perforato da due buchi e macchiato di sangue.

Int. Automobile – Giorno

Vincent è seduto a bordo dell’automobile, sta guidando, ha l’aria decisamente nervosa.

Vincent Vega ( teso )

Che giornata di merda!

Vincent svolta a sinistra.

Vincent Vega ( esasperato )

La macchina non ha nemmeno un fottuto graffio del cazzo e lui che fa?Ammazza un negro in pieno giorno!Stronzo maniaco!

Vincent continua a guidare, accende la radio.

Si sente la musica della canzone Bigmouth strikes again degli Smiths.

Vincent inizia a cantarla.

Vincent Vega ( cantando la canzone )

Sweetness, sweetness I was only joking when I said I’d like to smash every tooth in your head.
Oh ... sweetness, sweetness, I was only joking when I said by rights you should be bludgeoned in your bed.

Poi ricomincia a parlare da solo.

Vincent Vega ( perplesso )

Linford Balesain, ma dov’è che ti ho visto?

Si sente il ritornello della canzone in sottofondo.

Vincent riflette ancora qualche secondo, dopodiché da un forte colpo di clacson.

Vincent Vega ( gridando in segno di conquista )

Ecco chi sei!

L’immagine si annerisce con lo stesso effetto di quando si spegne la tv.

Rimane per qualche secondo tutto buio, dopodiché la luce ritorna con l’effetto opposto, ovvero quello di una televisione che si accende.

Int. Casa di Linford – Notte

Questa volta è davvero una televisione ad accendersi. Siamo in casa di Linford e l’uomo ha appena acceso la tv. Scorrono le immagini di Baywatch, Linford indossa solo dei pantaloncini gialli ed è seduto su un divano di fronte alla televisione. Davanti a sé ha un piccolo tavolino su cui sta arrotolando un grosso spinello.

Si sente suonare al campanello, Linford dà una leccata alla cartina ed arrotola definitivamente lo spinello, dopodiché lo posa sul tavolino, si alza e và ad aprire la porta.

Aprendo al porta si ritrova di fronte Vincent, ovviamente vestito nel suo solito completo, con i capelli legati con la solita coda di cavallo.

Vincent Vega ( dubbioso )

Linford?

Linford annuisce sorridendo.

Linford Balesain ( sorridendo )

Tu devi essere Vincent.

Vincent annuisce.

Linford fa segno di accomodarsi, Vincent entra in casa e Linford richiude la porta.

Linford Balesain

Siediti dove vuoi.

Vincent si siede nel punto in cui era seduto Linford.

Linford Balesain ( imbarazzato )

No, qui c’ero seduto io…

Vincent guarda per qualche secondo Linford, dopodiché si alza e si siede su una vecchia sedia cigolante.

Vincent Vega ( mettendosi comodo )

Mi hanno detto che hai qualcosa di nuovo…

Linford Balesain ( sorridendo )

E’ così caro mio…

Linford prende lo spinello e lo porge a Vincent, che lo guarda un attimo, e sorride come per congratularsi con Linford, poi se lo mette in bocca, Linford prende un pacco di fiammiferi per passarlo a Vincent, ma questi fa segno di no con la testa, estraendo dalla tasca un accendisigari e accendendo lo spinello. Vincent dà un lungo tiro allo spinello e, dopo qualche secondo butta il fumo fuori dalla bocca.

Vincent Vega ( compiaciuto )

Non male…

Linford Balesain ( sorridendo malizioso )

Non male?

Vincent Vega ( ridendo )

E’ una bella figlia di puttana…

Linford ride, mentre Vincent dà un altro tiro profondo, gettando poi il fumo fuori.

Vincent Vega ( osservando lo spinello )

Una tua creazione?

Linford Balesain

Quasi…Cresceva naturalmente nel giardino di mia nonna, ma così com’era faceva solo venire la diarrea per una settimana, io le ci ho messo un po’ della farina del mio sacco ed eccola qui, pronta per guidarti in viaggi che non hai mai fatto…

Vincent Vega ( gettando fuori il fumo )

Dovresti darle un nome…

Linford Balesain

Già fatto. L’ho chiamata Navarone.

Vincent Vega ( incuriosito )

Navarone?Che significa?

Linford Balesain

Prova ad intingerla in un bicchiere di un qualsiasi super alcolico e lo vedrai…

Vincent si guarda intorno distrattamente e vede una bottiglia con un liquido marroncino dentro.

Vincent Vega ( sorridendo )

Beh, io lì vedo del whisky…

Linford, sorride, si alza, prende un piccolo bicchiere di vetro, prende la bottiglia col whisky, la apre, versa un po’ del suo contenuto nel bicchiere, dopodiché la richiude, la ripone al suo posto e, avvicinandosi a Vincent gli porge il bicchiere.

Vincent dà un piccolo sorso al whisky e un lungo tiro allo spinello.

Vincent Vega ( sorridendo maliziosamente )

E dove tieni il resto di questa puttanella?

Linford si alza e fa segno con la testa a Vincent di seguirlo.

