La pellicola è in bianco e nero. Seamus è seduto al tavolo della sua stanza che guarda la pistola posata sopra, freddo. Improvvisamente la porta si apre e un uomo in giacca e cravatta si affaccia, guardando dentro. Seamus lo guarda a sua volta, senza fare una piega. L’uomo si avvicina e prende la pistola sul tavolo, infilandosela in tasca. Poi fa un paio di passi indietro, senza voltargli le spalle e fa un cenno con il capo. Fa il suo ingresso Randy Wallace, vestito elegantemente, è più giovane rispetto alle pellicole precedenti, si capisce che si parla di diversi anni fa. Si toglie il cappotto e lo passa al suo uomo, poi si avvicina a Seamus. Il suo scagnozzo gli sposta la sedia e lo fa accomodare, lui si guarda intorno senza dire nulla. Poi si rivolge a Seamus.
WALLACE
Tu sai chi sono?
Seamus scuote la testa.
WALLACE
Eh…è normale, non preoccuparti. Non ci siamo mai incontrati, del resto.
Però sono sicuro che hai sentito il mio nome. Io sono Randy Wallace.
Seamus annuisce, sempre senza dire niente.
WALLACE
(divertito)
Parli poco. E’ una qualità che mi piace.
Wallace si gratta il mento e si guarda intorno, poi sorride a Seamus.
WALLACE
Scommetto che vorresti sapere perché sono qui, vero? Ti starai chiedendo
perché Randy Wallace è venuto a casa tua.
Seamus lo guarda fisso e inclina la testa.
Dissolvenza.
A Nuoro’s Production
Colin Farrell
Kirsten Dunst
Richard Chamberlain
La cattiva strada
Regia di John Woo
SCENA 1 – ESTERNO NOTTE
Schermo nero. Sentiamo suonare "Walk on the wild side" di Lou Reed. La mdp inquadra una strada affollata di persone, tutte indaffarate nelle proprie cose. C'è una serie di inquadrature di persone che camminano, di barboni agli angoli di strada, di ragazze che guardano le vetrine, di ragazzi che ridono tra loro. La mdp inquadra in campo lungo l'entrata di un locale: l'insegna dice "Joe's Corner".
SCENA 2 – INTERNO BAR
La canzone continua, ma ora è suonata da un juke box. L'interno del bar è illuminato da luci tenui e da alcuni neon che pubblicizzano bevande o alcolici. Il locale è abbastanza affollato e vediamo che i clienti sono, per la maggior parte, vestiti elegantemente, con giacche e cravatte e gioielli costosi. Il brusio delle voci accompagna la musica che si diffonde nell'aria, mentre il barista, dietro il bancone, è impegnato nel preparare cocktail e servire i clienti.
La mdp si posiziona davanti al bancone e carella lentamente verso il lato destro dello schermo, inquadrando i clienti, uomini e donne, che bevono e parlano. Poi si ferma davanti a uno di essi. E' un uomo di mezza età, vestito anche lui molto elegantemente, in mano tiene un bicchiere di whisky con ghiaccio e sta ridendo rumorosamente. Non vediamo la persona con cui parla.
SAM
E allora guardo l'agente e dico: "Allora, stronzo, ora hai capito con chi
hai a che fare?". (ride) Alla fine si è scusato e non mi
ha fatto la multa, quel cagasotto.
La mdp fa un primo piano di una mano femminile che prende un bicchiere di un
cocktail colorato e lo porta alle labbra, per bere un sorso.
RAGAZZA
(fuori campo)
Che storia...sei veramente un uomo potente, tu...
Lui strizza l'occhio e finisce il bicchiere con un paio di sorsate, poi fa cenno
al cameriere di riempire di nuovo.
SAM
Puoi dirlo forte, ragazza. E tu? Cosa fai in questa città?
La mdp mostra la mano dell'uomo che si allunga sulla coscia della ragazza, risalendo
lentamente.
RAGAZZA
(fuori campo)
Io?
La mano della ragazza lo raggiunge, fermandolo a metà strada. La mdp
la inquadra finalmente in viso: si tratta di una ragazza dai capelli rossi (Kirsten
Dunst), di bell'aspetto, indossa un vestito cinese lungo. Sorride sorniona all'uomo
e gli manda un bacio.
RAGAZZA
Io cercavo te, tesoro.
L'uomo la guarda con occhi carichi di bramosia e lei strizza l'occhio, prima
di bere un altro sorso del suo cocktail. Poggia il bicchiere sul bancone e osserva
l'uomo che beve tutto d'un fiato il bicchiere di whisky. Quando lo poggia brutalmente
sul bancone, lei fa un piccolo versetto ammirato. Lui si sporge in avanti per
baciarla, ma lei gli mette la mano davanti alla bocca.
RAGAZZA
Non qui, su...
Si alza in piedi e prende una piccola borsetta che era appesa allo sgabello. L'uomo si alza in piedi velocemente e butta sul bancone alcune banconote, seguendola tra la folla.
SCENA 3 - ESTERNO NOTTE
I due camminano per il marciapiede, lui la cinge con il braccio e le bacia il
collo, mentre le sue mani si muovono per tutto il corpo. Lei svolta dentro un
vicolo e lui la segue, controllando che nessuno li segua. Poi la spinge contro
il muro.
SAM
Basta aspettare! Voglio scoparti qui...
Lei lo abbraccia e spinge la sua testa contro il suo collo.
RAGAZZA
Sì...
Inquadratura dei due avvinghiati nel vicolo, parzialmente illuminato dalla luce
che arriva dalla strada. Si scambiano un bacio appassionato e lei alza la gamba,
cingendolo intorno alla vita, mentre lui ci passa sopra una mano.
SAM
Brava...fammi divertire...
Lei ridacchia, mentre lui le passa la lingua sul collo. L'uomo prende la mano della ragazza e la porta tra le sue gambe, poi ride.
SAM
Era questo che volevi, vero?
RAGAZZA
(mugolando)
Era te che volevo.
SAM
Perché sai che scopo bene...
RAGAZZA
Perché so chi sei...
Primo piano della mano di lui che strizza il seno della ragazza, con forza.
SAM
Ah sì? E chi sono?
RAGAZZA
(mordicchiando il lobo dell'uomo)
Samuel Bain.
SAM
(ridendo)
Questo te l'ho detto io prima...
L'uomo risale con la mano lungo la coscia della ragazza e le strappa le mutande con un gesto secco.
RAGAZZA
(gemendo)
Sei sposato.
SAM
Hai visto la fede.
RAGAZZA
Fai l'avvocato...
L'uomo annusa le mutande, dopo essersele portate al volto, e poi le infila in tasca. Dopo di che, comincia a sbottonarsi i pantaloni, lottando con la zip.
RAGAZZA
Difendi pedofili, mafiosi e assassini.
L'uomo ridacchia ancora, mentre sembra in evidente difficoltà con la
braghetta.
SAM
(fiero)
E hai dimenticato di dire che faccio un sacco di soldi, difendendoli.
RAGAZZA
(seria)
Già. Scommetto che è vero.
C'è come un guizzo e sentiamo un rumore sordo. La mdp inquadra di profilo,
a mezzo busto, l'uomo che smette di armeggiare con la braghetta e alza gli occhi
verso la ragazza, con uno sguardo incredulo. La mdp carella in rallenty verso
di lei: ora vediamo che gli ha piantato un coltello in gola. L'uomo sbatte le
palpebre un paio di volte, come se non capisse cosa è successo.
SAM
(flebile)
Pu...ttana...
Cade di lato, pesantemente, la ragazza lo guarda, con il fiatone, mentre in
cielo sentiamo un tuono. Lei si abbassa verso di lui e gli sferra una seconda
coltellata alla gola e una terza. Poi si ferma, con le mani insanguinate e recupera
le sue mutande dalla tasca dell'uomo. Le infila dentro la borsetta, dopo essercisi
pulita le mani e la lama del coltello, e poi prende un anello che l'uomo porta
all'anulare destro. Vediamo che comincia a gocciolare, dapprima lentamente,
poi con sempre maggiore forza. Sentiamo suonare "That's life" di Frank
Sinatra, mentre la ragazza si alza e si allontana velocemente.
SCENA 4 – ESTERNO NOTTE – VICOLI
Vediamo la ragazza che cammina sotto la pioggia, lo sguardo perso nel vuoto. Incespica un paio di volte, ma continua a camminare senza fermarsi. Continuiamo a sentire "That's life", lei ogni tanto si guarda indietro, un po' spaventata. Improvvisamente si ferma, a un angolo, e vediamo che si poggia pesantemente contro il muro, mentre si passa una mano su volto, scostando l'acqua che le cola lungo il viso. Improvvisamente si piega su se stessa e comincia a vomitare violentemente. La mdp mostra, con un inquadratura a volo d'uccello, la ragazza in ginocchio che vomita. Poi comincia a vorticare e va in dissolvenza.
SCENA 5 – INTERNO CAMERA
Una porta si apre, in una stanza buia, grazie alla luce del
corridoio riconosciamo i lineamenti di una silhouette. La ragazza accende la
luce e la vediamo sulla soglia, gocciolante. Si avvicina al letto e cade sopra,
distrutta. La musica va in dissolvenza, con un effetto eco.
Improvvisamente sentiamo bussare alla porta con violenza.
VOCE
Ehi, bellezza, apri la porta!
La ragazza sospira e si alza, poi apre la porta e si trova davanti a un uomo
pelato, con indosso una maglietta senza maniche e un paio di pantaloni in pelle.
Le braccia sono piene di tatuaggi e sul sopracciglio destro porta diversi piercing
con anelli.
JED
Ciao, bellezza. Passato una serata piacevole?
Lei sospira e si scosta i capelli dal volto.
RAGAZZA
Cosa vuoi, Jed?
JED
E' semplice: voglio l'affitto. Sei in ritardo di due giorni e io sono stanco
di aspettare...
Lei sbuffa e si avvicina al letto, prende la borsetta e la apre. Vede le mutandine sporche di sangue e il coltello e la richiude immediatamente. Jed è entrato nella stanza e si è messo dietro di lei, in attesa. Lei chiude gli occhi un attimo, mentre scuote la testa, poi si volta per affrontarlo.
RAGAZZA
Ho dimenticato di fare bancomat, rientrando...
JED
(sbuffando)
Ah sì, posso capire che seccatura. A me hanno fermato la Platinum, l'altro
giorno.
RAGAZZA
Sul serio, Jed. Se mi dai una mezz'ora vado a prendere i soldi e te li porto.
Jed sorride sarcastico e la guarda da capo a piedi, passandosi una lingua sulle
labbra.
JED
Se vuoi c'è sempre l'altra opzione valida, piccola.
Allunga una mano e la passa sul braccio della ragazza, che gliela scosta lentamente.
RAGAZZA
Non che l'idea non mi attiri, eh?
Jed assume un'espressione disgustata e incrocia le braccia sul petto.
J
ED
Allora i miei soldi, bellezza.
RAGAZZA
Vado a prenderteli.
JED
(ridendo)
Sì, come no. E io sono Topolino.
RAGAZZA
Vado sul serio, Jed. E ti porto anche l'affitto del mese prossimo, giuro.
JED
Sai in quanti hanno provato questo giochetto con me?
RAGAZZA
No. E non me ne frega un cazzo.
Jed alza un sopracciglio, come sorpreso.
RAGAZZA
Guarda, lascio qui tutte le mie cose. Prendo solo la mia borsetta, devo andare
a fare bancomat e torno. Ti porto i soldi e se non te li porto, puoi prenderti
le mie cose e farci quello che ti pare, OK?
Sottolinea con uno sguardo serio la cosa e poi fa per andarsene. Jed la ferma,
prendendola per il braccio, e avvicina il suo viso all'orecchio della ragazza.
JED
Se non mi porti i miei soldi, l'altra opzione non sarà più una
scelta. Sono stato chiaro?
Lei da uno strattone per liberarsi il braccio ed esce dalla stanza.
SCENA 6 – INTERNO LOCALE
Vediamo la ragazza fermarsi nel mezzo di un bar vecchio stile. Gli interni sono tutti in legno e ci sono dei biliardi, in fondo alla sala. Passa vicino al bancone e si scambia un cenno di saluto con il barista, un grosso tizio con dei baffoni a manubrio. Nell'aria sentiamo suonare "San Francisco Bay Blues" di Eric Clapton. Va verso il fondo del locale, bagnata fradicia dalla pioggia, e si avvicina all'unico tavolo occupato. C'è un uomo, seduto, i capelli neri e lunghi, tenuti insieme in una coda di cavallo. Indossa una camicia di flanella blu e sta leggendo un giornale, mentre mangia dello stufato di carne disposto nel piatto davanti a lui. Lei si ferma al tavolo e lo guarda, lui le lancia un'occhiata e smette di masticare, per un attimo, poi torna a leggere il giornale. La ragazza sospira e si siede davanti a lui, disponendo la borsetta accanto a se. Il barista arriva al tavolo e si poggia pesantemente.
BEAR
(affettuoso)
Ciao, cucciolo.
RAGAZZA
Ciao, Bear.
BEAR
Che ti va?
RAGAZZA
Qualcosa di caldo, ti prego...
Lui ci pensa su un attimo, poi annuisce e se ne va. Lei guarda l'uomo davanti
a sé, che continua a leggere e a mangiare, senza degnarla di attenzione.
Dopo un lungo silenzio lui mette giù il giornale.
CHARLIE
Fatto?
RAGAZZA
Sì.
CHARLIE
Sicura?
RAGAZZA
Sì.
Apre la borsetta e tira fuori l'anello che ha preso a Samuel Bain, mettendolo
sul tavolo. L'uomo lo guarda senza toccarlo e poi annuisce, facendo un vago
gesto della mano. Lei lo rimette in borsetta, lui prende uno stuzzicadenti e
se lo rigira in bocca.
RAGAZZA
Voglio quello che mi spetta, Charlie.
L'uomo annuisce ancora e infila una mano nella tasca destra sul petto della
camicia. Tira fuori un rotolo di banconote e lo lascia sul tavolo, poi riprende
il giornale in mano. Lei prende le banconote e le conta. Poi le mette via e
rimane a guardare Charlie. Lui, dopo un po', si accorge di essere fissato e
abbassa il giornale, guardandola.
CHARLIE
Sì?
RAGAZZA
Voglio quello che mi spetta.
CHARLIE
Hai avuto i soldi.
RAGAZZA
Avevamo parlato di informazioni.
Lui sorride beffardo e rigira ancora lo stecchino in bocca, guardandola curioso.
CHARLIE
Come mai lo cerchi?
RAGAZZA
(dura)
Come mai pensi che siano affari tuoi?
Lui ride e beve un sorso dalla bottiglietta di birra che ha davanti.
CHARLIE
(ridendo)
Mi piaci quando fai la dura. Mi ecciti da morire.
RAGAZZA
Non sei il mio tipo.
CHARLIE
E lui lo è?
Lei non risponde e lo guarda, seria. Charlie infila una mano in tasca e tira
fuori una penna, poi strappa un pezzo di giornale e scrive sopra qualcosa. Si
alza in piedi, prende la bottiglietta di birra e se ne va senza dire altro.
Lei prende subito il foglietto e lo legge con sguardo ansioso. Guarda verso
la porta, che vediamo chiudersi, e poi mette via il foglietto. Bear arriva e
mette davanti alla ragazza un piatto fondo con dentro del cibo fumante.
RAGAZZA
Bear! Che è questa roba?
BEAR
Chili con carne, cucciolo.
Lei lo guarda allibita.
BEAR
(mortificato)
Me l'hai chiesto tu qualcosa di caldo.
Si volta e se ne va scuotendo la testa. Lei guarda il piatto, poi scrolla le
spalle e prende una forchettata del chili, infilandosela in bocca.
Stacco.
SCENA 7 – ESTERNO GIORNO
La ragazza sta camminando per strada, il cielo è più sereno e
ha smesso di piovere. Lei porta un giubbotto jeans e un top bianco. Indossa
dei pantaloni neri e porta degli occhiali scuri, mentre controlla sui muri i
nomi delle strade. In mano vediamo che tiene il pezzo di giornale datogli da
Charlie la sera prima. Improvvisamente vede qualcosa che la colpisce, si toglie
gli occhiali scuri e la mdp zooma sul suo volto. Poi stacca e mostra una vetrata
dall'altro lato della strada, mostrando quello che vede lei, al rallenty: c'è
un ragazzo moro (Colin Farrel) seduto al tavolino di una tavola calda che beve
da una tazza di caffé. Ha i capelli tenuti con una riga, sui quali è
stato spalmato del gel. Sul naso porta degli occhiali dalle lenti spesse e veste
con un completo di giacca e cravatta. Sta chiacchierando con una cameriera e
sorride mentre gesticola con le mani. La ragazza infila la mano dietro la schiena
e, da sotto il giubbotto jeans, tira fuori una pistola. La guarda e toglie la
sicura, fa scattare il carrello e poi la rimette a posto, mentre comincia ad
attraversare la strada. Vediamo il ragazzo alzarsi dal tavolo e avvicinarsi
all'uscita del locale, mentre saluta la cameriera con un cenno di saluto. Esce
per strada e si avvia lungo il marciapiede, fischiettando. Lei lo segue a passo
sostenuto, cercando di non perderlo di vista. Improvvisamente lui si ferma a
un angolo e si mette ad aspettare qualcosa, la mdp lo mostra a figura intera
che si guarda intorno mentre con una mano mischia un mazzo di carte. Lei si
ferma a pochi passi e lo guarda, sentiamo una musica crescere gradualmente,
mentre la mdp mostra un primo piano della mano della ragazza che si stringe
intorno alla pistola. Poi lei fa un passo avanti.
RAGAZZA
Ehi!
Lui si volta a guardarla e assume un'espressione perplessa, come se stesse cercando di riconoscerla. Vediamo che rimette il mazzo di carte dentro la tasca della giacca, mentre l'altra mano si avvicina alla tasca interna. Improvvisamente alle sue spalle si ferma una macchina, con un forte stridio di gomme e una portiera si apre: scende un uomo che stringe in mano una piccola mitraglietta e apre il fuoco. La ragazza si getta di lato e si ripara dietro un fuoristrada parcheggiato lì accanto. L'uomo ruota su se stesso e, mentre scivola di lato, verso un palo, apre il fuoco contro l'uomo sceso dall'auto centrandolo con due colpi al petto. Dal posto accanto al guidatore sbuca un altro uomo, con delle pistole in mano, apre il fuoco e colpisce il palo della luce dietro al quale si è nascosto l'uomo. Questi rimane in attesa un attimo e poi esce dal riparo e apre il fuoco ripetutamente. L'uomo della macchina cerca di rientrare dentro la vettura, ma viene centrato da un colpo alla testa e cade riverso di lato. La macchina comincia a partire, allora l'uomo le corre incontro e spara ancora, poi, arrivato vicino, salta in piedi sul cofano e finisce di scaricare l'arma contro il guidatore. Rimane in piedi sul cofano e ricarica l'arma, mentre si guarda intorno, e la mdp gli ruota intorno, inquadrandolo dal basso. La strada è deserta ed è calato il silenzio, ora. La mdp mostra la ragazza: è caduta in ginocchio e guarda l'uomo a bocca aperta, il corpo scosso da brividi.
NICOLE
(voce pensiero)
Capii che non sarei mai stata capace di ucciderlo. Era l'angelo della morte.
Era invincibile. E io...io ero una rana in fondo al pozzo...
Seamus scende dalla macchina e si volta, avvicinandosi alla ragazza, con l'arma
ancora in pugno. Lei indietreggia, con il fiatone, cercando di allontanarsi,
ma il passo di lui è più veloce. Improvvisamente, dalla macchina,
sbuca un quarto uomo, con in mano una pistola. Apre rapidamente il fuoco e vediamo
Seamus cadere in avanti con un urlo, la sua pistola scivola sul marciapiede
e atterra davanti ai piedi della ragazza. L'uomo che ha aperto il fuoco si avvicina
con l'arma puntata contro la ragazza e guarda con attenzione prima lei e poi
il corpo di Seamus. Spara un colpo che prende la ragazza sul fianco, facendole
lanciare un urlo, poi preme di nuovo il grilletto, ma la pistola risulta scarica.
