Viene inquadrata dall'alto una enorme villa inglese, immersa nel verde. Una musica simile a quella di un carillon comincia a suonare, mentre la mdp si sposta inquadrando il vialetto alberato: una macchina si sta avvicinando. La mdp ora inquadra una signora che esce dal portone principale (Maggie Smith): di età avanzata, magra, sorride alla macchina, mentre tiene le mani poggiate sul ventre. Un leggero vento si alza e le sposta un ciuffo di capelli che deve essere sfuggito alla crocchia. La macchina si ferma e scende un signore anziano, capelli bianchi, un po’ basso, vestito molto elegantemente (Ian Holm). Si avvicina alla signora ed entrambi sorridono, abbracciandosi.
MILLER
Mia cara Judith!
DALTON
Signor Miller! Sono così felice di rivedervi!
MILLER
La cosa vale anche per me, mia cara. Vi trovo in splendida forma.
DALTON
Vi ringrazio, ma l'età avanza e temo che neanche questa magnifica regione possa in qualche modo fermarla.
MILLER
Ah mia cara…
Si sorridono ancora, poi l'autista dell'auto arriva con delle valigie in mano.
MILLER
Oh, Wetherby! Puoi portare le mie valigie nella mia camera.
DALTON
Henrietta?
Una giovane ragazza bionda arriva di corsa, vestita da cameriera, asciuga le mani nel grembiule e abbozza un inchino verso il signor Miller.
DALTON
Henrietta, accompagna Wheterby nella camera del signor Miller. Poi mostragli dove può alloggiare in questi giorni…
MILLER
Oh no…Wheterby deve fare ritorno a Liverpool, mi ha solo portato fino a qua.
La signora sembra sorpresa, Miller la prende sottobraccio e la conduce poco lontano.
MILLER
(sottovoce)
Ho fatto visita a un vecchio amico e questi ha voluto prestarmi l'autista per la scampagnata. Ma adesso devo rimandarlo indietro…
La signora Dalton sorride di nuovo e si gira.
DALTON
Allora come non detto. Mostragli la stanza del signor Miller e poi offrigli una colazione abbondante. Deve affrontare il viaggio di ritorno…
L'autista sorride e segue la giovane cameriera nella casa.
DALTON
E adesso, se mi vuole seguire, la porto in giardino. Stavo giusto per servire il the.
MILLER
Ah, bene. La seguo…
I due entrano nella casa, li vediamo superare un salone lussuoso, con camino e di grandi dimensioni. Sui muri diversi quadri e sopra il caminetto una placca con diverse armi appese. Nei corridoi, il pavimento è coperto da un lungo tappeto rosso.
DALTON
E come va, il suo nuovo incarico?
MILLER
Oh, mia cara…Essere a capo della sezione investigativa della polizia londinese è quanto di più snervante ci sia…
DALTON
Non le piace?
MILLER
Al contrario. Mi trovo bene, ma non nego di sentire una certa mancanza del lavoro sul campo.
DALTON
Lei era un grande investigatore, signor Miller. E' un peccato che ora si interessi solo di dirigere.
MILLER
Che vuole farci? Il tempo passa anche per me. E anche io sentivo il bisogno di riposare un minimo…anche se ogni tanto prendo i fascicoli e studio i casi…
Entrambi sorridono e attraversano un giardino interno, pieno di piante.
MILLER
Avete molti ospiti, quest'anno?
DALTON
Non ci possiamo lamentare. Gli affari qui vanno bene, checché ne dica il signor Hornby.
MILLER
Oh! Il vecchio Hornby! Dove sta quella canaglia?
DALTON
Credo sia a caccia, come sempre. Il signor Dermott è andato con lui.
MILLER
Il signor Dermott?
DALTON
Uno dei nostri ospiti. E' un industriale del Sussex…un autentico squalo, da quello che ho potuto sentire. Ma voi non me l'avete mai sentito dire…
I due ridacchiano.
DALTON
Comunque abbiamo qui con noi mia nipote Cristine.
MILLER
Non mi dica? Sono anni che non la vedo! Ormai sarà cresciuta…quanti anni ha?
DALTON
E' una graziosa fanciulla di 23 anni. Vedrà…
Sbucano finalmente in un enorme giardino. L'erba per terra è tagliata fine, il sole illumina tutte le piante intorno, i cespugli di rose e di tulipani. Un tavolo è disposto poco più in là, intorno al quale sono sedute diverse persone. I due si avvicinano.
DALTON
Mi lasci presentare i nostri ospiti.
Una ragazza bionda, con i capelli a caschetto si alza in piedi e allunga la mano verso il signor Miller, questi sorride ed esegue un baciamano.
MILLER
La piccola Cristine…Dicevo che sei cresciuta, ma sei veramente bellissima.
CRISTINE
Grazie mille, signor Miller, è tanto che non ci vedevamo…
MILLER
L'ultima volta avevi dodici anni e mi hai versato addosso la zuppa di piselli di tua zia.
I presenti ridono tutti quanti. Lei indica una ragazza al suo fianco.
CRISTINE
Lei è Silvya, una mia amica.
Si alza una ragazza con i capelli neri, corvini. I due si stringono la mano.
SILVYA
Piacere di conoscerla.
MILLER
Il piacere è tutto mio, signorina.
La studia perplesso per un attimo.
MILLER
Voi non siete inglese…
SILVYA
(sorride)
Sono americana…come fate a saperlo?
MILLER
Oh, nulla di così difficile. L'accento non era di nessuna parte dell'Inghilterra nella quale sono stato.
CRISTINE
Il signor Miller lavora per la polizia…è un investigatore…
MILLER
Non più, mia cara, adesso sono capo della polizia di Londra.
Un ragazzo giovane, biondo, si gira verso il signor Miller.
EDWARD
Siete Johnatan Miller?
MILLER
In persona, sì. Signor…?
EDWARD
Edward Hammond. Lieto di fare la vostra conoscenza.
MILLER
Hammond…questo nome non mi è nuovo…
EDWARD
Sono uno scrittore…cioè…aspiro a esserlo…ho scritto qualche articolo per dei giornali…
MILLER
Ah…interessante.
Miller lo osserva ancora per un attimo, poi la sua concentrazione viene spezzata dall'intervento di un uomo dallo sguardo serio. Vestito elegantemente e ordinato, ha una postura rigida e un volto affilato, allunga la mano.
MULLROY
Permette? Colonnello Mullroy, dell'esercito di Sua Maestà Britannica.
Miller gli stringe la mano e abbozza un inchino militare.
MILLER
Lieto di fare la sua conoscenza, Colonnello.
MULLROY
Ho sentito parlare di lei. Ha risolto un caso riguardante il mio dipartimento, anni fa, a Edimburgo.
MILLER
Ah sì…mi sembra di ricordare…L'omicidio Neville, giusto?
MULLROY
Esattamente.
MILLER
Eh…altri tempi, mio caro Colonnello, altri tempi.
Il Colonnello annuisce, poi fa un passo indietro, assumendo la posizione di riposo dei militari.
DALTON
Molto bene, visto che le presentazioni si sono concluse direi di prendere il nostro tè. Qualcuno gradisce del dolce?
Stacco.
Vediamo il signor Miller che passeggia nel bosco dietro la casa, si poggia a un bastone mentre osserva in giro la natura meravigliosa che lo circonda. Sente un rumore e si volta, vedendo sbucare da dietro un cespuglio un uomo vestito da caccia, con in mano una carabina. Ha una barba grigia e i capelli radi, appena vede Miller si avvicina.
HORNBY
Miller! Non sapevo foste già arrivato!
MILLER
Signor Hornby! Lieto di rivederla!
I due si stringono la mano, poi proseguono la propria passeggiata per la foresta, mentre Hornby ogni tanto usa il richiamo per animali.
HORNBY
Allora? Cosa mi racconta?
MILLER
Ahimè non molto. Sono felice di essere qui a riposarmi per qualche giorno. Vedo che avete anche parecchi ospiti.
HORNBY
Quelli non mancano mai. Ma la maggior parte sono zoticoni cittadini che vengono in campagna alla ricerca di non so quale purezza.
MILLER
Davvero?
HORNBY
Sì, davvero. Vivono lavorando, senza mai fermarsi e poi un giorno si svegliano e pensano "Oh, ma non vedo un albero da vent'anni!". E allora accorrono qui, credendo di recuperare tutto in una settimana.
MILLER
Penso sia una cosa comune a molti. Ho visto che c'è anche un militare.
Hornby si acciglia e utilizza il richiamo ancora un paio di volte.
HORNBY
E' una persona disgustosa.
MILLER
Lo conoscete bene?
HORNBY
Sì, siamo stati insieme sotto le armi. E' il classico esempio di uomo che una volta raggiunto il potere si diverte a vessare il prossimo.
MILLER
Capisco.
HORNBY
Ma i tempi cambiano e non siamo più sotto le armi. Basta solo che mi dia la scusa e…
Si sente un battito di ali e Hornby si volta sparando un colpo.
Stacco.
Tutti quanti sono seduti attorno a un tavolo, la signora Dalton si occupa di servire dell'arrosto. La conversazione sembra spumeggiante e tutti quanti di buon umore.
CRISTINE
…e forse otterrò il posto di redattrice presso il Times…
Tutti quanti commentano, evidentemente contenti per la ragazza.
DALTON
Sarebbe grandioso, Cristine cara, in quanti siete a chiedere quel posto?
CRISTINE
A parte me e Silvya credo altre tre persone…Ma i migliori curriculum sono i nostri.
EDWARD
Anche voi cercate posto come giornalista, signorina Silvya?
Silvya sorride e annuisce.
Silvya
Sì, anche io. Ho lavorato un po’ per dei giornali regionali, ho seguito un paio di corsi…Insomma spero di riuscire a vivere facendo questo lavoro.
HORNBY
E lei signor Dermott? Cosa ci dice del suo lavoro? Di cosa si occupa di preciso?
Tutti si voltano a guardare il signor Dermott (Colin Firth), un uomo dallo sguardo serio, i capelli neri pettinati e ben curati, indossa una abito scuro.
DERMOTT
In verità non amo molto parlare dei miei affari…
MULLROY
Coraggio, signor Dermott, così ci farà sospettare che abbia qualcosa da nascondere.
Tutti ridacchiano divertiti, il signor Dermott poggia il bicchiere di vino e si schiarisce la gola.
DERMOTT
Mi occupo di una società edilizia…
MILLER
La società è sua?
DERMOTT
Sì, praticamente. Sono il socio di maggioranza e il responsabile.
Qualcuno fischia colpito.
SILVYA
E come si chiama, questa azienda?
DERMOTT
Omega…Omega Industries…
DALTON
Non l'ho mai sentita nominare…
Dermott scuote le spalle e addenta un pezzo di arrosto, mentre la conversazione si sposta su altri argomenti.
MILLER
Come ha scoperto questo posto? Affari o piacere?
DERMOTT
Direi…affari che poi si sono trasformati in piacere…
Sorride e tutti ridacchiano divertiti. Miller solleva il bicchiere e si alza in piedi.
MILLER
Concedetemi il privilegio di brindare alla vostra salute e di fare un augurio per un week-end sereno.
Tutti alzano il bicchiere e brindano con l'investigatore.
Stacco.
Gli ospiti sono tutti seduti in veranda, alla luce delle candele, mentre osservano il cielo stellato. Il generale accende la pipa e tira una boccata, poi espira il fumo dal forte odore. Miller apre un portasigarette e lo allunga verso il signor Hornby.
MILLER
Una sigaretta, signore?
HORNBY
Sì, grazie. Ho finito i miei sigari.
MILLER
E lei signor Dermott?
DERMOTT
No, grazie. Preferisco la pipa, anche se sto cercando di smettere.
MILLER
Oh, sono desolato. Allora forse non le dovremmo fumare davanti.
DERMOTT
No, fate pure…Non posso vivere allontanando chiunque fumi, no?
Gli uomini ridacchiano divertiti, poi il generale annuisce.
MULLROY
Ammiro un uomo che è capace di tenere fede alle proprie decisioni. Ce ne sono pochi, al giorno d'oggi…
DERMOTT
La ringrazio, generale. Ma temo che il mio essere virtuoso non durerà ancora molto, sto per ricadere nel vizio.
HORNBY
(nervoso)
Sciocchezze! Il mondo è pieno di gente simile…solo che voi militari pensate di essere migliori di tutti.
MULLROY
"Noi" militari? Credevo che anche lei lo fosse stato.
HORNBY
Anni fa e ne sono uscito con grande piacere…
MULLROY
Dite pure che vi hanno cacciato, Hornby.
HORNBY
Attento a voi, Mullroy…non siamo più sotto le armi.
MULLROY
Voi non lo siete mai stato, comunque. Eravate una pallida imitazione di soldato, un contadino che usava il fucile come una zappa. L'esercito ha fatto bene a liberarsi di voi.
Hornby balza in piedi e si avvicina a grandi passi al militare.
HORNBY
Maledetto buffone! Ti farò vedere io!
Dermott e Miller si intromettono, ognuno tenendo fermo uno dei due.
MILLER
Signori! Per favore, siamo persone civili.
MULLROY
Rischiate di fare una brutta fine, toglietevi di torno, Hornby!
HORNBY
Sono due volte l'uomo che sei tu!
La baruffa dura ancora qualche secondo, poi Miller e Grant riescono a dividere i due. Hornby se ne va infuriato, stessa cosa fa Mullroy, nella direzione opposta. Miller sospira e si risiede, in quel momento arriva Edward.
EDWARD
Ma che è successo?
MILLER
Nulla, uno spiacevole battibecco.
Edward si siede su una poltroncina e si accende una sigaretta.
EDWARD
Certo, che qui è proprio splendido…
DERMOTT
Com'è vero, però sento già la mancanza della vita cittadina. E sono qui solo da mezza giornata…
I tre ridacchiano divertiti.