Vincent si alza e segue Linford, che camminando getta uno sguardo sulla tv che sta ancora trasmettendo Baywatch. In scena c’è un’attrice, vestita con un costume rosso attillato, dalle forme piuttosto prosperose.

Linford Balesain ( incantato )

Cazzo, questa ha due tette che se glielo metti in mezzo te lo inghiottono.

Vincent ride.

Linford Balesain

Come Scilla e Cariddi…L’hai visto lo sceneggiato con Armand Assante?

Vincent ride.

Vincent Vega ( ridendo )

Arrapato?

Linford Balesain ( con naturalezza )

Arrapato?No. Io mi definirei, più che altro…un esteta.

Linford riprende a camminare, Vincent lo segue con il bicchiere in mano e lo spinello in bocca.

Est. Terrazza – Notte

Linford e Vincent sono usciti su una terrazza completamente tappezzata di piante di marijuana, più o meno grandi, sembra di essere in un bosco. Vincent osserva l’ambiente che lo circonda con meraviglia e con un filo di eccitazione.

Vincent Vega ( estasiato )

Cazzo, sembra di essere in Paradiso…

Linford ride.

Vincent Vega

Linford qui possiamo fare miliardi.

Linford Balesain ( scettico )

Miliardi?

Vincent Vega ( guardandosi intorno )

Miliardi. Miliardi di fottuti dollari. Io ho il fiuto per gli affari, se tu mi dai retta diventiamo ricchi ed andiamo a spassarcela a Cuba.

Linford Balesain ( scettico )

A Cuba?No…Lì sono dei pazzi scatenati. Per una stronzata ti mandano all’altro mondo senza contare nemmeno fino a tre.

Vincent continua a guardarsi intorno compiendo un giro completo su sé stesso.

Vincent Vega ( estasiato )

Beh, te ne andrai dove cazzo vorrai, ma dammi retta, mettiamoci in società, io ci so fare e qui abbiamo una fortuna tra le mani.

Linford Balesain ( titubante )

Beh, Vincent, non saprei…

Vincent si avvicina ad una pianta, ne annusa le foglie e rimane incantato da quanto percepiscono le sue narici. Linford si è distratto un attimo, voltando le spalle, rigirandosi vede Vincent che intinge il filtro dello spinello nel whisky e sta per dare un profondo tiro.

Linford Balesain ( gridando )

No!

Linford non riesce ad evitare il disastro e così Vincent, dando un tiro allo spinello scatena la vampata di una fiamma che investe in pieno la pianta che Vincent stava annusando e coinvolge come una reazione a catena tutte le altre piante presenti nella terrazza, Vincent ha un sussulto e fa istintivamente un passo indietro, lasciando cadere per terra il bicchiere che si frantuma in mille pezzi e lo spinello.

Linford Balesain ( gridando )

Merda!

Linford corre dentro casa, mentre Vincent rimane immobile ad osservare ciò che sta accadendo. L’incendio ha ormai coinvolto tutta la "piantagione" di Linford, Vincent si porta le mani ai capelli, sciogliendoli dal loro solito nastrino che li lega a coda di cavallo. Linford ritorna in terrazza, ha una grossa pompa in mano che emette un getto d’acqua abbastanza flaccido, Linford colpisce Vincent in pieno bagnandolo completamente, poi si dirige verso le piante, cercando di spegnere l’incendio, ma il fuoco è ormai troppo alto. Vincent è bagnato fradicio, si avvicina ad alcune piantine e con un calcio le getta di sotto, Linford se ne accorge.

Linford Balesain ( gridando )

Che cazzo fai?

Linford si dirige verso Vincent con la pompa in mano.

Linford Balesain ( gridando )

Vincent, maledizione, che cazzo ti prende?

Vincent non risponde e continua a gettare le piantine dalla terrazza, Linford allora lascia cadere la pompa per terra, l’acqua inizia a zampillare bagnando sia Linford che Vincent.

Linford si avvicina a Vincent e gli dà una spinta.

Linford Balesain ( furioso )

Smettila stronzo!

Vincent Vega ( gridando )

Se non le buttiamo via il più presto possibile la tua casa andrà a fuoco, coglione!

Linford Balesain ( gridando )

Che cazzo vuoi che mi importi della casa?Sto perdendo la Navarone!

Vincent scuote il capo e continua a gettare le piantine, Linford gli dà una spinta per fermarlo, ma Vincent risponde con un’altra spinta, Linford fa qualche passo indietro e cade per terra inciampando sulla pompa che continua a zampillare. Vincent getta le ultime piantine di sotto, mentre Linford è per terra che si dispera. Non appena ha finito Vincent si affaccia e guarda verso il basso. Sul marciapiede è pieno di piccoli fuochi ancora accesi.

La telecamera inquadra dal basso Vincent affacciato alla terrazza, bagnato fradicio, sta guardando verso il basso in direzione della telecamera. Dopo qualche secondo compare la sagoma di Linford che si affaccia e guarda nella stessa direzione di Vincent. La telecamera zooma lentamente risalendo l’abitazione di Linford e si ferma, a qualche metro di distanza sui primi piani tristi e demoralizzati di Vincent e Linford che guardano in direzione della telecamera, ma stanno fissando le piantine e i loro soldi andati in fumo. Alle loro spalle si vede lo zampillo della pompa che continua a colpirli bagnandoli sempre di più.

