D. Cosa ha pensato quando le hanno offerto il film?
R. Sono rimasto sorpreso, devo essere sincero, perché non me l'aspettavo. Ho incontrato lo sceneggiatore e mi sono trovato davanti a questo ragazzo talmente giovane che mi sembrava assurdo potesse conoscermi.

D. E cosa vi siete detti?
R. Gli ho chiesto perché ha pensato a me e lui ha detto che facevo parte dei suoi ricordi dell'infanzia. Ho pensato, ovviamente, a "Uccelli di rovo". E lui ha risposto, quando gli ho chiesto se si riferisse a quello: "Uccelli di rovo fa schifo! Lei è Aramis!". E allora abbiamo parlato de "I tre moschettieri" e de "Le miniere di Re Salomone". Si ricordava anche di "Shogun", si figuri.

D. Come si è trovato in un film del genere?
R. Non è decisamente qualcosa che avrei pensato di girare, un giorno. Specialmente a questa età e dopo tutto il tempo passato dal mio ultimo film. Però mi sono divertito e trovo che Jeremiah sia un personaggio bellissimo. Profondo, saggio, con una vena ancora sanguinaria che lo spinge a cercare lo scontro, una volta che il suo onore di guerriero viene messo in discussione

D. Come si è trovato a lavorare con Kirsten Dunst?
R. Kirsten ha talento e insieme ci siamo divertiti molto. E poi ha voglia di imparare e di fare, il che non guasta mai.

D. Ripeterebbe l'esperienza?
R. Domani stesso.(sorride)

<<< Indietro