EDWARD
Beh, io devo andare in città domani mattina, volete venire con me?
DERMOTT
Ah sì, sarebbe una buona cosa. Devo comprare alcune cose per il mio fine settimana…
EDWARD
Allora andremo insieme. Vuole unirsi a noi, signor Miller?
MILLER
No, vi ringrazio. Domani farò un giro per i parchi, dopodomani farò un salto alla centrale di polizia.
EDWARD
(curioso)
Un caso, forse?
MILLER
Niente di particolare. Devo mettermi in contatto con alcuni dei miei uomini per dare delle indicazioni.
EDWARD
Ah capisco…prima di partire mi sono ritrovato a scrivere di un caso avvenuto nell'Essex. Ve lo racconto perché l’ho trovato abbastanza buffo: un anziano signore, rettore di una scuola di preparazione del Times, è morto durante una scappatella extra coniugale con una studentessa. Una cosa molto perversa, pare.
MILLER
(divertito)
Ah sì?
EDWARD
Sì, lui aveva quasi sessanta anni. Di lei nessuna traccia, ancora si cerca di sapere chi fosse, ma pare che il vecchio rettore non disdegnasse le studentesse più giovani. Insomma: la poveretta non era la prima, ma solo la più sfortunata.
MILLER
Comprendo. E' assai triste, una giovane vita stroncata in quel modo…
EDWARD
Secondo una statistica recente sono in aumento le coppie con l'uomo di età più avanzata. Lei che ne pensa signor Dermott?
Dermott sembra scuotersi dai suoi pensieri.
DERMOTT
Cosa penso? Beh…non trovo che sia una bella cosa…certo…
EDWARD
Cosa farebbe se sua figlia si presentasse con un fidanzato di vent'anni più vecchio?
DERMOTT
Non saprei, in realtà…
Cala il silenzio e Miller spegne la sua sigaretta nel posacenere e si alza.
MILLER
Signori, penso che mi dirigerò a dormire. Domani voglio fare una bella passeggiata…
Stacco.
Vediamo l'ispettore Miller che passeggia vicino al laghetto, vestito con abiti adatti alla campagna, mentre si poggia a un elegante bastone. La natura è silenziosa e si sentono solo il vento che scuote le foglie e l'uomo che fischietta un motivetto mentre contempla il panorama. A un certo punto il silenzio è interrotto da uno scoppio in lontananza.
MILLER
(sorridendo)
Ah…ancora la caccia…
Fa qualche passo e si ferma, sente delle voci poco lontane. La mdp segue il suo sguardo e mostra Silvya e Cristine che parlottano tra di loro, poco lontane, sedute su di un tronco d'albero.
SILVYA
Sono sicura…è ora di rompere.
CRISTINE
Ma perché? Hai sempre detto che ti trovi bene, con lui…
SILVYA
Sì, certo…è…simpatico, ecco. Ma adesso mi devo concentrare sulla carriera. Sono quasi certa che mi daranno il posto al giornale e…
CRISTINE
(sorpresa)
Come fai a saperlo?
SILVYA
Il caporedattore mi ha detto che sono quella con più chances. Sai, con le esperienze passate e tutto il resto. E devo pensare a quello, al Times e basta.
CRISTINE
Non saprei…forse dovresti pensarci con calma.
SILVYA
No, sono certa…Spero solo che non la prenda male. Tu ne hai parlato con qualcuno?
CRISTINE
No, assolutamente. Lo sai che non lo farei mai…
SILVYA
Io sì. Oltre te, intendo…
Miller fa per allontanarsi discretamente, fa qualche passo di soppiatto e poi prosegue la sua passeggiata.
Stacco.
Vediamo Miller che si avvicina alla casa, arrivato alla porta sente delle voci che si alzano con forza. Entra dentro e trova quasi tutti gli ospiti riuniti in salotto, due agenti sono fermi davanti all'entrata. Un uomo dall'aspetto serio, davanti al camino, indica l'ispettore.
MASTERS
Lei è…?
MILLER
Johnatan Miller. Con chi ho il piacere?
MASTERS
Ispettore Edwin Masters, della contea. E' ospite in questa casa, signor Miller?
Miller entra nella stanza, vediamo che Cristine sta piangendo, mentre Silvya la consola. Anche Dermott, Edward e Mullroy sembrano sconvolti.
MILLER
Sì, sono ospite qui. Posso sapere cos'è successo?
EDWARD
Il signor Hornby…è stato ucciso…
MASTERS
(seccato)
Signore, la prego…vi prego tutti, di stare calmi e di non spargere false voci tendenziose sulla faccenda. Per il momento non possiamo sapere se si tratti di omicidio o no…
DERMOTT
(sconvolto)
Per Dio, ispettore, gli hanno sparato!
MASTERS
Ci potrebbero essere diverse spiegazioni. Vi invito di nuovo a mantenere la calma e ad attendere mie indicazioni su come si sono svolti gli avvenimenti.
MILLER
Perdonatemi, ispettore…
MASTERS
Mi dica…
MILLER
Sono nella polizia anche io, mi chiedevo se posso darle qualche aiuto.
MASTERS
Nella polizia? Ma allora…intendete dire che siete QUEL Johnatan Miller?
MILLER
Ebbene sì.
Masters si getta in avanti con la mano tesa, poi prende quella dell'ispettore capo e la stringe vigorosamente più volte.
MASTERS
Potevate dirmelo, signore. Sono lieto di fare la vostra conoscenza! Ho assistito a un vostro seminario a Liverpool: "Veleno e omicidi". Interessante! Interessante!
MILLER
Sono lieto che le sia piaciuto, ma…
MASTERS
Vuole vedere con me il luogo del delitto? Mi ci stavo per recare or ora…
MILLER
Volentieri, come…
MASTERS
Alla macchina, allora! Non indugiamo oltre!
Si voltano verso la porta, sulla quale fa la sua comparsa la signora Dalton. Porta con se alcune buste di carta e dei pacchetti. Aggrotta la fronte e osserva perplessa i due.
DALTON
Ispettore! Signor Miller! Che succede?
Stacco.
La mdp inquadra a filo di terreno, entra nell'inquadratura un piede che calpesta l'erba, sullo sfondo, sfocati, si possono vedere delle persone che si muovono. La mdp poi inquadra Miller accanto all'ispettore.
MASTERS
Questo è quello che sappiamo: una bracciante della zona ha trovato il corpo del signor Hornby steso vicino a quella quercia.
La mdp mostra il corpo accartocciato di Hornby vicino alla quercia, alcuni agenti stanno segnando il terreno in diversi punti. Un uomo con dei guanti è accovacciato vicino e controlla il cadavere.
MASTERS
Che mi dice, dottore?
DOTTORE
E' morto più o meno 2 ore fa. Direi tra le 9.00 e le 10.30. Il colpo esploso da un fucile ha centrato in pieno il petto e la parte inferiore della gola, deve aver perforato polmoni e forse ha raggiunto il cuore. A giudicare dal sangue ha perforato l'arteria. Per sapere qualcosa di più dovremo attendere l'autopsia.
MASTERS
Va bene dottore, grazie.
Il dottore si alza e se ne va. Miller si avvicina e si inginocchia accanto al cadavere, osservandolo con attenzione.
MILLER
Temo che dovrà escludere il suicidio, ispettore.
MASTERS
Indubbiamente. L'omicidio mi sembra la soluzione più logica, ma non volevo che la voce girasse di già. Specialmente davanti a quel giornalista…
Un poliziotto si avvicina con un fucile in mano.
AGENTE
Ispettore, questa è l'arma del cadavere. La prendiamo per i controlli.
L'ispettore annuisce e controlla ancora in giro.
MASTERS
Dovrò interrogare tutti i visitatori della casa, a questo punto.
MILLER
(alzandosi)
Sì, mi sembra un'ottima idea.
MASTERS
Lei dov'era stamani?
Miller si volta perplesso e l'ispettore sorride soddisfatto.
MASTERS
Mi deve scusare, ma neanche lei è esente da sospetti, ovviamente.
L'investigatore sorride e poi ridacchia bonario.
MILLER
Avete ragione, ispettore. Solo che è la prima volta che mi sento porre la domanda.
Si avvicina e i due si incamminano.
MILLER
Come il mio abbigliamento vi potrà suggerire sono andato a fare due passi nei boschi intorno alla casa. Sono tornato quando ci siamo incontrati.
MASTERS
Qualcuno vi ha visto?
MILLER
In effetti no. Soltanto la signora Dalton, stamani, quando sono uscito. Ho intravisto sua nipote e la sua amica che parlavano, ma non sono stato visto, a mia volta.
MASTERS
Capisco…
MILLER
Ho sentito uno sparo, stamani.
L'ispettore, che sta prendendo nota su di un taccuino, si ferma e osserva Miller con attenzione.
MASTERS
A che ora?
MILLER
Non saprei dire di preciso. Ma a occhio e croce erano le 10.00.
MASTERS
Collimerebbe con quello che dice il dottore…
MILLER
Sì, in effetti. Non ci ho fatto caso, pensavo che Hornby stesse cacciando e che quello fosse un suo colpo.
MASTERS
Che lei sappia il signor Hornby ha avuto qualche problema di recente? Mi sembra di capire che foste amici…
MILLER
Amici non è la parola più adatta. Lo conoscevo bene, era un uomo problematico, iracondo. Però era onesto, sicuramente. Sì, ieri ha avuto un diverbio con uno degli ospiti, il colonnello Mullroy.
MASTERS
Per cosa?
MILLER
Vecchie ruggini. Se ho ben capito il colonnello era il superiore di Hornby, negli anni dell'esercito. Direi che nella cacciata dalle armi di Hornby, il colonnello abbia fatto la sua parte.
MASTERS
Bene, molto bene.
Annota ancora qualcosa sul taccuino, poi ripone la penna nel taschino e il taccuino in una tasca della giacca.
MASTERS
Adesso direi di andare a interrogare gli altri ospiti. Vuole darmi una mano?
MILLER
Credevo di essere uno dei sospettati.
MASTERS
Lo era. Ma la mia esperienza come investigatore mi permette di intuire che lei, in questa disgraziata faccenda, non c’entra assolutamente nulla.
MILLER
(perplesso)
Se lo dice lei…
MASTERS
(sorridendo)
Ne sono certo, mio caro signor Miller. Venga, cerchiamo di risolvere questo mistero.
Stacco.
Miller e Masters sono in una stanza. L'ispettore è seduto a un tavolino, il taccuino aperto davanti a se, Miller invece è in piedi alle sue spalle, poggiato al camino.
MASTERS
Allora, cominciamo con lei, signora Dalton…
La mdp ruota e mostra la signora seduta di fronte all'ispettore, con lo sguardo afflitto.
MASTERS
Lei cosa ha fatto stamani?
DALTON
Beh sono andata come al solito a fare la spesa al villaggio. Dovevo comprare della carne, prevedevo di fare del gulasch…
MASTERS
Qualcuno potrà, quindi, testimoniare la sua presenza in città?
DALTON
Ma certo che sì, ispettore. Le posso dare una lista di nomi, se lo vuole…
MASTERS
Gliene sarò grato, potrà lasciarla al mio secondo. Andiamo avanti. A che ora è partita dalla città?
DALTON
Direi verso le nove e mezza…le dieci.
Masters aggrotta la fronte e si sporge in avanti.
MILLER
Mi scusi, ispettore… Signora Dalton, quando io e l’ispettore siamo usciti di casa, prima, lei stava rientrando con i pacchi della spesa. Ed erano le 11 passate…
La signora sorride gentile.
DALTON
Ha perfettamente ragione, signor Miller. Si vede che lei è un grande osservatore.
Miller sorride e alza una mano, come a fermarla dai complimenti. L’ispettore li guarda un attimo perplessi e poi torna a rivolgersi alla signora.
MASTERS
Allora? Come lo spiega?
DALTON
Oh, mi scusi, ispettore! In verità è tutto molto semplice: la macchina di Hornby mi ha lasciato a piedi, ecco perché. Ho atteso un carro attrezzi per ore, prima che si degnasse di venirmi a riprendere.
MASTERS
E come l’ha avvisato? Il meccanico, intendo…
DALTON
Ho incrociato il signor Hammond che tornava dalla città e gli ho chiesto di fare una telefonata quando fosse arrivato. E’ stato così gentile da avvisare lui, il meccanico.
MILLER
A che ora?
DALTON
Di preciso non so, in effetti. Forse non più tardi delle dieci e un quarto.
Miller annuisce e l’ispettore prende appunti sul taccuino.
MASTERS
Signora, lei ha una qualche idea su cosa sia successo? Hornby le ha mai confidato qualcosa a proposito di minacce o di nemici?
DALTON
(scuotendo la testa)
No, no. Mai. Il vecchio Hornby non era un carattere facile, ma nonostante questo non aveva particolari nemici. A parte, forse, il colonnello Mullroy.
MASTERS
(annuendo)
Ah sì…il colonnello. Lei cosa mi sa dire di lui?
DALTON
E’ arrivato qui quest’anno, per la prima volta. Pare sia andato in pensione l’anno scorso e che ora giri l’Inghilterra alla ricerca del tempo perduto sotto le armi. Mi ha confidato di essere impegnato a scrivere un romanzo.
MILLER
Un romanzo?
DALTON
Sì, una cosa nata dalle sue esperienze militari, credo…
L’ispettore posa la penna e si alza in piedi, sorridendo. Poi stringe la mano alla signora.
MASTERS
Grazie mille, signora. Vada pure e, per cortesia, faccia venire qui il colonnello.
La signora sorride a entrambi e poi esce dalla stanza, a piccoli passi. Il colonnello fa il suo ingresso poco dopo e si ferma, rigido, davanti alla scrivania. L’ispettore gli indica la sedia.
MASTERS
Prego, colonnello. Si sieda.
MULLROY
Se non le dispiace, signore, preferirei stare in piedi.
L’ispettore scrolla le spalle, ma Miller si sporge in avanti.