Int. Automobile – Notte

Vic sta guidando, Vincent gli è seduto accanto.

Vincent Vega ( seccato )

Che cazzo significa che dovevi sbrigare una faccenda?

Vic Vega ( non togliendo gli occhi dalla strada )

Dovevo sbrigare una faccenda.

Vincent Vega ( seccato )

Hai idea di quanto tempo mi hai lasciato con il negro stecchito nel portabagagli?

Vic non risponde e continua a guidare.

Vincent Vega ( seccato )

Non rispondi?Beh, evidentemente non lo sai. Avrai perso la cognizione del tempo, beh, non preoccuparti, ci penso io a rinfrescarti la memoria. Sei ore!Mi hai fatto passare sei merdosissime ore con un negro stecchito nel portabagagli.

Vic non risponde e continua a guidare.

Vincent Vega ( seccato )

Non hai idea di quello che ho passato, mentre ero fermo ad un semaforo un pulcioso cane poliziotto si è messo ad abbaiare contro di me e contro la mia macchina. Sai perché lo faceva?Perché nel mio portabagagli anziché esserci il cric o una cassa di birre c’era un negro con una palla in fronte e grondava sangue come un maiale sgozzato. Quando ho aperto il portabagagli per dare un’occhiata, quello stronzo galleggiava in cinque litri di sangue da negro!

Vic si mette a ridere.

Vincent Vega ( stizzito )

Lo trovi divertente?

Vic Vega ( ridendo )

Adesso ti metti pure a dare un’occhiata ai negri morti che hai nel portabagagli?

Vincent Vega ( gridando )

Vaffanculo!

Vic continua a ridere.

L’auto accosta e si ferma.

Est. Campagna – Notte

Vic scende dall’auto che rimane con i fari accesi per illuminare davanti a sé. Vic si guarda intorno e si stiracchia amabilmente.

Vic Vega ( con tono giocoso )

Seppelliamo questo cazzo di negro…

Vic si dirige verso il portabagagli, mentre Vincent scende lentamente dall’auto. Vic apre il portabagagli e fa una smorfia.

Vic Vega ( disgustato )

Cazzo, questo porco fa davvero schifo…Vieni aiutami a tirarlo fuori di qui, lo mettiamo fuori ad asciugare…

Taglio

Vincent e Vic stanno scavando una fossa, si sono tolti la giacca ed hanno arrotolato le maniche della camicia. L’inquadratura è dall’interno della fossa è inquadra i due intenti a scavare. Dopo qualche secondo Vic si allontana e si dirige verso la macchina. La telecamera lo segue. Vic appoggia la pala ad una fiancata della macchina ed entra dentro l’auto, accendendo la radio.

Musica di TOUCH ME dei DOORS.

Vincent dà ancora due spalate, dopodiché il suo corpo inizia a muoversi lentamente, come se non fosse lui a controllarlo, la velocità dei suoi movimenti cresce fino ad essere frenetica con l’inizio del testo della canzone. Vincent inizia a roteare la pala come se fosse un giavellotto, poi quando la musica si fa leggermente più lenta la impugna a due mani come se fosse un microfono ed muove le labbra con enfasi in corrispondenza delle parole del testo. Vic osserva sorridendo appoggiato all’auto con una sigaretta accesa in bocca. Quando la musica ritorna veloce Vincent impugna nuovamente la pala come se fosse una partner con cui ballare ed inizia a muoversi abilmente all’interno della fossa scavata che è già abbastanza profonda, quando la musica torna nuovamente lenta Vincent si lascia cadere la pala dalle mani ed inizia a muoversi leggiadramente con le braccia spalancate come un ballerino professionista, muovendo le labbra come se cantasse in playback, poi, in corrispondenza di un assolo con una tromba Vincent riprende la pala e avvicina alla bocca come se stesse suonando lui stesso la tromba. Vic che ha già fumato quasi tutta la sigaretta continua ad osservare divertito la performance del fratello, poi in corrispondenza degli ultimi secondi della canzone, Vincent getta la pala e muove il dito indice in corrispondenza dei tre colpi di tromba finali. La musica finisce e Vic getta a terra la sigaretta ormai completamente consumata. Vincent rinsavisce e si volta verso Vic e vedendolo fermo a non fare nulla, lo attacca.

Vincent Vega ( stizzito )

Che cazzo fai li con le mani in mano?Seppelliamo questo stronzo ed andiamocene.

Vincent esce dalla fossa e si dirige verso il cadavere di Linford, Vic si allontana dall’auto e fa lo stesso. Una volta vicini i due lo guardano per qualche secondo, dopodiché Vic va a prenderlo per le gambe, mentre Vincent rimane immobile.

Vic Vega ( con le gambe di Linford tra le mani )

Beh?Che cazzo fai?Ti ci sei affezionato?Vuoi scopartelo da morto?Sai, la chiamano necrofilia…

Vincent rimane calmo.