Espelle il caricatore dall'arma e ne prende un altro dalla tasca, Nicole prende
la pistola di Seamus e gliela punta contro, sparando un colpo. Vediamo che il
proiettile colpisce di striscio il braccio dell'uomo che fa un passo indietro,
con un urlo. La mdp lo inquadra da davanti, mentre si tiene il braccio, dal
quale cola copiosamente il sangue. Stringe i denti e impreca con forza.
KILLER
Troia...te la faccio pagare...
Alle sue spalle vediamo rialzarsi Seamus, fa scattare quello che si rivela essere un coltello a serramanico. Il killer sbarra gli occhi e si volta di scatto, sferrando un colpo con il braccio teso. Seamus si abbassa e lo colpisce velocemente con due coltellate allo stomaco, l'uomo grida e si piega in avanti. Seamus, allora, ruota su se stesso e gli pianta il coltello nella schiena, l'uomo si raddrizza, urlando ancora. Allora Seamus fa ruotare il coltello nel palmo della mano e poi gli taglia la gola con un gesto secco. Il killer sbarra gli occhi e poi cade in ginocchio lentamente. Seamus lo guarda, ansimante, i capelli fuori posto e fa scattare di nuovo il coltello, infilandoselo in tasca. Guarda Nicole, lei è stesa a terra che lo guarda con gli occhi sbarrati e ansimante. Lui si avvicina lentamente e tende la mano, lei lo guarda in silenzio per un attimo, poi, con mano tremante, gli porge la pistola. Lui la prende e la infila nella fondina, sotto la giacca, poi prende la ragazza per la collottola e la trascina via, costringendola ad alzarsi e a seguirlo. I due si allontanano mentre, in lontananza, sentiamo suonare le sirene della polizia.
SCENA 8 – ESTERNO – VICOLO
Seamus e Nicole entrano dentro un vicolo illuminato dalla luce che arriva dalla
strada, lui spintona lei, che cade carponi per terra, con un urlo.
SEAMUS
Chi sei?
NICOLE
C...come?
Lui si piega in avanti, puntandole gli occhi addosso e guardandola con rabbia.
SEAMUS
Chi sei?
NICOLE
(spaventata)
Nicole...
SEAMUS
Nicole e poi?
NICOLE
Nicole e basta...
SEAMUS
Molto bene. Cosa ci facevi là? Perché mi hai chiamato?
NICOLE
Ho visto...ho visto i tizi armati...dentro l'auto...
SEAMUS
(furibondo)
Balle! Non hanno tirato fuori le armi fino a quando non sono scesi dalla macchina!
NICOLE
Non è vero...li ho visti...
Lui tira fuori la sua pistola e gliela punta in faccia.
NICOLE
(urlando)
No! No! E' la verità te lo giuro!
C'è silenzio, per un attimo, mentre la ragazza ricomincia a tremare.
Seamus la prende per il braccio e la fa alzare.
SEAMUS
In piedi.
Nicole si rialza, con lo sguardo basso e le braccia alzate, la sua maglietta
è macchiata di sangue e ha il viso pallido. Lui la spinge contro il muro
e comincia a perquisirla. Arrivato alla schiena si ferma e tira fuori la pistola
della ragazza.
SEAMUS
E questa? Cosa te ne fai di questa?
NICOLE
Faccio il tuo stesso lavoro...
SEAMUS
Ah sì? E tu come lo sai, che lavoro faccio?
NICOLE
Perché ti ho appena visto uccidere 4 uomini da solo.
Seamus smette di perquisirla e la guarda, serio. Poi fa un passo indietro.
SEAMUS
Girati...
Lei si volta, con lo sguardo spaventato, e rimane ferma, poggiata al muro.
SEAMUS
Allora Nicole: ti darò una sola possibilità. Una e basta. Dimmi
perché hai un'arma con te e cosa ci facevi, su quel marciapiede. Ma voglio
la verità.
Nicole lo guarda, spaventata e respira a fondo un paio di volte.
NICOLE
La pistola è mia. Uccido a pagamento.
Seamus sorride sarcastico.
NICOLE
Ho detto la verità. Posso darti il numero di chi mi fornisce i lavori.
Chiedi a lui.
Lui la guarda negli occhi, senza dire nulla. Poi si aggiusta gli occhiali sul
naso.
SEAMUS
E cosa ci facevi lì?
NICOLE
(seria)
Ti salvavo la vita.
C'è di nuovo silenzio tra i due, che si guardano studiandosi. Poi lui
annuisce e fa scattare la pistola di Nicole, facendo volare per terra il caricatore.
Tira indietro il carrello e il proiettile in canna salta fuori, lui lo prende
al volo e se lo infila in tasca, poi passa l'arma alla ragazza.
SEAMUS
Va bene. Diciamo che ti credo.
Lei prende la pistola con mani tremanti e la infila dietro la schiena. Lo guarda,
mentre lui si guarda in giro. La ragazza è bianca come un lenzuolo, l'arma
le cade di mano e poi cade in ginocchio, priva di sensi. Seamus la prende al
volo, prima che si faccia male.
SEAMUS
Ehi!
Le poggia una mano sulla gola per controllare i battiti, poi digrigna i denti e la prende tra le braccia, allontanandosi dal vicolo.
Stacco.
SCENA 9 – INTERNO CLINICA ABUSIVA
La mdp mostra l'interno di quella che sembra una clinica medica. C'è Nicole stesa su di un lettino, con la maglietta lacerata e ancora priva di sensi. Da una radiolina poggiata su uno scaffale, sentiamo le note di "Sometimes we cry" di Van Morrison. Chinata su di lei, al lavoro sulla ferita, c'è un ragazzo giovane, con due occhiali spessi. Seamus osserva la scena da vicino alla finestra: fuori fa buio.
SEAMUS
Allora, Doc?
Doc non gli risponde subito, prima finisce di dare i punti, poi recide il filo
e rimette a posto gli strumenti. Guarda Seamus e si aggiusta meglio gli occhiali
sul naso.
DOC
Se la caverà.
Seamus annuisce e guarda ancora fuori dalla finestra, il giovane si apre una
lattina di birra e beve un paio di sorsate, poi torna a guardare Seamus.
DOC
Ora puoi portarla via.
SEAMUS
Non so dove abita.
DOC
Portala da te allora.
SEAMUS
Non se ne parla neanche.
DOC
Qui non può restare, sto aspettando alcuni lavori puliti. E la polizia
mi ha già fatto visita 3 volte, questo mese.
Seamus sospira e guarda prima il dottore, poi la ragazza.
SEAMUS
OK, dammi qualche minuto.
DOC
Prego, fai pure. Io vado a farmi una doccia.
Si alza ed esce dalla stanza. Seamus si avvicina a Nicole e la guarda, stesa sul lettino, priva di sensi: sopra la ferita il dottore ha messo anche una benda per il sangue. L'uomo la guarda dormire e le passa una mano tra i capelli. Sentiamo delle voci di bambini, fuori campo, con effetto eco. "Picchialo!", "Fallo a pezzi!".
Improvvisamente vediamo Seamus scaraventato per terra, dal naso gli cola un rivolo di sangue. Non è più dentro la clinica, ma è steso per terra, su un prato. Intorno a lui ci sono dei ragazzi di tutte le età, dai 6 anni fino agli 11. Lui, invece, è sempre l'uomo adulto che abbiamo visto finora. In piedi, sopra di lui, torreggia un ragazzino di dieci anni, con i pugni stretti, in posizione da boxer. Sta guardando Seamus con uno sguardo di sfida, misto a un sorrisetto di superiorità.
LUIS
Alzati, vigliacco! Battiti da uomo!
Seamus fa per alzarsi, ma il ragazzino lo colpisce allo stomaco con un calcio, rimandandolo steso a terra. Lui boccheggia mentre cerca di respirare e i ragazzini, intorno, urlano ancora come ossessi. Improvvisamente una voce maschile sovrasta quella dei bambini.
LOU
Piantatela!
Le voci calano all'improvviso e degli sguardi spaventati si dipingono sui volti
dei ragazzi, quello che sta picchiando Seamus si ferma e si volta, assieme agli
altri. Dietro il gruppo di bambini c'è un uomo adulto, molto grasso (John
Goodman). Indossa una salopette sporca di grasso ed è sudato, lancia
un'occhiata feroce a tutti quanti e poi fa un passo avanti.
LOU
Levatevi di torno, banda di idioti...
I bambini se ne vanno in fretta e l'uomo si ferma davanti al bambino che stava picchiando Seamus.
LOU
Un giorno qualcuno ti darà una lezione con i fiocchi, James. Spero solo
di essere lì per potermi godere la scena.
James sostiene lo sguardo di Lou, con un sorriso beffardo, quello lo afferra
per la spalla e lo spintona via.
LOU
E adesso levati dai piedi...
Mentre il bambino se ne va, Lou si ferma davanti a Seamus e si china a guardarlo
da vicino, poi fa una smorfia.
LOU
Ti ha conciato per bene, piccolo...
Seamus si asciuga le lacrime, facendo una smorfia di dolore, quando tocca il volto. L'uomo gli da una mano ad alzarsi e lui si aggiusta i vestiti.
LOU
Vuoi dirlo, al vecchio Lou, perché ti stava pestando?
Seamus scrolla le spalle e si asciuga ancora le lacrime.
SEAMUS
Hanno saputo che ho ucciso un signore...
Lou fa un fischio.
LOU
Capisco. E ora vogliono davvero vedere se sei così duro, vero?
Seamus annuisce, mentre controlla i palmi delle mani, spellati e sanguinanti.
LOU
E lo sei? Il vecchio Lou dovrebbe puntare su di te, in un incontro di boxe?
La battuta riesce a strappare un sorriso a Seamus, che ritorna subito serio.
SEAMUS
No. Non lo sono...
LOU
Lo so. Sei un bravo ragazzo, nonostante quello che hai fatto...
Lou si incammina, mentre comincia a fischiettare un motivetto allegro e Seamus
gli trotterella dietro.
LOU
Ma la vuoi sapere una cosa, piccolo?
Seamus annuisce.
LOU
Non puoi permettergli di picchiarti perché sei un bravo ragazzo. Rompere
il naso di James Wale non ti farà essere una persona peggiore, ma solo
una persona rispettata.
Seamus lo guarda, ma non dice nulla.
LOU
E anche una persona meno gonfia in faccia.
Comincia a ridere in maniera rumorosa e Seamus lo guarda e sorride anche lui,
mentre la mdp li inquadra allontanarsi verso una enorme casa costruita in stile
coloniale. Sul lato sinistro dello schermo c'è un cartello con sopra
scritto:
Orfanotrofio "Santa Maria Immacolata", Chicago
SCENA 10 – APPARTAMENTO SEAMUS
Vediamo Nicole che si sveglia, apre gli occhi e si guarda intorno, fa per mettersi
seduta, ma il dolore al fianco la fa desistere e si stende. Vediamo che si trova
in un letto matrimoniale, con indosso una maglietta pulita. La porta si apre
e fa la sua comparsa Seamus, vestito elegantemente con una camicia, intorno
alla quale c'è una fondina per la pistola.
SEAMUS
Ben svegliata.
Lei lo guarda perplessa, poi si passa una mano sul volto, respirando pesantemente.
NICOLE
Ciao...
SEAMUS
Stai meglio?
Lei scuote il capo e lui annuisce, mentre si avvicina alla finestra e da una
rapida occhiata fuori.
SEAMUS
La ferita è chiusa e non è grave. Il dottore dice che ti riprenderai,
devi solo stare a riposo qualche giorno.
Lei si guarda intorno, ancora spaesata.
NICOLE
Qui?
SEAMUS
(divertito)
No, certo che no. Ti riporto a casa tua, ti infilo a letto, ti metto accanto
al telefono e il numero di una rosticceria cinese. In un paio di giorni sarai
a posto...
Lei non dice nulla e guarda di nuovo la maglietta.
NICOLE
Questa maglietta...
SEAMUS
E' mia. E sono felice che tu non l'abbia sporcata di sangue.
NICOLE
Ma...chi me l'ha messa? Io non...
SEAMUS
Sono stato io.
Lei alza lo sguardo e lo osserva, un po' spaventata. Lui scuote la testa.
SEAMUS
Non ho fatto nulla. Ti ho solo infilato quella, prima di metterti a letto.
Lei alza le coperte e guarda sotto.
SEAMUS
E tolto i pantaloni, ovviamente.
Nicole non dice nulla e, con qualche sforzo, riesce a mettersi a sedere sul
bordo del letto.
SEAMUS
Allora? Dove vivi?
NICOLE
Al numero 34 della Franklin.
Lui si toglie gli occhiali e li pulisce con un fazzoletto.
SEAMUS
Hai un appartamento tuo? Vivi da sola o qualcuno può starti dietro?
NICOLE
Ho preso una stanza in una specie di motel...
Lui si rinfila gli occhiali e annuisce ancora, mentre infila le mani nelle tasche
dei pantaloni.
SEAMUS
La Franklin non mi sembra una zona di lusso, ma ognuno ha il diritto di vivere
come vuole.
Lei gli lancia uno sguardo malevolo e poi si passa una mano tra i capelli.
NICOLE
Mi vesto e me ne vado, non ti preoccupare.
SEAMUS
Ti accompagno. Voglio essere certo che tu non muoia nel mio ascensore...
Lei gli lancia un altro sguardo malevolo, poi annuisce.
NICOLE
(arrabbiata)
Fai come vuoi.
SCENA 11 – INTERNO CAMERA
La porta della camera di Nicole si apre e lei fa il suo ingresso, seguito da
Seamus. Lui da un'occhiata alla stanza, un buco con un lavandino accanto alla
porta e uno stanzino di poco più di un metro per lato con dentro un water.
La ragazza barcolla sul letto e si lascia cadere, mettendosi seduta. Si guarda
lui si avvicina al rubinetto e lo gira: prima si sentono dei gorgoglii e poi
inizia a cadere l'acqua, con alcuni spruzzi, inizialmente esce marrone.
NICOLE
Devi lasciarla scorrere un po' , poi si pulisce...
SEAMUS
(chiudendo)
Mh-mh....
Lei sbuffa e si guarda intorno.
NICOLE
Beh...questa è casa mia. Spero che il giro turistico ti sia piaciuto...la
TV al plasma mi arriva domani.
La porta si spalanca di botto e Seamus la ferma con un gesto, prima che gli
sbatta contro. Fa il suo ingresso Jed.
NICOLE
(sospirando)
E lui è il mio padrone di casa...
Jed entra dentro la stanza e si guarda intorno, quando vede Seamus si gira verso
Nicole.
JED
Non sono permessi ospiti, qui. Lo sai.
NICOLE
Non è un ospite. Se ne sta andando.
Lui guarda Seamus, studiandolo da cima a piedi, mentre Seamus rimane tranquillo, accanto alla porta. Jed sghignazza e torna a rivolgersi a Nicole.
JED
Allora, sono venuto a prendere i soldi.
NICOLE
(sorpresa)
Te li ho dati l'altra sera, Jed!
JED
Sì. Ma se ti degnassi di guardare il calendario vedresti che è
oggi è il 2: devi pagare il nuovo mese.
NICOLE
(rabbiosa)
Si paga a fine mese. Ho sempre pagato a fine mese.
JED
(strafottente)
Le regole sono cambiate.
Lei lo fulmina con lo sguardo e prende la borsetta, ne tira fuori dei soldi
e glieli passa. Lui li conta e poi la guarda.
JED
Mancano 50 dollari.
NICOLE
Cosa?
Jed ridacchia e si gratta la nuca, mentre la guarda divertito.
JED
Eh...è un periodo difficile, abbiamo dovuto alzare le tariffe.
Lei lo guarda con odio e lui si gratta il braccio.
JED
Certo: non sei costretta a restare qui, ci mancherebbe. Se vuoi prendere le
tue cose e andartene, io non ti fermo. Basta che mi dai i 3 mesi di affitto
che mi devi, per contratto, al momento in cui lasci questo appartamento.
Nicole lo guarda ancora furente, poi sospira e abbassa lo sguardo.
NICOLE
Lasciamo perdere...
Infila la mano nella borsetta e tira fuori un'altra banconota. Quando Jed allunga
la sua, sentiamo un colpo di tosse. I due si voltano a guardare Seamus.
SEAMUS
(sorridendo)
Scusatemi, potrei conferire un attimo con la signorina?
Jed si volta e si avvicina a lui, torreggiandolo in altezza.
JED
No, tu non fai proprio niente. Vattene, prima che ti mandi via a calci.
Seamus si aggiusta gli occhiali sul naso e lo guarda.
SEAMUS
Jed, lascia che ti dica come andranno le cose, probabilmente.
Jed assume uno sguardo interrogativo.
SEAMUS
Prima di tutto...oh, che diamine!
Con un rapido guizzo afferra uno degli anelli sul sopracciglio di Jed e lo strappa
via violentemente. Uno schizzo di sangue va a macchiare il muro, mentre Jed
lancia un urlo fortissimo. Seamus gli prende la nuca e lo spinge con violenza
contro il lavandino, facendogli sbattere violentemente la testa contro. Jed
indietreggia, barcollante e Seamus gli strappa un altro anello dalle sopracciglia,
facendolo urlare ancora. Infine gli prende la testa e gliela fa sbattere contro
lo specchio sopra il lavandino, mandandolo in frantumi. Jed cade a terra privo
di sensi e lui lo guarda per un attimo, poi si china a raccogliere i soldi che
il ragazzo teneva in mano. Nicole lo osserva, con uno sguardo in parte carico
di spavento, in parte affascinato. Lui le porge i soldi e si aggiusta gli occhiali
sul naso.
SEAMUS
Prendi le tue cose, te ne vai via da qui.
Lei lo guarda senza muovere un muscolo.
SEAMUS
(serio)
Ora.
Lei allunga la mano e la mdp mostra un primo piano della mano di lei che prende
i soldi porti dalla mano di lui.
Stacco.
SCENA 12 – ESTERNO – STRADE
Seamus e Nicole sono per strada, lei ha a tracolla un borsone e lui le cammina
pochi passi più avanti. Lei lo guarda molto male.
NICOLE
Perché l'hai fatto?
SEAMUS
(sorridendo)
Jed non mi era simpatico.
NICOLE
E adesso cosa faccio? Dove vado?
SEAMUS
Ti trovi un altro posto dove dormire.
NICOLE
Piantala di fare il saputello con me, maledizione. Quella topaia era l'unica
cosa che mi potevo permettere, con i soldi che ho.
Seamus si ferma in mezzo alla strada e respira a fondo. Lei gli si ferma davanti.
NICOLE
Non me ne frega un tubo se tu sei il migliore killer del mondo. Mi hai messo
in questa situazione di cacca e adesso me ne devi tirare fuori.
Lui la guarda pensieroso. Lei si tocca il fianco e fa una smorfia di dolore.
NICOLE
(seccata)
Allora?
SEAMUS
Conosco un posto dove potrai restare, ma solo temporaneamente, sia chiaro. Appena
hai fatto qualche soldo con qualche lavoro, ti levi di torno.
NICOLE
E' un posto decente?
SEAMUS
Rispetto a dove stavi prima, qualsiasi posto è decente, fidati.
Si volta e cerca un taxi con lo sguardo, facendo cenno a uno, che passa senza fermarsi.
NICOLE
Non ce l'hai la macchina?
SEAMUS
Non ho neanche la patente, se per quello.
NICOLE
E come mai? Ti hanno bocciato all'esame?
SEAMUS
La mia miopia è troppo forte, non mi fanno prendere la patente.
NICOLE
Fatti l'operazione.
SEAMUS
(sarcastico)
Grazie del consiglio, non ci avevo mai pensato.
Stacco.
SCENA 13 – ESTERNO CASA
Seamus e Nicole sono fermi davanti a una porta, lui si guarda intorno con attenzione, poi si schiarisce la gola e suona il campanello. Lancia uno sguardo alla ragazza.
SEAMUS
Sii educata, mi raccomando.
Lei lo guarda leggermente stupita, ma non fa in tempo a rispondere perché la porta si apre e sulla soglia compare un uomo anziano, magro, con i capelli ingrigiti (Richard Chamberlain). Sorride a Seamus e lo stringe in un abbraccio.
JEREMIAH
Seamus! Quanto tempo!
Seamus ricambia l'abbraccio, imbarazzato, e rimangono stretti per un attimo.
Poi si staccano e il ragazzo indica Nicole.
SEAMUS
Lei è...
NICOLE
Nicole.