MILLER
(sorridendo)
Se accetta un consiglio, colonnello, si sieda. Queste cose possono andare avanti per le lunghe.
Mullroy annuisce e si siede davanti all’ispettore. Il quale comincia a scrivere.
MASTERS
Mi può dare tutti i suoi dati?
MULLROY
Certo. Sono il colonnello William Anthony Mullroy. In pensione da un anno all’incirca.
MASTERS
Colonnello dove?
MULLROY
4° reparto fanteria di Sua Maestà, per la precisione. Dislocato nell’Essex.
MASTERS
Grazie.
MILLER
Colonnello, lei sa dirci cosa ha fatto stamani?
MULLROY
Quello che ho fatto negli ultimi 30 anni, signore. Una passeggiata di un’ora.
L’ispettore sembra colpito, depone la penna e poi si poggia allo schienale della poltrona, studiando il colonnello.
MASTERS
Ah sì? Interessante. Io non vedo l’ora di andare in pensione per non dover correre per tutta la città, si figuri.
Si mette a ridacchiare divertito, ma poi smette subito, appena si accorge che né il colonnello, né Miller gli vanno dietro. Si schiarisce la gola e poi si concentra sull’uomo davanti a sé.
MASTERS
E dov’è andato, a fare questa passeggiata?
MULLROY
Beh…ovviamente nel bosco, signore.
MILLER
A che ora?
MULLROY
Dalle ore dieci alle ore undici in punto. Per le undici e cinque minuti ero qui in villa. Dieci minuti dopo è giunta la terribile notizia.
MASTERS
Terribile, è vero.
Nessuno dice nulla, per un attimo e poi l’ispettore si sporge in avanti.
MASTERS
Mi dicono che ieri sera, lei e la vittima, avete avuto un alterco. Lo conferma?
Mullroy lancia un’occhiata seccata a Miller, che la sostiene, con tranquillità, poi torna a guardare l’ispettore.
MULLROY
Confermo, signore.
MASTERS
C’erano dei dissapori, tra di voi, vecchie ruggini, rancori, fatti non risolti, faccende in sospeso…
MULLROY
(spazientito)
Sì, sì, sì…
MASTERS
E cosa erano questi fatti?
MULLROY
Questioni militari, risalenti a quando Hornby era nell’esercito e fu cacciato via.
MILLER
Vi siete conosciuti allora?
MULLROY
Esattamente. Non molto a fondo, è rimasto nel mio reggimento molto, molto poco.
MILLER
E come mai è stato cacciato?
Mullroy non dice niente e si limita a guardare i due uomini. L’ispettore assume uno sguardo più duro.
MASTERS
Lo verremo a sapere lo stesso, colonnello.
MULLROY
Bene. Allora non c’è bisogno che ve lo dica io.
L’ispettore pare decisamente scocciato, lancia un’occhiata a Miller, che si stringe nelle spalle.
MASTERS
(secco)
Come preferite. Un’ultima cosa, colonnello: qualcuno vi ha visto, durante la vostra passeggiata?
MULLROY
(scuotendo la testa)
Nessuno.
MASTERS
Capisco. Può bastare così, per ora. Le devo ordinare di non lasciare la casa, nei prossimi giorni, fino a quando l’indagine non sarà chiusa e io le darò il consenso per la partenza.
MULLROY
D’accordo. Sono sospettato, signore?
MASTERS
Sì, come tutti. Può andare, ora.
Il colonnello fa un lieve inchino e si allontana, quando è quasi uscito l’ispettore lo ferma chiamandolo. Lui si volta e la mdp stringe sul volto dell’ispettore.
MASTERS
Si ricordi che il colpevole verrà preso. E’ una promessa.
Mullroy annuisce ed esce dalla stanza. Masters sorride e poi si volta verso Miller.
MASTERS
Che tipo insopportabilmente teatrale!
MILLER
(sarcastico)
Lui, eh?
MASTERS
Quelle pose da militare tutto d’un pezzo. Che ne pensa?
Miller si siede sulla scrivania e guarda fuori dalla finestra. Incrocia le braccia e poi scuote la testa.
MILLER
E’ ancora presto per tirare le somme, direi. Dobbiamo procurarci una mappa del parco e vedere in quale zona stavamo tutti quanti.
MASTERS
Tutti chi?
MILLER
Io, il colonnello, la vittima, la nipote della signora Dalton e la sua amica Silvya…il parco era molto trafficato, stamani.
In quel momento entra nella camera Cristine, gli occhi cerchiati di rosso, evidentemente affranta.
CRISTINE
Scusate…
Miller le va incontro, lei gli tende una mano e lui la prende tra le sue.
MILLER
Che accade?
CRISTINE
(singhiozzando)
Vorrei solo sapere cosa è successo…
MILLER
Mia povera piccola, lo vorrei sapere anche io, in verità.
L’ispettore si fa avanti e sorride alla giovane, spingendola delicatamente verso la sedia.
MASTERS
Si accomodi, prego. Magari potremmo scambiare due chiacchiere, le va?
Lei annuisce senza dire nulla e l’ispettore subito si siede dal lato opposto. Miller prende una poltroncina e si accomoda accanto alla ragazza.
MILLER
Il povero signor Hornby è stato ucciso, in effetti. Stiamo cercando di capire chi potrebbe essere stato…tu magari puoi dirci qualcosa che non sappiamo.
Lei si asciuga una lacrima e scuote la testa.
CRISTINE
No, non so nulla che possa esservi utile, temo. Io e il signor Hornby ci siamo visti solo in occasione delle mie visite qui in campagna…era un uomo che mi incuteva un certo timore.
MASTERS
Per quale motivo?
CRISTINE
Era iracondo. Troppo. E quando era ubriaco poteva essere sgradevole…
MASTERS
Una pasta d’uomo…
CRISTINE
Ma non si meritava d’essere ucciso. Era, nonostante tutto, una brava persona.
MILLER
Cristine, stamani io vi ho visto nel bosco con Silvya. Stavate parlando…
CRISTINE
(annuendo)
Sì, siamo uscite per parlare un po’. Qui in casa c’era troppa gente e lei voleva confidarmi delle cose…
MASTERS
Quali cose?
CRISTINE
Cose personali, ispettore. Nulla a che vedere con la morte di Hornby. E poi io e lei siamo sempre state insieme. Siamo uscite insieme e insieme siamo tornate. Né io, né lei potremmo aver ucciso il signor Hornby, senza farci vedere dall’altra.
MILLER
Ma potreste averlo ucciso insieme…
Cristine si volta e guarda spaventata Miller, il quale la osserva malizioso, poi sorride e le da una pacca sulla spalla.
MILLER
Era una battuta, cara, non ti preoccupare.
MASTERS
(schiarendosi la voce)
Signorina, avete sentito o visto qualcosa che potrebbe aiutarci, stamani?
Lei scuote la testa e non dice nulla. L’ispettore pone la penna accanto al taccuino e si alza in piedi, lentamente.
MASTERS
(sorridendo)
Grazie per la sua disponibilità, allora. Può andare e le sarei molto grato, se volesse far venire il signor… (consulta il taccuino) Ah ecco: il signor Edwars Hammond?
CRISTINE
Sì, certo…
I due fanno un piccolo inchino e la vedono uscire dalla camera. L’ispettore infila la mando dentro la tasca della giacca e ne estrae un porta sigarette, accendendosene una.
MASTERS
Cosa mi sa dire della ragazza?
MILLER
Orfana dei genitori. Il padre è morto in guerra e la madre dopo qualche anno si è suicidata.
MASTERS
Per quale motivo? Follia, disperazione…
MILLER
Un po’ e un po’. Non si è mai ripresa dalla morte del marito e per di più l’azienda di famiglia stava fallendo, a causa di investimenti sbagliati e di creditori che rivolevano i soldi.
MASTERS
Non deve essere stata un’infanzia facile, per la piccola.
MILLER
No, non molto. Ma ha avuto l’aiuto della nonna, la signora Dalton. E di un tutore al quale il padre aveva dato l’incarico di occuparsi della figlia, prima di morire.
MASTERS
E di chi si tratta?
Miller sorride furbescamente.
MILLER
Non si sa. Manda assegni con i soldi, ma non si è mai fatto vedere.
L’ispettore spegne la sigaretta nel posacenere e guarda il collega dubbioso.
MASTERS
Un fatto strano, no?
MILLER
Molto. Molto. Ma diciamo che è un mistero al quale penso di arrivare a una soluzione, prima o poi.
In quel momento fa il suo ingresso il giovane Hammond, fermandosi sulla soglia.
EDWARD
Mi avete fatto chiamare, ispettore?
I due si voltano e l’ispettore fa ampi gesti al giovane.
MASTERS
Sì, sì, grazie. Si avvicini, prego.
Si siede e prende la penna, mentre Miller indica l’altra sedia al giovane.
MASTERS
Mi può dare le sue generalità?
EDWARD
Edward Hammond, scrittore e giornalista.
MILLER
Per quali testate ha scritto?
EDWARD
Tutte quelle che mi hanno fornito lavoro. Il che…ahimè…significa anche qualche giornale di bassa lega.
I due investigatori si scambiano uno sguardo di disapprovazione.
EDWARD
(sorridendo)
Non pretendo i complimenti, certo. Ma ho bisogno di mangiare e pochi danno fiducia a un giovane alle prime armi…
MASTERS
Sì, certo. Comprensibile. Dov’era stamani, signor Hammond?
EDWARD
La mattina presto sono andato in città, ho sbrigato alcune commissioni per me e per il signor Dermott.
MASTERS
Verso che ora?
EDWARD
Oh cielo. Prestissimo, davvero. Non più tardi delle otto e un quarto.
MASTERS
Capisco. Continui.
EDWARD
Ci siamo separati e io ho mandato alcuni telegrammi in giro. Alla Penguin, al Today, uno ai miei genitori e uno al Post. Poi sono andato a fare delle compere, come richiestomi. Sono passato all’emporio e ho trovato una filiale della MacBaren.
MASTERS
Cos’ha fatto, una volta tornato qui?
EDWARD
Sono stato qui fuori, sul retro. Ho preso la macchina da scrivere e ho cercato la mia Musa, pregandola di ispirarmi.
MILLER
E ha trovato qualcosa?
EDWARD
Qualcosa, sì. Ma non riguardava il mio libro, quanto un articolo al quale sto lavorando.
MASTERS
Mi conferma di avere incontrato la signora Dalton, mentre tornava a casa?
EDWARD
Ah sì. La sua macchina era ferma, mi ha chiesto di chiamare il meccanico una volta arrivato a casa e l’ho fatto. Le ho chiesto se voleva venire con me, ma non si sentiva tranquilla a lasciare la macchina abbandonata.
MASTERS
Ha visto qualcosa, nei dintorni, che potrebbe aiutarci?
EDWARD
Nulla. Mi sono goduto la quiete della casa. A parte gli inservienti non c’era nessun altro.
MILLER
No? E il signor Dermott?
EDWARD
E’ uscito per una battuta di caccia anche lui, questa mattina presto.
MASTERS
Bene. Allora, mentre torna alle sue faccende, potrebbe chiedere al signor Dermott di raggiungerci?
EDWARD
Certo, ispettore, nessun problema. Posso andare, allora?
L’ispettore annuisce, lui sorride e si alza per uscire. Miller fa un passo avanti e alza una mano.
MILLER
Ancora una cosa, mi scusi…
EDWARD
Mi dica pure…
MILLER
E’ la sua prima vacanza in questa casa, vero?
EDWARD
Sì, esatto.
MILLER
E come l’ha scoperta? Così, per curiosità…
EDWARD
(perplesso)
Me l’ha indicata un’amica…una collega di lavoro…
MILLER
(sorridendo)
Capisco. Grazie mille.
Il giovane fa un cenno con il capo ed esce dalla stanza. L’ispettore guarda Miller, in piedi e in silenzio, perplesso.
MASTERS
Qualcosa da segnalare, Miller?
MILLER
(sorridendo)
Nulla. Per il momento nulla.
Il signor Dermott appare immediatamente e bussa, visibilmente nervoso. Miller gli va incontro e gli fa cenno di entrare, poi gli stringe la mano.
MILLER
Prego, si accomodi.
Lo accompagna alla sedia e Dermott si accomoda, guardando i due alternativamente.
DERMOTT
Allora? Cosa si dice? Avete scoperto qualcosa?
MILLER
Qualcosa, sì.
MASTERS
Tanto per cominciare che lei, stamani era fuori per la caccia.
Dermott sembra accusare il colpo, sul momento, ma subito si riprende.
DERMOTT
Sì, è vero. E con questo? Non vorrete mica insinuare che…
MASTERS
Non insinuiamo nulla, signor Dermott, non si preoccupi. Però ci sarebbe utile sapere i suoi movimenti della mattinata.
DERMOTT
Sono uscito presto…verso le otto del mattino. Ho visto che il giovane Hammond che faceva colazione fuori, davanti alla sua macchina da scrivere. Poi sono andato a caccia, mattinata infruttuosa, ma rilassante.
I due lo guardano in silenzio.
DERMOTT
(imbarazzato)
Beh certo…escludendo l’omicidio, ovvio.
MASTERS
Ovvio. Mi da le sue generalità, cortesemente?
DERMOTT
Mi chiamo Brian Dermott, sono responsabile della Omega Industries.
MILLER
Di cosa si occupa?
DERMOTT
E’ una società edile.
MASTERS
Prosegua con la descrizione della sua giornata, prego.
DERMOTT
Ah…non ho molto da dire. Sono rientrato verso le undici, con l’intenzione di cambiarmi. Ma da lì a poco ho saputo dello spiacevole fatto…
MILLER
Lei è un altro dei visitatori che sono qui per la prima volta. Dice che è venuto qui per degli affari. Mi può dire quali?
DERMOTT
Sto trattando la vendita di un terreno alla mia società.