Vincent Vega ( calmo )

Stavo pensando, perché devo prenderlo io dalle braccia?

Vic rimane in silenzio a guardare Vincent, non capendo.

Vincent Vega ( ancora con tono calmo )

Perché devo prenderlo io?

Vic Vega ( seccato )

E’ la stessa cosa. Che cazzo cambia chi lo prende dalle braccia e chi dall’uccello?

Vincent Vega ( inizia ad innervosirsi )

Sarà la stessa cosa per te, per me non lo è. Guardagli le braccia, sono sporche. Il sangue che gli è fuoriuscito dalla testa gli è andato sulle spalle per poi finirgli sulle braccia, io non ci metto le mani qui!

Vic Vega ( esasperato )

Senti, prima seppelliamo questo figlio di puttana e prima ce ne andiamo, per cui smettila di rompere le palle.

Vincent Vega ( insistendo )

No, non la smetto invece. Hai idea di quante malattie si possono prendere al contatto con il sangue?E poi non sono io che gli ho sparato. Non avrei mai potuto sparare ad un genio come questo.

Vic Vega ( non capendo )

Un genio?Ma che cazzo stai dicendo?

Vincent estrae dalla tasca uno spinello molto grosso.

Vincent Vega

La vedi questa?E’ molto simile a quella che hai regalato a Valgo, beh, l’inventore della Navarone è questo negretto con il cranio fracassato. Hai ucciso un genio!

Taglio

Vic e Vincent stanno finalmente per seppellire il corpo di Linford, Vincent lo tiene dalle gambe, mentre Vic, con aria disgustata, dalle braccia.

I due sono vicino alla fossa e stanno facendo ciondolare il corpo come se volessero prendere la rincorsa. L’inquadratura è da dentro la fossa.

Vincent Vega

Al tre, okay?

Vic Vega

OK.

Vincent Vega ( con tono solenne )

Uno!

I due fanno ciondolare ancora di più il corpo.

Vincent Vega ( ancora con tono solenne )

Due!

Il movimento è ormai molto veloce.

Vincent Vega

Posso sapere che cazzo dovevi fare oggi quando mi hai mollato lasciandomi da solo con il negro?

Vic Vega

Te l’ho detto: dovevo sbrigare una faccenda.

Vincent Vega ( gridando )

Tre!

I due lasciano cadere il corpo che va ad impattare perfettamente dentro la fossa oscurando completamente la telecamera.

Schermo nero.

Scritta in sovrimpressione: 5 ore e 21 minuti prima…

Int. Casa di Marcellus Wallace – Giorno

Vic Vega è seduto su un divano posto nel salone di una lussuosa villa. Alle sue spalle c’è un’immensa porta-finestra attraverso cui la luce del sole passa illuminando tutto l’ambiente.

La casa è la stessa che si vede in Pulp Fiction.

Vic è seduto. Sbatte nervosamente e ripetutamente il piede per terra, guarda l’orologio come se aspettasse da molto tempo. Ad un tratto si sente una voce amplificata da un microfono.

Marcellus Wallace ( con un leggero fischio di ritorno )

Scendo subito Vic.

Vic annuisce vistosamente.

Vic Vega ( tra sé e sé )

E’ la quinta volta che dice ( imitando la voce grossa ) "Scendo subito Vic". ( ritorna al suo tono naturale ) Stronzo.

Vic si alza in piedi e si dirige verso un mobile ( lo stesso verso il quale si dirige John Travolta in Pulp Fiction ), sul quale sono posate delle bottiglie con degli alcolici e un portafotografie con dentro la foto di Mia Wallace ( Uma Thurman ). E’ la stessa foto che si vede nella locandina di Pulp Fiction. In quell’istante arriva Marcellus, la sua voce proviene da dietro le spalle di Vic.

Marcellus Wallace ( con voce orgogliosa )

Ti piace?

Vic si volta.

Vic Vega ( innervosito )

Marcellus, cazzo è venti minuti che aspetto, ti stavi facendo una sega?

Marcellus Wallace ( sorridendo )

No, altrimenti non avresti aspettato solo venti minuti…

Vic sorride.

Marcellus Wallace

Allora, ti piace?

Vic si volta nuovamente per guardare la foto.

PP sulla foto.

Vic si rivolta verso Marcellus.

Vic Vega

Carina. Chi è?

Marcellus Wallace

La mia nuova ragazza.

Vic Vega ( ridendo incredulo )

Ragazza?Hai una nuova ragazza e non hai detto niente?

Marcellus Wallace

Dovrei vantarmi delle mie conquiste?Bevi qualcosa?

Vic Vega ( pensandoci un attimo )

Rum e coca.

Marcellus esce dall’inquadratura, vi rimane solo Vic che continua a fissare la foto e di tanto in tanto si volta verso la direzione in cui, presumibilmente, si trova Marcellus Wallace.

Vic Vega

Avresti potuto avvertire, ti avremmo fatto un regalo.

Marcellus Wallace ( voce fuori campo )

Un regalo?No, scopare con una fica del genere è già un regalo più che sufficiente per me.