SEAMUS
Sì, ecco.
L'uomo sorride a Nicole e si scambiano una stretta di mano.
JEREMIAH
Prego, entrate pure. Ho preparato un caffé e c'è della torta...
I due entrano nella casa e Seamus scuote la mano.
SEAMUS
Ti ringrazio, ma oggi non posso trattenermi...
JEREMIAH
Chiunque tu debba ammazzare, potrà vivere per altri dieci minuti, no?
Nicole pare sorpresa, ma non dice nulla. La casa è arredata in modo elegante,
leggermente retrò, con molti mobili in legno.
NICOLE
Ha una casa bellissima, signore.
JEREMIAH
Ti ringrazio, Nicole, mi sono impegnato tanto.
I tre entrano in un salotto elegante, con caminetto. Nicole e Seamus si siedono
su un divano elegante, mentre Jeremiah si avvicina al tavolino, sul quale c'è
un servizio da caffè con caffettiera e un piatto sul quale c'è
una ciambella. Jeremiah versa il caffé nelle tazze e lo offre ai due
ospiti, poi si siede su una poltrona, sprofondandoci dentro. Nicole lancia un'occhiata
a Seamus, che sorseggia il the e poi prende la torta e la mangia, affamata.
JEREMIAH
Allora, come vanno gli affari del tuo capo?
SEAMUS
Direi bene. Ha detto di salutarti, quando ti avessi visto.
L'uomo sbuffa e fa un sorriso tirato, ma non aggiunge altro. Poi il suo sguardo
si posa su Nicole, che beve il caffé, mentre si guarda intorno.
JEREMIAH
E la ragazza?
Seamus la guarda e scrolla le spalle, indifferente.
SEAMUS
Ha bisogno di un paio di giorni per riprendersi da una ferita. Mi chiedevo se
potessi ospitarla tu.
L'uomo sorride e annuisce, senza aggiungere altro. Nicole posa la tazza.
NICOLE
La ringrazio. Cercherò di non essere di disturbo e poi posso fare le
faccende di casa, se ha bisogno...
Jeremiah alza la mano per fermarla e scuote la testa.
JEREMIAH
Ti ringrazio, ma non c'è bisogno, c'è una signora che viene qui
due volte a settimana.
Lei fa per dire qualcos'altro, ma lui la ferma con un altro gesto della mano.
JEREMIAH
Sul serio, non c'è bisogno. Piuttosto spero che tu non sia allergica
ai gatti.
Lei scuote la testa.
JEREMIAH
Perfetto, perché ho Miss Kitty che gira per casa e perde peli un po'
ovunque.
NICOLE
Non c'è nessun problema, signore.
JEREMIAH
Perfetto. Vieni, ti mostro la tua camera.
I tre si alzano e si avviano verso il corridoio, salendo le scale della casa
per andare al piano di sopra. Diversi quadri sono appesi alle pareti, con rappresentazioni
di paesaggi. Jeremiah arriva a una porta e la apre, rivelando una stanza elegante,
con un letto a due piazze e una grande libreria.
JEREMIAH
Prego, puoi stare qui. La stanza è calda, ma se servissero delle coperte,
basta chiedere.
NICOLE
Grazie mille, è molto gentile da parte sua.
JEREMIAH
(scuotendo la testa)
Nessun problema. Gli amici di Seamus, sono i benvenuti.
Nicole e Seamus si scambiano un'occhiata e poi lui esce dalla stanza, seguito
dal Jeremiah, mentre la ragazza comincia a svuotare la valigia. La mdp segue
i due uomini, mostrandoli nel corridoio, che passeggiano verso una finestra
sul fondo.
JEREMIAH
Allora? Che succede?
SEAMUS
Niente. E' sbucata fuori dal nulla, agitando una pistola. Credo che voglia fare
il nostro stesso lavoro.
JEREMIAH
Non ha il fisico per fare questo lavoro.
SEAMUS
Già...
JEREMIAH
E mi pare che non abbia neanche l'animo per farlo. Troppo gentile.
SEAMUS
Però ha una buona mira.
Jeremiah sorride e tira fuori dalla tasca un portasigarette, ne tira fuori una
e se l'accende.
JEREMIAH
E tu? Come te la passi?
Seamus si aggiusta gli occhiali sul naso e guarda fuori dalla finestra: il retro
della casa ha un bel giardino, molto curato. C'è un sentiero in terra
battuta e diversi cespugli lavorati così da prendere l'aspetto di animali.
C'è una fontana in un angolo e, sotto un grande albero, c'è una
lapide in marmo.
SEAMUS
Bene. Credo che Wallace stia per dichiarare guerra ai Santorsi.
JEREMIAH
Cosa te lo fa pensare?
SEAMUS
Mi hanno teso un'imboscata, oggi. Tra quello che mi hanno sparato c'era Frankie Marino.
JEREMIAH
Ah sì, direi che siete quasi in guerra, ormai.
SEAMUS
A meno che Frankie non ce l'avesse ancora su per sua sorella, ovviamente.
JEREMIAH
(curioso)
Che hai fatto a sua sorella?
SEAMUS
L'ho ammazzata l'anno scorso. Ero andato a far fuori Micheal Gambini e lo trovo
a letto con una tizia. Mentre sto sparando contro Gambini, questa mezza pazza
tira fuori un fucile da sotto il letto e inizia a fare fuoco. Dopo che li ho
eliminati tutti e due, non salta fuori che lei era Teresa Marino? Ma io che
ne potevo sapere?
JEREMIAH
In effetti...
SEAMUS
Comunque Frankie me l'aveva giurata da allora.. Comunque vada con oggi abbiamo
saldato i debiti...sempre che non abbiano qualche altro parente sparso in giro
per la città.
Jeremiah sorride divertito e anche Seamus sorride per un istante. Poi torna
a guardare fuori, dalla finestra.
SEAMUS
Tu come stai?
JEREMIAH
Come al solito, non ho molto di nuovo da raccontare. Faccio la mia vita tranquilla,
leggo molto, dormo tanto. E ogni tanto guardo la TV. Ho comprato un lettore
DVD, ma ancora devo imparare come si accende e quindi la mia nuova collezione
di film di Alfred Hitchcock dovrà attendere.
SEAMUS
(serio)
Senti la mancanza di Marie?
JEREMIAH
(triste)
Sempre.
Seamus torna a guardare dalla finestra, imbarazzato. Poi lo guarda di nuovo.
SEAMUS
Mi dispiace se non passo più spesso, ma lo sai anche tu che lavoro facciamo.
L'ultima cosa che voglio è farti visita e scoprire che mi sono portato
dietro dei mafiosi che cercano di farci la pelle a tutti e due.
JEREMIAH
Non ti preoccupare, non è un problema. E’ come dici tu: so che lavoro
fai, stai tranquillo.
Seamus gli sorride e poi inspira a fondo.
SEAMUS
Ogni volta che vengo in questa casa vorrei non andarmene.
JEREMIAH
Allora resta a cena.
SEAMUS
Non oggi. Devo andare a parlare con Wallace di quello che è accaduto
oggi. Una di queste sere, però, te lo prometto.
JEREMIAH
(sorridendo)
Come preferisci.
I due si avviano per il corridoio, verso la camera di Nicole. Seamus apre la
porta, senza bussare e vediamo la ragazza, dentro la camera, impegnata a cambiarsi
con indosso solo le mutande e il reggiseno.
SEAMUS
Io vado. Non disturbare Jeremiah. Se scopro che gli dai fastidio ti porto da
Jed per i capelli, sono stato chiaro?
Nicole annuisce, senza dire altro e Seamus fa per uscire, ma la voce della ragazza
lo trattiene.
NICOLE
Se entri ancora una volta in camera mia senza bussare, ti sparo senza pensarci
due volte.
Seamus esce fuori dalla stanza senza rispondere, mentre Jeremiah ridacchia, nel corridoio.
SCENA 14 – ESTERNO CASA
Vediamo Seamus in piedi sul pianerottolo della casa di Jeremiah, che guarda
verso la porta che si sta chiudendo, mentre fa ancora un cenno di saluto con
la mano. Scende i gradini dell'atrio e fa qualche passo lungo il viale, poi
si ferma e guarda verso il giardino, avviandocisi lentamente. Si guarda intorno
e lo vediamo pensieroso, poi, improvvisamente, qualcuno arriva alle sue spalle
e lo scaraventa per terra. Seamus cade pesantemente, mentre il misterioso aggressore
piomba su di lui e comincia a picchiarlo selvaggiamente. Si tratta di James,
che lo colpisce ripetutamente al volto, mentre intorno si è formato un
capannello di bambini che fanno il tifo per lui. Seamus urla di dolore, mentre
i pugni lo colpiscono al volto e vediamo James che ride divertito, mentre continua
a colpirlo ferocemente. La mdp mostra la mano di Seamus che si allunga verso
una pietra poco lontana e la afferra. La mdp fa un primissimo piano dell'occhio
di Seamus che si sbarra di colpo e poi mostra la mano che colpisce al volto
James, facendolo volare di lato. Le voci dei bambini calano lentamente, mentre
Seamus salta addosso al ragazzino e comincia a colpirlo ripetutamente con la
pietra. Vediamo la sua maglietta bianca macchiarsi di sangue, mentre Seamus
urla la sua rabbia.
SCENA 15 – INTERNO – STUDIO DI MADRE TERESA
Seamus è in piedi davanti a una scrivania, dietro la quale è seduta
una suora. Capiamo che si tratta della responsabile dell'orfanotrofio, nonostante
lui abbia sempre l'aspetto di un adulto. La suora guarda il ragazzo con un misto
di rabbia e delusione. Seduto accanto a Seamus c'è un uomo in giacca
e cravatta, che legge alcuni fogli. Dietro la scrivania, impegnato a lavare
le finestre, vediamo Lou, che strizza l'occhio al bambino.
TERESA
Seamus...io non ho parole...
Lui non dice nulla, contrito.
TERESA
Come hai potuto fare una cosa del genere? Hai quasi ucciso un altro bambino,
ti rendi conto?
Lui annuisce, mentre delle lacrime gli colano lungo le guance.
TERESA
Noi...noi non possiamo tenerti ancora con noi. Resterai qui fino al 14° anno
di età e poi verrai preso in custodia...in un riformatorio.
Lo sguardo di Seamus si riempie di spavento e lui si guarda intorno smarrito.
L'uomo seduto sulla sedia gli lancia un'occhiata e scuote la testa, sospirando.
TERESA
Dal riformatorio uscirai quando sarai maggiorenne, Seamus. E spero che per allora
il Signore sarà riuscito a indicarti la strada, piccolo...
Il bambino guarda Lou, terrorizzato e lui scuote il capo, senza dire nulla.
La mdp mostra Seamus che viene condotto fuori dall’ufficio, con l’uomo vestito
elegantemente che lo segue, una mano sulla spalla. I due camminano lungo un
corridoio, al rallenty, mentre sentiamo fuori campo una voce.
GIUDICE
Seamus McClannad, hai compiuto oggi 18 anni e il tuo periodo di detenzione nel
riformatorio è scaduto. Verrai trasferito nel carcere di Jacksonville,
per scontare ciò che ti resta. Tuttavia la commissione ha ascoltato il
tuo racconto e, preso atto anche delle testimonianze a tuo favore da parte di
Suor Maria Teresa e del signor Lou Simpson, verrai rilasciato tra dieci giorni,
per buona condotta. Ti sarà affidato un agente di sorveglianza che ti
procurerà un lavoro e un posto dove vivere. Buona fortuna, Seamus McClannad,
spero di non doverti più rivedere.
Mentre sentiamo la voce e vediamo il ragazzo camminare, i colori della pellicola sembrano sbiadirsi leggermente. Seamus e l’uomo vestito elegantemente oscurano l’immagine.
SCENA 16 – INTERNO – SALOTTO DI JEREMIAH
Nicole è in piedi nel salotto, che guarda alcune foto disposte sul caminetto.
La mdp ne mostra una che lei prende in mando: mostra Seamus, Jeremiah e una
bella donna in posa. Tutti e tre sorridono.
JEREMIA
(fuori campo)
Non ci sono molte foto di lui che sorride, sai? Credo che quella sia l’unica,
a dirla tutta.
Lei si volta di scatto e vede l’uomo che sta entrando nella stanza, con alcuni
libri in pila, tra le mani. Li posa su un mobile e si avvicina a lei.
NICOLE
La donna…
JEREMIAH
(triste)
Mia moglie Marie.
NICOLE
Oh…lei è sposato…
JEREMIAH
(sorridendo)
Lo ero. E’ morta ormai 5 anni fa. Un tumore, sai?
Nicole rimette a posto la foto e lo guarda, contrita.
NICOLE
Mi scusi. Mi dispiace.
Lui scrolla le spalle e comincia a esaminare i libri uno per uno. Li solleva
e ne controlla la costina, poi li apre, esaminandoli scrupolosamente.
JEREMIAH
Allora, Nicole, che ci fai a Chicago?
Lei si morde un labbro e si guarda in giro.
NICOLE
Non lo so bene neanche io…
Lui sorride e posa un volume, facendole cenno di sedersi sul divano.
JEREMIAH
Seamus mi ha detto che vorresti fare il suo stesso lavoro.
NICOLE
(sorpresa)
Ah sì?
JEREMIAH
Non è vero?
NICOLE
Ho già cominciato…a fare il suo lavoro…
Lui la guarda in silenzio per un attimo e poi annuisce, posando un altro volume.
JEREMIAH
Quanti ne hai ammazzati, finora?
Nicole sembra nervosa e tiene gli occhi fissi sulle mani, intrecciando nervosamente
le dita.
NICOLE
3 persone.
Jeremiah abbassa di scatto il libro che stava esaminando, turbato. La guarda
silenziosamente per un attimo, mentre la mdp fa una panoramica del salone e
ruota intorno ai due, lentamente.
JEREMIAH
Tre? Cristo santo…ma quanti anni hai, ragazza?
NICOLE
Ne compio venti il mese prossimo…
JEREMIAH
(nervoso)
E non hai dei genitori? Una famiglia? Degli amici?
Lei per un attimo non dice nulla e poi annuisce.
NICOLE
I miei genitori sono morti quando ero piccola. Vivevo con una zia…
JEREMIAH
E che fine ha fatto?
NICOLE
L’ho lasciata nel nostro paese. Sono scappata.
L’uomo scuote la testa e sospira a fondo, poi si alza in piedi e va verso il caminetto, dove apre una scatola in legno intarsiato e tira fuori una sigaretta, che si rigira tra le dita per un po’.
NICOLE
Erano tutte persone spregevoli.
Lui si volta, come strappato dai suoi pensieri.
JEREMIAH
Chi?
NICOLE
Quelli che ho…ucciso.
JEREMIAH
Ah sì? E chi te lo dice? Cosa avevano fatto, per meritare di morire?
NICOLE
Erano assassini, criminali. Uno era un avvocato corrotto.
JEREMIAH
(serio)
E tu sei meglio?
Lei alza lo sguardo e i due si fissano, senza dire nulla per un po’. Poi lei
scuote la testa, con occhi rabbiosi.
NICOLE
No.
Il vecchio sospira e si accende la sigaretta, scuotendo il capo.
JEREMIAH
Vent’anni…Cristo santo…
Mostra il cofanetto di legno a Nicole.
JEREMIAH
Sigaretta?
NICOLE
No, grazie.
JEREMIAH
Già, probabilmente tu tiri già la cocaina…
Si va a sedere sulla poltrona e la guarda, con occhi carichi di tristezza.
JEREMIAH
Dove hai imparato?
NICOLE
Da sola.
JEREMIAH
Da sola? E le armi come te le sei procurate?
C’è un flashback e vediamo Nicole dentro una Chiesa, una notte. Sull’altare
sono posate delle armi, molte armi, alcune delle quali sbucano da una sacca.
Lei si affretta e metterle tutte dentro la sacca, poi la prende e va a nascondere
la sacca dietro lo scranno alle spalle dell’altare.
La mdp inquadra Nicole seduta sulla poltrona, come imbambolata. Scuote il capo
e guarda Jeremiah.
NICOLE
Ereditate.
L’uomo la osserva con una strana luce divertita negli occhi, ma non aggiunge
niente. La ragazza si guarda intorno, imbarazzata e poi torna a concentrarsi
su di lui.
NICOLE
E lei come fa a sapere del lavoro di Seamus?
Jeremiah posa un libro e sospira a fondo.
JEREMIAH
Perché sono stato io a insegnargli come farlo.
Lei sembra colpita, ma non dice altro. Lui si alza in piedi e mette a posto i libri in una libreria, maneggiandoli sempre con estrema cura.
JEREMIAH
Bene, io devo andare a fare un po’ di spesa. Ti va di venire con me?
Lei lo guarda sorpresa e poi annuisce.
SCENA 17 – ESTERNO GIORNO – VICOLO
La mdp inquadra un ragazzo che viene sbattuto violentemente contro il muro.
Ci rimbalza contro con un gemito e si ferma un attimo, prendendo fiato, poi
scatta in avanti e cerca di colpire il suo avversario. Si tratta di Seamus,
che schiva un paio di colpi. Si piega per evitare un diretto al suo volto e
colpisce l’avversario al fianco con due pugni portati alle costole. Il ragazzo
si piega su se stesso e Seamus si raddrizza, sferrandogli un gancio al volto,
che manda l’avversario steso a terra. Il killer si aggiusta gli occhiali sul
naso e guarda il ragazzo per terra.
SEAMUS
Leonard, perché dobbiamo fare questa scena ogni volta che ti vengo a
fare una domanda…
Leonard è steso per terra e geme dolorante, si passa una mano sulle costole e lancia un gridolino.
LEONARD
Le costole…
SEAMUS
Non le ho rotte, sono solo incrinate. E adesso rispondimi: che stanno facendo
i Santorsi?
LEONARD
Vaffanculo, McClannad! Vaffanculo tu e quella merda del tuo capo!
Seamus sospira e lo colpisce violentemente alle costole già incrinate
con un calcio. Leonard lancia un urlo.
SEAMUS
Ecco. Adesso sono rotte.
Solleva Leonard e lo fa poggiare al muro, mentre gli aggiusta i vestiti.
SEAMUS
Allora? I Santorsi?
Leonard lo guarda con odio, ma poi sospira e abbassa lo sguardo.
LEONARD
Il vecchio ha deciso che una guerra con i Wallace non gli conviene.
SEAMUS
Ah no? E allora quegli idioti che hanno cercato di farmi la pelle chi erano?
LEONARD
Luigi Santorsi non vuole fare la guerra ai Wallace, ma ha deciso che devi morire.
Seamus non dice nulla, pensieroso, e poi annuisce.
SEAMUS
Capito. Allora sarà il caso che gli spieghi perché non è
il caso di provarci.
LEONARD
(sprezzante)
Sì, bravo…spiegaglielo…
Seamus gli da una pacca sulla spalla e comincia ad andarsene, quando la voce
di Leonard lo raggiunge.
LEONARD
A proposito, McClannad!
Lui si volta e aspetta che parli.
LEONARD
Oggi ho sentito che c’è uno nuovo, in città. Un tizio mai visto
prima e non so come sia fatto o il nome, quindi non ricominciare a picchiarmi…
Seamus si aggiusta gli occhiali sul naso e annuisce.
LEONARD
Ha chiesto del tuo vecchio. Sembra che lo stia cercando…
Seamus per un attimo lo guarda senza capire, piegando la testa di lato. Poi improvvisamente sembra che un pensiero lo colpisca.
SEAMUS
Jeremiah?
SCENA 18 – INTERNO NEGOZIO
Siamo all’interno di un supermecato. Jeremiah sta spingendo un carrello e nel
frattempo lo riempie con scatole e scatolette che prende dai diversi ripiani.
Accanto a lui c’è Nicole, che si guarda in giro, pensierosa.
JEREMIAH
E com’è che hai deciso di fare la killer?
Nicole viene scossa dai suoi pensieri e volta la testa di scatto.
NICOLE
E’ una lunga storia…
JEREMIAH
(asciutto)
Sono in pensione.
La ragazza abbozza un sorriso e poi si passa una mano tra i capelli.
NICOLE
Perché non mi era rimasto altro. Qualcuno…qualcuno mi aveva portato via
l’unico appiglio che avevo nella mia vita.