MASTERS
Con chi?
DERMOTT
Non posso rivelare il nome del cliente, poiché la transazione con lui non si è ancora conclusa.
MASTERS
Va bene, diciamo che per il momento non importa.
Dermott annuisce e per un attimo c’è silenzio, nella stanza. L’ispettore osserva l’uomo e poi si alza.
MASTERS
Grazie mille, può andare, signor Dermott.
L’uomo si alza ed esce velocemente dalla stanza. Masters rimette a posto penna e taccuino e poi guarda Miller.
MASTERS
Un bel rompicapo.
MILLER
Vero, non posso negarlo.
L’ispettore si alza in piedi e si dirige verso la porta.
MASTERS
Vado a fare qualche telefonata, in centrale. La terrò informata su eventuali aggiornamenti. Lei faccia lo stesso, mi raccomando!
MILLER
Sarà fatto, ispettore. Sarà fatto…
La mdp lo mostra intento a guardare fuori dalla finestra, mentre si gratta pensosamente il mento.
Stacco.
La mdp inquadra la villa dall’esterno, è notte e il frinire delle cicale invade l’aria. Vediamo l’interno della villa, tutti gli ospiti sono seduti all’interno dell’elegante salone, ognuno impegnato a fare qualcosa di diverso. Silvya è seduta al piano che strimpella qualche accordo di un notturno di Chopin, mentre il signor Dermott la ascolta attentamente. La signora Dalton fa avanti e indietro, occupandosi dei suoi ospiti: porta da bere, prende i bicchieri sporchi, svuota i portacenere. Miller entra nella stanza e si guarda intorno, la mdp mostra l’intera sala e poi stringe su di Cristine, fuori dalla sala, sul balcone. Miller le si avvicina, lei si volta, si nota come sia sconvolta; lui le sorride amichevolmente.
MILLER
Buonasera, cara. State un po’ meglio?
Lei annuisce, un po’ titubante.
CRISTINE
Sa, ispettore, ero convinta di essermi abituata alla morte delle persone…
MILLER
Non ci si abitua mai, piccola. Specialmente quando si tratta di una vita strappata violentemente.
CRISTINE
Lei chi crede che sia stato?
MILLER
(sorridendo)
Non lo so. Ancora.
CRISTINE
Pensa di scoprirlo?
Miller sorride ancora e le da un buffetto.
MILLER
Sono sicuro di prenderlo, mia cara.
Lei annuisce e guarda il cielo stellato, stringendosi nelle spalle. Lui la osserva con attenzione.
MILLER
Lei e Silvya siete molto legate, vero?
CRISTINE
(sorridendo)
E’ come una sorella per me…
MILLER
Si vede. Che tipa è, lei?
CRISTINE
E’ una brava ragazza. E’ figlia di genitori ricchi, ma sta cercando di farsi strada senza approfittare del suo nome. E’ una ragazza molto decisa, molto forte…
MILLER
Troppo, forse?
Cristine si volta di scatto e lo guarda un po’ tesa, lui continua a sorriderle e lei scuote la testa, tornando a guardare davanti a se.
CRISTINE
E’ il suo carattere… E' una ragazza che sa cosa vuole e cerca di raggiungerlo.
MILLER
E tu, cara? Che ragazza sei?
CRISTINE
Non ho grandissime ambizioni, sul serio. Vorrei tanto farmi una famiglia e trovarmi un lavoro che mi permetta di dedicare del tempo ai miei figli. Anche dirigere un posto come questo mi farebbe molto piacere.
MILLER
E' curioso, per una ragazza che desidera fare la giornalista.
CRISTINE
Oh...credo che il posto andrà a Silvya e, a dirla tutta, non credo che ne sentirò la mancanza...
Il vecchio ispettore annuisce e guarda il cielo stellato a sua volta.
MILLER
La vede quella? Quella è la costellazione di Orione.
CRISTINE
Sì, la vedo...
MILLER
E' la mia costellazione, sa?
CRISTINE
(divertita)
E perché?
MILLER
Perché è anche chiamata "Il cacciatore". Io quello sono: un cacciatore. E prendo sempre la mia preda.
Lei lo guarda, seria, e dopo un po' annuisce. Improvvisamente sentiamo un urlo provenire dall'interno della casa, Miller si volta e corre dentro il salone: gli ospiti si sono tutti alzati in piedi e stanno guardandosi intorno, spaventati.
MULLROY
Viene dal piano di sopra...
La mdp mostra Miller che corre su per le scale, seguito dal colonnello e dal giornalista. Si fermano al primo piano e, all'interno del corridoio, vediamo che una cameriera è davanti a una porta, con la mano a coprirle la bocca. I tre uomini si avvicinano, spaventati.
MILLER
Cosa succede?
La ragazza indica qualcosa dentro una stanza, poi rotea gli occhi e cade svenuta. Il giovane giornalista la prende al volo e la sorregge, evitandole una rovinosa caduta a terra. Miller e Mullroy si affacciano alla porta e la musica sale di intensità.
MULLROY
(mormorando)
Mio Dio...
La mdp mostra il corpo di Silvya, steso per terra con una pozza di sangue sotto di lei. Mullroy si avvicina lentamente e rimane a pochi passi di distanza: il volto della ragazza è pallido e gli occhi sono sbarrati. La cameriera sta piangendo a dirotto, mentre il colonnello la stringe a sé.
CAMERIERA
(singhiozzando)
La signora Dalton mi aveva mandato a portare dei nuovi asciugamani e…l’ho trovata così…
La mdp inquadra Miller, fermo sulla soglia e stringe lentamente verso il suo volto.
MILLER
Molto bene...questa è una sfida? La accetto.
Stacco.
Vediamo Miller davanti all'ispettore Masters, fermi nel corridoio. Quest'ultimo è visibilmente fuori di sé.
MASTERS
E' inaudito! Inaudito! Due omicidi a poche ore di distanza! Nella stessa casa! Non posso permettere che qualcosa del genere accada sotto la mia giurisdizione, signor Miller.
Miller annuisce e guarda due infermieri che portano via il corpo della ragazza. Mentre loro escono la scena è illuminata da un lampo fortissimo e, dopo pochissimo, sentiamo un tuono lacerare l’aria. Il detective inizia a girare per la stanza e si guarda intorno con attenzione.
MASTERS
(spazientito)
Lei ha qualche idea di chi possa essere stata?
MILLER
Eravamo di sotto e tutti quanti abbiamo lasciato la stanza, per un motivo o per l’altro, ispettore. Chiunque potrebbe aver compiuto l’omicidio.
L’ispettore ha un moto di insofferenza, quando Miller si ferma di colpo e si china in avanti. Allunga una mano e raccoglie qualcosa che stava vicino alla porta della camera. La solleva e la mdp ci mostra un primo piano della sua mano che impugna un cura pipa.
MASTERS
Cos’è?
MILLER
Un cura pipa, ispettore.
L’ispettore assume uno sguardo trionfante.
MASTERS
Eccellente! Quindi l’assassino deve essere un uomo che fuma una pipa!
MILLER
Non possiamo escluderlo, ispettore, certo. Ma questo cura pipa potrebbe essere finito qui in altri decine di modi.
L’ispettore assume un’espressione corrucciata come se fosse stato colto di sorpresa.
MASTERS
Certo. Immagino di sì.
Miller si rialza e continua a controllare in giro per la stanza, spostando abiti e controllando nei cassetti.
MASTERS
Cosa sappiamo di questa ragazza?
Miller scuote la testa, mentre si siede sul letto.
MILLER
Non molto. Stava cercando di diventare giornalista e, a quanto pare, aveva ottime possibilità di diventarlo.
MASTERS
Un fidanzato?
MILLER
E’ un punto che chiariremo. So che frequentava qualcuno, ma non saprei chi.
L’investigatore prende un libro dal comodino, lo apre alla prima pagina e ci sono due iniziali a penna "C.D.". La mdp inquadra la copertina: si tratta di "Histoire D’O", dalle pagine spunta un foglietto. Miller lo estrae e ne vediamo un primo piano: c’è scritto "Alpha Corp." e sotto l’intestazione un indirizzo e un numero di telefono.
MASTERS
Di che si tratta?
MILLER
Un biglietto da visita. Lo usava come segnalibri.
L’ispettore prende il libro e lo osserva, perplesso.
MASTERS
Un tema forte per una ragazza così giovane, non trova?
L’investigatore si alza e sorride mellifluo.
MILLER
Le ragazze d’oggi non sono quelle dei nostri tempi, ispettore. Io e lei siamo due ruderi, quasi.
I due escono dalla stanza, chiudendosi la porta alle spalle, in sottofondo sentiamo ancora i tuoni fendere l’aria.
MASTERS
Anche noi non eravamo degli stinchi di santo, sa?
Miller lo guarda curioso e l’ispettore sorride a sua volta, soddisfatto.
MASTERS
Oggi ho fatto un po’ di indagini sul colonnello Mullroy e sul signor Hornby. Ero curioso di sapere da dove nascesse il loro dissapore.
MILLER
Ah interessante. Ha scoperto qualcosa?
MASTERS
Sì, pare proprio di sì. Sono entrati sotto le armi lo stesso anno e si sono trovati nello stesso reparto. E che lei ci creda o no, pare che Hornby fosse il genere di soldato destinato a fare carriera.
MILLER
In effetti la cosa mi stupisce assai.
MASTERS
Posso immaginare. Anni dopo, però, scoppia un piccolo scandalo che coinvolge proprio Hornby.
MILLER
(curioso)
Uno scandalo?
Masters si ferma nel mezzo del corridoio, vicino alle scale, e si guarda intorno, prima di proseguire.
MASTERS
Hornby viene accusato di molestie a una minorenne. Una ragazza di 16 anni del paese vicino alla base nella quale prestava servizio.
MILLER
(sorpreso)
Dio mio…
MASTERS
Già, una cosa atroce. La ragazza lo accusa di violenza e viene imbastito un processo militare, per cercare di evitare lo scandalo con un processo civile.
MILLER
Credo di immaginare dove vuole arrivare.
MASTERS
Mullroy ha testimoniato contro Hornby. Secondo gli atti del processo, avrebbe affermato che aveva notato la tendenza del suo superiore di allungare le mani verso ragazze più giovani.
MILLER
Superiore?
MASTERS
Sì, esattamente. Hornby era tenente e Mullroy sottotenente. Di più: pare che Hornby potesse diventare capitano da lì a poco.
MILLER
Cosa che non è mai avvenuta a causa del processo, dico bene?
MASTERS
Esatto. L’esercito ha congedato con disonore Hornby e Mullroy è diventato tenente due mesi dopo. Poi ha fatto la sua brillante carriera e le loro strade si sono separate.
Masters non dice nulla, si passa una mano sulle labbra, pensieroso. Miller si sporge verso di lui e sussurra al suo orecchio.
MILLER
Al processo, Hornby ha ribattuto le accuse di Mullroy, dicendo che anche lui aveva un debole per le ragazze più giovani.
Masters volta la testa di scatto e i due si fissano, mentre la mdp zooma all’indietro, mostrando il corridoio in penombra nel quale sono fermi, soli.
Stacco.
Gli ospiti della casa sono tutti seduti in salotto. Regna il silenzio, mentre fuori infuria la bufera e notiamo che manca Cristine. Miller si schiarisce la gola.
MILLER
Signora Dalton, signori, mi rendo conto che la situazione sia sgradevole, ma vi chiedo di avere pazienza.
DERMOTT
(scandalizzato)
Quello che trovo veramente pazzesco è che ancora dobbiamo restare qui! In una casa dove c’è un assassino!
EDWARD
In effetti, signor Miller, trovo imprudente che ci impediscano di andare via. C’è un assassino tra di noi.
MILLER
E’ proprio questo il punto, signor Hammond. Uno di voi è un assassino e noi non possiamo permettere che se ne vada indisturbato.
DERMOTT
(balzando in piedi)
Ma questo è pazzesco! Intendete tenerci qui per il resto dei nostri giorni, fino a quando non avrete trovato il responsabile degli omicidi?
MULLROY
Signor Dermott, stia calmo. Il signor Miller ha ragione: non possono lasciare a piede libero l’assassino.
Dermott sembra sul punto di ribattere, ma l’occhiata di Mullroy lo fa zittire di colpo.
MILLER
Mille grazie, colonnello. Voglio tranquillizzarvi: non sarete trattenuti ancora a lungo. Al massimo domani vi sarà data la possibilità di andare via da qui, dopo aver rilasciato un indirizzo alla polizia.
Il silenzio cala nella stanza e Miller fa un sorriso amichevole, per poi avvicinarsi alla signora Dalton, vicina all’uscita del salone. La donna lo guarda, visibilmente preoccupata.
DALTON
Saremo al sicuro, stanotte?
MILLER
Posso solo sperarlo, signora. Dica alla servitù di chiudersi a chiave in camera e lei faccia lo stesso, mi raccomando.
DALTON
Certo, signor Miller.
MILLER
Come sta Christine?
DALTON
Scossa. Lei e Silvya erano molto amiche. Mia nipote ha già perso i genitori…e adesso questo.
MILLER
Posso immaginare. Ha fortuna nell’avere lei…e il misterioso tutore.
La signora Dalton sorrise e annuisce. L’ispettore le da una pacca sulla spalla e lascia la stanza, si ferma nel corridoio, quando il campanello viene suonato più volte. Lui e una cameriera si avvicinano alla porta e quando questa si apre, vediamo l’ispettore Masters e un agente. Sono tutti e due fradici, a causa del fortissimo temporale.
MILLER
Ispettore!
Masters entra in fretta con l’agente e si toglie il cappello e il cappotto, mentre starnutisce.
MASTERS
La strada è bloccata. Il fango rende quasi impossibile il viaggiare e come se non bastasse è anche caduto un albero che impedisce il passaggio.
All’ingresso sono accorsi anche gli altri ospiti della casa. Miller si volta e fa un cenno alla signora Dalton di avvicinarsi.