Vic guarda nuovamente e muove la testa come per dire: "Effettivamente…".

Vic Vega

Come si chiama?

Marcellus Wallace ( voce fuori campo )

Mia.

Vic Vega ( riflettendoci su )

Mia…

Dopodiché guarda nuovamente la foto.

Marcellus Wallace ( voce fuori campo )

Comunque, non è per parlarti di me, di Mia e delle mie abitudini sessuali che ti ho fatto venire qui.

Vic Vega ( sarcasticamente )

Ah no?

Marcellus rientra nell’inquadratura porgendo un bicchiere con quello che aveva chiesto a Vic. Anche Marcellus ha un bicchiere con un drink di colore chiaro dentro. Marcellus si dirige verso la grande porta-finestra, arrivandovi vicinissimo e guardando attraverso di essa la grande piscina della villa. Vic rimane indietro, ma guarda fisso Marcellus nei suoi movimenti.

Marcellus Wallace

Ti ho fatto venire qui per parlare di affari, come sempre.

Marcellus si volta nuovamente verso Vic e cammina verso di lui superandolo, Vic ruota su sé stesso per seguire con lo sguardo Marcellus che si ferma proprio di fronte a lui. Vic si lascia cadere a peso morto sul divano, quasi sdraiandosi su di esso.

Marcellus Wallace

Dovrebbe essere un gioco da ragazzi, questione di pochi minuti.

Vic Vega

Di che si tratta?

Marcellus Wallace

Conosci Antoine Rockamora?

Vic rimane in silenzio, cercando di fare mente locale.

Marcellus Wallace

Tony Rocky Horror.

Vic Vega ( annuendo )

Tony Rocky Horror, certo. Il samoano.

Marcellus Wallace

Esattamente. Dovresti fare un lavoretto per conto mio.

Vic Vega

Devo farlo fuori?

Marcellus Wallace

Non necessariamente. Vorrei solo che quel figlio di puttana si ricordasse per sempre il mio nome.

Vic Vega

Che ha fatto?

Marcellus Wallace

Niente che valga la pena sapere.

Vic dà un lungo sorso al drink.

Vic Vega ( perplesso )

Beh, Marcellus…

Vic viene interrotto da Marcellus.

Marcellus Wallace

Conosci Joe ed Eddie Cabot?

Vic appoggia immediatamente il bicchiere su un tavolino.

Vic Vega

Cazzo, certo che li conosco. Joe è come un padre mentre Eddie è come un fratello.

Marcellus Wallace

Bene. C’entrano anche loro in questa storia.

Vic Vega

Quanto?

Marcellus dà un sorso al suo drink.

Marcellus Wallace

Beh, diciamo che stai lavorando al cinquanta per cento per Marcellus Wallace ed al cinquanta per cento per Joe ed Eddie Cabot.

Vic Vega riprende il bicchiere e dà un sorso al drink, le ultime parole di Marcellus lo hanno convinto.

Marcellus Wallace

Come ti dicevo, si tratta di una stronzata di lavoro. Tony abita in un attico a mezz’ora di macchina da qui. Potresti approfittare per portare con te quel tale che mi hai presentato.

Vic Vega

Francis?

Marcellus annuisce dando un sorso al drink.

Vic Vega

Non c’è problema, Francis è un gran rompicoglioni, ma è OK.

Marcellus Wallace

Lo spero per te. Non stai scommettendo le mie palle su di lui, ma le tue. Se lui affonda nella merda, tu affondi con lui.

Int. Bar – Notte

Musica di Something happened on the way to heaven di Phil Collins.

Quattro uomini, tre bianchi ed uno di colore, stanno giocando a poker seduti ad un tavolo rotondo rivestito con un panno verde. Alle loro spalle ci sono Vincent e Vic, appoggiati al bancone, hanno entrambi in mano una bottiglia di birra e la sorseggiano di tanto in tanto, alternandola a qualche tiro di sigaretta.

Come detto i giocatori al tavolo sono quattro, ma non ci soffermeremo solo su uno di loro, biondo, dall’aria elegante, lo chiameremo Il Pokerista, viene inquadrato solo il suo profilo sinistro.

La musica si abbassa notevolmente di volume divenendo appena percettibile.

Vincent Vega

Cinque minuti e vado via.

Vic, che aveva lo sguardo fisso sul tavolo da gioco e sui suoi giocatori, non distoglie l’attenzione.

Vic Vega ( indicando con lo sguardo il tavolo )

Li vedi quei quattro?

Vincent si guarda intorno.

Vic Vega

Di fronte a te, stanno giocando a poker.

Vincent Vega ( non facendoci molto caso )

Si, e allora?

Vic Vega

Tu sapresti riconoscere tra di loro il pollo?

Vincent Vega ( smette bruscamente di bere )

Beh, non sempre deve esserci un pollo.

Vic Vega

Puttanate. C’è sempre un pollo. In un posto così poi…

Vincent guarda Vic non molto convinto e poi dà un sorso alla birra.

Vic Vega

Tu lo sapresti riconoscere?

Vincent Vega ( esasperato )

No, perché, tu ne saresti capace?