Jeremiah non dice niente e prende un barattolo da un ripiano, studiandolo con
attenzione, poi guarda la ragazza senza dire nulla, mentre lo mette nel carrello.
NICOLE
Era l’uomo che amavo. E’ stato ucciso.
JEREMIAH
Perché?
NICOLE
Non lo so. Non mi interessa.
JEREMIAH
Come può non interessarti?
NICOLE
Perché non lo riporterà in vita, sapere perché un assassino
lo ha ucciso.
JEREMIAH
E diventare un’assassina anche tu, sì?
Lei lo osserva muta, come se lui avesse colto il bersaglio, poi scuote la testa
con forza.
NICOLE
Non farò questo lavoro per sempre. Ancora pochi incarichi. Forse uno
solo.
Lui sorride e continua a spingere il carrello.
JEREMIAH
Lo abbiamo detto tutti.
Lei fa per dire qualcosa, ma lui parla per prima.
JEREMIAH
E abbiamo detto tutti "Io smetto per davvero. Per me sarà diverso.".
Nicole richiude la bocca di colpo e non dice altro, mentre lo segue nei corridoi
del supermercato.
JEREMIAH
Questo non è un lavoro che smetti quando vuoi, Nicole. Una volta che
ci sei dentro è lui che decide quando smetti…e non ti lascia mai andare
via senza ricevere qualcosa in cambio.
NICOLE
Lei cosa ha dovuto dare?
JEREMIAH
Il tempo perso che potevo passare con mia moglie.
NICOLE
Sapeva che lei era un killer?
JEREMIAH
No. Pensava che fossi un rappresentante legale.
NICOLE
Capisco…
Lui sorride ancora e prende una bottiglia d’olio.
JEREMIAH
Ne dubito, Nicole. Ne dubito.
I due si fermano davanti a un bancone con i dolci e la ragazza si sporge in
avanti, scrutando l’interno con interesse. In sottofondo sentiamo "One
headlight" di Tom Petty. Jeremiah fa lo stesso, ma improvvisamente si ferma
e si volta verso sinistra, mentre sentiamo come un sibilo. La mdp lo inquadra
da dietro e scorre lentamente verso sinistra, vediamo passare davanti tutto
il corridoio del supermercato, con i banconi e la gente che fa la spesa e poi
la mdp si ferma alla fine del corridoio: vediamo qualcuno che indossa un lungo
cappotto bianco allontanarsi. Jeremiah scatta in avanti e corre verso il fondo
del corridoio, ma quando si sporge per controllare non vediamo più nessuno.
Lui si guarda intorno con attenzione e poi torna lentamente verso il carrello,
dove Nicole lo aspetta, evidentemente perplessa.
Vediamo i due che escono rapidamente dal supermercato, il vecchio che si guarda
intorno nervoso, e Nicole che sembra faticare a stargli dietro.
NICOLE
Cosa succede?
JEREMIAH
Hai un’arma con te?
Nicole annuisce e lui allunga la mano, lei infila la mano sotto la giacca e
tira fuori una pistola che gli passa velocemente. Lui si guarda in giro e poi
comincia a controllarla.
JEREMIAH
Qualcuno ci segue. Non ci ho fatto caso subito. Qualcuno ci segue e non me ne
sono accorto subito, stupido vecchio.
I due escono fuori dal supermercato e vediamo il parcheggio affollato: alcune
persone cariche di buste o che spingono carrelli, si muovono tra le file delle
macchine; mezzi escono ed entrano dai posti auto. I due si muovono verso l’auto
di Jeremiah e salgono sopra velocemente, partendo subito. Lungo il tragitto
Nicole si guarda indietro più volte.
NICOLE
Pensa che ci stiano seguendo?
JEREMIAH
Non lo so.
L’auto svolta in una strada laterale e, dal fondo della stessa, un’altra macchina
arriva ad alta velocità. Non c’è spazio per far passare i due
mezzi contemporaneamente.
JEREMIAH
Merda!
Inchioda e indietreggia dopo aver inserito la marcia indietro, cercando di uscire
dal vicolo, mentre l’altra macchina accelera cercando di raggiungerli. Improvvisamente
una terza auto blocca l’uscita dalla stradina, mettendosi di traverso e il vecchio
è costretto a inchiodare ancora una volta. Lui e la ragazza guardano
davanti e vedono la macchina che gli piomba addosso, schiantandosi pesantemente
contro la loro. Cala il silenzio e non si sente nulla, a parte dei sibili provenienti
dall’auto di Jeremiah, con il muso schiacciato e deformato. Dalla macchina alle
sue spalle si apre la portiera accanto a quella del guidatore e scende un uomo
vestito elegantemente, che si guarda intorno con attenzione, poi batte un paio
di volte sul tettuccio dell’auto e qualcuno all’interno accende il motore, facendola
spostare dalla sua posizione. L’uomo si avvicina al mezzo di Jeremiah, mentre
tira fuori da sotto la giacca una pistola e si avvicina al lato del guidatore
con prudenza, avvicina la mano all’apertura dello sportello e la fa scattare
un paio di volte, senza aprirla, in quanto l’urto ha evidentemente deformato
le lamiere. Alza il braccio per rompere il vetro, ma appena lo fa sentiamo riecheggiare
degli spari e dei colpi di arma da fuoco lo colpiscono, mandandolo steso per
terra, mentre gli schizzi di sangue macchiano il muro alle sue spalle.
La mdp carrella all’interno della macchina e vediamo Jeremiah seduto al posto del guidatore, con un rivolo di sangue che gli cola lungo la tempia. Si tocca un fianco e fa una smorfia di dolore, poi si volta e lancia un’occhiata a Nicole.
JEREMIAH
Tutto bene?
Nicole è seduta accanto a lui e sembra stordita. Si passa una mano sulla
tempia e scuote il capo, come se lottasse per restare sveglia.
NICOLE
Sì, sì…tutto bene.
Lui annuisce e digrigna i denti.
JEREMIAH
Cerchiamo di uscire da qui.
L’uomo poggia la mano sulla maniglia della portiera, ma si ferma di colpo quando vede arrivare davanti all’auto altri due uomini armati. La mdp inquadra la visuale come se vedessimo con gli occhi di Jeremiah e si sposta sullo specchietto retrovisore che penzola, rotto: altri due si stanno avvicinando alle loro spalle.
L’uomo preme un tasto sotto il volante e il cofano della macchina si sblocca con uno scatto alzandosi e coprendoli alla vista dei due che si avvicinano. Poi si volta e spara un paio di colpi contro uno degli uomini che arrivano alle spalle, questo viene colpito al petto e si accascia a terra. Il secondo allora punta la sua pistola e apre a sua volta il fuoco, Nicole lancia un urlo e si rannicchia dietro il sedile. Allora Jeremiah allunga una mano e tira la levetta disposta accanto al posto della ragazza: lo schienale si allunga improvvisamente all’indietro facendo stendere la ragazza e portandola fuori bersaglio. Vediamo che un paio di proiettili bucano il cruscotto, all’altezza di dove prima stava Nicole. Improvvisamente uno dei tipi che arrivava di fronte sbuca accanto al finestrino del guidatore, Jeremiah spalanca rapidamente la porta, con violenza, centrandolo in pieno. L’uomo vola indietro, sbattendo contro la parete del vicolo. Un altro appare da dietro il cofano, abbassandolo con violenza, mentre con l’altra mano punta un mini mitra. Nicole a quel punto tira a sua volta la levetta alla base del sedile del guidatore e Jeremiah finisce disteso con un gemito, lasciando andare la presa dell’arma che vola contro il soffitto della macchina, sbattendoci. La ragazza riprende l’arma al volo e mentre l’uomo spara a vuoto contro il vecchio, lei apre il fuoco contro di lui, centrandolo in testa e mandandolo lungo disteso. Lei e lui si scambiano un’occhiata d’intesa e poi Jeremiah allunga la mano e accende la macchina , mentre Nicole mette la retromarcia. Il motore sembra avere delle difficoltà, ma si accende. Jeremiah preme l’acceleratore e la macchina scatta all’indietro, schiacciando l’ultimo uomo armato nel poco spazio che separava le due macchine. Questi lancia un urlo di dolore e si accascia contro la macchina, privo di sensi. I due scendono dall’auto, lei passa la pistola a Jeremiah che spara contro l’ultimo killer, uccidendolo. La ragazza si passa una mano tra i capelli e si poggia alla macchina, stremata.
NICOLE
Ero convinta fossimo spacciati.
Jeremiah è fermo nel vicolo che guarda l’ultimo cadavere, immobile, con
il fiatone e la faccia stravolta, coperta di sudore.
NICOLE
Sta bene?
Lui non dice nulla e continua a fissare il cadavere. La ragazza comincia a fare
il giro della macchina per avvicinarsi a lui.
NICOLE
Jeremiah?
Sentiamo fuori campo qualcuno che applaude. Jeremiah si volta, la mdp ruota
su di lui in rallenty, mentre punta la pistola davanti a se. La mdp allarga
lentamente l’inquadratura e mostra un uomo (Michael Chiklis) davanti a Jeremiah.
Veste con un giubbotto di pelle e dei jeans neri e sta fissando la coppia con
un sorriso divertito, sprezzante. Impugna anche lui una pistola che punta contro
Jeremiah. Si avvicina lentamente, mentre Jeremiah fa lo stesso.
CLARK
Sono colpito. Non avevo mai visto un pezzo d’antiquariato capace di fare una
cosa simile.
JEREMIAH
E non hai ancora visto le mie mosse migliori.
CLARK
(divertito)
Tipo sputare la dentiera e riprenderla al volo con le gengive?
JEREMIAH
Forse dovresti mettermi alla prova.
CLARK
Perché no? Poi posso passare alla ragazzina.
Sul suo volto si forma un sorrisetto divertito e alza il cane della sua pistola,
nello stesso momento in Jeremiah fa la stessa cosa. Lo schermo si divide in
due metà, tagliato di traverso, e in ogni metà c’è un primo
piano del volto di uno dei due. Un riquadro si apre al centro e vediamo lo sguardo
di Nicole, mentre nei due riquadri appaiono le pistole dei due contendenti.
Improvvisamente sentiamo il rumore di una sirena in lontananza che si avvicina.
I due si guardando ancora negli occhi e poi l’uomo solleva la pistola e lancia
un’occhiata al vecchio e a Nicole.
CLARK
A presto.
Si volta e si incammina verso la fine del vicolo, mentre Jeremiah abbassa l’arma e fa cenno alla ragazza di seguirlo. I due si incamminano fuori dal vicolo e si allontanano in tutta fretta.
NICOLE
Chi era?
JEREMIAH
Guai. Grossissimi guai.
SCENA 19 – ESTERNO STRADA
Seamus sta camminando, pensieroso. I colori della pellicola sembrano un po’
più spenti. Intorno a lui la città prosegue nella vita di tutti
i giorni. Sentiamo una voce fuori campo e lui si volta. Quando questo avviene
l’aspetto della strada cambia repentinamente, facendoci capire che si tratta
di un flashback, nonostante Seamus sia sempre uguale nell’aspetto.
NICHOLSON
McClannad!
Si avvicina un uomo alto e magro (James Cromwell) vestito in giacca e cravatta,
con un cappello in testa. Allunga una mano e i due se la stringono.
SEAMUS
Buongiorno.
NICHOLSON
(amichevole)
Buongiorno a te, ragazzo. Sono Sean Nicholson, il tuo agente di sorveglianza.
Gli fa cenno di seguirlo e i due si incamminano lungo la strada.
NICHOLSON
Allora, Seamus, apri bene le orecchie, non è difficile. Sei stato rilasciato
per buona condotta, ma devi ancora scontare un anno e sei mesi di sorveglianza.
Questo significa che ogni mattina alle otto e ogni sera alle nove io passerò
a casa tua e tu dovrai esserci, chiaro?
SEAMUS
Sì, signore.
NICHOLSON
Devi trovarti un lavoro e portarmi una lettera di presentazione del tuo capo,
a dimostrare che ti sei messo in regola. Non puoi lasciare la città per
nessun motivo e tantomeno senza averne prima parlato con me. Chiaro?
SEAMUS
(perplesso)
Sì, signore.
NICHOLSON
Ci sono domande?
SEAMUS
Il lavoro, signore. Non so bene dove andare a cercare.
Il poliziotto sorride e gli strizza l’occhio.
NICHOLSON
Basta chiedere, McClannad. Posso darti una lista di alcune società che
si occupano di dare lavoro a ex galeotti.
SEAMUS
Grazie, signore.
NICHOLSON
Non sono lavori di mente, eh? Fattorino, lavori al porto, muratore, cose così.
Ma con la fedina penale sporca nessuno ti prenderebbe a lavorare in una banca.
Ride divertito e da una pacca alla spalla di Seamus.
NICHOLSON
(sorridendo)
Coraggio, McClannad. Ormai sei fuori e puoi ricominciare la tua vita. Se ti
comporti bene potrai dimenticare tutto quello che ti è successo e costruirti
un futuro radioso.
Seamus abbozza un sorriso e non dice altro.
NICHOLSON
Anzi, facciamo così: qui vicino lavora Danny, un mio amico. Si occupa
di dare lavoro a voi ex carcerati e ci metterò una buona parola. Che
ne dici?
SEAMUS
Gliene sarei grato.
Nicholson sorride ancora e i due si incamminano lungo la strada.
La mdp li mostra all’interno di un ufficio: seduto al tavolo c’è un uomo intento a fumarsi una sigaretta (Rutger Hauer), mentre parla con Seamus e Nicholson.
DANNY
Mi servono dei manovali per lo scarico merci alla stazione ferroviaria. Ultimamente
sono aumentati gli arrivi e ho bisogno di mano d’opera fresca.
SEAMUS
Io ho preso un diploma da ragioniere, mentre ero in riformatorio, signore.
Danny agita la mano sorridendo e lo ferma.
DANNY
No, no, ti ringrazio. Vai bene così. La mano d’opera mi è più
utile, al momento, e poi ho già uno che mi fa i conti.
SEAMUS
Come preferisce.
DANNY
Per cosa eri in carcere?
SEAMUS
Rissa. Ho quasi ucciso un bambino con una sassata in faccia.
Danny lo guarda per un attimo senza dire nulla e poi si mette a ridere fragorosamente.
DANNY
Gesù! E ti hanno incarcerato per questo?
Ride ancora e Nicholson ridacchia a sua volta, divertito. Seamus li guarda senza
capire, allora Danny si sporge in avanti.
DANNY
Alcuni dei miei manovali sono stati dentro per rapina a mano armata od omicidio.
Non sei certamente la feccia della feccia!
Ridacchia ancora e scuote la testa. Nicholson si avvicina e da una pacca sulla spalla di Seamus.
NICHOLSON
No, lui è un bravo ragazzo, lo si vede subito.
I due annuiscono e Seamus sorride timidamente.
NICHOLSON
Io vado a fare un po’ d’acqua, Danny. Posso usare il tuo bagno?
Danny fa un gesto, indicando una porta alle loro spalle.
DANNY
Mi casa es su casa!
Nicholson esce dalla stanza e Danny lo guarda andarsene, poi sorride a Seamus.
DANNY
Ogni mattina al lavoro alle 8.30. Stacchi alle cinque del pomeriggio. Poi fai
ancora due ore di recupero crediti.
Seamus alza lo sguardo e osserva l’altro uomo come se non capisse.
SEAMUS
Recupero crediti? In che senso?
DANNY
Ho un giro di scommesse. Tu dovrai andare dove ti indicherà il capo cantiere,
a recuperare gli incassi delle vincite.
SEAMUS
(perplesso)
Ma…che ha a che fare con lo scarico merci?
DANNY
Assolutamente nulla. Ma ha a che fare con me. E io sono quello per cui lavori.
Il ragazzo rimane in silenzio, come se pensasse a come affrontare l’argomento.
SEAMUS
Mi scusi, signore, ma è legale? Voglio dire…non avrò problemi
con la legge, vero?
DANNY
(divertito)
Gesù….figuriamoci. Mica ti sto chiedendo di rapinare una banca, no? Tu vai in giro e prendi i soldi da chi perde le scommesse, nient’altro.
SEAMUS
Sì, ma io…
DANNY
Non ti devi preoccupare, ragazzo. E’ un piccolo lavoro di poco conto, non siamo
mica Al Capone.
SEAMUS
E se uno si rifiuta di pagare?
Danny sorride e si accende una sigaretta.
DANNY
Beh…in tal caso non dico di dargli una sassata in faccia, ma sono sicuro che
troverai un modo per convincerlo.
Il ragazzo fa per ribattere, ma sentiamo la porta aprirsi alle sue spalle e il rumore di uno sciacquone ci raggiunge. Nicholson torna nella stanza, sorridente, mentre si asciuga le mani in un fazzoletto di carta.
NICHOLSON
Allora, gli hai spiegato il lavoro?
DANNY
Sì, certo.
Nicholson annuisce e si avvicina a Seamus, infila una mano nella tasca interna della giacca e ne estrae una pistola. La passa al ragazzo, sempre sorridente.
NICHOLSON
Molto bene. Bentornato nella società, McClannad.
La mdp fa un primo piano sul volto di Seamus, che guarda in poliziotto tra l’incredulo
e il disgustato. Poi c’è una dissolvenza e vediamo Seamus che suona al
campanello di una casa. Dopo qualche istante la porta si apre e vediamo un cameriere
che si affaccia alla porta.
CAMERIERE
Sì?
SEAMUS
Buongiorno. Vorrei parlare con il signor Giuliano, per cortesia. Gli dica che
c’è Seamus McClannad.
Il cameriere chiude la porta e Seamus rimane in attesa per qualche secondo,
poi la porta si riapre e il cameriere gli fa cenno di accomodarsi.
CAMERIERE
Il signore l’attende nel salone. Mi segua, prego.
I due si incamminano nella casa arredata elegantemente e con gusto e poi Seamus entra in un salone. Seduto a una poltrona c’è Giuliano Santorsi, indossa una vestaglia di raso rosso e sta leggendo il giornale mentre sorseggia da un bicchiere. Si alza in piedi e guarda con tranquillità Seamus.
SANTORSI
Benvenuto in casa mia, McClannad.
SEAMUS
(deferente)
Signor Santorsi, buongiorno. La ringrazio per avermi ricevuto.
L’altro gli fa cenno di accomodarsi su una poltrona e Seamus si siede lentamente, guardandosi in giro.
SEAMUS
Ha una casa stupenda, signor Santorsi, le faccio i miei complimenti.
SANTORSI
Merito di mia moglie e di mia figlia. Sono loro che si occupano dell’arredamento.
SEAMUS
Capisco…
SANTORSI
Ma sono sicuro che non sei venuto a parlare dei miei mobili, McClannad. Sei
qui per portarmi qualche messaggio del signor Wallace?
SEAMUS
(scuotendo il capo)
No, signore. Sono qui a titolo personale.
Santorsi assume un espressione interessata e si porta il bicchiere alle labbra.
SANTORSI
Sentiamo.
SEAMUS
Mi sono giunte delle voci, signore. Voci che parlerebbero di un suo ordine di
omicidio nei miei confronti. E allora ho pensato di venire qui e di discutere
della cosa con lei, se mi confermasse queste voci.
Santorsi annuisce e si liscia l’accappatoio.
SANTORSI
Sì. Ho dato l’ordine di farti fuori, McClannad.
SEAMUS
Pur sapendo che ricopro un ruolo importante nella famiglia Wallace?
SANTORSI
Sei uno scagnozzo, nient’altro. Sarà Jude a ereditare gli affari, non
tu.
SEAMUS
Sicuramente.
SANTORSI
Così come ho perso Frankie Marino, Wallace può perdere te.
SEAMUS
E posso sapere il motivo di quest’ordine? Ho fatto qualcosa che l’ha danneggiata?
Santorsi ride, divertito, e poi si alza in piedi, dirigendosi verso il caminetto del salone e prende una cornice fotografica. La porge a Seamus che la guarda con attenzione: nella foto sono ritratti il padrone di casa in mezzo a due donne, entrambi molto giovani.
SEAMUS
Non credo di capire, signore.
Santorsi si piega in avanti e indica una ragazza bruna, con i capelli lunghi, alla sua destra nella foto.
SANTORSI
La riconosci?
SEAMUS
Sì, la riconosco: si tratta di Teresa Marino, la sorella di Frankie.
SANTORSI
Esattamente. Ed era anche la mia figlioccia. Per me era come una figlia, capisci?