MILLER
Signora Dalton, sarà possibile ospitare l’ispettore e l’agente?
DALTON
(premurosa)
Certamente, signor Miller. Ispettore, lei e il suo collega andate in cucina a farvi fare qualcosa di caldo e a scaldarvi vicino al fuoco. Io preparo subito la camera al secondo piano.
L’ispettore ringrazia, starnutendo ancora e segue la donna. Masters sale le scale, la mdp lo mostra seguire il corridoio al primo piano e fermarsi davanti a una porta. Bussa un paio di volte e poi sentiamo una voce dall’interno.
CRISTINE
Avanti!
Miller fa il suo ingresso nella stanza della ragazza, stesa sotto le coperte. Quando lei lo vede fa per alzarsi, ma lui la ferma con un gesto della mano.
MILLER
No, Cristine, la prego. Stia stesa, non c’è bisogno che si alzi.
La ragazza rimane distesa e aggiusta le coperte, guardando l’investigatore con sorpresa. Lui prende una sedia e la pone vicino al letto, prendendo posto.
MILLER
Come sta?
CRISTINE
(con voce rotta)
Non riesco a credere che sia morta.
MILLER
Lo so. E’ tremendo.
Lei si soffia il naso in un fazzoletto e poi si asciuga delle lacrime.
MILLER
Cristine, mi dispiace doverla disturbare in questo momento, ma ho delle domande che devo porle.
Lei annuisce senza dire nulla.
MILLER
Stamani, durante la mia passeggiata nel bosco, ho visto lei e Sylvia parlare.
CRISTINE
Sì, me l’ha detto.
MILLER
Lei ha affermato che parlavate di cose personali, quando abbiamo parlato.
CRISTINE
Sì.
MILLER
Però le cose sono cambiate, adesso, e non posso più accettarla come risposta. Capisce, vero?
Lei annuisce.
MILLER
(sorridendo)
Parlavate di uomini, vero?
CRISTINE
Sì, anche. Abbiamo parlato del lavoro al giornale, Sylvia era convinta di avere lei il posto. E poi si è parlato di una persona.
MILLER
Sylvia si vedeva con qualcuno, giusto?
CRISTINE
Sì, da qualche mese. Era una cosa segreta, non so perché.
MILLER
Sicura?
CRISTINE
(timida)
Lui era più anziano. C’erano molti anni di differenza, ma non so quanti di preciso. Comunque si vedevano di nascosto, lui aveva paura dello scandalo che si sarebbe potuto creare, se la loro relazione fosse stata scoperta.
MILLER
Lei ha idea di chi fosse quest’uomo?
CRISTINE
No, glielo giuro. Non mi ha mai detto il suo nome e io, del resto, non volevo neanche saperlo.
MILLER
Perché?
CRISTINE
Perché se ci fossero stati dei problemi, io non avrei potuto dire nulla, non conoscendone l’identità.
MILLER
Mi pare giusto.
CRISTINE
Comunque stava per rompere. O almeno così mi ha detto stamani.
MILLER
Sì, ammetto di avere sentito questa parte.
CRISTINE
Ecco…era certa che non l’avrebbe presa bene. Lui era molto geloso.
MILLER
Ho sentito anche che Sylvia si era confidata con qualcun altro.
CRISTINE
(sorpresa)
Sì, è vero. Ma non so chi.
MILLER
No?
CRISTINE
No, sul serio. Sylvia mi ha solo detto che è stata una cosa estemporanea, che stava parlando con un ragazzo e gli ha raccontato tutto.
MILLER
Capisco.
CRISTINE
Diceva che aveva combinato un bel guaio, nel farlo.
Miller sembra sorpreso.
MILLER
E per quale motivo?
CRISTINE
Non ho ben capito, ma ho ipotizzato che il suo amante fosse una persona in vista. Forse la persona con cui ha parlato lo conosceva, non so.
Miller si alza in piedi lentamente e sorride alla ragazza.
MILLER
La ringrazio, Cristine. Pensi a riposarsi, mi raccomando.
L’ispettore esce dalla stanza e cammina silenziosamente lungo il corridoio, pensieroso. Apre la porta di camera sua e si ferma di colpo, fissando il pavimento. Si china e lo vediamo prendere un pezzo di stoffa arrotolato, lo apre con attenzione e lo vediamo fissare qualcosa con sorpresa.
Stacco.
L’ispettore Masters è in piedi in mezzo a una camera da letto, con indosso una vestaglia. Sta guardando l’investigatore sorpreso.
MASTERS
Una persona nota? Forse è per questo che è stata uccisa.
MILLER
Può essere.
MASTERS
Oppure perché sapeva qualcosa di quella persona che poteva metterla in difficoltà.
MILLER
Non c’è da escluderlo. Ma la domanda che mi pongo è: perché qui e perché oggi?
L’ispettore assume un’espressione dubbiosa e poi si avvicina alla scrivania, dalla quale prende un porta sigarette. Si porta una sigaretta alle labbra e l’accende.
MASTERS
Comincio a vedere una soluzione, signor Miller.
MILLER
(sorpreso)
Ah sì?
MASTERS
Sì. Strano a dirsi, ma sebbene sia l’una di notte, sono ancora lucido.
MILLER
Vorrebbe condividere con me la sua idea?
MASTERS
Non ancora. Devo ancora mettere a posto un paio di pezzi.
MILLER
Allora forse questo potrebbe aiutarla.
Dalla tasca estrae l’involucro di stoffa e lo mostra all’ispettore. Questi lo prende tra le mani e lo apre, rivelandone il contenuto: è un coltello insanguinato.
MASTERS
(spaventato)
Ma che cosa…
MILLER
Deve essere quello usato per uccidere la povera Sylvia.
MASTERS
(annuendo)
Dove l’ha trovato?
MILLER
In camera mia, quando vi ho fatto ritorno. Il nostro assassino l’ha lasciato lì.
MASTERS
E perché?
Miller sorride, furbescamente.
MILLER
Perché, caro ispettore, è convinto di essere il gatto che gioca con il topo. Ma non ha capito che il topo è lui.
Stacco.
La mdp ci mostra i dintorni della villa, la campagna bagnata dalla pioggia. Poi siamo all’interno della villa: nella sala da pranzo è stata servita la colazione e vediamo il colonnello Mullroy e il signor Dermott seduti al tavolo. Dermott sta imburrando con fare nervoso una fetta di pane, mentre il colonnello beve da una tazza, silenziosamente.
DERMOTT
Dov’è quel cretino di un ispettore? Voglio andarmene.
MULLROY
Non so dove sia, in effetti. Ma suppongo che si farà vivo quando avrà tempo.
Dermott guarda con odio il militare.
DERMOTT
Io non ho più tempo per i giochetti, colonnello. Ho un’azienda da mandare avanti, io.
Cristine fa il suo ingresso nella stanza e i due uomini si zittiscono di colpo. Mullroy si alza galantemente e sposta una sedia per farci sedere la ragazza.
MULLROY
Prego, signorina.
CRISTINE
Grazie, colonnello.
Il silenzio cala nella stanza, quando la signora Dalton fa il suo ingresso. Si avvicina alla nipote e le bacia il capo.
DERMOTT
Signora Dalton, dov’è l’ispettore?
DALTON
E’ uscito stamani di buon’ora, signor Dermott.
DERMOTT
(spazientito)
Maledizione! E dove diamine è finito il signor Miller?
La signora Dalton guarda con riprovazione il signor Dermott.
DALTON
Sta facendo delle telefonate urgenti.
La mdp stacca e vediamo Miller seduto accanto a un tavolino, la cornetta di un telefono a disco poggiata all’orecchio. Improvvisamente sentiamo una voce dall’altra parte.
NEESON
Signor Miller?
MILLER
Sì, eccomi.
NEESON
Sono Walter Neeson, contabile della Alpha Corp., buongiorno.
MILLER
Buongiorno a lei, signor Neeson. Le hanno inoltrato la mia richiesta?
NEESON
Sì, signore, in effetti sì. Posso chiederle perché vuole saperlo? So che ha a che fare con un’indagine di polizia, ma…
MILLER
Al momento non posso dirglielo, ma verrà informato quanto prima. Nel frattempo è pregato di non divulgare il contenuto di questa telefonata a nessuno.
NEESON
Va bene, signore. Allora, per il terreno che lei ci ha indicato, di proprietà di Robert Hornby, abbiamo fatto 3 offerte, nei passati mesi. 30.000 sterline la prima, 40.000 la seconda e la terza di 65.000 sterline.
MILLER
E’ stata rifiutata anche la terza?
NEESON
Sì, esatto.
MILLER
E come mai siete tanto interessati a questa zona?
NEESON
Quanto le sto per dire è ancora riservato, quindi dovrà evitare di parlarne in giro, se possibile.
MILLER
Farò del mio meglio.
NEESON
Il terreno sorge vicino a un appezzamento di un nostro cliente, interessato nel fondare un centro turistico.
MILLER
Si tratta di eliminare un pericoloso concorrente, quindi?
NEESON
In parole povere sì, signor Miller.
MILLER
Capisco. Io non mi intendo molto di edilizia e quindi mi deve perdonare se la mia domanda dovesse risultarle sciocca, signor Neeson, ma quello di cui stiamo parlando è un grosso affare?
NEESON
Sì, un discreto affare. Forse non la transazione del secolo, ma in termini di guadagni a lungo termine, è una sicura fonte di soddisfazioni.
MILLER
(soddisfatto)
La ringrazio, signor Neeson, è stato molto utile.
NEESON
Prego, si figuri. Ma ascolti, il nostro general manager dovrebbe…
MILLER
No, no, no. La prego, niente domande e, soprattutto, non parli con nessuno di questa telefonata, va bene? La polizia la contatterà nei prossimi giorni per le sue dichiarazioni.
NEESON
(scocciato)
Va bene.
Miller attacca la cornetta e sorride soddisfatto, poi si alza ed esce dalla stanza, facendo il suo ingresso nella sala da pranzo. Il gruppo di ospiti è ancora seduto al tavolo e tutti si voltano a guardare l’investigatore appena compare.
MILLER
Buongiorno a tutti.
DERMOTT
(nervoso)
Buongiorno un accidenti! Voglio sapere perché siamo ancora qui!
Miller si siede e si versa del tè in una tazza, lanciando un’occhiata all’uomo.
MILLER
Perché c’è un’indagine in corso, suppongo.
DERMOTT
Non potete trattenerci senza un’accusa specifica!
MILLER
No, certo che no. Stamattina l’ispettore è tornato in città, approfittando del miglioramento delle condizioni atmosferiche. Al suo ritorno sarete liberi di andare, dopo che avrà detto ciò che deve dire.
CRISTINE
Cosa dovrà dire?
MILLER
(strizzando l’occhio)
Chissà.
Dermott lancia ancora un’occhiataccia all’ispettore e poi imburra con foga una fetta di pane. La signora Dalton fa il suo ingresso nella stanza. Si avvicina al tavolo e prende i piatti sporchi della nipote.
DALTON
Signor Miller, gradisce delle uova?
MILLER
Non vorrei disturbare la cuoca, l’ora della colazione è passata da un pezzo.
DALTON
(accomodante)
Non si deve preoccupare. La cucina è ancora aperta visto che il signor Hammond ancora non si è alzato.
L’ispettore guarda colpito la signora Dalton, poi balza in piedi ed esce rapidamente dalla camera. La mdp lo segue lungo il corridoio della camera, poi sale le scale con passo rapido e si avvicina a una porta del primo piano, cominciando a bussare.
MILLER
Signor Hammond! Signor Hammond!
Dall’interno non giunge nessuna risposta e Miller bussa ancora più forte. Poi allunga la mano verso la maniglia della porta e l’abbassa. La porta si apre e vediamo che al centro della stanza c’è, steso a terra, Edward Hammond. Sotto di lui una pozza di sangue e vediamo che la camicia che indossa è macchiata, rossa, con dei buchi qua e là. Miller sibila un’imprecazione e si guarda intorno, non vedendo nessuno. La signora Dalton arriva dalle scale e si avvicina, Miller fa un passo verso di lei e la ferma, con sguardo mortalmente serio.
MILLER
Signora Dalton, chiami l’ufficio della polizia e dica all’ispettore Masters di venire subito qui. C’è un altro cadavere.
La signora annuisce, spaventata, e corre subito al piano di sotto. Miller entra rapidamente nella stanza e controlla il corpo, chinandosi sopra. Scuote la testa e passa la mano sugli occhi del cadavere, aperti, chiudendoli con una lieve pressione. Poi si alza e comincia a girare per la camera: la scrivania è a poca distanza dal corpo e notiamo che la scrivania è in disordine. Alcuni libri sono caduti a terra e un vaso che conteneva dei fiori è rovesciato da un lato, l’acqua è scivolata sul piano e gocciola per terra. Miller si avvicina e consulta i fogli sparsi sul tavolo: alcuni sono stati battuti a macchina, mentre altri hanno delle annotazioni a penna, spesso vergate in maniera disordinata, senza un ordine preciso. Miller si guarda ancora intorno e sembra notare qualcosa. Si accuccia vicino al corpo e allunga la mano verso il polso destro, afferrandolo e sollevandolo: la mano del morto stringe qualcosa nel palmo. Miller prende dalla propria tasca un fazzoletto e lo usa per afferrare quello che si rivela essere un foglietto insanguinato. Lo prende e lo apre lentamente, mentre si rialza. La mdp stringe sul foglietto sul quale leggiamo alcune scritte:
a
GM?
CD -> ???
GM!!! -> BDSM
Miller scruta il foglio con interesse e poi vediamo che il suo sguardo si perde nel vuoto.
Stacco.
Miller è fermo davanti alla finestra che guarda fuori, pensieroso, come se stesse escogitando. Dietro di lui vediamo, sfocato, l’ispettore Masters che legge qualcosa. Improvvisamente fa un verso e la mdp mette a fuoco su di lui: lo sguardo è carico di soddisfazione.