Vic Vega

Certamente, io riconosco sempre il pollo.

Vincent Vega ( non prendendolo sul serio )

Ah, non dire cazzate, una volta eri un ottimo baro, è vero, ma ormai è passato molto tempo, ti sei arrugginito.

Vic Vega

Arrugginito o no, io riconosco sempre il pollo.

Vincent fa una smorfia.

Vincent Vega ( provocatoriamente )

Tu riconosci il pollo?Benissimo, e quale sarebbe in questo caso?

Vic non toglie nemmeno per un istante gli occhi dal tavolo.

Vic Vega

Proprio non lo capisci?Osservali bene…

Il volume della musica ritorna alto.

La telecamera si muove lentamente inquadrando prima un giocatore, grasso e senza capelli sui quarant’anni, poi scorre lentamente sul giocatore successivo, una persona distinta, con capelli grigi ben curati, successivamente inquadra l’uomo di colore, vestito con una camicia di un rosso sgargiante, infine inquadra, sempre e soltanto dal suo profilo sinistro, Il Pokerista.

Vincent continua ad osservare ma non riesce a formulare nessuna ipotesi.

La musica si abbassa nuovamente fino a scomparire.

Vic Vega

Non noti niente?Tre bianchi e un negro a giocare allo stesso tavolo…

Vincent Vega ( ironicamente )

Non vorrai dirmi che il negro è il pollo?

Vic Vega

Esattamente. Pessimo assortimento e poi è notorio che i negri siano stupidi…

Vincent Vega ( ridendo )

Ancora con questa stronzata?

Vic Vega ( serio )

Non è una stronzata…

Vincent Vega ( ridendo come per ridicolizzare Vic )

Come puoi dire queste cose. Cazzo, Marcellus è nero ed è tuo amico.

Vic Vega

Marcellus non è mio amico, Marcellus è solo il mio capo e mi paga, tutto qui.

Vincent Vega ( in tono provocatorio )

Quindi tu pensi che i neri siano stupidi e poi accetti di lavorare per un nero?

Vic Vega

Si, se paga bene…

Vincent sorride amaro e scuote il capo.

Vic Vega

Quel negro deve essere ancora più coglione però. Si sta facendo fottere da una merda di baro.

Vincent Vega ( ridendo incredulo )

Cosa?Vuoi dirmi che seduto a quel tavolo c’è un baro?

Vic Vega

Si, il biondo, un baro merdoso ma pur sempre un baro…Comunque non è questo l’unico motivo che mi fa pensare che il negro sia un coglione.

Vincent guarda Vic come per chiedere ulteriori spiegazioni.

Vic Vega

Guarda come sono posizionate le sue fiches sul tavolo…

Vincent si volta a guardare e contemporaneamente la telecamera inquadra le fiches poste sul tavolo, tutte sistemate alla rinfusa, tranne quelle dell’uomo di colore che sono sistemate ordinatamente in colonne.

Vincent Vega ( ridendo )

Andiamo, il modo di sistemare le fiches non ha alcuna importanza.

Vic si mette a ridere per manifestare il suo dissenso.

Vincent Vega

Senti io vado, devo sbrigare una cosa, tu non combinare stronzate.

Vic sorride, mentre Vincent si allontana stizzito.

Si sente la musica di When the music is over dei Doors.

Vic guarda ancora per un po’ i quattro giocare, dopodiché si stacca dal bancone ed inizia a camminare lentamente verso il tavolo, fino a quando è vicino, tra l’uomo grasso e l’uomo con i capelli grigi. Il primo lo nota e lo guarda. L’inquadratura zooma su un pacchetto di Lucky Strike appoggiato sul tavolo in corrispondenza dell’uomo grasso, a testimoniare che Vic l’ha notato.

Vic Vega ( fingendosi imbarazzato )

Ehm, scusa, mi chiedevo se potessi offrirmi una sigaretta…

L’uomo grasso prende il pacchetto e, aprendolo lo mostra a Vic, c’è solo una sigaretta.

Uomo grasso ( con un sorriso di circostanza )

Mi dispiace ne ho solo una…

Vic mostra il suo vero carattere.

Vic Vega ( con durezza )

Io ne ho chiesta una.

L’uomo grasso è visibilmente intimorito e porge la sigaretta a Vic, che la prende, la mette in bocca e estraendo un pacco di cerini, la accende.

Dopodiché prende una sedia dal tavolo accanto e la posiziona tra l’uomo grasso e l’uomo con i capelli grigi.

Vic Vega

Non è meglio in cinque?

Il Pokerista viene per la prima volta inquadrato completamente in volto, l’occhio destro gli manca completamente ed è una visione orrenda dato che non è coperto nemmeno da una benda. Il Pokerista fa segno a Vic di sedersi e Vic si siede

Il Pokerista mischia accuratamente le carte, dopodiché posa il mazzo sul tavolo dispiegandolo.

Il Pokerista ( con freddezza )

La carta più alta.