Seamus sospira e porge la cornice all’uomo, che la riprende in mano e la guarda, commosso.
SANTORSI
E tu me l’hai portata via…
SEAMUS
Sono stati tre robusti proiettili di .45 a portarla via, in effetti.
Santorsi alza lo sguardo verso Seamus, furibondo.
SANTORSI
Non credo di avere capito bene.
Il ragazzo si alza e aggiusta la sua giacca.
SEAMUS
La sua diletta figliola ha cercato di farmi fuori con un canne mozze che teneva
sotto il cuscino, mentre fornicava con Mike Gambini. La mia è stata legittima
difesa, signore.
Santorsi mette a posto la foto e poi si volta verso Seamus, avvicinandosi lentamente
e fermandosi a pochi passi da lui.
SANTORSI
Io me ne frego di cosa è stata, McClannad. Tu hai ucciso una ragazza
innocente e pura.
SEAMUS
(sarcastico)
Le dirò, signore, da quello che ho visto in quel letto, quando ho sfondato
la porta di casa di Marino, non era particolarmente innocente.
Santorsi respira affannosamente, con gli occhi sbarrati e una vena che gli si sta gonfiando sulla fronte.
SANTORSI
Sei un uomo morto, McClannad. Sto parlando con un maledetto cadavere.
SEAMUS
Signore, non voglio mancarle di rispetto, ma mi limito a dirle come stanno le
cose. Teresa Marino era una cara ragazza, non dico di no, ma non era l’angelo
del focolare che lei si immagina. Ma il problema non è questo, al momento.
Il viso di Santorsi è ormai a pochissimi centimetri dal viso di Seamus.
SEAMUS
Le dirò come andranno le cose, probabilmente.
SANTORSI
Sentiamo…
SEAMUS
Lei manderà ancora qualcuno perché mi uccida. E fallirà.
Perché diciamoci la verità, signore: i suoi uomini fanno schifo.
E diciamo che al secondo tentativo la cosa mi irriterà talmente tanto
che verrò a parlare con lei della cosa. Ma forse parlare è una
parola un po’ forte: mi limiterò a ucciderla, signore. Lei e la sua famiglia.
E con la sua famiglia intendo tutta la famiglia, dal parente più prossimo
al più lontano.
Il mafioso lo guarda dritto negli occhi e poi, improvvisamente, il suo volto si rilassa in un sorriso freddo.
SANTORSI
Ti pentirai di tutto questo, McClannad. Pensi che ti voglia ammazzare subito?
Ti sbagli. Alla grande.
Seamus sospira e si aggiusta gli occhiali sul naso, poi scuote il capo.
SEAMUS
Io l’ho avvisata, signore. Non mi metta alla prova.
Improvvisamente sentiamo una voce alle sue spalle.
CLARK
(fuori campo)
Ci sono dei problemi, signor Santorsi?
Seamus si volta e si trova davanti allo stesso uomo che ha attaccato Jeremiah.
Questi fa qualche passo dentro la stanza e poi si ferma.
SANTORSI
No, Clark. Il signor McClannad se ne stava andando.
Seamus annuisce e si volta per andarsene. Vediamo che passa davanti a Clark
al rallenty e lo schermo si divide in split screen: ogni parte mostra un primo
piano del volto di uno dei due, che guarda l’altro negli occhi quando si incrociano.
Poi Seamus dalla stanza e la mdp resta a indugiare su Clark, che lo guarda con
un sorriso beffardo. Santorsi si avvicina a un tavolino con sopra diverse bottiglie
d’alcool. Si riempie un bicchiere, mentre vediamo che è ancora furibondo.
SANTORSI
Quel figlio di puttana...
Beve un sorso di whisky e poi punta il bicchiere che tiene in mano contro Clark.
SANTORSI
La deve pagare, Clark! Hai capito? La deve pagare!
Clark annuisce e si gratta la tempia.
CLARK
Allora forse sarebbe meglio smettere di giocarci e farlo fuori direttamente,
signore.
Santorsi beve ancora dal bicchiere mentre scuote la testa.
SANTORSI
No, assolutamente! Quella carogna deve passare quello che ho passato io!
Clark scrolla le spalle con un’occhiata annoiata e poi si avvicina al suo capo.
SANTORSI
Hai trovato Jeremiah Keats?
Clark annuisce e prende in mano una foto da uno scaffale dandoci un’occhiata.
CLARK
Sì, l’ho trovato. Ha steso un po’ dei nostri uomini e prima che potessi
farlo fuori è arrivata la polizia.
SANTORSI
(frustrato)
Maledizione!
CLARK
Non si preoccupi, è solo rimandata.
Santorsi finisce il suo whisky e poi annuisce.
SANTORSI
Bene. Ci conto.
CLARK
Però…
Santorsi si volta e lo guarda perplesso.
CLARK
C’era una ragazzina con lui. Non so chi sia, perché nessuno mi ha mai
accennato della sua presenza.
SANTORSI
Una ragazzina?
Il killer annuisce e si passa una mano sulla testa.
CLARK
Credo che sia una che fa il nostro lavoro. Avrà sui 20 anni al massimo…
SANTORSI
(freddo)
Non è un problema. Eliminala o fai quello che devi…
Clark sorride, compiaciuto.
CLARK
Di solito non mi piacciono così vecchie. Ma stavolta potrei fare un’eccezione…
Santorsi alza lo sguardo e lo osserva, inquieto. Clark si limita a sorridere ancora.
SCENA 20 – INTERNO APPARTAMENTO
Seamus è steso su un letto con un braccio che copre gli occhi. In sottofondo
sentiamo uscire dalla radio "Turn turn turn" dei Byrds, a volume basso.
I colori della pellicola sono decisamente sbiaditi. Capiamo che si tratta di
un flashback. Sentiamo bussare alla porta e il ragazzo si mette a sedere sul
letto di colpo, spaventato. Allunga la mano verso il comodino e prende un paio
di occhiali che si infila sul naso, poi si alza e va verso la porta, mentre
bussano ancora.
SEAMUS
Chi è?
VOCE
Un amico!
Seamus ritorna al comodino e lo apre, estraendone una pistola che impugna, mentre apre la porta. Lascia aperto solo uno spiraglio e la MDP ci mostra dall’altro lato Lou, più vecchio di quando l’abbiamo visto per la prima volta, che guarda il ragazzo sorridente.
SEAMUS
(sorpreso)
Lou!
Apre la porta e Lou lo abbraccia con trasporto. Seamus infila la pistola nei
pantaloni, dietro la schiena, e ricambia l’abbraccio.
SEAMUS
Ma che ci fai qui?
LOU
Credevi che il vecchio Lou si fosse dimenticato di te, vero?
Si staccano e Lou gli da ancora qualche pacca sulla spalla, poi comincia a guardarsi
intorno.
LOU
Vivi qui?
SEAMUS
(ancora sorpreso)
Beh sì…ma è temporaneo, credo…
LOU
Non sarà l’Hilton, ma hai un tetto sopra la testa e tanto basta.
Il ragazzo gli fa cenno di accomodarsi sull’unica sedia della camera, mentre
lui si siede sul materasso.
SEAMUS
Non ti avevo più visto da quando stavo in riformatorio…non credevo che
ci saremmo incontrati ancora.
Lou sorride un po’ imbarazzato e si guarda ancora intorno.
LOU
Lo so. Hai ragione. Scusami, ma ho avuto alcuni problemi. Sai, mia madre è
morta e poi io non sono stato bene, mi sono dovuto operare e…
SEAMUS
(preoccupato)
Che ti è successo?
LOU
Oh…niente di che. Il cuore. La vecchia pompa funziona un po’ male e allora hanno
dovuto lavorarci un po’ sopra.
Seamus si avvicina a un armadietto lo apre, guardandoci dentro con attenzione.
SEAMUS
Mi dispiace, non ho niente da offrirti da bere. Se ti va posso prepararti la
cena, se resti con me.
Lou agita le mani e ride.
LOU
Non stare a impazzire per me, Seamus! Sono venuto per festeggiare la tua nuova
vita e quindi sono io che ti invito a cena. Vieni, usciamo e ci facciamo una
bella bistecca.
Il ragazzo gli sorride, contento.
SEAMUS
Grazie. Ma dovremo aspettare ancora qualche minuto, il mio agente di sorveglianza
deve ancora passare.
Lou si rimette a sedere e scrolla le spalle.
LOU
Nessun problema.
Seamus torna a sedersi sul letto e Lou gli da una pacca sulla spalla.
LOU
Allora? Come procede la tua vita da uomo libero?
SEAMUS
(serio)
Non è come me l’aspettavo.
LOU
Posso immaginare. Trovare lavoro non deve essere facile per…sì, insomma,
per un ex-galeotto.
SEAMUS
Ho un lavoro. Me l’ha trovato il mio agente di custodia, il signor Nicholson.
LOU
Ah bene, allora. Di cosa ti occupi?
Seamus rimane in silenzio per un attimo, mordendosi un labbro, poi fa un sorriso rassicurante.
SEAMUS
Lavoro alla stazione dei treni come manovale.
LOU
E’ un lavoro nobile, Seamus.
Il ragazzo sorride e non dice altro.
LOU
(curioso)
E quegli occhiali?
Il ragazzo se li aggiusta sul naso.
SEAMUS
Mi è calata la vista, in riformatorio. Troppo tempo passato sui libri
per diventare ragioniere…
Lou fa per dire qualcosa, ma bussano alla porta. Seamus si alza e va ad aprire, trovandosi davanti all’agente Nicholson. Questi entra nella stanza direttamente e quando vede Lou, si blocca, perplesso.
NICHOLSON
Lei chi è?
SEAMUS
E’ un mio amico, agente Nicholson. Era il custode dell’orfanotrofio dove stavo
da bambino.
Nicholson lancia ancora un’occhiata a Lou e poi si volta verso Seamus.
NICHOLSON
Bene. Allora com’è andata al lavoro?
I due si guardano negli occhi silenziosamente, percepiamo il nervosismo di entrambi.
Poi Seamus deglutisce un paio di volte e si sporge verso l’amico.
SEAMUS
Lou, scusa, potresti aspettarmi fuori? Arrivo subito.
Lui annuisce, pensieroso, ed esce dalla stanza scambiandosi un cenno di saluto con il poliziotto. Poi si mette ad aspettare in corridoio, dondolandosi sui piedi. Poi guarda verso la porta, sporgendosi leggermente, e vediamo in soggettiva attraverso lo spiraglio: Seamus sta dando a Nicholson un rotolo di banconote, questi le conta e poi gliene passa un paio, sorridendo soddisfatto e tronfio, prima di uscire dalla camera. Seamus prende una giacca consunta ed esce dalla stanza, chiudendosi la porta dietro. Quando si volta, Lou lo sta guardando serio, mortificato. I due si fissano senza dire nulla, poi Seamus abbassa lo sguardo e si avvia.
SEAMUS
Andiamo a mangiare.
SCENA 21 – INTERNO LOCALE
La porta d’ingresso di quello che sembra essere un bar di basso livello si apre
e la mdp mostra Jeremiah e Nicole che entrano. Il vecchio lancia un’ultima occhiata
fuori, nella strada, e poi chiude la porta. Prende la ragazza per il braccio
e la conduce rapidamente a un tavolo in fondo al locale, a un angolo. Nell’aria
sentiamo suonare "The way" dei Fastball. I due si siedono e lui ancora
da un’occhiata al locale, prima di concentrarsi sulla ragazza.
NICOLE
Cosa fai?
JEREMIAH
Quando entri in un posto devi sempre seguire delle regole fondamentali. Controlla
subito le vie di uscite, quante persone ci sono dentro, in che posizione sono
e quale potrebbe essere il punto migliore dal quale attaccarti. E non sedere
mai con la schiena rivolta alla finestra o alla porta.
Nicole si guarda alle spalle e si accorge di essere di spalle, rispetto all’entrata.
Deglutisce e si alza lentamente, andando a sedersi accanto a Jeremiah. Questi
le sorride divertito e poi torna a controllare la stanza.
JEREMIAH
Come stai? Sei lucida?
NICOLE
Un po’ stordita. Non capisco cosa stia succedendo.
JEREMIAH
E’ per questo che siamo qui. Lo vedi quell’uomo seduto all’angolo del bancone
davanti al bicchiere di scotch?
La mdp zooma lentamente su di un uomo seduto su uno sgabello, sta leggendo il
giornale, mentre beve da un bicchiere che tiene in mano.
NICOLE
(voce fuori campo)
Sì…
JEREMIAH
(voce fuori campo)
E’ un mio vecchio amico, si chiama Kevin. Una volta mi forniva le armi e le
informazioni…
Nicole guarda la sala con attenzione.
NICOLE
Credi che siamo in pericolo, qui dentro?
Il vecchio scuote la testa e si passa una mano sulla tempia, dove c’è
la ferita. Poi prende un fazzoletto e lo inumidisce con la lingua, per poi passarselo
sul sangue secco e pulirlo un po’.
JEREMIAH
Ci staranno sicuramente cercando.
NICOLE
Quell’uomo. Lei lo conosce?
JEREMIAH
Quello nel vicolo? No. Ma forse Kevin sa chi è. Andiamo.
I due si alzano dallo sgabello e si avvicinano lentamente a Kevin, la ragazza
si guarda nervosamente in giro e vediamo che scruta con attenzione tutte le
persone intorno a lei. Quando sono a pochi passi da Kevin, questi alza lo sguardo
dal giornale e li guarda. Appena riconosce Jeremiah, inizialmente sorride, poi
diventa serio quando nota che è ferito.
JEREMIAH
Ciao Kevin.
KEVIN
Jeremiah…che ti è successo?
JEREMIAH
(serio)
C’è un posto tranquillo?
Kevin annuisce e si alza lentamente, facendo cenno ai due di seguirlo. La mdp li segue senza staccare e i tre attraversano una porta vicino al bancone, una volta dentro si chiudono la porta alle spalle, impedendoci di vedere dietro. La mdp ruota lentamente su se stessa e vediamo il barista che osserva la scena silenziosamente, poi si dirige verso il telefono appeso al muro e prende la cornetta, cominciando a comporre un numero.
C’è una dissolvenza incrociata e vediamo Jeremiah seduto su una sedia, si ripulisce la ferita con uno straccio e dell’alcool, mentre Nicole è vicina alla finestra, che controlla l’esterno. Kevin è al telefono con qualcuno, lo sentiamo parlottare. Jeremiah lancia un’occhiata a Nicole e la vede mentre osserva l’esterno, pensieroso.
JEREMIAH
Paura?
La ragazza sembra strappata ai suoi pensieri. Guarda per un attimo l’uomo senza
dire nulla, poi annuisce.
NICOLE
Sì.
JEREMIAH
Non vuoi morire, eh?
Lei scuote il capo.
JEREMIAH
(sorridente)
E’ un buon segno, Nicole. Vuol dire che ancora non hai toccato il fondo.
Ricomincia a pulire le sue ferite. Lei lo guarda senza dire nulla, poi si sporge
in avanti.
NICOLE
Tu…tu l’hai toccato?
JEREMIAH
(serio)
No. E’ stata mia moglie a impedirmi di toccarlo. Quando ho cominciato ad avere
paura di non rivederla, quando uscivo per una missione…beh…è stato allora
che ho capito che era il caso di smetterla.
Guarda il fazzoletto, come perso nei ricordi.
NICOLE
Ti invidio.
Lui alza lo sguardo e la osserva sorpreso.
JEREMIAH
Come?
NICOLE
Io…niente…
L’uomo la prende per un braccio e si abbassa, per guardarla negli occhi.
JEREMIAH
Non sei sola.
La ragazza lo guarda a sua volta, gli occhi gonfi di lacrime.
NICOLE
Lui è morto.
Si mette a piangere sommessamente, mentre Jeremiah la abbraccia e la stringe a sé.
JEREMIAH
Lo so. Ma l’unica cosa per farlo rivivere è che tu continui la tua vita
e che lo faccia ricordandoti di lui. Siamo tutti immortali, fino a quando qualcuno
si ricorda di noi.
La ragazza singhiozza ancora, stretta tra le braccia dell’uomo e Kevin arriva
con il cordless in mano.
KEVIN
(perplesso)
Scusate, interrompo qualcosa? Volete stare da soli?
Jeremiah lo fulmina con lo sguardo e poi sospira.
JEREMIAH
Cosa hai trovato?
L’uomo si siede e guarda i due.
KEVIN
L’uomo di cui parla dovrebbe lavorare per Giuliano Santorsi, lo conosci?
JEREMIAH
(serio)
Sì…
KEVIN
Se è di lui che stiamo parlando, il suo nome è William Clark.
Si sa poco di lui, in realtà, solo alcune voci. Pare che un tempo lavorasse
per il governo e recentemente è comparso in città.
JEREMIAH
Per il governo?
KEVIN
Già. Ma non so bene dove. Forse è un ex della CIA.
JEREMIAH
E fa il criminale?
KEVIN
(divertito)
Non sai in quanti siano fuggiti dalla CIA e ora fanno i lavori sotto banco.
La fine della guerra fredda ha dato il via a un’emorragia continua.
Jeremiah sospira e si avvicina alla finestra, mentre Nicole si asciuga le lacrime.
NICOLE
Cosa facciamo? Perché ce l’ha con lui?
KEVIN
Non lo so. Però è difficile che agisca per conto suo. Credo che
l’ordine parta direttamente da Santorsi.
JEREMIAH
E’ Seamus. Vogliono colpirlo tramite me.
Nella sala, per un attimo, cala il silenzio. Nicole scuote la testa e sorride,
acida.
NICOLE
Figlio di puttana.
Il vecchio scrolla le spalle e sospira.
JEREMIAH
Non è un problema. Non succede nulla.
KEVIN
(sorpreso)
Non succede nulla? Hai gli uomini della famiglia Santorsi che ti voglio ammazzare
e mi dici che non succede nulla?
Jeramiah sorride pacato e non dice niente. Kevin fa un passo avanti e gli da
una pacca sulla spalla.
KEVIN
Io ti rispetto, Jeremiah, lo sai. Ma ormai hai una tua età! Guardati,
Cristo, sei vecchio! Non penserai di poter affrontare questa guerra come un
tempo, vero?
JEREMIAH
(scuotendo il capo)
No, certo che no. Infatti intendo lasciare la città per un po’ di tempo,
fino a quando le acque non si saranno calmate. O fino a quando qualcun altro
non avrà portato Santorsi alla ragione.
Kevin annuisce andando verso un tavolo.
KEVIN
Saggia mossa, J! E’ così che si parla!
Jeremiah e Nicole si scambiano uno sguardo.
NICOLE
Ti aiuterò a lasciare la città.
JEREMIAH
No, sarà rischioso.
NICOLE
(decisa)
Non ho mai detto che potessi discutere le mie decisioni.
Jeremiah le sorride, divertito, mentre Kevin arriva con una sacca. La poggia
sul tavolo e la apre: dentro è pieno di armi.
KEVIN
Ecco. Sono ferri che tengo per le emergenze. Prendete quello che vi serve, per
i soldi ci arrangeremo poi, Jeremiah.
Il vecchio guarda le armi per un secondo, poi sorride a Kevin e gli fa un buffetto.
JEREMIAH
Grazie, Kevin.
KEVIN
(sorridendo)
Il mio vecchio mi ha raccontato che gli salvasti la vita, in guerra. Te lo devo.
Allunga una mano e i due se la stringono, guardandosi negli occhi. Poi Kevin
sorride e indica la borsa.
KEVIN
Ci sono delle pistole, un paio di canne mozze e i proiettili. Mi dispiace di
non potervi fornire dei mini mitra, ma per procurarmi quelli ci vorrebbe un
po’ più di tempo.
JEREMIAH
Va tutto benissimo, Kevin. Grazie.
Il ragazzo sorride e guarda il vecchio mentre carica e controlla le armi. Poi
le passa a Nicole che le mette dentro la sacca, velocemente. Dopo un rapido
inventario, Jeremiah passa una pistola a Nicole e lui ne prende due, che sistema
nei pantaloni, sotto la giacca.
KEVIN
Vi serve un passaggio?
JEREMIAH
(scuotendo la testa)
No, è troppo pericoloso, davvero. Però se potessi prestarmi la
tua macchina te la riporterò e pagherò eventuali danni.
Kevin gli strizza l’occhio e annuisce.