MASTERS
(raggiante)
Ho capito tutto, signor Miller.
Miller lo osserva decisamente sorpreso.
MILLER
Sono ammirato, ispettore.
MASTERS
(tronfio)
Vuol dire che lei davvero non ha capito cosa è successo qui? I pezzi ormai sono disposti con una chiarezza unica, davanti ai miei occhi.
MILLER
Ho una mia teoria e diversi fatti a dimostrarla. Mi mancano solo un paio di pezzi.
MASTERS
Allora forse potrò chiarirle io come sono andate le cose.
Si affaccia alla porta della sala e si guarda intorno.
MASTERS
Signora Dalton!
La donna fa la sua comparsa nella camera, trafelata.
MASTERS
Signora Dalton, faccia riunire in camera i nostri ospiti, devo parlargli.
DALTON
Sì, certo, ispettore.
MASTERS
E venga anche lei, interesserà anche lei, la faccenda.
DALTON
(preoccupata)
Sì, certo ispettore…
La donna sta per andarsene, ma l’ispettore la richiama ancora una volta.
MASTERS
Comunichi ai suoi ospiti che i miei uomini hanno circondato la villa, per evitare che l’assassino cerchi di fuggire.
La donna annuisce e lancia uno sguardo a Miller, che però non da segno di reazione.
C’è una dissolvenza e siamo nel salone della casa. Seduti su poltrone e divani ci sono gli ospiti della casa: Cristine è seduta sul divano, accanto al colonnello Mullroy, impegnato a fumare la sua pipa. Seduto su una poltrona c’è Dermott, che guarda continuamente l’orologio, sbuffando. La signora Dalton è in piedi vicino alla porta, accanto a due agenti di polizia. Lancia un’occhiata verso il camino, davanti al quale ci sono l’ispettore Masters e il signor Miller. L’ispettore si carezza i baffi con un sorriso soddisfatto e poi fa un passo avanti.
MASTERS
Quello che è successo qui, nell’arco di due giorni, è qualcosa di incredibile. Tre omicidi. Tre omicidi compiuti sotto gli occhi di un uomo di legge e del signor Masters, che tutti conoscete come un grande investigatore.
L’ispettore fa un lieve inchino verso Miller, che ricambia con un lieve sorriso, per poi tornare pensieroso.
MASTERS
Solo un folle poteva pensare di sfuggire alle nostre indagini o qualcuno talmente diabolico e luciferino da poter imbrogliare le due più grandi menti investigative dei nostri tempi!
Alle ultime parole, dette con un tono accaldato, Miller solleva un sopracciglio e sorride leggermente.
MASTERS
E infatti non è stato possibile sfuggire alla mia abilità e alla mia tecnica investigativa! E quindi, signore e signori, io qui oggi vi offro un assassino!
Fa un passo in avanti, mentre solleva un braccio e il suo sguardo vaga su tutti i presenti. Dermott sbuffa e scuote la testa e l’ispettore incrocia le mani dietro la schiena.
MASTERS
I tre omicidi, probabilmente, non erano programmati. Tutt’altro. Sono stati, come dire, conseguenze. Il primo ha tirato l’altro, che ha causato il terzo. Come in una spirale senza uscite, senza possibilità di fermarsi. E allora dovrò essere io, nel mio ruolo di uomo di legge, a fermare l’assassino.
Fa un cenno agli agenti che si avvicinano e si mettono accanto al generale Mullroy. Questo assume uno sguardo sorpreso e si volta a guardare l’ispettore.
MULLROY
Ma cosa…
MASTERS
Colonnello Mullroy William Anthony Mullroy, la dichiaro in arresto per i tre omicidi avvenuti nei giorni scorsi.
MULLROY
(balzando in piedi)
Ma questo è pazzesco!
Masters si mette a ridere e si avvicina al generale, mentre intorno tutti sembrano sorpresi e un vociare confuso riempie la stanza.
MASTERS
(sollevando una mano)
Allora chiariamo le cose, generale, che ne dice? Lei e Hornby eravate colleghi sotto le armi, fino a quando lei non lo ha accusato di molestare le giovani donne, causandone l’allontanamento con disonore dall’esercito! E poi lo ha ritrovato qui, forse un caso, forse no. Ma i vostri dissidi irrisolti sono esplosi ancora e dopo qualche diverbio, lei lo ha ucciso. Forse era premeditato o forse vi siete incontrati nella foresta, dove lei passeggiava. Ne è nato un nuovo diverbio e…Bang! Lei lo ha ucciso!
MULLROY
Non è assolutamente vero!
CRISTINE
(in lacrime)
Ma perché avrebbe dovuto farlo?
MASTERS
Forse perché i militari sono sangue caldo, perdono facilmente la testa, mia cara figliola. O forse perché Hornby aveva lanciato un’accusa seria, quando ci fu il processo militare: che anche il colonnello qui presente non disdegnasse le ragazze più giovani.
Si ferma e guarda il colonnello con odio, si avvicina e pone il suo volto poco distante da quello del militare.
MASTERS
Ragazze giovani come Sylvia Mason!
MULLROY
(urlando)
Non l’ho mai toccata con un dito!
MASTERS
(urlando)
Lei mente! Il vostro era un rapporto morboso, un rapporto di un uomo più vecchio con una ragazza più giovane. Bella, desiderabile e che accontentava i vostri gusti perversi.
MULLROY
(sorpreso)
Gusti perversi?
MASTERS
Ho condotto una piccola indagine, in questi giorni, e ho scoperto una cosa interessante: la maggior parte dei militari coinvolti in scandali sessuali sono accusati di pratiche sadomasochistiche.
Il colonnello diventa paonazzo in faccia e fa per avvicinarsi, ma viene trattenuto con forza dagli agenti.
MULLROY
Ma io la faccio a pezzi!
MASTERS
(sorridendo)
E questo era il suo rapporto con la giovane Sylvia! Un rapporto sadomasochistico, nel quale lei poteva finalmente dare a qualcun altro il ruolo di sottomesso! Deve essere stata una liberazione, colonnello, non dover più comandare, doversi solo lasciare dominare!
Il colonnello cerca di divincolarsi dalla presa degli agenti, ma questi lo trattengono. Masters gli lancia un’occhiata sprezzante e poi si rivolge agli altri presenti.
MASTERS
Certo, la signorina Mason non sembrava il genere. Un piccolo bocciuolo di rosa…che però legge "Histoire D’O"! Il manifesto delle pratiche sadomaso! Scommetto, colonnello, che troveremo diverse cicatrici, sulla sua schiena!
MULLROY
Le troverete perché ho fatto la guerra, pezzo d’imbecille!
Masters fa un gesto con la mano, come per scacciare un insetto fastidioso.
MILLER
(perplesso)
Ma quale sarebbe il movente dell’omicidio, ispettore?
MASTERS
Ah mi sorprende, signor Miller! Pensavo che ci arrivasse da solo! Ovviamente il fatto che la signorina Mason avesse raccontato della sua storia a una terza persona: il signor Edward Hammond! Un giovane scrittore, che sicuramente avrebbe potuto metterla in imbarazzo, raccontando questa storia a qualche editore.
MULLROY
Lei è pazzo, ispettore! Completamente pazzo!
MASTERS
Pazzo! Allora vediamo questo foglietto che il signor Hammond aveva stretto tra le mani, al momento dell’omicidio! Leggete cosa c’è scritto!
Prende il foglietto e lo passa davanti agli occhi dei presenti.
MASTERS
GM! Come Generale Mullroy! E BDSM! Come Bondage Dominazione SadoMaso! La sigla che indica quelle pratiche perverse!
MULLROY
E’ soltanto una sigla! E io sono colonnello!
MASTERS
Hammond deve averlo scritto poco prima di morire e quindi ha dovuto scrivere qualche sigla. E in quanto al suo grado, colonnello, a un uomo che muore possiamo permettere di sbagliarsi, non trova? Non si preoccupi, comunque: nella galera nella quale sto per mandarla, lei non sarà nessuno!
Mullroy ancora una volta cerca di divincolarsi, mentre intorno tutti sembrano esterrefatti. Cristine sta piangendo e prende un fazzoletto che le cade dalla tasca. Il signor Miller subito si china per raccoglierlo, mentre Mullroy viene spinto verso l’uscita.
MULLROY
Io ero con Hammond quando è stata uccisa Sylvia!
MASTERS
(sarcastico)
Oh che caso! Colui che potrebbe confermare il suo alibi è morto!
MULLROY
Io sono innocente! Non li ho uccisi io!
MASTERS
Certo! E quindi il suo cura pipa si trovava per caso nella stanza della vittima, vero?!
MULLROY
Quello non era il mio cura pipa!
MASTERS
La smetta, colonnello, è patetico! Questo week end è stato l’inizio e la fine della sua carriera criminale!
A queste parole Miller sembra come colpito, lo vediamo abbassare lo sguardo e la mdp mostra il fazzoletto della ragazza che tiene in mano, con le iniziali CD ricamate sul lembo di stoffa. Improvvisamente passano in rapida sequenza una serie di immagini: il gruppo seduto a cena, Miller che trova il coltello, Miller che ascolta le due ragazze parlare nel parco, Miller al telefono. L’investigatore balza in piedi e si avvicina all’ispettore, prendendolo da parte.
MILLER
(sottovoce)
Ispettore, aspetti. Si sta sbagliando.
MASTERS
(scocciato)
Cosa vuole dire?
MILLER
Il colonnello è innocente, non li ha uccisi lui.
MASTERS
Come sarebbe a dire "innocente"? Ma non ha sentito quello che ho spiegato finora? Il biglietto lo accusa!
MILLER
Ispettore, con il massimo rispetto, la sua teoria è piena di buchi.
MASTERS
(scocciato)
Oppure è lei che si vergogna a dover ammettere che qualcuno è arrivato alla soluzione del caso prima di lei, signor Miller.
MILLER
Mi dia la possibilità di spiegarle la mia teoria, allora.
L’ispettore lo guarda dall’alto in basso, per un attimo, poi sospira e si volta verso i suoi agenti.
MASTERS
Aspettate, non portatelo via.
I presenti nella sala si guardano increduli, mentre i due parlottano e Miller sembra impegnato a spiegare qualcosa di importante. Dopo poco Masters lo guarda, pensieroso. Infine annuisce senza dire nulla. Miller sorride e si volta verso le altre persone.
MILLER
L’ispettore ha preso in considerazione un’altra soluzione.
CRISTINE
Un’altra soluzione?
MILLER
(sorridendo)
Quella che, ne sono sicuro, è la verità.
Si mette di nuovo davanti al camino e guarda tutti i presenti.
MILLER
Per un po’ non riuscivo a capire come mai tre omicidi in due giorni, proprio come diceva l’ispettore. Ma poi ho capito: uno solo era stato organizzato. Gli altri due sono state conseguenze inaspettate.
L’investigatore fa una pausa e poi sorride.
MILLER
La morte di Hornby è stato l’omicidio per cui l’assassino è venuto qui. Un omicidio che poteva venire classificato come "a opera di ignoti" dalla Polizia: è avvenuto nel parco, senza testimoni, in un momento in cui tutti quanti eravamo in giro in quella zona. Sarebbe stato impossibile accusare una persona in particolare. Ma poi la presenza del Generale ha facilitato l’identificazione di un presunto colpevole. E questo il vero assassino lo sapeva.
Vediamo, in flashback, la scena della discussione tra Hornby e Mullroy in veranda, la pellicola virata in colore seppia. La voce di Miller copre i rumori.
MILLER
(fuori campo)
I due avevano litigato e c’erano delle ruggini, tra di loro, di cui mi aveva accennato anche lo stesso Hornby.
Vediamo, sempre in seppia Hornby e Miller nel bosco.
HORNBY
Sì, siamo stati insieme sotto le armi. E' il classico esempio di uomo che una volta raggiunto il potere si diverte a vessare il prossimo.
La mdp torna nella casa e Miller fa un passo di lato.
MILLER
Dopo aver ucciso il signor Hornby, l’assassino è tornato qui, pronto ad andarsene indisturbato. Ma poi è successo un intoppo: Sylvia Mason ha parlato con qualcuno di fatti che riguardavano questa persona. Fatti che potevano metterlo in imbarazzo. Questo ha portato all’omicidio della ragazza, avvenuto sempre in un’occasione in cui tutti abbiamo avuto la possibilità di allontanarci dal salone per uccidere la povera ragazza.
La mdp, sempre in seppia, mostra il salone la sera dell’omicidio, facendo vedere come tutti avessero la possibilità di andarsene.
MILLER
(fuori campo)
Ma ormai il danno era fatto: Sylvia aveva parlato con questa persona. Edward Hammond aveva saputo qualcosa che poteva imbarazzare l’assassino. E per lui non c’è stata speranza.
La mdp mostra le persone nella stanza, tutte pendenti dalle labbra di Miller.
MILLER
Quello che mi ha colpito è stato il coltello. Perché farmi trovare il coltello nella camera da letto, la sera del terzo omicidio? Mi ci sono scervellato e poi mi sono accorto che la risposta era lì, sotto i miei occhi: per depistarmi.
La mdp mostra, sempre in color seppia, Miller che mostra il coltello all’ispettore dentro la sua camera da letto.
MILLER
(fuori campo)
Edward Hammond è morto tra l’una del mattino e le due. Ho trovato il coltello poco dopo la mezzanotte e quando l’ho fatto vedere all’ispettore…
Sentiamo l’ispettore, la voce con effetto eco, dire qualcosa dopo aver visto il coltello.
MASTERS
Comincio a vedere una soluzione, signor Miller.
MILLER
(sorpreso)
Ah sì?
MASTERS
Sì. Strano a dirsi, ma sebbene sia l’una di notte, sono ancora lucido.
La mdp torna nel salone, dove Miller guarda soddisfatto l’ispettore.