Tutti pescano una carta, il nero estrae un sette di fiori, l’uomo grasso una Q di cuori, l’uomo con i capelli grigi un dieci di quadri, il Pokerista un asso di quadri, mentre Vic pesca un asso di cuori. Senza dire una parola Vic prende il mazzo ed inizia a distribuire le carte.

Dissolvenza in nero

Int. Casa – Notte

All’interno di una casa ben arredata c’è un gran trambusto, una dozzina di uomini vestiti con jeans sudici e con magliette vistosamente cosparse da macchie di colori vari reggono delle vecchie telecamere, in mezzo ad essi a dirigerli c’è Dave Marchette, vestito elegantemente con una giacca di renna color marroncino chiaro e dei lussuosi pantaloni neri e il solito cappellino blu di una squadra di baseball. Si sente un gran vociare.

Dave Marchette ( con un tono di voce elevato )

Okay, okay, adesso fate tutti silenzio.

Le macchine da presa sono tutte puntate verso due uomini nudi, uno bianco, che è Regis il custode e uno nero, che è Stich il barista e una donna, anch’ella nuda, che è Celestine. Gli uomini sono sempre inquadrati in modo tale da non avere un nudo integrale.

Marchette osserva Regis, Stich e Celestine, annuendo.

Dave Marchette

Bene ragazzi. So che è la vostra prima volta, rimanete calmi, fate finta che qui non ci sia nessuno e pensate solo a scopare.

Regis ( tra sé e sé )

Facile parlare così…Mica c’è lui qui con l’uccello di fuori a mostrarlo alle telecamere.

Stich ( sorridendo )

Beh, non è poi così male…

Stich sorride guardando Celestine e facendole l’occhiolino. La donna risponde con un sorriso forzato di circostanza.

Dave Marchette

Celestine l’importante è che tu lo succhi bene, il resto verrà da sé. Mi raccomando con le palle!

Celestine annuisce come se stesse ascoltando i consigli di un grande regista.

Dave Marchette ( con enfasi )

La cosa più importante è lo scroto, questo scrigno che avvolge la parte più intima che c’è in noi.

Regis ha l’aria imbarazzata, Stich invece sembra entusiasta dell’esperienza.

Dave Marchette

Bene, pochi istanti ed iniziamo. ( voltandosi verso la troupe ) Ragazzi, voi siete pronti?

Tutto è pronto e i membri della troupe fanno un cenno di intesa.

Dave Marchette

Tre, due uno, ( alzando il tono di voce ) azione!

In quell’istante viene inquadrata la porta che viene buttata giù da Vincent che entra dentro l’appartamento con la pistola in mano.

Si sente un boato di spavento.

Dave Marchette ( sorridendo per mascherare la paura )

Vincent, che piacere vederti!

Vincent non pronuncia alcuna parola e, puntando la pistola contro Marchette fa fuoco colpendolo con tre proiettili in pieno petto. Si sentono rumori dovuti agli spostamenti degli altri presenti che cercano di nascondersi e si riconosce, in maniera nitida un urlo straziante da parte di Celestine.

Marchette, colpito in pieno, barcolla leggermente, fa qualche passo in avanti, dopodiché cade in ginocchio proprio davanti a Vincent, il cappellino gli è caduto per terra. Vincent non esita a finirlo sparandogli una pallottola in fronte.

Il sangue di Marchette schizza copiosamente fuori dal suo cranio, mentre il corpo cade per terra, Vincent lo osserva per qualche secondo, dopodiché si volta e vede Celestine, nuda, in ginocchio, dilaniata in volto dal pianto. Ma mentre è così distratto, Stich ancora nudo, gli salta addosso frontalmente gettandolo a terra. I due sono l’uno sopra l’altro, Stich colpisce con dei pugni Vincent che però non esita a far fuoco, crivellando il corpo dell’uomo, che si accascia su Vincent, perdendo molto sangue. Vincent riesce a scrollarselo di dosso ed a rimettersi in piedi, ma è completamente imbrattato di sangue.

Incrocia nuovamente il volto di Celestine ancora disperata ed in lacrime, poi vede che Regis che sta correndo verso di lui con un grosso paio di forbici da cucina, Vincent spara un colpo di pistola colpendo in pieno l’uomo che continua a correre, Vincent allora preme nuovamente il grilletto, ma la pistola è scarica. Sul suo volto si dipinge un’espressione a metà tra lo stupore e la paura, quando ormai Regis gli è vicino però, stramazza a terra risentendo del colpo subito.

Regis non è morto, ma è per terra ansimante. Vincent per un attimo è indeciso sul da farsi, poi si guarda, vede le condizioni in cui è ridotto, completamente imbrattato di sangue e, guardando per un’ultima volta Celestine, si dà alla fuga.

La donna è immobile in casa, in ginocchio ed ancora nuda. E’ in preda ad una crisi isterica.

Celestine ( gridando istericamente )

Vincent sei un figlio di puttana!

Est. Strada – Notte

Vincent corre più veloce che può, guardandosi di tanto in tanto alle spalle. Il vento che lo investe durante la sua corsa spalanca la giacca mostrando la camicia bianca completamente imbrattata di sangue.