KEVIN
Ma certo, venite con me, vi porto all’auto.
I tre vanno verso l’uscita della stanza e quando Kevin spalanca la porta sentiamo
esplodere diversi colpi di arma da fuoco e il suo corpo viene crivellato di
proiettili. Al rallenty vediamo il sangue schizzare in aria e il corpo che si
accascia a terra, gli occhi sbarrati e increduli.
Dissolvenza.
SCENA 22 – STRADA
Vediamo Lou che attraversa la strada di corsa, tra le macchine che suonano il
clacson e gli autisti che gli urlano dietro. Lou risponde a un paio e poi arriva
sano e salvo al marciapiede, dove c’è Seamus che lo aspetta, sorridendo.
I colori della pellicola sono quasi scomparsi, si notano solo poche gradazioni
dei colori più accesi.
LOU
Ciao! Scusa il ritardo, ma è stata una giornataccia!
SEAMUS
Non importa, davvero.
LOU
E invece importa. Bisogna sempre essere puntuali, agli appuntamenti. Non dimenticarlo
mai.
Strizza l’occhio al ragazzo e poi lo prende per la spalla, spingendolo verso
la sinistra dello schermo.
LOU
E adesso vieni che ti porto in un ottimo posto.
I due voltano l’angolo, seguiti dalla mdp, e dopo pochi passi, Lou indica un locale. E’ la tavola calda nella quale, di solito, va Seamus. Lou apre la porta e fa cenno al suo amico di entrare.
LOU
Vedrai: è il mio paradiso personale.
Il ragazzo entra, seguito dall’amico, e i due si dirigono a un tavolo vicino
a una finestra, dove prendono posto.
LOU
Vengo qui da anni. E’ la migliore tavola calda di Chicago, sai? E poi c’è
sempre bella musica e bella gente.
In sottofondo sentiamo "Georgia in my mind" di Ray Charles. Seamus
sembra rilassarsi, poggiato allo schienale del divanetto. Una cameriera arriva
al tavolo e sorride.
CAMERIERA
Ciao Lou!
Lui allarga le braccia e le cinge la vita, sorridendo estasiato.
LOU
Marnie! La mia adorata! Quand’è che mi sposi?
La cameriera ride e lo schiaffeggia scherzosamente. Lui la indica a Seamus.
LOU
Lei è la donna della mia vita: è bellissima, ha i fianchi ben
torniti e prepara un caffè meraviglioso. Solo che non mi vuole sposare.
Mi aiuti a convincerla?
Lei ride ancora e scuote la testa.
CAMERIERA
Sei il solito! Guarda che lo so che lo dici a tutte le cameriere di Chicago,
sai?
LOU
(facendo una smorfia)
Ahia! Beccato!
La cameriera tira fuori un block notes e una penna.
CAMERIERA
Allora? Che prendete?
LOU
Io prendo la torta di patate e del caffè.
SEAMUS
(guardando il menù)
Il pasticcio di verdure, grazie.
LOU
(indicando il ragazzo)
Lui è Seamus ed è il mio migliore amico. Trattatelo a modo, va
bene? E portagli la torta di frutta.
CAMERIERA
Va bene. Benvenuto Seamus.
Sorride al ragazzo e si allontana, dopo aver recuperato i menu.
LOU
Qui fanno una torta di frutta meravigliosa, vedrai…
Seamus sorride e si guarda intorno, ancora rilassato. In sottofondo ora sentiamo
"Mr. Lonely" di Johnny and the Hurricanes.
LOU
(serio)
Senti, Seamus, volevo parlarti di una cosa.
Il ragazzo si volta e lo guarda, colpito dal tono serio della voce.
LOU
Io…ho alcuni amici, ecco. Amici da anni e con i quali ci siamo fatti diversi
favori, molte volte. Un prestito di soldi o un aiuto quando un loro parente
aveva bisogno di lavoro o altro.
SEAMUS
(curioso)
Sì?
LOU
(sorride)
Ho parlato con questi miei amici e potrei averti trovato un lavoro. Un bel lavoro.
Come ragioniere.
Seamus per un attimo sembra non capire. Si inumidisce le labbra un paio di volte
e poi si sporge in avanti.
SEAMUS
Ragioniere?
LOU
Sì. Mi hai detto che hai studiato in carcere, no? Ecco. Il mio amico
Frankie ha una serie di lavanderie a secco e sarebbe disposto a prenderti in
prova. Per un paio di mesi potresti lavorare come apprendista, magari non ti
pagherebbero tanto, ma se vede che lavori sodo, è disposto ad assumerti.
SEAMUS
Lou…grazie…
LOU
(sorridendo)
Non devi ringraziarmi. Mi basta che accetti.
Seamus si fa serio e lo guarda negli occhi.
SEAMUS
Ho già un lavoro, però.
LOU
Quello puoi lasciarlo. Domattina vai dal tuo capo e gli dici che ti licenzi.
SEAMUS
(serio)
Non è così facile. E poi, scusa, mi hai detto anche tu che è
un lavoro nobile, no?
Lou annuisce e si morde un labbro. Poi si avvicina a Seamus e parla a voce bassa.
LOU
Io so che lavoro fai, Seamus. L’ho capito.
Tra i due cala il silenzio, la mdp stringe sul volto di entrambi, in primo piano.
Seamus lo guarda senza capire, poi sembra comprendere la verità.
SEAMUS
Come…
LOU
Non importa come. Non importa. Ma non puoi continuare a fare i lavori sporchi
per quel Nicholson, ragazzo.
SEAMUS
Non è così facile.
LOU
E’ facilissimo, invece. Tu non gli devi niente, lo capisci? Sei uscito di carcere
e hai pagato il tuo debito. Ora devi ricominciare una vita onesta, perché
se ti beccano a girare armato, a fare quello che fai, ti ritroverai dietro le
sbarre quando meno te lo aspetti. E chi pensi che ti aiuterà? Nicholson?
No, ragazzo, devi uscire prima. Devi uscirne ora.
SEAMUS
Credi che me lo permetteranno? Credi che sia così facile? Se lo faccio
potrebbero incastrarmi, ricattarmi o chissà cosa.
Lou sospira e si poggia allo schienale della sedia, mentre Seamus fissa il tavolo
furibondo.
LOU
Mi dispiace, Seamus. E’ tutta colpa mia.
Seamus alza lo sguardo di colpo e lo fissa, incredulo.
LOU
Quello che è successo. Il riformatorio. La tua sassata a James Wale.
Tutta colpa mia.
SEAMUS
Cosa…ma perché?
LOU
Sono stato io a istigarti. A dirti di farti rispettare. E guarda il risultato
che ho ottenuto.
Si passa una mano sugli occhi lucidi.
LOU
Sono anni che vivo con questa angoscia, ragazzo. Mi dispiace, ti ho rovinato
la vita.
Una lacrima gli rotola lungo la guancia.
SEAMUS
Non è così, Lou. Davvero.
Lou sembra colpito dalle sue parole, ma non dice nulla.
SEAMUS
C’è qualcosa, in me. Sono io.
LOU
Cosa intendi?
SEAMUS
Intendo che non c’è altro che io sappia fare. Potrei fare il ragioniere?
Certo. Ma per qualche motivo con una pistola sono più bravo di quanto
potrò mai essere con una penna in mano. Lavoro per Nicholson da un paio
di mesi e tutti hanno già paura di me. Si sono sparse voci. Si dice che
io sia spietato. E forse lo sono davvero.
Seamus guarda fuori dalla finestra, il sole sta sorgendo e vediamo la stanza
illuminata da una tenue luce arancione.
SEAMUS
E’ a questo che sono sempre stato destinato. A nient’altro. Era scritto che
io diventassi un violento, un criminale. Mio padre è morto, quando ero
in riformatorio, e questo è un bene. Chissà come avrebbe sofferto
se avesse visto cosa è diventato suo figlio.
Lou sbatte una mano sul tavolo, violentemente. Seamus si volta di soprassalto,
alle sue spalle vediamo la cameriera, che si stava avvicinando con i piatti,
fare dietrofront e tornare verso il bancone.
LOU
Ma cosa diavolo stai dicendo, ragazzo!? Destinato alla violenza? Mi verrebbe
la voglia di romperti la testa per vedere cosa c’è dentro, maledizione.
La tua vita è solo tua, Seamus. Se vuoi diventare un ragioniere, un pappone
o una stella del baseball puoi farlo, puoi provarci. Ma sei tu che decidi e
scegli, maledizione. E non venirmi a dire che il destino ha deciso che tu seguissi
la cattiva strada, perché mi fai uscire dai gangheri.
Seamus lo guarda silenzioso, gli occhi sbarrati, incredulo ancora una volta.
LOU
Tu non sei violento perché è così che vuole qualche fato
superiore. Tu lo fai perché non hai più avuto alternative da quanto
sei stato piccolo. Perché dal giorno in cui uccidesti quell’uomo, la
tua strada è stata piena solo di violenza. Ma puoi cambiare direzione,
Seamus! Puoi alzarti da questo tavolo e lasciare quel lavoro da criminale di
mezza tacca che ti hanno costretto a prendere! Puoi diventare un ragioniere
e magari un giorno sposarti con una brava ragazza. Avere dei figli, una casa,
anche un maledetto cane che dovrai portare fuori alle 4 del mattino.
SEAMUS
Io…
LOU
"Tu" un accidente! La sola cosa che devi fare è andare da chi
ti dice cosa fare e dirgli cosa tu vuoi fare! Tu e nessun altro! Né l’agente
Nicholson, né Lou Raymond, né il ricordo di un uomo che hai ammazzato
quando eri troppo piccolo per capire quello che stavi facendo!
Cala il silenzio tra i due e Lou sembra calmarsi. Si rimette seduto in maniera
composta e fa un cenno alla cameriera, che porta il cibo. Dopo che gli ha lasciato
i piatti davanti si allontana discretamente. Lou si asciuga un’ultima lacrima.
LOU
Non buttarlo via, ragazzo. Non gettare quello che sei.
Poi prende una forchetta e si mette a mangiare, in silenzio.
Dissolvenza. Seamus è a un telefono pubblico, impegnato in una conversazione.
SEAMUS
A questo punto volevo sapere da lei come mi devo comportare, signor Wallace.
Lo schermo si divide a metà e vediamo apparire, dall’altro lato, Randy Wallace (Christopher Walken). E’ seduto alla sua scrivania e sta fumando una sigaretta.
WALLACE
E’ una cosa che dipende da te, McClannad. Mi dici che non è possibile
evitare lo scontro?
SEAMUS
Temo di no, signore. Ho provato a parlare con Santorsi, ma non sembro aver ottenuto
risultati apprezzabili.
Wallace inspira il fumo e poi lo soffia, osservandolo sollevarsi in aria, con
attenzione. Poi scrolla le spalle.
WALLACE
Fai come ritieni opportuno. Non ho niente da dire, sull’argomento.
SEAMUS
Capisco. Ma vorrei fosse chiaro che se lei mi da il via libera, presto la famiglia
Santorsi potrebbe non fare più parte della città.
Wallace ride divertito e da ancora un tiro alla sigaretta.
WALLACE
Più torta per me, allora.
SEAMUS
(serio)
Comprendo. Allora ci risentiamo tra due giorni, signore.
WALLACE
Due? Soltanto?
SEAMUS
Non mi servirà di più.
WALLACE
OK. Vedi di non farti ammazzare, mi raccomando. Sei utile per i nostri affari,
lo dico sempre a Jude.
SEAMUS
Ci farò attenzione, signore.
Attacca la cornetta del telefono e prende un’altra moneta che infila subito nella feritoia. Compone un numero sulla tastiera e sentiamo il telefono suonare per un po’. Poi qualcuno risponde. Lo schermo si divide nuovamente in due, stavolta in lungo sullo schermo e, sulla parte superiore, compare un giovane seduto a una scrivania, in un ufficio trafficato e molto rumoroso. Al telefono risponde un uomo di mezza età, robusto, con i capelli grigi, impegnato a battere qualcosa al computer.
SPADE
Scrivania del tenente Spade.
SEAMUS
Sono tuo nipote.
Spade smette subito di scrivere e si concentra sulla chiamata.
SPADE
Era necessario telefonarmi?
SEAMUS
Volevo avvisarti che le cose si stanno per scaldare, in strada.
SPADE
Il tuo capo si sta muovendo?
SEAMUS
No, sono io che mi do da fare. Ho certe questioni personali da risolvere.
SPADE
Magnifico. Ora fai anche il freelance.
SEAMUS
(divertito)
Sì, una cosa simile. Avvisa i tuoi di starmi alla larga, OK? E vedi cosa
puoi fare per soffocare un po’ il clamore.
SPADE
E tu fammi il favore di non riempire le strade di sangue, va bene?
Seamus attacca la cornetta sorridendo beffardo e si aggiusta gli occhiali sul
naso. Poi si volta per andare per la sua strada. Quando attraversa la strada,
dopo pochi passi, sentiamo uno stridere di gomme e vediamo Seamus che viene
investito da una macchina, ribaltandosi sul cofano e poi scaraventato diversi
metri in avanti, sull’asfalto. La mdp lo inquadra dall’alto: è steso
sulla schiena, con i vestiti strappati in diversi punti e la cravatta rigirata
al contrario. La lente sinistra degli occhiali è incrinata con una spaccatura
che segue la lente, senza che questa tuttavia sia caduta in pezzi. Sentiamo
le portiere della macchina aprirsi e qualcuno scendere dall’auto. La mdp passa
in soggettiva, dal punto di vista di Seamus, steso a terra, lo sguardo fisso
in alto. Nel suo campo visivo entrano Clark e due tipi vestiti elegantemente.
Uno dei due guarda Seamus con attenzione e gli schiocca le dita davanti un paio
di volte.
CHARLIE
E’ morto? Non è che lo hai ammazzato?
CLARK
(sorridendo)
No, Charlie, non è morto. So fare il mio lavoro. Questo figlio di puttana
è vivo e vegeto, ma ora come ora non sa neanche come si chiama, fidati.
CHARLIE
E ora che ne facciamo, allora?
CLARK
Caricatelo sulla macchina e portatelo al rifugio. Io raggiungo gli altri e secco
il vecchio come da ordini di Santorsi.
L’inquadratura comincia a diventare sfocata, mentre la vista di Seamus si annebbia.
Anche i suoni diventano più indefiniti, confusi, fino a diventare incomprensibili.
Dissolvenza.
SCENA 23 - INTERNO LOCALE
Il corpo di Kevin è steso a terra, vediamo Jeremiah che impugna un’arma
e si affaccia alla soglia della stanza, aprendo il fuoco. Dopo aver sparato
diversi colpi, ruota su se stesso e si sposta dietro la porta, chiudendola velocemente
e girando la chiave. Ruota ancora e si mette accanto allo stipite, proprio quando
sentiamo degli spari provenire dall’altra camera e la porta viene sforacchiata
in diversi punti dai proiettili. Jeremiah fa un fischio a Nicole e gli indica
il fucile vicino a lei, facendole un cenno con la mano. Lei lo prende e glielo
lancia, lui lo afferra al volo, apre la porta di scatto e spara due colpi in
rapida sequenza. Vediamo finalmente una inquadratura della sala del bar: ora
non ci sono più dei clienti, ma ci sono diversi uomini armati, con le
armi puntate contro la stanza dove sono i due. I colpi di fucile di Jeremiah
centrano un paio di loro, che cadono all’indietro con un urlo. I restanti si
chinano leggermente, ma quando vedono che non ci sono altri colpi, aprono fuoco
a loro volta. Jeremiah si sposta ancora contro il muro, evitando di venire centrato.
Nicole intanto si avvicina alle finestre per controllarle, vediamo che ne spalanca
una e si trova davanti a delle sbarre che impediscono la fuga.
NICOLE
Cazzo…
Si volta verso Jeremiah, con lo sguardo affranto e lui annuisce senza dire nulla.
Lei prende due pistole e scivola dietro il tavolo, di fronte alla porta. Si
affaccia da sotto e vede uno degli uomini all’esterno che sta facendo dei segni
a qualcuno dei suoi, indicandogli di avvicinarsi alla stanza. Lei spara ripetutamente
e lo colpisce diverse volte. Questi cade all’indietro e vediamo due uomini che
si stavano avvicinando, gettarsi di lato, cercando riparo. Jeremiah si sposta
e si avvicina alla borsa, dove prende i proiettili e comincia a caricare il
fucile. Qualcuno spara dentro la stanza, costringendo Nicole a nascondersi dietro
il tavolo, il fuoco di sbarramento è così forte che sentiamo solo
colpi di arma da fuoco, al punto da sembrare assordanti. Vediamo qualcuno che
entra rapidamente nella stanza, puntando le armi contro il tavolo dietro al
quale si è rannicchiata Nicole e sparando. Jeremiah spinge con un colpo
secco una sedia davanti a lui e questa finisce tra le gambe dell’uomo, che cade
rovinosamente in avanti. Jeremiah gli spara un colpo centrandolo in pieno.
JEREMIAH
Dobbiamo uscire da qui.
NICOLE
(apprensiva)
Non so quanti siano, lì fuori.
Jeremiah le lancia il fucile e prende due pistole, poi si avvicina alla porta
velocemente.
JEREMIAH
Vediamo…
Si affaccia e apre il fuoco rapidamente, mirando in diversi punti. Poi si mette
al riparo.
JEREMIAH
Sono 8 persone sulla destra.
Si riaffaccia proprio mentre alcuni rialzano la testa e riapre il fuoco, centrandoli,
per poi rimettersi nella stanza.
JEREMIAH
6 sulla sinistra.
NICOLE
Non possiamo uscire.
JEREMIAH
Ma dobbiamo farlo.
Mentre stanno parlando sentiamo un rumore sordo, seguito da qualcosa che rotola.
I due abbassano lo sguardo e vediamo una granata rotolare per terra. Del fumo
comincia a uscire velocemente, saturando l’aria. Nicole sembra spaventata, Jeremiah
si avvicina a lei, dietro il tavolo e si toglie la giacca. Si leva la camicia
e strappa dei lembi di stoffa che le lega intorno al volto, coprendole il naso
e la bocca. Poi fa lo stesso per sé stesso. I due rimangono rannicchiati
per qualche minuto, la mdp si solleva lentamente, mostrando, dietro al tavolo,
tre uomini che entrano, appena visibili nella nebbia che si è creata.
Improvvisamente uno di loro urta il lacrimogeno per terra e in quel momento
Nicole e Jeremiah balzano in piedi e sparano, falciando i tre appena entrati.
La mdp inquadra la stanza dall’esterno, un leggero fumo esce dall’interno e
sentiamo una voce.
JEREMIAH
(fuori campo)
Li abbiamo presi. Via libera!