MILLER
La presenza dell’ispettore è stata imprevista. Non sarebbe dovuto essere ospite della casa, ma il temporale lo ha costretto lì, quella notte. Il rischio, per l’assassino, di venire scoperto era altissimo e quindi gli serviva un modo per allontanarci. Il coltello, appunto. Era ovvio che sarei andato subito a farlo vedere all’ispettore, liberando il piano dalla nostra presenza e con il temporale a coprire buona parte dei rumori.
Nella sala cala il silenzio e nessuno dice nulla, come se non riuscissero a credere all’accaduto. Masters si schiarisce la gola e deglutisce un paio di volti.
MASTERS
Vada avanti. La prego.
MILLER
Avevo dei dubbi sull’identità dell’assassino. Poi c’è stata una frase del buon ispettore che mi ha indicato la strada. "L’inizio e la fine". Inizio e fine.
MASTERS
(soddisfatto)
Ah davvero? Beh grazie…Ma…come ho fatto?
MILLER
(sorridendogli)
Conosco il greco, ho fatto studi classici e l’inizio, in greco, è simboleggiato con l’alpha. Questo ha, improvvisamente, chiarito molte cose, nella mia testa.
Masters annuisce con fare complice, ma si vede che non capisce dove stia andando a parare l’investigatore. La mdp mostra, sempre in seppia, Miller seduto sul letto di Sylvia con in mano il libro "Histoire D’O", dal quale prende il biglietto da visita.
MILLER
Sylvia usava come segnalibro un biglietto da visita di una società chiamata Alpha Corp. Era decisamente strano, per me, trovarlo lì e così ho chiamato la società. Scoprendo che da un anno questa società sta cercando di acquistare il terreno del signor Hornby, senza riuscirci.
DALTON
Io non ne sapevo niente!
MILLER
Forse perché il signor Hornby non era intenzionato a vendere, nonostante le offerte sempre più alte. In fin dei conti aveva lavorato tutta la vita per questo posto e non voleva perderlo. Così qualcuno è venuto qui per fargli un’altra offerta, l’ennesima, ma ancora una volta è stato respinto. E stavolta le cose sono finite male, poiché quest’affare vale molti, troppi soldi.
MASTERS
Quindi è stato qualcuno di esterno alla casa a uccidere Hornby?
MILLER
(scuotendo la testa)
No. E’ stato qualcuno che ha detto di essere qui per affari.
La mdp mostra, in color seppia, la cena della prima sera. Inquadra il signor Dermott.
MILLER
Come ha scoperto questo posto? Affari o piacere?
DERMOTT
Direi…affari che poi si sono trasformati in piacere…
La mdp mostra, sempre in color seppia, Dermott seduto alla scrivania, durante l’interrogatorio dell’ispettore Masters e di Miller.
DERMOTT
Sto trattando la vendita di un terreno alla mia società.
MASTERS
Con chi?
DERMOTT
Non posso rivelare il nome del cliente, poiché la transazione con lui non si è ancora conclusa.
La mdp torna nel salone, dove è calato il silenzio. Tutti guardando Dermott, seduto, pallido, il colonnello Mullroy si schiarisce la gola.
MULLROY
Ispettore, non vorrei…il…il signor Dermott ha detto di lavorare per la Omega Industries.
MILLER
(sorridendo)
Sì, certamente. Non voleva dire di lavorare per la Alpha Corp. perché era qui per affari, era qui per comprare il terreno e non voleva farlo sapere in giro. E quindi il signor Dermott ha mentito e ha cercato il primo nome che gli veniva in mente. E come facciamo tutti, ha seguito l’istinto, che lo ha portato a seguire un inconscio filo logico.
La mdp mostra la cena della prima sera, sempre in colore seppia.
MILLER
La società è sua?
DERMOTT
Sì, praticamente. Sono il socio di maggioranza e il responsabile.
Qualcuno fischia colpito.
SILVYA
E come si chiama, questa azienda?
DERMOTT
Omega…Omega Industries…
DALTON
Non l'ho mai sentita nominare…
La mdp mostra un primo piano di Miller, serio.
MILLER
L’ispettore ha detto "Inizio e fine" e io ho avuto l’illuminazione: inizio e fine, alpha e omega. Lei, signor Dermott, al momento di mentire ha seguito l’istinto. Forse anche lei conosce il greco e quindi ha inventato l’Omega Industries.
Dermott guarda l’ispettore con odio.
DERMOTT
E’ vero. Ho mentito, ma lei non può dimostrare ciò di cui parla.
Miller fa un paio di passi lungo il salone e guarda Dermott.
MILLER
(sprezzante)
Lo vedremo. Sylvia Mason era la sua amante e questo non sarebbe un problema, se non fosse per la sua giovane età e per la fede che lei porta al dito e che si è tolto prima di venire qui.
La mdp mostra Dermott da un’inquadratura bassa, in primo piano c’è la sua mano, sull’anulare si vede la traccia della fede. Quando Miller ne fa accenno, il pollice della mano dell’industriale scatta a carezzare l’anulare.
MILLER
Solo che Sylvia non ha saputo tenere la bocca chiusa e avete litigato, forse lei non voleva, ma alla fine l’ha uccisa con un coltello preso durante la cena. Avevamo tutti la possibilità di lasciare la stanza, quella sera, ma è stato lei colui che l’ha fatto per commettere un omicidio.
MASTERS
(pensieroso)
E ha lasciato il cura pipa per accusare il colonnello.
MILLER
No. Quel cura pipa è suo.
A queste parole i presenti nella sala trasaliscono e guardano Miller come se fosse pazzo.
MASTERS
Come fa a dirlo?
MILLER
Perché il signor Dermott fuma la pipa. Non è vero signor Dermott? Si ricorda cosa mi ha detto la prima sera, sulla veranda?
La mdp, in colore seppia, mostra le immagini della prima sera, con gli uomini seduti in veranda.
MILLER
Una sigaretta, signore?
HORNBY
Sì, grazie. Ho finito i miei sigari.
MILLER
E lei signor Dermott?
DERMOTT
No, grazie. Preferisco la pipa, anche se sto cercando di smettere.
La mdp mostra Miller che annuisce, pensieroso.
CRISTINE
Ma ha smesso…
MILLER
No, mia cara. Poco dopo aveva accennato al fatto che stava per ricominciare, perché non riusciva a perdere il vizio. Ma lo scontro tra Hornby e Mullroy ha interrotto la discussione. Poi, però, c’è stata una cosa che mi è venuta in mente. Durante l’interrogatorio dopo il primo omicidio il signor Hammond ha rilasciato una dichiarazione alla quale non avevo dato peso, sul momento.
La mdp mostra, sempre in seppia, la stanza dove si svolgevano gli interrogatori. Hammond è seduto davanti all’ispettore e al signor Miller.
EDWARD
Ci siamo separati e io ho mandato alcuni telegrammi in giro. Alla Penguin, al Today, uno ai miei genitori e uno al Post. Poi sono andato a fare delle compere, come richiestomi. Sono passato all’emporio e ho trovato una filiale della MacBaren.
Il colore torna normale, mentre la mdp zooma sul primo piano di Miller.
MILLER
Il signor Dermott chiese al signor Hammond di svolgere delle commissioni per lui. Hammond si è diretto a una filiale della MacBaren. E la MacBaren è una delle più note case produttrici di tabacco da pipa.
La mdp mostra Dermott con il capo chino, la faccia nascosta dalle mani.
MASTERS
(sconvolto)
Santo cielo…
MILLER
Ma, come diceva l’ispettore, Sylvia aveva parlato con qualcuno. Lo aveva confidato alla sua migliore amica, dicendole che l’aveva fatto con uno sconosciuto. Un giovane scrittore, certo, ma anche un giornalista. Un giornalista che, per sua stessa ammissione…
La mdp, sempre in color seppia, mostra Hammond seduto sempre davanti all’ispettore e a Miller.
EDWARD
Edward Hammond, scrittore e giornalista.
MILLER
Per quali testate ha scritto?
EDWARD
Tutte quelle che mi hanno fornito lavoro. Il che…ahimè…significa anche qualche giornale di bassa lega.
I due investigatori si scambiano uno sguardo di disapprovazione.
EDWARD
(sorridendo)
Non pretendo i complimenti, certo. Ma ho bisogno di mangiare e pochi danno fiducia a un giovane alle prime armi…
Miller fa un gesto sconsolato.
MILLER
Giornali di bassa lega. Giornali scandalistici. Quando interrogato sui suoi movimenti del giorno, il signor Hammond ha affermato di aver mandato alcuni telegrammi tra cui uno al Today che, come saprete, è uno dei giornali scandalistici più venduti in Inghilterra.
Miller si volta verso l’ispettore.
MILLER
Sono certo che se chiederemo informazioni al Today, confermeranno che questa è la storia per cui li aveva contattati il giovane Hammond.
Masters si limita ad annuire, senza dire nient’altro.
MILLER
(sospirando)
Il famoso foglio è stato il più grosso ostacolo per capire cosa fosse successo. Hammond, come molti giornalisti, ha creato un suo stile per prendere appunti e note. Alcuni mischiano la dattilografia alla scrittura normale, altri schematizzano. Hammond scrive soprattutto per iniziali e questo ha creato confusione, nella mia testa e in quella dell’ispettore. Sul biglietto c’era scritto quanto segue: "a
GM? CD -> ??? GM!!! -> BDSM". Questo mi ha messo in difficoltà per un po’, ma poi quando le parole dell’ispettore sull’inizio e sulla fine mi hanno illuminato, anche il fazzoletto di Cristine mi ha colpito.
Tutti guardano la ragazza sorpresi e lei sgrana gli occhi, spaventata.
MILLER
Hammond è venuto qui per questa faccenda. Sapeva già che il signor Dermott aveva un’amante ed è venuto qui per indagare sulla cosa. Quando chiesi al signor Hammond come mai fosse venuto qui in vacanza…
La mdp mostra, in color seppia, Hammond in piedi vicino a una porta.
EDWARD
(perplesso)
Me l’ha indicata un’amica…una collega di lavoro…
La mdp mostra Miller che sorride amaro e poi guarda l’ispettore.
MILLER
Ero rimasto colpito, perché mi sembrava che il giovane cercasse una scusa per giustificare la sua presenza lì. E infatti era qui per lavoro, per scoprire chi era l’amante del signor Dermott. Il signor Dermott che è un noto industriale, uno squalo della finanza, socio di maggioranza della Alpha Corp. e suo responsabile principale. Responsabile principale che in gergo viene definito General Manager.
La mdp vira in seppia e ci mostra Miller seduto vicino al telefono e sentiamo la voce del contabile della Aplha Corp., il signor Neeson.
MILLER
(soddisfatto)
La ringrazio, signor Neeson, è stato molto utile.
NEESON
Prego, si figuri. Ma ascolti, il nostro general manager dovrebbe…
MILLER
No, no, no. La prego, niente domande e, soprattutto, non parli con nessuno di questa telefonata, va bene? La polizia la contatterà nei prossimi giorni per le sue dichiarazioni.
La mdp mostra Dermott che fissa con odio l’investigatore, mentre le mani sono strette sulle ginocchia.
MASTERS
E questo è stato ciò che ha scritto Hammond sul suo foglio. L’Alpha Corp., scritta con il carattere greco a
, e il suo General Manager.
La mdp mostra la prima riga del foglietto.
a GM?
MASTERS
Ma chi era l’amante del GM, del General Manager? Forse la giovane CD, la giovane Cristine Dalton.
La mdp mostra la seconda riga del foglietto.
CD -> ???
MILLER
Ma poi no. Si cancella la scritta perché il giovane ha parlato con la vera amante e quindi lo mette per iscritto. BDSM: Brian Dermott e Sylvia Mason. E questo spiega perché la giovane avesse il biglietto da visita della società: glielo aveva consegnato il suo amante.
La mdp mostra la terza riga del foglietto.
GM!!! -> BDSM
Nella sala cala il silenzio assoluto e nessuno dice più nulla. Si sente solo lo scoppiettare del fuoco nel camino. Dopo qualche istante di silenzio Masters si schiarisce la gola.
MASTERS
Signor Dermott, vuole dire qualcosa?
Dermott guarda prima l’ispettore con disgusto e poi guarda Miller. Improvvisamente balza in piedi e si getta contro l’investigatore spingendolo con forza contro il muro, mentre cerca di strangolarlo.
DERMOTT
Figlio di puttana! Io ti uccido!
Masters e gli agenti lo afferrano con forza e lo tirano indietro mentre lui scalcia come un pazzo.
DERMOTT
I miei avvocati ti faranno a pezzi, vecchio idiota! Sono innocente! Ti faranno a pezzi!
MASTERS
(facendo un cenno agli agenti)
Lo vedremo, signor Masters.
Gli agenti portano fuori l’uomo che ancora urla improperi e si professa innocente, mentre il colonnello e Cristine sorreggono l’investigatore.
MILLER
Sto bene, non preoccupatevi.
Il colonnello lo guarda a lungo.
MULLROY
Le devo la vita, signor Miller. Se non fosse stato per lei, io sarei stato accusato da quell’orribile ispettore e…
MILLER
(agitando una mano)
Non deve preoccuparsi, colonnello, ho solo fatto il mio dovere, dopotutto.
Il colonnello sorride all’investigatore e Cristine lo abbraccia, mentre l’ispettore gli da una pacca sulla spalla.
MASTERS
Un lavoro eccellente, signor Miller. Lei è veramente un genio.
Miller gli sorride, mentre abbraccia la ragazza.
Dissolvenza.
Miller è davanti alla casa. E’ vestito con gli abiti da viaggio che aveva all’inizio del film e alle sue spalle c’è una macchina con il motore acceso. La signora Dalton si avvicina a lui, sorridendogli.
DALTON
Signor Miller, mi dispiace vederla partire di già.