Mentre corre, vede provenire dalle sue spalle due luci, sono i fari di un taxi che lo sta raggiungendo.

Vincent stremato dalla corsa, a causa anche del suo soprappeso, si avvicina al taxi con l’ultima dose di fiato che gli rimane e, facendo ampi gesti di fermarsi, vi sale a bordo.

Int. Taxi – Notte

Il taxi è guidato da una donna molto bella, è Esmeralda Villalobos ( Angela Jones ).

L’inquadratura evidenzia lo sguardo profondo degli occhi della donna che guardano dietro attraverso lo specchietto retrovisore.

Esmeralda Villalobos

Dove?

Vincent Vega ( con il fiato grosso )

Lontano.

Il taxi parte immediatamente a gran velocità.

La donna continua a guardare dietro attraverso lo specchietto.

Esmeralda Villalobos ( sorridendo con malizia )

Hai avuto una serata movimentata.

Vincent Vega ( senza dare troppa retta )

Già.

Esmeralda Villalobos ( curiosa )

Cosa ti è successo?

Vincent Vega ( glaciale )

Non sono affari tuoi.

Esmeralda Villalobos ( sorridendo )

Oh io lo faccio solo per rendere il viaggio più piacevole. E poi si sa che noi tassisti siamo curiosi. Curiosi e pettegoli.

Nessuna risposta da parte di Vincent.

Esmeralda Villalobos

Io mi chiamo Esmeralda Villalobos. Tu hai un nome o dovrò chiamarti "uomo imbrattato di sangue di negro".

Vincent Vega ( agitato )

Come cazzo fai a sapere che è di un negro?

Esmeralda Villalobos ( con sicurezza )

E’ più scuro no?

Vincent lascia cadere la testa verso dietro.

Vincent Vega ( sospirando )

Cazzo.

Esmeralda Villalobos

Come ti chiami?

Vincent Vega

Vincent.

Esmeralda porge un pacchetto di Lucky Strike con una sigaretta già per metà fuoriuscita.

Esmeralda Villalobos

Sigaretta Vincent?

Vincent prende la sigaretta e, estraendo l’accendisigari da una tasca la accende.

Esmeralda Villalobos

Allora, dimmi cosa è successo.

Vincent Vega

Non è successo un cazzo di niente. Stavo lavorando.

Esmeralda ride.

Esmeralda Villalobos ( ridendo )

E tu lavori uccidendo le persone?E così che vivi?

Esmeralda vede attraverso lo specchietto retrovisore che Vincent annuisce mentre dà un tiro alla sigaretta.

Esmeralda Villalobos ( realmente incuriosita )

Deve essere eccitante…

Nessuna risposta da parte di Vincent.

Esmeralda Villalobos

E’ più eccitante uccidere o scopare?

Vincent dà un tiro alla sigaretta, dopodiché sorride.

Vincent Vega

E’ impossibile fare un paragone, sono due cose completamente diverse.

Esmeralda Villalobos

Oh, io adoro scopare, ma sono sicura che uccidere mi piacerebbe ancora di più.

Vincent sorride.

Esmeralda Villalobos ( con curiosità ed eccitazione )

L’hai ucciso a sangue freddo?

Vincent Vega

Perché parli al singolare?

Lo sguardo della donna riflesso nello specchietto rivela un po’ di incertezza.

Vincent Vega

Chi ti dice che ci sia solo un morto?

Vincent sorride. Attraverso lo specchietto vediamo che Esmeralda fa lo stesso.

Taglio.

Est. Strada – Notte

L’auto si è appena fermata, Vincent è sceso e si avvicina allo sportello lato conducente, dove è seduta Esmeralda.

Vincent estrae dalla tasca delle banconote e le consegna alla donna.

Vincent Vega ( sorridendo )

Grazie della chiacchierata. Devo pagarti anche la sigaretta?

Esmeralda Villalobos ( sorridendo )

Quella fa parte del servizio. Come le chiacchiere.

Vincent sorride, dopodiché vede che Esmeralda fa un movimento innaturale e, guardando dentro l’abitacolo vede che la donna ha allargato notevolmente le gambe ed ha sollevato leggermente la sua gonna a fiori.

Vincent Vega ( sorridendo )

Non dicevi che uccidere ti eccitava più di scopare?

Esmeralda Villalobos ( sorridendo con malizia )

Se vuoi prima ti scopo e poi ti uccido…

Vincent sorride.

Vincent Vega ( sorridendo )

Un’altra volta magari.

E così dicendo si allontana.

Int. Taxi – Notte

Esmeralda rimane a guardare per qualche secondo Vincent, mentre si allontana, poi azzera il tassametro. Un grosso orologio digitale segna attraverso i suoi numeri rossi le 23.22.

Esmeralda fa manovra con il suo taxi e si allontana.

Int. Bar – Notte

I cinque sono ancora seduti al tavolo, Vic e l’uomo di colore hanno davanti a sé un consistente gruzzolo di banconote, mentre gli altri sono rimasti completamente a secco.

Il locale è ormai semi vuoto.

Vic si alza in piedi e con un sorriso compiaciuto raggruppa i soldi e