Gli uomini dentro la stanza sghignazzano soddisfatti e iniziano ad avvicinarsi. La mdp mostra l’interno della stanza, parzialmente oscurata dalla nebbia. Jeremiah è chinato sugli uomini e sta controllando i loro corpi, trovando altri fumogeni. Ne passa uno a Nicole e si mettono ai lati della porta. Lui alza una mano e conta fino a 3, poi i due levano la sicura e lanciano le granate dentro il bar. Una delle granate centra in pieno petto uno degli uomini e poi, sotto la spinta del gas che esce, scatta verso il volto centrandolo in pieno e stendendolo. L’altra atterra nel mezzo della stanza, ruotando su sé stessa mentre sputa il fumo. Nicole e Jeremiah approfittano della sorpresa ed entrano nella stanza, armati di pistole e aprono il fuoco, colpendo diverse persone, prima che riescano a reagire. Poi Nicole si getta dietro il bancone del bar, mentre Jeremiah si sposta rapidamente di lato e si pone alle spalle di un uomo, circonda il suo collo con un braccio e poi lo mette davanti a sé, facendosi scudo con il suo corpo proprio mentre qualcuno gli spara contro. Lo scudo umano viene centrato dai colpi e il vecchio apre il fuoco colpendo altri due in piedi, poco lontano. Nicole si affaccia da dietro il bancone e spara ancora, centrando uno degli uomini, che finisce lungo steso sul bancone del tavolo da biliardo. Il carrello dell’arma della ragazza indietreggia, rimanendo immobile: i colpi sono finiti. Nicole digrigna i colpi e si volta prendendo velocemente due bottiglie, quando si rigira le lancia con forza: una delle due colpisce al volto un uomo, mentre l’altra manca il bersaglio, andando a schiantarsi sul tavolo da biliardo. La ragazza si abbassa proprio mentre sparano di nuovo. Le bottiglie sul ripiano vanno in pezzi, schizzando pezzi di vetro e alcool ovunque. Nicole si rannicchia cercando di proteggere il volto dalle schegge. La mdp mostra due uomini che stanno sparando ancora contro il bar, mentre un terzo tira fuori uno zippo e lo accende. Vediamo che lo lancia dietro il bancone, la scena ci viene mostrata in rallenty, con l’accendino che ruota su se stesso e sparisce dietro il legno. Improvvisamente esplode una fiammata e sentiamo un urlo femminile. Nicole sbuca da dietro il bancone e si getta per terra, rotolando, con il giubbotto infiammato. L’uomo che ha lanciato lo zippo da di gomito e indica la ragazza, ma mentre lo fa Jeremiah gli spara uccidendolo. Uno dei due uomini restanti si volta verso il vecchio, mentre l’altro tira a sua volta fuori un accendino per lanciarlo contro la ragazza. Nicole intanto si è levata in fretta e furia la giacca e l’ha lanciata da un lato, mentre questa continua a bruciare. La ragazza rotola ancora e si ferma davanti al cadavere di uno degli uomini, prendendogli la pistola di mano. Poi la punta contro l’uomo che impugna l’accendino e fa fuoco, centrando lo zippo che esplode in faccia al suo aggressore. Il terzo dei killer fa fuoco contro Jeremiah, ancora nascosto dietro al cadavere di quello preso in ostaggio, i proiettili centrano la testa del corpo, spargendo sangue e cervella ovunque. Il vecchio spinge il corpo contro l’assalitore e poi si avvicina rapidamente, le armi puntate, sparando all’impazzata. Lascia cadere le armi e si china per raccogliere un’altra pistola, mentre Nicole si alza in piedi. Un uomo si getta alle spalle di Jeremiah e lo colpisce alla schiena con un pugno, poi lo scaraventa contro il juke box che inizia a funzionare male. Nicole si muove rapidamente verso l’uomo, che la intercetta con un calcio in pieno stomaco che la fa piegare in due. Poi raggiunge Jeremiah e lo prende per le spalle, sbattendogli violentemente contro il vetro del juke box che si infrange. Dall’apparecchio sentiamo suonare "Werewolf in London" di Warren Zevon, riusciamo appena a riconoscerne le note, ma subito si spengono in contemporanea a quando la mdp inquadra l’uomo che sta prendendo una pistola da terra e Nicole armata di stecca da biliardo piomba alle sue spalle, colpendolo con forza. L’uomo si accascia sul pavimento e la ragazza solleva la stecca e lo colpisce ancora, ferocemente, alcune volte. Poi si ferma con il fiatone e si guarda intorno: il locale è pieno di fumo e dietro al bancone ancora bruciano le fiamme alimentate dagli alcolici. I corpi degli assalitori sono praticamente ovunque. Lei si tocca la schiena e fa una smorfia di dolore, la mdp le ruota intorno e vediamo che dove si tocca la camicia è bruciata e lacera e la pelle sotto ustionata. Stringe i denti e si china su Jeremiah, steso per terra esanime. La parte destra del volto è una maschera di sangue, tagliata dal vetro del juke box. Apre gli occhi, visibilmente stordito.
NICOLE
(sollevata)
Sei ancora vivo, grazie al cielo.
JEREMIAH
(sorride)
Abbiamo vinto?
NICOLE
Sì. Sì, abbiamo vinto.
Lo aiuta a rialzarsi e lui si poggia a lei. Da un’occhiata al locale e poi scuote
la testa con fare stanco.
JEREMIAH
Stupido vecchio. Sono stato fortunato.
Nicole si incammina verso l’uscita e lui la segue, a piccoli passi.
NICOLE
Ce la siamo cavata bene.
JEREMIAH
(rammaricato)
Stupido vecchio.
Stacco.
SCENA 24 – ESTERNO NOTTE – STRADA
Seamus sta camminando per strada. Ormai i colori della pellicola sono quasi
del tutto scomparsi e l’immagine è virata quasi del tutto in grigio.
Improvvisamente sentiamo un colpo di clacson e lui si ferma, guardandosi intorno.
Dall’altro lato della strada c’è un’auto, l’autista sfanala un paio di
volte per farsi vedere. Seamus si guarda intorno e poi attraversa la strada,
a passo di corsa. Arrivato accanto si abbassa all’altezza del finestrino del
passeggero e la mdp mostra, alla guida, l’agente Nicholson.
SEAMUS
(nervoso)
Buonasera.
NICHOLSON
(allegro)
Ehilà, Seamus. Sali a bordo, dobbiamo fare due chiacchiere.
SEAMUS
Non…mi dispiace, ma sono un po’ stanco. Possiamo fare un’altra volta?
Una voce giunge dai sedili di dietro della macchina, Nicholson e Seamus si voltano a guardare.
DANNY
Sali a bordo, ragazzo. Non me lo fare ripetere un’altra volta.
Seamus sembra molto teso, guarda l’agente Nicholson che gli strizza l’occhio,
sempre mentre sorride. Sospira e sale a bordo, dopo di che la macchina parte.
La mdp la inquadra mentre si muove per le strade di Chicago.
DANNY
Nicholson mi dice che ci lasci. Che non vuoi più lavorare per me.
Seamus annuisce.
DANNY
Non credo di avere sentito quello che dicevi, McClannad.
SEAMUS
Sì, signore. Ho trovato un altro lavoro, adesso.
NICHOLSON
(sorridendo)
Qual è il problema, McClannad? Non sei contento? Non ti trattiamo bene?
SEAMUS
Non è questo, signore.
NICHOLSON
E allora? Sei uscito di carcere e noi abbiamo avuto fiducia in te. Mi dici cosa
mai ti è saltato in mente?
SEAMUS
Ascoltate, non ho nulla contro di voi e contro quello che fate. Non sono affari
miei. Ma è illegale e io sono già stato in carcere. Se succede
qualcosa, se qualcosa va storto, io finisco di nuovo dietro le sbarre e non
so neanche quando ne uscirei.
NICHOLSON
Qualcosa di storto? Del genere?
Seamus non dice nulla e guarda fuori dal finestrino.
NICHOLSON
Qualcosa del tipo la polizia che ti arresta? Andiamo McClannad, sono io la polizia!
Sono io che mi occupo di te e che faccio in modo che tu non abbia problemi dai
miei colleghi. Credi che sia la prima volta? Sono anni che usiamo ex galeotti
per questi lavori e non ci sono mai stati problemi.
Seamus non dice nulla, Nicholson guarda nello specchietto retrovisore e sorride
ancora.
NICHOLSON
Allora facciamo così: ti prendi una settimana di vacanza. Ti anticipiamo
la paga del mese prossimo. Ti rilassi, ti diverti, ti trovi un po’ di compagnia.
Poi si ricomincia tutto la settimana prossima. Che ne dici? Ci stai?
Seamus per un attimo sembra combattuto, ma poi scuote la testa.
SEAMUS
No. Vi ringrazio davvero molto per l’offerta, ma ho chiuso.
L’agente smette di sorridere e assume uno sguardo afflitto.
NICHOLSON
(afflitto)
Io ci ho provato, ragazzo. Dovremo fartelo capire nell’altro modo.
Prima che Seamus riesca a chiedere qualcosa, nell’inquadratura entrano le mani
di Danny che impugnano un laccio. Lo calano sulla gola del giovane e tirano
violentemente all’indietro, mozzandogli il fiato. Seamus fa un verso strozzato
e comincia ad agitarsi cercando di liberarsi. La mdp mostra l’auto che svolta
in un vicolo e poi entra dentro un garage. L’interno della costruzione è
buia e i fari della macchina sono la sola fonte di luce. L’auto si ferma di
colpo e Nicholson scende rapidamente dalla macchina, fa il giro e arriva al
posto del guidatore, spalanca la porta e colpisce Seamus con un pugno, poi con
un altro. Poi lo afferra e lo scaraventa violentemente a terra, colpendolo con
dei calci al petto e al volto. Danny scende a sua volta dalla macchina e anche
lui picchia selvaggiamente il ragazzo. Poi si china e lo guarda, prendendogli
il volto tra le mani.
DANNY
Cosa credi di fare, stronzo? Chi pensi di essere? Tu non te ne vai! Tu non hai
scelta, hai capito!? Sei roba mia, McClannad! L’aria che respiri, i vestiti
che porti, il cibo che mangi! Anche il tuo secco culo da irlandese del cazzo
è mio!
Lo colpisce ancora e poi fa un cenno a Nicholson che si sposta di lato. Danny
solleva Seamus, stordito, e lo spinge più in là, facendolo cadere
ancora una volta. Gli poggia un ginocchio sulla schiena e lo prende per i capelli,
sollevandone il capo e puntando qualcosa davanti a lui. La mdp si sposta e vediamo
che, illuminato dai fari, c’è Lou, seduto su di una sedia, legato e imbavagliato.
Dalla tempia perde del sangue e il suo sguardo è spaventato.
DANNY
Pensavi che non lo sapessi? Pensavi che non conoscessi il tuo amichetto? Io
so tutto, hai capito!? Non puoi nascondermi nulla!
Fa un cenno con il capo a Nicholson che estrae una pistola e spara contro Lou
diversi colpi. Sul suo torso si formano i buchi delle pallottole e il sangue
schizza, nebulizzato, nell’aria. Seamus emette un suono strozzato e comincia
a piangere. Danny si china verso di lui.
DANNY
Tu te ne vai e la gente muore. Non ci riprovare mai più.
Si alza e sale in macchina. Nicholson si ferma vicino al corpo di Seamus e lo
guarda, tracottante.
NICHOLSON
Lascia che ti spieghi come andranno le cose, McClannad. Ora tornerai a lavorare
per noi, senza più discutere. Noi saremo gentili e faremo finta di non
ricordarci quello che è successo. Fai bene il tuo lavoro e noi sapremo
premiarti. Alza di nuovo la testa e farai la fine del tuo amico.
Guarda Seamus a terra e sputa poco lontano.
NICHOLSON
Ci vediamo stasera al mio appartamento per i nuovi incarichi.
Si volta e sale in macchina. Quando accende la macchina il rombo del motore
diventa assordante. In contemporanea vediamo un primo piano del volto di Seamus
che spalanca gli occhi. La pellicola è tornata a colori. Indossa ancora
gli occhiali con la spaccatura lungo la lente. La mdp allarga l’inquadratura
e lo vediamo ripreso dall’alto, steso su un letto. Le braccia sono incrociate
e un paio di manette gli tengono ferme i polsi. La mdp fa una panoramica della
camera e vediamo che è poveramente arredata, con solo il letto, una sedia
in legno e degli scatoloni in cartone sparsi ovunque. La porta si apre e vediamo
uno degli uomini di Clark, Charlie, che si affaccia. Appena vede che Seamus
è sveglio si avvicina a lui.
CHARLIE
Ben svegliato. Stai buono lì, Clark ammazza il tuo vecchio e poi ci occupiamo
di te. E non ti mettere in testa di fare casino, siamo in una zona isolata.
Gli sorride beffardo e si volta, uscendo dalla stanza. Seamus rimane fermo,
fissando il soffitto senza dire nulla, sembra quasi non respirare. Poi improvvisamente
digrigna i denti, la mdp mostra un primo piano delle sue mani e vediamo che
si afferra il pollice della mano sinistra e spinge con forza. Udiamo uno schiocco
secco e lui digrigna i denti, gemendo. Poi spinge le manette e ora la mano sinistra
sguscia fuori, visto che l’osso del pollice è spostato. Una volta liberata
la mano, Seamus tira un profondo respiro e spinge ancora una volta il pollice.
Sentiamo un altro schiocco secco e il dito scivola nuovamente al suo posto.
Si alza dal letto e si guarda intorno, sembra furibondo. Poi prende la sedia
e la piega di lato, colpendone una gamba con un calcio e staccandola. Fa lo
stesso con l’altra e le prende in mano, come fossero due bastoni. Rapidamente
si avvicina alla porta, proprio mentre questa si apre verso di lui. La calcia
violentemente e la risbatte indietro. Sentiamo un urlo, dall’altra parte. Seamus
apre la porta e vediamo Charlie che preme una mano sul volto, come se fosse
stato colpito. Appena vede Seamus fa per estrarre una pistola dalla fondina
ascellare, ma subito il killer gli colpisce il braccio all’altezza del gomito.
Charlie si raddrizza urlando e Seamus fa scattare il bastone con un rapido colpo
alla gola che lo fa cadere in ginocchio, mentre sputa sangue dalla bocca. La
porta di ingresso della stanza di spalanca e vediamo che un tizio sta entrando,
mentre legge un giornale. Seamus corre rapidamente verso di lui, usa una sedia
come gradino e spicca un balzo in avanti, tirando una ginocchiata in faccia
al suo avversario. Questi vola brutalmente all’indietro. Allora il killer lo
raggiunge e si lascia cadere con tutto il peso del suo corpo contro il torace
dell’uomo, con le due ginocchia. L’uomo lancia un verso strozzato e Seamus gli
pianta uno dei due bastoni di punta in gola. Poi si ferma, la mdp carrella per
la stanza, nel silenzio totale. Poi si rialza e controlla i corpi: la mdp lo
mostra mentre prende delle chiavi di una macchina e le pistole con relativi
caricatori. Lo vediamo uscire dalla stanza e la mdp lo segue velocemente, mostrandocelo
in piano sequenza mentre esce dalla casa, si guarda intorno e poi si dirige
con passo sicuro verso una macchina. La apre usando le chiavi che ha rubato
e sale a bordo, partendo rapidamente.
La mdp mostra la macchina che sfreccia per le strade e la inquadra da davanti,
mostrandoci Seamus che guida, tesissimo. Zooma lentamente verso di lui e stringe
sempre di più fino a inquadrare uno dei suoi occhi castani. Improvvisamente
la mdp zooma all’indietro e vediamo che la pellicola è diventata in bianco
e nero. Ormai ci sono pochissimi colori, come l’occhio di Seamus e le luci del
corridoio nel quale sta camminando. Arriva davanti a una porta e la spalanca
di colpo. La mdp ci mostra in soggettiva la stanza e vediamo l’agente Nicholson
seduto a un tavolo che gioca a poker con altri due tizi. Tutti e tre hanno uno
sguardo sorpreso, nel vederlo. Seamus non dice niente e spara con la pistola
che ha in mano, uccidendo i due tizi e ferendo l’agente a una spalla. Si avvicina
e lo colpisce al naso con l’impugnatura dell’arma, facendolo urlare ancora.
SEAMUS
(freddo)
Dove sta Danny?
NICHOLSON
(sofferente)
In bagno…
Indica con la testa verso una porta. Seamus lo colpisce ancora una volta alla tempia, facendolo cadere per terra. Poi si dirige a grandi passi verso la porta e la apre. Vediamo che c’è Danny, intento ad alzarsi le brache, mentre una mano impugna una pistola con silenziatore. Alza lo sguardo, spaventato, e subito Seamus lo colpisce con un pugno, facendolo sbattere contro una parete. Poi lo prende per i capelli e gli spinge la testa dentro il water, ripetutamente. Infine ce lo spinge dentro con forza, punta la sua pistola alla nuca e spara, macchiando la porcellana del water e le mattonelle intorno di sangue. Lancia un ultimo sguardo e poi torna nell’altra camera. Nicholson è steso a terra, che striscia verso la porta. Seamus gli pianta un piede sulla schiena e si piega in avanti.
SEAMUS
Hai fretta di lasciarmi, Nicholson?
NICHOLSON
Che cazzo ti è saltato in testa, McClannad!? Io ti distruggo! Sono un
poliziotto!
Seamus toglie il caricatore dalla pistola e lo osserva.
SEAMUS
Ti spiego come andranno le cose, probabilmente. Dopo che ti avrò ammazzato
io andrò a casa mia e attenderò che arrivino i poliziotti a prendermi.
Dopo di che racconterò tutto quello che è successo e porterò
le prove. Vediamo quanto carcere mi toccherà fare, dal momento che qualche
tuo amico sbirro corrotto sarà felice di essersi tolto te dai piedi.
Che ne pensi?
NICHOLSON
Vaffanculo…
SEAMUS
Lo immaginavo.
Punta la pistola e preme il grilletto. Vediamo la fiammata della pistolettata
che esplode, in rallenty e mentre la fiamma si dissolve vediamo che il colore
rosso svanisce. Ora tutta la pellicola è in bianco e nero.
Dissolvenza.
Scena 25 – ESTERNO CASA DI JEREMIAH
Jeremiah e Nicole scendono da una macchina e si avviano lungo il vialetto della
casa del vecchio. Jeremiah si passa una mano sul lato destro del viso, coperto
di sangue. Lo zigomo si è gonfiato e l’occhio è semi chiuso. Nicole
lo sorregge mentre si avvicinano alla porta di casa.
JEREMIAH
Non vedo nulla sulla destra…maledizione…
Salgono un paio di gradini e lui cerca le chiavi di casa.
NICOLE
Ora cerco di pulirti la ferita. Poi dovremo inventarci una storia per il pronto
soccorso.
JEREMIAH
Niente pronto soccorso. Devo trovare Santorsi, prima.
Nicole gli prende le chiavi di mano e lo guarda, sorpresa.
NICOLE
Come? E perché?
JEREMIAH
Perché devo ammazzare quel figlio di puttana, ecco perché.
NICOLE
Non credo sia una buona idea…
Jeremiah digrigna i denti.
JEREMIAH
Non importa. Lo affronterò da solo.
NICOLE
E che n’è stato dell’idea di lasciare la città per un po’? E dei
tuoi discorsi su quanto fosse sbagliato ammazzare le persone?
JEREMIAH
Ho detto anche che non puoi lasciare questo lavoro quando vuoi. Evidentemente
devo ancora risolvere alcune cose, prima di potermene andare.
NICOLE
(scuotendo la testa)
No, io…
JEREMIAH
(furibondo)
Maledizione, Nicole! Non capisci!? Se scappo ora, vivrò per sempre sapendo
di essere scappato! Prima era diverso! Prima era una questione tra Seamus e
Santorsi! Adesso sono stato tirato dentro per i capelli e non intendo fuggire
perché sono vecchio!
NICOLE
(furibonda)
Ma tu sei vecchio! Sei un vecchio killer ormai fuori allenamento! Hai rischiato
di morire, in quel bar! Come pensi di riuscire a uccidere Santorsi se a malapena
ti reggi in piedi!?
Le parole della ragazza sembrano colpire Jeremiah come un pugno. Non dice nulla,
si limita ad allungare una mano. Lei la guarda e poi sospira, passandogli le
chiavi.
JEREMIAH
(serio)
Vai via. Non ti voglio con me, mentre risolvo questa faccenda.
Nicole lo guarda ferito, ma lui evita di guardarla negli occhi.
NICOLE
Va bene. Stupido…vecchio.
Si volta di scatto e scende i gradini, vediamo che ha gli occhi lucidi. Si passa
una mano sulla guancia per scacciare una lacrima, mentre, sullo sfondo, vediamo
il vecchio che cerca di infilare le chiavi nella toppa. La ragazza alza lo sguardo
e, improvvisamente, si gela sul vialetto di casa. La mdp allarga l’inquadratura
e mostra Clark, con la pistola puntata, che sorride. Spara un colpo e lei si
rannicchia come per proteggere il corpo, ma non viene colpita da nulla. C’è
un rapido stacco e vediamo Jeremiah voltato e un foro aprirsi in schiena, in
corrispondenza a dove è entrato il proiettile. Il sangue schizza sulla
porta e lui ruota su se stesso, con gli occhi sbarrati. Scivola lentamente a
terra, lasciandosi alle spalle una scia rossa. Nicole si volta e comincia a
correre verso il giardino, Clark ride e le corre dietro. La raggiunge poco dopo
e la spinge in avanti, facendola cadere per terra. Lei rotola sul terreno e
lui la raggiunge subito, colpendola con un calcio allo stomaco, mozzandole il
fiato.
CLARK
(ridendo)
Siamo rimasti solo io e te, dolcezza.
Prende la pistola e la infila nella fondina appesa alla cintura. Nicole boccheggia,
cercando di prendere fiato e si guarda intorno cercando una via di fuga. Clark
si leva la giacca in pelle e la lancia poco più in là.