MILLER
(sorridendo)
Le dirò: visto com’è andato il week end io, invece, sono felice di andare via, signora Dalton.
La donna sorride e lui le fa il baciamano.
MILLER
Ma potrei tornare, prima o poi.
DALTON
Oh! Non so neanche se ci saremo più, sa? Con il signor Hornby morto chissà chi erediterà la casa e chissà cosa ne sarà di noi.
Miller sembra colpito dalla parole e assume uno sguardo dispiaciuto.
MILLER
Oh santo cielo, signora Dalton, spero che non avrà dei problemi.
DALTON
Non si preoccupi per me, saprò cavarmela. Non ho bisogno di molto per vivere, sa? Mi basta un tetto sopra la testa e sapere che i miei cari stanno bene.
Il suo sguardo sembra fissarsi su qualcosa. La mdp mostra Cristine seduta in veranda, impegnata a leggere un libro.
MILLER
(sorridendo)
Le vuole molto bene, vero?
DALTON
E’ come una figlia. Saperla serena e felice è la cosa più importante, per me.
Miller le bacia ancora la mano.
MILLER
Lei è una brava donna, signora Dalton.
Lei gli carezza una guancia.
DALTON
Che Dio la benedica, signor Miller. Addio.
Lui sale sulla macchina e si sporge dal finestrino.
MILLER
E perché non "arrivederci", signora? Ci rivedremo prima o poi.
Lei sorride ancora e fa un cenno di saluto con la mano, mentre questa parte. La mdp si solleva in volo e mostra una panoramica della casa e della campagna circostante. Possiamo ancora vedere l’auto che si allontana e la signora Dalton, davanti alla casa.
Dissolvenza.
Schermo nero.
FINE
L’intrigo scarlato
A Nuoro’s Production
Un film di Anthony Minghella
Soggetto e sceneggiatura di Fabrizio Casu
Judith Dalton: Maggie Smith
Johnatan Miller: Ian Holm
Brian Dermott: Colin Firth
Cristine Dalton: Martine McCutcheon
Silvya Mason: Melanie Lynskey
Colonello William Anthony Mullroy: Alan Rickman
Edward Hammond: Paul Bettany
Ispettore Edwin Masters: Ben Kingsley
Musiche di Howard Shore
La Nuoro’s Production vorrebbe ringraziare:
Sara Cesari
Tommaso Marino
Agatha Christie
Luigi Ferrini
A Nuoro's Production
© e TM riservati
All right reserved
Ogni riferimento a nomi, persone e fatti reali non è voluto ed è da ritenersi assolutamente casuale.
Questo film è fittizio e partecipa a un gioco di cinema virtuale, non si intende sfruttare in nessun modo l’immagine
delle persone citate.
Sullo schermo appare la scritta:
Un mese dopo
Il signor Miller è seduto su una terrazza vicino al mare mentre fa colazione. Entra nel campo una giovane donna che gli porta delle buste.
CAMERIERA
Ecco la posta del mattino, signore.
Lui ringrazia con un gesto del capo e controlla le buste una per una. Poi ne guarda una particolarmente interessato e la apre. Mentre la legge sentiamo la voce di Cristine.
CRISTINE
Caro signor Miller, le scrivo dopo il nostro ultimo incontro per darle una brutta notizia. Purtroppo mia zia Judith è morta la settimana scorsa. Una domenica è uscita in barca sul lago dietro la casa, nel parco, e la barca si è rovesciata. La zia non sapeva nuotare ed è affogata. Le scrivo proprio dalla casa, dove mi sono recata per occuparmi della sua sepoltura. Domani ci sarà l’apertura del testamento e mentre cercavo in camera sua eventuali fogli, ho trovato sulla sua scrivania una busta intestata a lei. Gliela invio, sperando che possa riceverla quanto prima. Io resterò qui ancora fino a domenica, poi partirò, purtroppo il mio lavoro come redattrice del Times richiede la mia presenza lontano da qui. Sperando che lei stia bene, le porgo i miei più distinti saluti.
Miller mette giù la lettera, con uno sguardo triste. Poi estrae una busta da quella della lettera e la apre, tirando fuori un altro foglio. Mentre legge sentiamo la voce della signora Dalton.
DALTON
Carissimo signor Miller, quando leggerà questa lettera io purtroppo sarò morta. Avranno trovato il mio corpo nel lago, dove mi sarò diretto con una barca e dove sarò affogata, non sapendo nuotare. Prima di compiere quest’ultimo gesto scrivo queste righe per riportare un po’ di giustizia nel mondo. Sì, perché la responsabile dei tre omicidi sono io.
Quando legge queste righe, Miller spalanca gli occhi e si alza di scatto, proseguendo poi la lettura.
DALTON
Si ricorda cosa ci siamo detti, al momento di salutarci? Ho detto che mia nipote era la cosa per me più preziosa e così ho fatto quanto necessario per salvaguardarla. Sì, perché gli omicidi che ho compiuto, li ho compiuti per lei.
Miller sospira e si gratta il capo, poi si poggia al davanzale del terrazzo e continua a leggere.
DALTON
Il vecchio Hornby era un uomo violento e, soprattutto, aveva cominciato a insediare mia nipote. Quando sono andato a parlargli, intimandogli di smetterla, mi ha riso in faccia e ha detto che se non volevo che accadesse dovevo non far più venire mia nipote a farmi visita. E che io stesso dovevo lasciare la casa dove avevo lavorato per tutta la vita. Il giorno dell’omicidio sono andata in paese e al ritorno mi sono fermata per cercare Hornby. Il vecchio, durante le battute di caccia, aveva sempre un percorso predefinito.
Vediamo la scena in seppia: la signora Dalton scende dall’auto e apre il cofano, lavorando a qualcosa.
DALTON
Avevo studiato un modo per creare un guasto all’auto. Poi sono entrata nel parco e ho trovato il vecchio Hornby.
Vediamo che tra i due c’è una discussione animata, poi il vecchio si allontana di qualche passo e prende una fiaschetta dall’interno della giacca e comincia a bere a garganella. La signora Dalton afferra il fucile e spara contro di lui. Al momento dello sparo, la mdp torna su Miller che legge.
DALTON
Poi ho atteso lungo la strada, fino a quando non si è fatto vedere qualcuno. Ed è stato il signor Hammond a fornirmi l’alibi.
La mdp mostra in seppia il signor Hammond che viene interrogato dall’ispettore Masters e dal signor Miller.
MASTERS
Mi conferma di avere incontrato la signora Dalton, mentre tornava a casa?
EDWARD
Ah sì. La sua macchina era ferma, mi ha chiesto di chiamare il meccanico una volta arrivato a casa e l’ho fatto. Le ho chiesto se voleva venire con me, ma non si sentiva tranquilla a lasciare la macchina abbandonata.
La mdp torna su Miller che legge, con sempre maggiore interesse.
DALTON
Avendo io le chiavi di tutte le stanze non mi è stato difficile prendere gli oggetti dalle camere altrui: il cura pipe del signor Mullroy e il coltello. E potevo entrare in ogni camera, anche quando era chiusa a chiave, come la sua, quando ho lasciato il coltello. Come ha detto lei l’ho fatto per evitare che lei e l’ispettore mi scopriste. Non le è venuto un dubbio, quando l’ho alloggiato al secondo piano della casa, anziché al primo?
La mdp mostra in seppia la signora Dalton che riceve l’ispettore e il poliziotto, la notte del temporale.
MILLER
Signora Dalton, sarà possibile ospitare l’ispettore e l’agente?
DALTON
(premurosa)
Certamente, signor Miller. Ispettore, lei e il suo collega andate in cucina a farvi fare qualcosa di caldo e a scaldarvi vicino al fuoco. Io preparo subito la camera al secondo piano.
La mdp mostra di nuovo l’ispettore che legge, sembra sconvolto.
DALTON
E allo stesso modo sono stato io a fare scoprire i cadaveri, quando mi era più utile.
La mdp vira in seppia e vediamo la cameriera abbracciata al colonnello Mullroy, dentro la stanza di Sylvia.
CAMERIERA
(singhiozzando)
La signora Dalton mi aveva mandato a portare dei nuovi asciugamani e…l’ho trovata così…
Poi c’è un flash e, sempre in seppia, vediamo il signor Miller seduto al tavolo da cucina, con accanto la signora Dalton.
MILLER
Non vorrei disturbare la cuoca, l’ora della colazione è passata da un pezzo.
DALTON
(accomodante)
Non si deve preoccupare. La cucina è ancora aperta visto che il signor Hammond ancora non si è alzato.
L’ispettore guarda colpito la signora Dalton.
La mdp mostra Miller, che legge attentamente la lettera.
DALTON
Sylvia non era una buona amica. Metteva la sua carriera davanti a ogni cosa, compreso la sua amicizia con Cristine. E, soprattutto, Cristine mi aveva detto che sembrava che Sylvia avrebbe avuto il posto come giornalista al quale ambivano entrambe.
C’è un flash e, in color seppia, vediamo Miller nel parco che ascolta le due ragazze, mentre parlano nel parco.
SILVYA
Sì, certo…è…simpatico, ecco. Ma adesso mi devo concentrare sulla carriera. Sono quasi certa che mi daranno il posto al giornale e…
CRISTINE
(sorpresa)
Come fai a saperlo?
SILVYA
Il caporedattore mi ha detto che sono quella con più chances. Sai, con le esperienze passate e tutto il resto. E devo pensare a quello, al Times e basta.
Miller aggrotta la fronte e continua la lettura.
DALTON
Credo che la giovane fosse andata a letto con qualcuno, per essere così certa. Ma, comunque, non potevo permettere che prendesse il posto che spettava a Cristine.
C’è un flash e vediamo, sempre in color seppia, la signora Dalton che accoltella la giovane con foga, mentre le tappa la bocca. Poi vediamo Miller che continua la lettura.
DALTON
Ho lasciato il cura pipe del signor Dermott e poi mi sono occupato del signor Hammond. Quando è arrivato abbiamo parlato e mi ha confidato del suo lavoro di giornalista. Ma, con mia grande sorpresa, mi ha anche confidato di essere venuto per seguire una storia su mia nipote Cristine. Pare che il rettore della facoltà di giornalismo finanziata dal Time fosse morto durante un rapporto sessuale e lui aveva seguito le tracce, arrivando qui per vedere mia nipote. Convinto che potesse sapere qualcosa.
La mdp vira in seppia e vediamo la signora Dalton che parla con Cristine, animatamente, e quest’ultima che piange.
DALTON
Mia nipote, quando ne parlammo, mi ha rivelato di aver ceduto alle lusinghe dell’uomo e di ignorare il fatto che fosse un donnaiolo.
Vediamo, sempre in seppia, Hammond che parla con Miller.
EDWARD
Ah capisco…prima di partire mi sono ritrovato a scrivere di un caso avvenuto nell'Essex. Ve lo racconto perché l’ho trovato abbastanza buffo: un anziano signore, rettore di una scuola di preparazione del Times, è morto durante una scappatella extra coniugale con una studentessa. Una cosa molto perversa, pare.
MILLER
(divertito)
Ah sì?
EDWARD
Sì, lui aveva quasi sessanta anni. Di lei nessuna traccia, ancora si cerca di sapere chi fosse, ma pare che il vecchio rettore non disdegnasse le studentesse più giovani. Insomma: la poveretta non era la prima, ma solo la più sfortunata.
La mdp mostra Miller che continua la lettura della lettera.
DALTON
E’ stato così che, inizialmente ho dirottato l’attenzione del signor Hammond sulla relazione di Sylvia con il signor Dermott. Quando sono andato a raccontarglielo, mi ha rivelato che la Sylvia non gli aveva fatto il suo nome, ma che si era tenuta vaga. Lui aveva mandato un telegramma al Post per avvisare che probabilmente aveva trovato una storia interessante e io gli ho solo dato la conferma.
La mdp vira in seppia e vediamo Hammond sempre durante l’interrogatorio.
MASTERS
Cos’ha fatto, una volta tornato qui?
EDWARD
Sono stato qui fuori, sul retro. Ho preso la macchina da scrivere e ho cercato la mia Musa, pregandola di ispirarmi.
MILLER
E ha trovato qualcosa?
EDWARD
Qualcosa, sì. Ma non riguardava il mio libro, quanto un articolo al quale sto lavorando.
La mdp mostra il foglio che Miller stringe tra le mani.
DALTON
E così è tutto qui. Ho lasciato degli indizi in giro, facendo sì che la responsabilità cadesse sul signor Dermott, ma deve credermi: non era mia intenzione farlo finire in prigione. So che il processo è ancora in corso poiché gli avvocati del signor Dermott hanno preso tempo. A me quel tempo è bastato per fare sì che Cristine avesse il suo posto di lavoro. Il mio testamento rivelerà che tutti i soldi messi da parte in una vita di duro lavoro, verranno devoluti a mia nipote, e questa lettera potrà scagionare il signor Dermott. E’ una persona sgradevole e cattiva, ma non merita di finire in carcere per qualcosa che non ha commesso.
Miller scuote la testa e sospira.
DALTON
Del resto credo e spero che questa mia confessione non faccia perdere a mia nipote il suo posto di lavoro al Times. Mi fido di lei e so che farà il possibile perché non sia così. Le prego di rispettare le ultime volontà di una persona che sta per morire. Qui le porgo i miei saluti, signor Miller. Sono stata onorata di conoscerla e di esserle stata amica per tutti questi anni. La prego di non odiarmi per quello che ho fatto, l’ho fatto solo per aiutare la mia amata Cristine, che possa avere una vita luminosa. E così lei, signor Miller. I miei più sentiti saluti, Judith Dalton.
Miller alza lo sguardo.
MILLER
(mormorato)
Maledizione…
Il foglio gli cade di mano e vediamo che comincia a volare, spostato dal vento, la mdp lo segue nei suoi giochi aerei e poi si solleva, inquadrando il mare davanti alla terrazza del signor Miller.
Schermo nero.