CLARK
Non sarò molto gentile, voglio che tu lo sappia. Ma se tu lo sarai con
me e non farai storie, magari dopo ti ammazzo sen…
Non fa in tempo a finire la sua frase, perché Nicole ruota su sé
stessa e calcia il manico del rubinetto che sbuca dal muro. La pressione dell’acqua
fa scattare improvvisamente la pompa per innaffiare come se fosse un serpente
e questa schizza violentemente verso l’alto, colpendo Clark al volto e mandandolo
lungo disteso. Lei si rialza in piedi e gli piomba addosso, colpendolo al volto
ripetutamente, lui è troppo stordito per reagire. Nicole prende la pistola
dalla fondina e gliela punta al volto urlando. La mdp zooma sugli occhi dell’uomo,
che li sbarra spaventatissimo, ma subito sentiamo un colpo di pistola. La mdp
inquadra la scena in campo lungo, con Nicole a cavalcioni dell’uomo, ferma,
i capelli che le coprono il viso, mentre è scossa dai singhiozzi. Si
alza lentamente e si muove verso la porta di casa, zoppicante. Si avvicina a
Jeremiah, steso lungo le scale, esanime. Gli prende il capo tra le braccia e
comincia a singhiozzare, il corpo scosso dai tremiti. Sentiamo in sottofondo
"Sleeps with butterflies" di Tori Amos.
NICOLE
(disperata)
No, ti prego…anche tu no…
Una macchina ferma davanti al vialetto della casa, con stridore di gomme e vediamo
Seamus che scende velocemente, la pistola in pugno. Quando vede la scena rimane
immobile, per un istante, incapace di fare alcunché. Nicole lo guarda
per un attimo e continua a piangere. Lui si avvicina lentamente e si china sul
corpo di Jeremiah. Gli prende la mano e lo guarda, senza parlare.
NICOLE
(piangendo)
Fai qualcosa…ti prego…
Jeremiah apre lentamente gli occhi e vede Seamus. Sul suo volto si forma un
sorriso, ma subito richiude gli occhi. La mano che Seamus stringe, diventa improvvisamente
molle. Nicole piange ancora più forte.
NICOLE
No…no…
Seamus si alza in piedi e se ne va, dirigendosi verso la macchina. La ragazza
lo guarda, sconvolta.
NICOLE
Dove stai andando!?
Seamus non risponde e continua a camminare. Il volto di Nicole passa dalla tristezza
a qualcosa che sembra vero odio.
NICOLE
Torna qui! Lui è morto per colpa tua!
Seamus salte in auto e riparte in tutta fretta. Nicole guarda il corpo di Jeremiah
e lo abbraccia.
Stacco.
SCENA 26 – INTERNO – BAGNO
Leonard è in piedi davanti a dei bagni a muro e sta facendo pipì.
Fischietta un motivo allegro, mentre guarda davanti a sé. La mdp lo inquadra
a mezzo busto e vediamo, alle sue spalle, la porta del bagno che si apre. Ne
entra Seamus e si ferma alle sue spalle.
SEAMUS
Dov’è Santorsi?
Leonard ha un sobbalzo. Volta la testa e ricomincia a respirare.
LEONARD
Gesù, McClannad che cazzo ti passa per la testa!? Mi sono quasi pisciato
addosso!
SEAMUS
Rispondi alla mia domanda, Leonard.
LEONARD
Ah guarda non ricominciare, eh? Non lo so dov’è. E’ fuori città
con la famiglia.
Seamus punta la sua pistola alla nuca del ragazzo, che assume un’espressione
terrorizzata.
SEAMUS
Dov’è?
LEONARD
Alla prima comunione del nipotino. Cazzo, non mi sparare, ti prego!
SEAMUS
Dove fanno il battesimo?
LEONARD
Nella chiesetta di Saint Louis, sulla River.
SEAMUS
Chi?
LEONARD
(nervosissimo)
Lui, la figlia e il marito.
SEAMUS
E chi altri?
LEONARD
Cazzo non lo so! Credo nessun altro! Voleva una cosa privata!
SEAMUS
E allora tu perché lo sai?
LEONARD
(piagnucolando)
Perché conosco il suo autista…gioco con lui a poker…
Seamus mette via la pistola e lascia il bagno senza dire nient’altro. Leonard
rimane fermo, con gli occhi chiusi, mentre suda.
LEONARD
Ehi? Sei ancora lì?
Stacco.
SCENA 27 – INTERNO CHIESA
Dentro una piccola cappella c’è Santorsi, accanto a una coppia, evidentemente
la figlia e il genero. Tra di loro un bambino piccolo, di circa 8 anni. Davanti
al gruppetto c’è un prete che parla, noi non sentiamo cosa dice perché
sentiamo il "Lacrimosa" del "Requiem" di Verdi. La mdp carrella
all’indietro e vediamo due guardie del corpo ferme più in là,
le mani congiunte, in preghiera. La mdp arriva fino al portone della Chiesa,
questi si apre e vediamo entrare Seamus che avanza, in rallenty. La mdp carrella
dal sinistra verso destra e vediamo il killer con in mano due pistole che apre
il fuoco verso le due guardie del corpo. Poi continua la sua camminata e spara
verso il prete, in piedi davanti all’altare, che cade riverso all’indietro.
Santorsi infila una mano nell’interno della giacca, per prendere la propria
arma, Seamus gli spara contro e lo centra alla mano, forandogliela e staccandogli
un dito. Santorsi cade in ginocchio, mentre figlia e marito cercano una via
di fuga. Seamus, ormai a pochi passi, spara contro loro due, centrandoli in
testa. Poi si ferma davanti al bambino, che lo guarda, terrorizzato. Lascia
cadere una pistola e tira fuori il caricatore, per infilarne uno nuovo.
SEAMUS
Ti spiego come andranno le cose, probabilmente.
Il bambino lo guarda, tremebondo.
SEAMUS
Quando tutto questo sarà finito, tu avrai due scelte. Potrai diventare
una persona retta, scordarti di tutto questo, cercare di seguire delle orme
diverse da quelle di tuo nonno. Oppure potresti crescere carico di odio e rabbia
e cercare la vendetta. Diventare spietato e cercarmi per anni, per uccidermi.
Santorsi guarda Seamus con odio.
SANTORSI
Lascialo stare, bastardo!
SEAMUS
(ignorandolo)
Fino a quando tuo nonno sarà vivo, allora dovrai fare quello che vuole
lui, perché è la tua famiglia. Ed è un uomo potente. Quindi
la seconda scelta sarà, in realtà, obbligata.
Seamus si volta e spara contro Santorsi, centrandolo in mezzo agli occhi.
SEAMUS
Adesso, invece, potresti crescere come tutti i tuoi coetanei. Innamorarti, sposarti,
avere dei figli. Avere il lavoro dei tuoi sogni e morire sereno nel tuo letto.
Dovresti solo dimenticarti questo tremendo, orribile giorno. Dovresti solo dimenticarti
la mia faccia. E allora una vita normale ti aspetterebbe.
Seamus sospira e guarda il piccolo negli occhi.
SEAMUS
Credi che riuscirai a dimenticarmi? Pensi che potresti dimenticare tutto quello
che hai visto oggi?
Il bambino lo guarda ancora senza dire nulla. Poi scuote la testa, lentamente.
SEAMUS
(triste)
Lo so. E sai perché? Perché non c’è una reale scelta. C’è
sempre qualcun altro che sceglie per noi, piccolo.
Gli sorride, poi la mdp passa in campo lungo e mostra Seamus che punta la pistola contro la testa del bambino e spara un colpo. Il piccolo corpo cade per terra.
Stacco.
SCENA 28 – INTERNO CAMERA DI SEAMUS
La pellicola torna in bianco e nero. Siamo di nuovo alla scena iniziale del film, Seamus è seduto davanti a Randy Wallace e lui gli sta sorridendo.
WALLACE
Se non sei stupido, tu sai perché sono qui. Tu sai…cosa hai fatto per
meritarti una mia visita.
SEAMUS
(freddo)
E’ per Nicholson.
WALLACE
(sorridendo)
Bingo! E’ per Nicholson. Sono qui, perché tu hai fatto fuori Nicholson
e Danny Piper.
Seamus annuisce senza dire nulla. Wallace prende un porta sigarette dall’interno
della giacca e se ne accende una.
WALLACE
Perché lo hai fatto?
SEAMUS
Erano suoi uomini?
WALLACE
Miei uomini? (ride) No, no, non erano miei uomini.
SEAMUS
Allora perché vuole sapere cosa mi ha spinto a ucciderli?
L’uomo alle spalle di Wallace sembra infuriarsi. Questi alza una mano e scuote
una testa.
WALLACE
Di solito la gente non mi risponde con una domanda. Ma diciamo che ci siamo
appena conosciuti, OK?
Si sporge in avanti e strizza l’occhio.
WALLACE
Per stavolta passa.
Si poggia di nuovo allo schienale della sedia e da un tiro alla sigaretta, poi
sbuffa il fumo.
WALLACE
Nicholson e Piper erano un fastidio per me. Avevano cominciato a essere un peso,
spaventavano i negozianti, prendevano troppi soldi dalle scommesse. Stavo cercando
un modo per levarmeli di torno.
Seamus non dice nulla.
WALLACE
Del resto quel Nicholson era pur sempre un poliziotto.
SEAMUS
Lo so.
WALLACE
Già. E poi sei arrivato tu e li hai ammazzati.
SEAMUS
Sì.
WALLACE
E quindi io ti chiedo: perché l’hai fatto?
Seamus sembra pensarci su per un attimo, poi guarda Wallace serio.
SEAMUS
Erano due persone cattive.
Wallace sembra divertito. Scuote la sigaretta, facendo cadere la cenere per
terra.
WALLACE
E tu è questo che fai? Sei una persona buona che uccide le persone cattive?
SEAMUS
No.
WALLACE
E allora perché li hai uccisi?
SEAMUS
Perché sono più cattivo di loro.
Wallace lo guarda con attenzione e poi ride divertito.
WALLACE
Sì, lo so. Ho sentito in giro il tuo nome, McClannad. Si parla di te,
nelle strade. Si diceva che fai paura, che sei un po’ pazzo. E, diamine, in
effetti hai un piglio mica male, sai?
Sorride ancora e si sporge in avanti.
WALLACE
(facendo l’occhiolino)
Ma io sono più cattivo di te, ricordatelo sempre.
SEAMUS
Cercherò di non dimenticarlo.
WALLACE
(soddisfatto)
Grandioso. Perché se lavorerai per me, dovrai portarmi rispetto, mettitelo
in testa. Questo atteggiamento conservalo per i tuoi compagni di lavoro o per
chi devi intimorire. Con me devi comportarti in maniera adeguata.
Seamus per la prima volta sembra colpito.
SEAMUS
Lavorare per lei?
WALLACE
Sì. Ora che hai ammazzato quei due, il tuo nome sta diventando qualcosa
di conosciuto. Sei ancora giovane. Ti farai. E io ti sto offrendo una casa,
l’equipaggiamento e, cosa più importante, una buona paga.
SEAMUS
So fare il notaio.
WALLACE
(divertito)
Non me ne frega niente. Se lavorerai per me comincerai con lo stesso incarico
che avevi per quei due stronzi. Ma sei un ragazzo sveglio e io so di avere intuito:
farai strada. E sarò lieto di fartela fare sotto la mia protezione.
Seamus non dice nulla per un po’. Poi sospira e allunga una mano.
SEAMUS
D’accordo.
Wallace sorride e gli stringe la mano a sua volta.
WALLACE
Bene. Per prima cosa ti do qualche soldo per andare a vivere in una topaia migliore
di questo posto.
SEAMUS
Quando comincio?
WALLACE
Hai già cominciato. Jeremiah!
Dalla porta fa il suo ingresso Jeremiah, più giovane. I capelli sono ancora scuri, anche se delle strisce grigie sono comparse. Si ferma davanti al tavolo, mentre Wallace si alza.
WALLACE
(dandogli una pacca sulla spalla)
Questo è il nostro nuovo ragazzo. Spiegagli cosa fare e portalo con te,
per i primi lavori.
Si volta ed esce dalla stanza. Seamus si alza e Jeremiah allunga la mano.
JEREMIAH
Mi chiamo Jeremiah, piacere.
SEAMUS
Seamus McClannad.
La mdp inquadra le loro mani mentre si stringono.
Stacco.
SCENA 29 – INTERNO CASA DI SEAMUS
Seamus è fermo davanti alla finestra, che guarda fuori: il cielo è
grigio piombo e sta ancora piovendo. Qualcuno bussa alla porta, lui va ad aprire
e si trova davanti a Nicole.
SEAMUS
(sorridendo)
Ciao, ragazzina. Entra.
Si sposta di lato e lei entra, senza dire nulla. Seamus chiude la porta, dandole
le spalle.
SEAMUS
Che ci fai qui?
Quando si volta la trova con la pistola puntata contro di lui. Per un attimo
rimane sorpreso, poi sembra rilassarsi.
SEAMUS
Perché la cosa non mi stupisce?
NICOLE
Hai lasciato Jeremiah da solo.
SEAMUS
Era morto.
NICOLE
Potevi portarlo al pronto soccorso!
SEAMUS
Era morto, dannazione! Non potevo fare più nulla!
Nicole infila una mano in tasca, senza levargli gli occhi di dosso, e ne tira
fuori una foto. La porge al killer, che la prende, pazientemente. La mdp ci
mostra l’immagine: è Nicole con due ragazze, insieme a loro posa Padre
Doherty (Jeremy Irons). Sembrano tutti molto felici.
SEAMUS
(sarcastico)
Devo ricambiare con le mie foto delle vacanze di natale?
Nicole fa un passo avanti.
NICOLE
Lo conosci?
SEAMUS
Chi, il beccamorto? No.
NICOLE
Si chiamava Padre Richard Doherty. Era il mio parroco.
SEAMUS
(sprezzante)
Ah interessante…
NICOLE
Era l’uomo che amavo. E tu lo hai ammazzato.
Seamus la guarda e un sorriso sarcastico si abbozza sulle labbra.
SEAMUS
Prendo atto.
La ragazza sembra sconvolta.
NICOLE
Non hai capito cosa ti ho detto!? Lo hai ucciso, maledetto!
Seamus si toglie gli occhiali e li pulisce con un fazzoletto.
SEAMUS
Io mi rendo conto che tu sia sconvolta, perché un uomo malvagio ha ucciso
la persona che amavi. Ma vuoi sapere che cos’era per me quell’uomo?
Si rimette gli occhiali e guarda la ragazza, serio.
SEAMUS
Due proiettili in meno nel mio caricatore.
A quelle parole Nicole sembra ancora più sconvolta, alza il cane dell’arma per sparare, ma Seamus è più veloce. Le si avvicina rapidamente e la colpisce con un pugno al fianco dove era stata ferita quando si sono incontrati. Lei lancia un urlo e lascia l’arma, che lui prende al volo. Poi la colpisce con un gancio al volto e lei cade per terra. Seamus leva il caricatore dalla pistola e tira indietro il carrello, facendo volare fuori il proiettile in canna, il tutto con pochi gesti precisi. Poi getta tutto sul letto e guarda la ragazza furibondo. La solleva per le spalle e la scaraventa contro il muro, colpendola subito con due pugni ai fianchi. Nicole lancia un urlo e cade per terra.
SEAMUS
Hai fatto tutta questa strada per questo, ragazzina?
La colpisce ancora al fianco con un calcio.
SEAMUS
Per vendicarti di un prete morto ammazzato in una chiesetta di campagna?
Nicole poggia le mani per alzarsi, Seamus le schiaccia la destra con un piede.
SEAMUS
Lo senti? E’ dolore.
Lei si aggrappa alla sua gamba e lui le sferra un pugno al volto, facendole
mollare la presa.
SEAMUS
Stai sanguinando perché sei viva!
La ragazza cade a terra con un urlo.
NICOLE
L’hai…ucciso…
Seamus digrigna i denti e la colpisce ancora.
SEAMUS
E’ morto! Tu sei viva!
La rimette in piedi e lei cerca di colpirlo con un pugno, lui schiva facilmente
e la colpisce con un pugno allo stomaco, lei si piega in avanti e lui la prende
al volo. Le passa alle spalle e la stringe in una presa, poi la spinge in avanti
e la sbatte ancora contro il muro. Il sangue di Nicole macchia la parete.
SEAMUS
Piangi. Stai male. Soffri quanto ti pare. Ma sei viva, maledizione.
Le sbatte la testa contro il muro ancora una volta.
SEAMUS
Vivi nel dolore, se questo ti fa stare meglio. Ma non gettare quello che sei.
La fa voltare e lei rimane poggiata al muro, ansimante e dolorante.
SEAMUS
Lui avrebbe voluto questo? L’uomo che amavi avrebbe gioito nel sapere cosa stai
diventando?
Nicole abbozza un sorriso e una piccola risata isterica.
NICOLE
Non lo so…L’uomo che amavi tu che dice di te?
Seamus non dice nulla, poi anche lui ride, quasi incredulo. Poi di colpo la
colpisce ancora con un pugno al volto, facendola cadere a terra.
SEAMUS
L’angolo del cabaret è finito. Torna a casa. Se ti vedo di nuovo, ti
ammazzo.
Nicole rimane stesa per terra, con lo sguardo fisso davanti a sé. Lui
esce dalla stanza senza dire altro. La mdp zooma lentamente sul volto di lei:
una lacrima le rotola lungo la guancia.
Dissolvenza.
SCENA 30 – ESTERNO
Siamo nella piazzola di una stazione di servizio. Nicole è in fila per
salire su un autobus, ha la mano che Seamus gli ha schiacciato fasciata e sul
volto ci sono dei lividi. Arriva davanti all’autobus e l’autista la saluta,
prendendole la valigia.
AUTISTA
Dia a me, signorina. Vuole che l’aiuti a trovare posto?
Lei scuote il capo e sale a bordo. In sottofondo sentiamo "Wildflowers"
di Tom Petty. La vediamo seduta vicino alla finestra che guarda fuori, affranta.
Improvvisamente sembra notare qualcosa, la mdp ci fa vedere Seamus fermo vicino
a un distributore di bibite che la guarda. Le sorride e le fa un cenno di saluto
con la mano. Lei lo guarda rabbiosa e alza il dito medio. Lui allora ride, scuotendo
la testa. Il volto di lei si addolcisce in un piccolo sorriso e, a sua volta,
fa un gesto di saluto con la mano, mentre l’autobus parte. La mdp lo mostra
allontanarsi, poi indietreggia e nell’inquadratura entra Seamus, che osserva
il mezzo allontanarsi. Poi si volta e, in rallenty, cammina verso la telecamera.
Dissolvenza.
Schermo nero.
A mio padre...
FINE
A Nuoro’s Production
Un film di John Woo
La cattiva strada
Colin Farrell – Seamus McClannad
Kirsten Dunst – Nicole Weaton
Richard Chamberlain – Jeremiah
John Goodman – Lou Raymond
Michael Chicklis – William Clark
Rutger Hauer – Danny Piper
James Cromwell – Sean Nicholson
Christopher Walker – Randy Wallace
Soggetto e sceneggiatura
Fabrizio Casu
Musiche:
Walk on the wild side (Lou Reed)
That’s life (Frank Sinatra)
San Francisco Bay Blues (Eric Clapton)
Sometimes we cry (Van Morrison)
One headlight (Tom Petty)
Turm turn turn (The Byrds)
The way (Fastball)
Georgia on my mind (Ray Charles)
Mr. Lonely (Johnny and the Hurricanes)
Werewolves of London (Warren Zevon)
Sleeps with butterflies (Tori Amos)
Requiem – Lacrimosa (Giuseppe Verdi)
Wildflowers (Tom Petty)
La produzione desidera ringraziare:
Sara Cesari
Gaetano Perrotta
Tommaso Marino
La città di Chicago
Il bar Deni’s
A Nuoro's Production
© e TM riservati
All right reserved
Ogni riferimento a nomi, persone e fatti reali non è voluto ed è da ritenersi assolutamente casuale.
La produzione informa che nessun animale utilizzato durante le riprese ha subito maltrattamenti.
Questo film è fittizio e partecipa a un gioco di cinema virtuale, non si intende sfruttare in nessun modo l’immagine
delle persone citate.